mercoledì 18 febbraio 2015

Fiori recisi - Sara Maggi


Avete presente quelle persone che vi piacciono a pelle? Quelle che magari non avete occasione di frequentare, ma delle quali vi basta una frase, una battuta, un modo di scherzare, per farvi dire che sì, si tratta proprio di una gran bella persona. Questo è quello che mi succede con Sara Maggi, una ragazza che conosco da tempo e che ho avuto modo di frequentare poco, ma della quale penso un gran bene da sempre. Quindi, quando ho saputo che aveva pubblicato il suo primo romanzo, mi sono precipitata ad acquistarlo. Il mio è stato un acquisto del cuore, dettato dall'affetto e dalla curiosità, senza sapere bene di cosa si trattasse. Mi sono bastate poche righe e bum, conquistata. Ho divorato il libro nel giro di due giorni, presa dalla forza della scrittura di Sara e dalla sua immensa bravura. 

Il romanzo racconta quattro storie parallele, tutte in qualche modo intrecciate tra loro. C'è la storia di Silvia, donna single di mezza età costretta ad accudire genitori poco amati, quella di Laura, collega di Silvia e succube del suo carattere forte e prepotente, poi c'è Agnese, diventata madre quando ormai non lo desiderava più e totalmente inadatta al suo nuovo ruolo e ci sono i signori Zaccone, una coppia senza figli che vive un matrimonio di facciata ma impossibile da rompere. E' difficile raccontare queste storie in poche frasi, perché ognuna di esse ha mille sfumature nascoste tra le righe, che si svelano nel corso della lettura. Il romanzo è ambientato a Savona, ma in realtà potrebbe essere collocato ovunque, in qualsiasi città di provincia chiusa e soffocante, in un piccolo paese o in una grande metropoli.

La forza di questo romanzo, secondo me, è la sincerità estrema, che mette a nudo i protagonisti, spogliandoli di tutti gli orpelli e le apparenze e mostrandoli per quello che sono, vittime di una solitudine infinita che li ha privati della linfa vitale. Si tratta di un romanzo crudo, forte, che strazia senza far versare una sola lacrima. Del resto, è impossibile solidarizzare con i personaggi, perché ognuno di loro - a suo modo - è crudele, arido, privo di sentimenti. Sono persone che non vorremmo essere, che non vorremmo frequentare, ma che con la loro sincerità ci chiedono conto dei nostri comportamenti. Più di una volta, leggendo il libro, mi son chiesta: "oddio, ma io ho mai pensato una cosa del genere?", scavando a fondo dentro di me. E' un libro che non fa sconti a nessuno e dal quale si esce sfiniti, ma con un'immensa voglia di abbracciare la persona che ci è accanto, dire ai nostri genitori che vogliamo loro bene, chiamare gli amici che non sentiamo da tempo e cercare di essere persone migliori, che vivono una vita piena. Perché, come dice Sara, le persone sole con il tempo si afflosciano, come fiori recisi lasciati a marcire in un vaso pieno di acqua sporca. 

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