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venerdì 5 luglio 2013

Wishlist del venerdì

Eccoci tornati alla solita wishlist del venerdì. Dopo quella della scorsa settimana, la wishlist del mese di Veronica, vi sembrerà sicuramente più noiosa e banale, lo so. Sapevo che sarebbe stato difficile tornare alla normalità, dopo la festa dello scorso venerdì, ma amo le sfide! Eppoi dai, coraggio, la fine del mese arriva presto e avrete una nuova, scintillante wishlist degli ospiti! Comunque, veniamo a noi. Torniamo ai miei sogni e alla mia fuffa, ché del resto questa è casa mia e quindi vi tocca, se venite da queste parti! :-)
1. Come ormai ho già detto in tutte le salse, ovunque, sono preda di una passione infinita per gli Stati Uniti. Ieri era il 4 luglio e uno dei miei sogni più grandi sarebbe essere lì a festeggiare in grande stile, magari in una di quelle meravigliose case che ci sono lungo la costa Est, in quei paesini alla Dawson's Creek, con una festa a base di barbecue, birra Bud e fuochi d'artificio (ci metto anche un concerto dei Band of Horses, che ci sta bene). Del resto, sono il peggio dei cliché, ve l'ho già detto più volte. Ma, ditemi, non sarebbe BELLISSIMO? Dai, che piacerebbe anche a voi, confessatelo!
2. Ma torniamo nella cara vecchia Europa, che qui parlo sempre d'America e rompo anche un po' le scatole. Da anni, nella mia lista dei desideri di Etsy, è salvata questa maglietta (per inciso, l'ho lasciata talmente tanto nella wishlist, che nel frattempo la designer è diventata famosa e il prezzo è tipo triplicato, mannaggia a me), che è un inno alla Francia, anche se realizzata in America. Tralaltro, non sarebbe perfetta per la festa di cui sopra? 

3. Vi ho mai detto che amo leggere, tipo tantissimo? Leggerei sempre e ovunque, vivo nell'ansia dei libri che non riuscirò a leggere e di quelli che vorrei rileggere, ma non ho tempo (perché impegnata a leggere altro). Sono una tipa vecchio stile e non possiedo ebook, quindi per me il libro è ancora e solo quello di carta. Quindi, posso non amare i segnalibri? Ne ho tantissimi e ne acquisto sempre di nuovi. E potevo non cadere folgorata da questo segnalibro, ispirato al mago di Oz?


E con questa modesta wishlist, vi auguro un fine settimana (finalmente estivo) da favola!

lunedì 27 maggio 2013

Oimemí.

Tanto vale provarci. Si sente spesso, vero? Si tratta forse di una delle più belle affermazioni che si sentono in giro ultimamente. Tanto vale provarci. Perché il mondo lavorativo è talmente negativo che allora, tanto vale, si può provare a realizzare un sogno. Bello, no? Perché, certo, magari poi il sogno non lo si riuscirà a realizzare, magari sarà una corsa a ostacoli, ma magari invece poi alla fine chissà, quel sogno potrebbe diventare realtà. E non sarebbe una favola? Non viene da sorridere al solo pensiero?  Quindi, tanto vale provarci. Se non altro, da tanta negatività, può nascere qualcosa di positivo. E per inciso, chi è al governo non se lo merita, ma a forza di tanto vale proviamo a tenere su questo paese, che si sappia.

La prima volta che ho sentito, anzi letto, un tanto vale del genere è stato per bocca di uno dei miei guru assoluti, Zero Calcare, il quale raccontava di come avesse cominciato a fare il fumettista, sostenendo che "per stare a Fiumicino a contare le persone al check-in, tanto valeva provare a vivere disegnando fumetti". Logica inattaccabile. Poi un'amica, che dopo anni di lavori precari, mi ha detto: "divento freelance, almeno la mia precarietà me la decido io. Tanto vale". E tanto vale, ce lo siamo detti anche con il proprietario del negozio di cui voglio parlarvi. Quando gli ho chiesto come mai avesse deciso di aprire un'attività così coraggiosa, la sua risposta è stata: "il mondo lavorativo mi offriva così tanta tristezza, tanto valeva provare ad aprire questa attività". Ma chiaro che sì. Certo che bisogna fare così. E quindi, con coraggio e spirito di avventura, è nato Oimemí (e chissà, magari anche con qualche "oimemí" sussurrato qua e là, ma senza farci troppo caso, com'è giusto che sia).
E oggi, in quella meraviglia di città che è Genova, su al Carmine, in via Polleri, c'è questo piccolo negozietto tutto bianco con un favoloso murale di 108, che già da solo vale il viaggio. Ma cosa si vende da Oimemí? Magliette, soprattutto. Ma mica delle magliette qualsiasi. No, no. Qui si vendono magliette con una storia. Perché la filosofia di questo negozio è quella di ricercare magliette speciali, uniche, differenti, che abbiano qualcosa da dire (oltre alla semplice bellezza, ovviamente). Quindi da Oimemí potete trovare magliette disegnate da amici artisti, come 108 e Bael,  oppure quelle di Serena Porrati, artista che impressiona su telaio l'erba che cresce coraggiosamente nelle metropoli, ma anche le mitiche magliette di Threadless, per andare in giro a fare i fighi con il design USA, oppure quelle di Out of Print, per mettersi addosso copertine di libri famosi oppure ancora quelle, speciali davvero, realizzate da pazienti dell'ex Ospedale Psichiatrico di Firenze. E questo è ciò che si trova ora, nel negozio, ma chissà cosa ci sarà domani. Perché non si sta mica fermi, qui da Oimemí. Quando una collezione finisce, non la si riassortisce ma si passa avanti. Si cerca qualcosa di nuovo, qualche nuovo artista, qualche nuovo designer, una collaborazione da seguire con passione. Questo fa sì che le magliette siano pressoché uniche, ce ne sono pochissime per taglia e quando vanno, vanno...volete mettere la figaggine di indossare una maglietta così speciale?

  
Non vi piacciono le magliette? Beh, ma da Oimemí non c'è mica solo quello...ci sono bellissimi gioielli e collane realizzate con corde marinare, ognuna delle quali è un pezzo unico, calzini coloratissimi da sfoggiare con una certa alterigia, fanzine, borse in stoffa per l'hipster nascosto in voi, piccoli oggetti d'arte e...sempre nuove cose in arrivo. In aggiunta a tutto questo ben di Dio, c'è della musica super figa e il wifi libero, chevvelodicoaffare. Insomma, se non si era capito, la mia è una pubblicità spudorata perché amo il coraggio, l'apertura al nuovo e la voglia di distinguersi, tutte cose che in questo negozio sono di casa. Queste iniziative vanno premiate, incoraggiate e sostenute, con grande entusiasmo. Quindi, genovesi, andate al Carmine e fate un salto da Oimemí, vi giuro che non ve ne pentirete (e potrete vedere di persona il negozio, che è ben più bello delle mie povere foto). Non siete di Genova? Beh, ma cosa state aspettando? Genova è la città più bella del mondo, correte! E non dimenticate un giro da Oimemí!