E' martedì, è passato un po' di tempo dal mio ultimo post ed è ormai ora di un nuovo #girltuesday. Nel pensare alla donna di questo post, mi sono resa conto che il mio amore incondizionato non va tanto a lei (che peraltro amo tanto, eh), ma soprattutto alle donne da lei interpretate in alcuni film.
Lei è Kirsten Dunst e io la amo da quando ho visto Il giardino delle vergini suicide (amato almeno tanto quanto il libro), dove lei interpreta Lux in tutto il suo giovane splendore. Ho amato i suoi vestiti a fiori, quei capelli biondi che sicuramente profumavano di "erba tagliata", quella drammatica inquietudine che la consumava.
Poi c'è stato Elizabethtown, dove lei è Claire, una dolcissima assistente di volo che fa innamorare Orlando Bloom. Claire è quanto di più lontano ci possa essere da Lux Lisbon, è una tipa allegra, un po' fuori di testa, sorridente, romantica, la perfetta protagonista di una commedia romantica, insomma.
E vogliamo dire qualcosa di Maria Antonietta? Non ci sono parole, quel film lo rivedrei migliaia di volte ed è soprattutto merito di Kirsten se lo amo così tanto (e di Sofia Coppola che mette lì un paio di Converse, eh).
Per finire poi con l'incredible Peggy Blumqvist, l'unico motivo per cui ho tenuto duro e ho guardato la seconda stagione di Fargo fino alla fine. Peggy sa farsi amare dalla prima scena, è una fuori di testa vera, apparentemente svagata, crudele senza sembrarlo, una criminale svampita ma con una freddezza impressionante. L'ho amata fortissimo.
Visto tutto l'amore che ho provato al concerto, qualche settimana fa, non potevo esimermi dal dedicare questa nuova puntata di #girltuesday a Florence Welch. Chiamatemi banale, noiosa, quello che volete, ho bisogno di dedicare un piccolo rituale d'amore a questa donna fantastica.
Prima del concerto, mi piacevano un casino le sue canzoni, quelle di How Big, How Blue, How Beautiful su tutte. Mi piaceva lei, bell'aspetto, bel look, tutto perfetto. Non appena si sono spente le luci, quella sera al concerto, l'ammirazione si è trasformato in amore folle. Amore puro e vero. Me ne sono innamorata, giuro. E così è stato per tutte le altre migliaia di persone che erano lì. Mai, giuro, mai in un concerto ho sentito un flusso d'amore così potente tra pubblico e artista.
Perché la amo? Perché ha dei favolosi, lunghi, setosi, meravigliosi capelli rossi.
Perché la amo? Perché ha uno stile fantastico, alterna vestiti lunghi che le danno un'aria un po' hippie e un po' donna preraffaellita (sono di Gucci, lo so, lo so, così è tutto più facile) a completi maschili anni '70 e, ancora, a uno stile più contemporaneo e di tendenza.
Perché la amo? Perché sul palco dà tutta se stessa, senza risparmiarsi, senza freni.
Perché ha un sorriso fantastico e una risata cristallina.
Perchè ha il tatuaggio che vorrei io, dove lo vorrei io. E giuro che non lo sapevo.
Perché una vocina flebile e sussurrante quando parla, che si trasforma in una potenza immane quando canta.
Perché questa è casa sua, servono altre motivazioni?
Buongiorno. Torna l'angolo dedicato alle mie donne preferite, quest'oggi riservato a una delle mie (tre) icone di stile. La prima è la inarrivabile Zadie Smith, di cui vi avevo parlato nel primo appuntamento con #girltuesday, la seconda è Alexa Chung, protagonista di questa puntata, la terza la scoprirete nelle settimane a venire.
Rispetto ai post delle scorse settimane, in cui mi dilungavo sull'intelligenza e la profondità emotiva delle persone di cui vi raccontavo, questo è volutamente pop e superficiale. Si basa sul puro aspetto estetico, sullo stile, sull'immagine. Perché dai, anche quella conta, no? E poi io ho un gran bisogno di leggezza, quindi abbiate pazienza. Quindi non so se Alexa sia intelligente o meno, non ho citazioni sue da riportarvi, so solo che ho una sconfinata ammirazione per il suo stile e un amore infinito per la sua voce roca.
Quello che amo dello stile di Alexa è la capacità di mettere insieme capi semplici in maniera (apparentemente) semplice, ottenendo un risultato perfetto. Ammiro la sua capacità di scegliere due cose (apparentemente) a caso e non sembrare una scappata di casa, come capiterebbe a me, ma una donna con uno stile personale e privo di difetti. Insomma, quella cosa che sui giornali di moda si definisce "effortlessly chic" e che vorrei tanto avere anch'io.
(Esempio 1: io possiedo tutte queste cose nell'armadio, se le metto insieme così sembro una tossica. Perché lei invece è una figa pazzesca?)
(Esempio 2: io ce l'ho il chiodo e l'ho anche messo con un vestito elegante, una volta. Ma perché mi veniva in mente Loredana Berté e non Alexa, nel guardarmi allo specchio?)
(Esempio 3: qui un po' mi consolo, il cappottino beige non lo metto perché mi sbatte il viso, ma se non altro io non ho le gambe così secche)
(Esempio 4: a questo cappotto ho sbavato dietro tutto l'inverno, solo perché lo aveva lei. Poi cosa sembrerei con un cappotto così lo lascio immaginare a voi, eh)
(E per finire, eccola con la maglietta per la quale s'è guadagnata il mio sempiterno amore, se ancora ce ne fosse bisogno)
Potrei tediarvi ore e ore, con infinite foto, ma lasciamo perdere. Il suo stile "oh mi sono appena svegliata e ho messo la prima cosa che c'era appoggiata sulla sedia" non fa per me. Devo rassegnarmi.
Passiamo invece a un video qualsiasi, tipo un video in cui sua maestà Lisa Eldridge la trucca. La sua voce, ragazzi miei, la sua voce. E il fatto che è incredibilmente perfetta già all'inizio, completamente struccata (piango fortissimo). E si lamenta, dice di essere orribile. Per la cronaca, c'è anche un altro video, dove è pure abbronzata. Vabbè, senza ritegno.
Per finire, non scordiamoci che è stata la fidanzata di Alex Turner, ecco.
Ma ditemi, qual è la vostra icona di stile? Dai, che sono curiosa!
Quando m'è venuta l'idea del Girl Tuesday e di celebrare quindi tutte le donne che ammiro, lei è stata tra le prime a venirmi in mente. La ammiro come poche altre al mondo (perché poi, all'interno di tutte queste donne fantastiche, poi potrei anche fare una classifica, varie liste a seconda dei motivi di ammirazione, vabbè, lasciamo perdere) e lo faccio da un bel po' di tempo.
Si tratta di Tavi Gevinson, la fashion blogger diventata famosa perché, ancora praticamente una bambina, aveva un blog seguitissimo e veniva invitata a tutte le sfilate più importanti. Quando ne ho sentito parlare la prima volta, mi ha incuriosita perché aveva dodici anni e i capelli tinti di grigio (quando ancora non era così cool). Oltre a pensare a che genitori fighissimi potesse avere, visto che la lasciavano libera di esprimersi come preferiva, mi incuriosiva la sua diversità, il suo essere profondamente se stessa in un mondo, come quello della moda, che tende a omologarci tutti.
Il mio interesse si è trasformato in ammirazione quando Tavi ha cominciato a pubblicare una rivista online, chiamata Rookie Magazine, indirizzato soprattutto alle ragazzine adolescenti. La cosa che più di tutto mi piaceva, e mi piace ancora, di quella rivista e di Tavi stessa, è il modello fornito alle ragazze, lontano anni luce dalla rincorsa della fredda bellezza, della magrezza ossessiva, della superficialità e della omologazione subdolamente predicata dai media.
Tavi mi ricordava molto Iris Apfel, altro mio grande mito (che comparirà presto qui, sul muro virtuale di casa di Cindy), un'altra donna che si è imposta nel mondo della moda con uno stile unico e grande intelligenza. Tavi ora è cresciuta, ha uno stile più misurato, è meno interessata alla moda e da ragazzina nerd è diventata una giovane e bella ragazza che fa l'attrice e sostiene le tematiche femministe, con grande forza e intelligenza. Diventerà una gran donna, ne sono sicura.
Se volete capire meglio di chi si tratta, qui sotto trovate il suo Ted Talk, che risale al 2012, ossia quando lei aveva 16 anni. Non dico altro, solo "please, be Stevie Nicks", come dice lei alla fine del video. (Se volete, qui trovate la versione del video sottotitolata in italiano).
Questo video, invece, è molto più recente (di pochi mesi fa) ed è un breve tour nel suo appartamento. Io lo adoro e infatti l'avevo già condiviso qui (lo so, son noiosa, ma non potevo farne a meno, lo amo troppo).
E, infine, alcune citazioni.
Feminism to me means fighting. It's a very nuanced, complex thing, but at the very core of it I'm a feminist because I don't think being a girl limits me in any way. (Femminismo per significa lottare. Si tratta di una questione complicata, piena di sfumature, ma essenzialmente sono una femminista perché non credo che essere una ragazza mi limiti in alcun modo).
I understand that a lot of girls feel encouraged by what I have been able to do, but I've never felt like I'm a role model. I'm not concerned with building a great legacy or anything because I'll be dead so it won't matter. (Capisco che molte persone si sentano incoraggiate da ciò che ho fatto, ma non mi sono mai sentita un esempio. Non mi preoccupo di lasciare una sorta di eredità o altro, perché sarò morta e quindi non avrà importanza).
Women are complicated. Not because women are crazy, but because people are crazy, and women just happen to be people. (Le donne sono complicate. Non perché le donne siano pazze, ma perché le persone sono pazze e le donne sono persone).
For most people, being a feminist sounds so complicated. It’s always more convenient to not be someone with controversial opinions. (Per la maggior parte delle persone, essere femministe sembra molto complicato. E' sempre più comodo non avere opinioni controverse).
I think you have to take the approach that feminism is ultimately about freedom. (Credo si debba adottare il punto di vista secondo cui il femminismo riguarda essenzialmente la libertà).
Non so se sia nato prima l'amore per il New Mexico o per Georgia O'Keeffe, davvero non saprei dire, so solo che sono indissolubilmente legati, dentro di me. Sta di fatto che io, Georgia O'Keeffe la amo da tempo e, quando finalmente sono riuscita ad andare a Santa Fe e visitare il suo museo, ero felice come una bambina in un negozio di bambole Barbie.
La amo perché ha uno sguardo magnetico e uno stile inconfondibile, mascolino, potente.
La amo perché aveva un rapporto intenso e profondo con la natura. Perché per lei dipingere, almeno negli anni del New Mexico, voleva dire stare fuori, nel deserto, con una tenda, i colori e le tele.
La amo perché era una donna coraggiosa e intelligente. E con due palle, così, diciamolo.
I decided to start anew – to strip away from what I had been taught – to accept as true my own thinking. This was one of the best times of my life. […] I was alone and singularly free, working into my own, the unknown – no one to satisfy but myself.” (Decisi di cominciare tutto di nuovo – di liberarmi di cò che mi era stato insegnato – e di accettare come vero solo il mio modo di pensare. Fu uno dei momenti migliori della mia vita. […] Ero sola e strstraordinariamente libera, lavoravo dentro di me, dentro l’ignoto – nessuno da soddisfare se non me stessa.)
Where I was born and where and how I have lived is unimportant. It is what I have done with where I have been that should be of interest. (Dove io sia nata e come abbia vissuto non conta. È ciò che ho fatto nei luoghi in cui ho vissuto che dovrebbe interessare.)
To create one's own world takes courage (Ci vuole coraggio per creare il proprio mondo.)
E infine perché le devo la frase che mi ripeto dentro sempre come un mantra.
I've been absolutely terrified every moment of my life - and I've never let it keep me from doing a single thing I wanted to do.
(Ho provato terrore in qualsiasi momento della mia vita, e non ho mai lasciato che ciò mi impedisse di fare qualsiasi cosa volessi fare)
Qualche giorno fa, per puro caso, mi sono imbattuta in una pesantissima catfight tra due blogger che si insultavano a distanza. Ciascuna era sostenuta da un gruppo di fan, tutte rigorosamente donne, che - disposte in una sorta di cerchio virtuale - applaudivano e gridavano insulti idioti, la maggior parte dei quali, guarda caso, di tipo fisico. Si tratta di una di quelle cose che disprezzi, ma dalle quali - per uno strano meccanismo di fascino perverso - ti trovi a non riuscire a staccarti. Un po' come le canzoni di merda alla radio, gli incidenti per strada o le liti tra vicini di casa. E' più forte di te.
Nel vedere, per quanto solo virtualmente, questo becero azzuffarsi (avrei potuto usare la parola pollaio, ma amo troppo le galline per associarle a tale scenario), sono passata attraverso vari sentimenti: incredulità, disgusto, tristezza, e soprattutto voglia di ricordare che le donne sono altro. Voglia di ricordarmi quanto io ami le donne, quanto siano incredibilmente, assolutamente, meravigliosamente dotate di qualità superiori, anche se molto spesso se lo dimenticano. E anche ovviamente, dolcemente complicate, sempre un po' emozionate, quella roba lì, insomma.
Nel fare ciò, ho realizzato che praticamente tutte le mie icone sono donne, allora ho voluto provare a seguire il suggerimento di Austin Kleon in Steal Like An Artist e appendere alle pareti dello studio le foto dei miei idoli. Ora, le pareti del mio studio sono ormai tutte occupate, allora le foto le appendo qui, perché è come se fosse casa, no? Del resto, anche Giada Carta, in una sua mail di qualche giorno fa, suggeriva di lasciarsi ispirare dalle altre donne. E quindi ecco una sorta di santuario, moodboard, galleria di punti di riferimento, simil-bacheca di Pinterest, chiamatela come volete voi. Io la chiamerò Girl Tuesday, sarà una nuova rubrica, una donna alla volta, con cadenza assolutamente casuale. La prima persona che mi è venuta in mente, nel pensare a chi metterci in questa rubrica, è Zadie Smith: non potevo iniziare che con lei. Una donna bellissima, con uno stile fantastico, intelligente, il genere di icona che tutte noi dovremmo avere. Lei è davvero uno dei miei più grandi punti di riferimento e sarei felice di avere un centesimo del suo stile e un millesimo del suo talento. La amo perché ha uno stile fantastico:
Perché ha scritto 10 consigli di lettura, che si possono applicare a ogni lavoro e quasi a ogni campo della vita:
"1. When still a child, make sure you read a lot of books. Spend more time doing this than anything else.
2. When an adult, try to read your own work as a stranger would read it, or even better, as an enemy would.
3. Don’t romanticise your “vocation.” You can either write good sentences or you can’t. There is no ‘writer’s lifestyle.’ All that matters is what you leave on the page.
4. Avoid your weaknesses. But do this without telling yourself that the things you can’t do aren’t worth doing. Don’t mask self-doubt with contempt.
5. Leave a decent space of time between writing something and editing it.
6. Avoid cliques, gangs, groups. The presence of a crowd won’t make your writing any better than it is.
7. Work on a computer that is disconnected from the internet.
8. Protect the time and space in which you write. Keep everybody away from it, even the people who are most important to you.
9. Don’t confuse honours with achievement.
10. Tell the truth through whichever veil comes to hand — but tell it. Resign yourself to the lifelong sadness that comes from never being satisfied."
Perché ogni sua citazione, è un concentrato di saggezza:
“Stop worrying about your identity and concern yourself with the people you care about, ideas that matter to you, beliefs you can stand by, tickets you can run on. Intelligent humans make those choices with their brain and hearts and they make them alone. The world does not deliver meaning to you. You have to make it meaningful...and decide what you want and need and must do. It’s a tough, unimaginably lonely and complicated way to be in the world. But that’s the deal: you have to live; you can’t live by slogans, dead ideas, clichés, or national flags. Finding an identity is easy. It’s the easy way out.”
Perché la ascolterei parlare per ore:
E voi, ditemi, quali sono le vostre icone? A chi vorreste assomigliare?