martedì 11 ottobre 2016

I libri del mese scorso: settembre


Mi va riconosciuta una grandissima capacità: come invento io rubriche di blog che poi abbandono dopo qualche mese, nessuno proprio eh. Venerdì scorso, mentre scrivevo le chiacchiere del venerdì, ho realizzato che sto leggendo proprio una marea di libri ultimamente e vogliamo mica perdere l'occasione di parlarne? Ma scherziamo? Di conseguenza, eccomi qui con una nuova rubrica fresca fresca, che speriamo riesca a vedere il panettone. Non lo garantisco, ma ci proviamo. 

Ho deciso di mettere insieme, mese dopo mese, tutti i libri che hanno fatto parte della mia quotidianità: quelli che ho letto, quelli che ho comperato, quelli che ho aggiunto alla mia lista dei desideri (ci vorrebbero due vite per leggerli tutti, ma io conto di diventare centenaria e quindi leggerne un bel po'). Questo post racchiude i libri di agosto e settembre, prometto solennemente che gli altri post saranno più brevi. 

Libri letti

La felicità delle piccole cose - Caroline Vermaille

Questo libro racconta di una caccia al tesoro sulle orme di un quadro di Monet, a cui si intrecciano anche le vicende personali dei vari personaggi. Quando ho finito il libro, in spiaggia a fine agosto, mi son detta: "ce ne fossero di più di libri, così". E' leggero senza perdere l'intelligenza, delicato senza diventare lezioso, commovente ma non troppo, con una trama che ti cattura. E' un libro perfetto per stare bene. Guarda caso, è francese, come molti dei libri che mi hanno fatta sentire così in passato. 

Il rumore dei tuoi passi e Alfredo - Valentina d'Urbano

Il rumore dei tuoi passi è invece un libro che ti prende lo stomaco e te lo strizza fino a farti star male. Una storia d'amore e amicizia in un ambiente di degrado estremo. Due personaggi, Bea e Alfredo, che ti fanno venire voglia di prenderli a pugni a ogni riga, ma che ti incollano alla lettura. Ne Il rumore dei tuoi passi la storia è raccontata dal punto di vista di Bea, in Alfredo è invece raccontata dal punto di vista del ragazzo. Per forza di cose, il primo mi ha catturata di più del secondo, letto quando ormai conoscevo già trama e fatti. 

Moshi moshi - Banana Yoshimoto

Nel corso degli anni, ho letto le peggio cose su Banana Yoshimoto, in molti la odiano, io continuo ad amarla profondamente. I suoi libri sono pieni di struggimenti, dolori, introspezioni, molta tristezza (qui si racconta di una figlia che accoglie in casa la madre dopo il suicidio del marito), ma io la amo soprattutto per come racconta il Giappone. Ogni suo libro è un viaggio in quel paese meraviglioso e già solo per questo vale la pena leggerla. 

L'ultima valle - Carlo Sgorlon

Devo l'amore per Sgorlon a Omar Pedrini che, in un programma di anni fa, raccontava il Friuli mettendo insieme il frico, Carlo Sgorlon e i Tre Allegri Ragazzi Morti, tre cose delle quali mi sono appassionata parecchio. Amo Sgorlon perché tutti i suoi libri (almeno quelli letti finora) sono ambientati in piccoli paesi di montagna, abitati da persone profondamente legate a leggende millenarie e a riti d'altri tempi. Questo racconta la vicenda del Vajont ambientandola però in un luogo di fantasia. Me lo sono divorato.

La mia Thailandia - Manuela Vitulli

Manuela Vitulli è una delle poche blogger di viaggi che seguo. La trovo onesta, sincera, visita veramente i posti di cui scrive (cosa non sempre così scontata nei blog di viaggi), mi piace il suo stile. Ho comperato con gioia il suo ebook, perché da tempo la Thailandia gira nei miei pensieri. E ho fatto bene, perché è un bellissimo racconto di quel paese e una guida molto utile. Quasi che lo prenoto, 'sto volo per Bangkok. 

Nell'intimità - Hanif Kureishi 

Avevo letto questo libro moltissimi anni fa, in poche ore, durante una lunga attesa in aeroporto. Ero in una fase difficilissima della mia vita, macerata da decisioni difficili da prendere e cambiamenti da fare. Questo libro mi ha aiutata tanto e, quando l'ho visto sullo scaffale della libreria mentre riordinavo, mi sono decisa a rileggerlo: è stato come se rivedessi me stessa, quindici anni fa, china su quelle pagine. Non sono obiettiva, c'è troppo di me dentro quel libro, non so giudicarlo da un punto di vista letterario. Ma se lo leggete, vi prego, non associate me al protagonista, eh. 

Tanto vale vivere - Dorothy Parker

Ho comperato questo libro su Depop, nel profilo di Giulia Bertelli a.k.a. Un Peu Sauvage (non riesco a linkarvelo, ma ve lo consiglio, se amate i libri). Non sapevo bene cosa comperavo, mi incuriosiva semplicemente leggere Dorothy Parker. Come ho scoperto quando mi è arrivato, si tratta di una raccolta di racconti brevi, poesie e recensioni teatrali. L'ho aperto con qualche dubbio, perché io non amo molto i racconti, ma sono stata conquistata. Dorothy Parker è incredibilmente ironica, sarcastica, ma ha anche una vena di maliconica e compassionevole, e - soprattutto - scrive da dio. Dentro i suoi racconti c'è New York, il proibizionismo, una vasta galleria di tipi umani tratteggiati con grandissima maestria. Ah, la amo. 

Libri acquistati

Il fatto di essermi iscritta alla mailing list delle offerte lampo Kindle mi manderà in rovina, a colpi di 99 centesimi per volta. E' un tunnel dal quale non riesco proprio a uscire, però. Vuoi mica perderti l'occasione di comperare un libro per pochi soldini? Con questo ragionamento, ho comperato:

Non aspettare la notte, l'ennesimo libro di Valentina d'Urbano, la trama non mi ispirava granché ma le recensioni erano ottime e allora via di compra con un click.

Amy e Isabelle di Elisabeth Stout, scrittrice di cui non ho ancora letto nulla, ma di cui ho sentito solo grandissime cose. La trama mi incuriosisce molto, parla di donne, di provincia americana, del rapporto madre e figlia. Sento che mi piacerà. 

Altrove, forse di Amos Oz, autore de L'Amante, uno dei miei dieci libri preferiti di sempre. Ho comperato questo libro perché non ho mai letto altro di Oz e perché mi incuriosiva leggere questa storia corale ambientata in un kibbutz. 

La mia Londra di Simonetta Agnello Hornby, scrittrice che non amo per niente, ma ero curiosa di leggere di Londra. Mi sa che ho sbagliato, ma vabbè. 

Libri messi in lista

Start Where You Are di Meera Lee Patel, uno di quei classici libri che comprerei per non usare mai e quindi tengo accuratamente in wishlist senza la minima intenzione di acquistarlo. Comunque, è una sorta di diario/libro con ispirazioni e stimoli per coltivare la propria creatività. Non lo userei mai, ma mi piace pensare di essere una di quelle persone che usano libri del genere. 

Lara: The Untold Story That Inspired Doctor Zhivago di Anna Pasternak, il racconto della storia d'amore che ha ispirato il Dottor Zivago, scritto dalla nipote di Pasternak. 

Le ragazze di Emma Cline, libro di cui tutti parlano ultimamente. E' la storia di un gruppo di ragazze sedotte da una setta, nell'America degli anni '70, ispirata alla vicenda di Charlie Manson. Ne avevo letto opinioni contrastanti, Ilenia di Con amore e squallore lo consiglia vivamente e quindi ho spostato il libro in cima alla mia lista. 

John & Yoko:A New York Love Story. Ho sfogliato questo libro fotografico nella galleria di Guido Harari a Alba. Non credo ci sia bisogno di commenti. 

Greenterior: Plant-Loving Creatives and Their Homes. Un altro libro fotografico che illustra un po' di case fantastiche piene di piante fantastiche abitate da persone fantastiche. Costa un occhio della testa, non lo comprerò mai, ma mi piace tenermelo lì.

E voi? Avete libri da consigliarmi? Dai, che così allunghiamo la lista, tanto ormai...

venerdì 7 ottobre 2016

Chiacchiere del venerdì

(foto Unsplash)

Uh, ciao, vi ricordate di me? Ogni tanto faccio capolino da queste parti, eh. Come vi ho detto e ripetuto fino alla nausea e allo sfinimento e bon basta Cindy lasciaci stare, vorrei passare molto più tempo qui, ma la triste vita di tutti i giorni mi trascina via con sè e vado a dormire che è domenica e mi risveglio che è venerdì, spesso senza rendermi conto di tutto quello che è successo in mezzo. Detto questo, ogni tanto mi ritaglio un po' di spazio e torno qui. 

L'ultima volta in cui ho postato le chiacchiere del venerdì era fine luglio, in mezzo è passata mezza vita e quindi temo fortemente che questo post finirà per essere lungo come la Quaresima. Vi chiedo perdono in anticipo, se ve ne andate capirò, se rimanete vi abbraccerò, se mi lasciate un commento raccontandomi le cose belle del vostro ultimo periodo vi amerò fortissimo. 

- come dice giustamente Alice nel suo ultimo post, il fatto che settembre sia il nuovo gennaio è passato un po' di moda. Qualche anno fa, tutti ne parlavano, quest'anno abbiamo cominciato settembre senza troppi buoni propositi in giro e senza ironici auguri per il nuovo anno. Io ho smesso di fare nuovi propositi da tempo, perché per troppi anni sono stati sempre gli stessi, sempre disattesi. Ma dentro di me avevo l'intenzione di cominciare a fare yoga. Non l'ho detto a nessuno, me lo sono tenuto dentro di me. Ho cercato un corso, escluso le ore della sera, ché appena comincia il freddo l'unica cosa che traguardo alla sera è il mio divano, escluse quelle dell'alba, ché uscire fuori al freddo lasciamo perdere e mi sono concentrata su un unico corso possibile, alle 8.30 del mattino. Dopo aver messo da parte le remore sul fatto di togliere tempo al lavoro, mi sono decisa. Ho telefonato, chiesto informazioni, preso decisioni. E poi ho cominciato a trovare scuse. Uh, stamattina non posso, non mi sono depilata. Uh, ma oggi no, come faccio, ho un lavoro da consegnare. Ah, no dai, oggi no, come faccio a lasciare la cagnolina senza la passeggiata di prima mattina? Alla terza scusa, ho detto basta e ho cercato una soluzione adatta a me. Che ovviamente si è palesata con YouTube e un canale yoga del quale mi sono innamorata. Ho cominciato e sto andando avanti da un po'. Sono contenta e forse prima o poi troverò la voglia di fare un corso vero e proprio. O forse no. Per ora va bene così. 

- sempre per quel che riguarda YouTube, da quando non ci sono più la mia amata Concita De Gregorio e il suo programma di libri in Tv, dedico la pausa pranzo a guardarmi dei gran video. Ultimamente, sono diventata dipendente del canale Con amore e squallore (io sono innamorata alla follia di Ilenia e - se amate i libri - ve lo straconsiglio, anche se immagino lo conosciate già). Un altro canale che parla di libri (e non solo) che amo molto è Read Vlog Repeat, mentre - quando ho voglia di rilassarmi e sorridere, mi faccio una dose abbondante di Annalisa Superstar

- tutti questi canali YouTube che seguo, con i vari preferiti del mese, haul, suggerimenti, questo e quest'altro, mettono una gran voglia di fare shopping, mannaggia al mio portafoglio. Ho comperato una marea di libri, di cui poi vi racconterò, mentre sto tenendo botta di bruttissimo per quel che riguarda i vestiti. Non so per quanto ancora reggerò, ma finora sono stata bravissima. Ho solo acquistato una bellissima felpetta di cui vado orgogliosissima. L'ho comperata da Sara Colombo di S'Art Lab, che avevo intervistato su questo blog tempo fa e che sto convincendo disperatamente a darsi da fare sui social, perché è troppo brava. Se volete dare un'occhiata alle cose che fa, la trovate su Facebook e su Instagram. Seguitela perché se lo merita. 

- è arrivato l'autunno e, come ho detto prima, d'autunno divento un tutt'uno con il mio divano. Sono anziana dentro (e fuori) e quindi ceno presto, metto a posto, mi fiondo sul divano e vivo una vita parallela su Netflix. Ho visto una milionata di serie TV: Stranger Things, che ho adorato e m'ha fatto venire una gran voglia di anni '80, e di cui non vi dico nulla perché se ne parla a destra e a manca da quest'estate. Poi ho guardato la seconda stagione di Narcos, la serie ispirata alla vita di Pablo Escobar, che è FAVOLOSA. Gran ritmo, colonna sonora da paura, e i maglioni di Escobar, amici miei, i maglioni di Escobar. Ho visto anche Marcella, una serie che nessuno s'è filato ma che ho trovato davvero interessante. Ambientata a Londra, è la storia di una poliziotta che deve risolvere una serie di omicidi seriali e che in qualche modo viene coinvolta in uno di questi. Non dico altro, a me è piaciuta molto. Ho anche cominciato la settima stagione di Sons of Anarchy, ma non riesco ad andare avanti. Ho talmente poca voglia che mi sa che mi farò raccontare la fine dalla mia amica Daria. La cosa buffa è che sono stata io a consigliargliela, ma ero alla terza stagione e mi sembrava una cosa fighissima. Adesso per me è solo noia mortale. Intanto, per le prossime settimane, complice l'assenza da casa di mio marito, mi faccio una maratona di ripasso di Gilmore Girls, ché il 25 novembre è dietro l'angolo (#teamjess per sempre, tra l'altro). 

- sempre su Netflix, sul quale tra l'altro hanno aggiunto una valangata di film, ho visto un film carinissimo. Si tratta di Today's Special, la storia di un ragazzo indiano che sogna di andare a fare uno stage di cucina a Parigi ma è costretto a rinunciare per aiutare i genitori nel loro ristorante. Certo, non è un capolavoro della storia del cinema, ovvio, ma è uno di quei film leggeri e delicati, ironici senza essere sguaiati, con un pizzico di commozione e un piacevole lieto fine (non ho spoilerato niente perché è ovvio che questi film vanno a finire bene, devono finire bene). Non rimarrà nella storia del cinema, ma io vorrei vederne più spesso, di film così.

- io sono iscritta a più newsletter di quanto sia umanamente possibile leggere, infatti ogni mattina passo almeno mezz'ora a cancellare mail senza neppure aprirle. Ma ce ne sono alcune, circa una ventina, che non mi perderei per nulla al mondo. Una di queste, la mia preferita in questo periodo, è quella di Maria Alexandra Vettese e Stephanie Congdon Barnes, due fotografe che vivono a 3191 miglia di distanza e che hanno dato vita al progetto 3191 Miles Apart. La loro newsletter, a cadenza settimanale, è un concentrato di bellezza, bellissime fotografie e ispirazione continua. L'ultima mail che è arrivata è questa

- per quel che riguarda i libri, ne ho letti veramente troppi, facciamo che dedicherò loro un post a parte. Se ne scrivessi ancora qui, questo post diventerebbe così lungo da farvi stramazzare al suolo e maledire il momento che avete cominciato a leggermi. Vi lascio con questa canzone qui sotto, che ascolto costantemente da giorni. Ma voi ditemi, cosa avete fatto di bello ultimamente? Film, libri, serie tv, shopping? Raccontatemi! 



giovedì 29 settembre 2016

In viaggio con Michela: Skye

Sono davvero una persona fortunata perché continuate a riempirmi di regali. Oggi torna Michela, dopo una lunga pausa dovuta al lavoro, e lo fa con un post dedicato a uno dei posti più belli che io abbia mai visto in vita mia. Uno di quei posti che si prendono un pezzo del vostro cuore e non ve lo restituiscono più. Ho lasciato pezzi di cuore un po' ovunque, nel mondo, ma quello che ho lasciato a Skye è un po' più grande degli altri. Quindi grazie Michela, grazie per essere tornata e per aver scelto di raccontarci un posto così speciale. Buona lettura! 

Ricominciare a scrivere per ‘A casa di Cindy’ è il più bel regalo di questa fine estate calda e soleggiata, un’estate lunghissima che sembra volermi restituire i giorni in cui ero lontana dall’ombrellone e dal mare, i giorni indimenticabili trascorsi in Scozia
Mi metto comoda al pc, mentre l’acqua per il tè si scalda e inizio a raccontarvi.

Una Cinquecento bianca e sedici lunghi giorni per scoprire le meraviglie di una terra dalla bellezza selvaggia, potentemente forte nei colori e nella sconfinata solitudine dei paesaggi.
Nessuna grande città, se non la bella Edimburgo, scoperta durante il più grande festival delle arti del mondo; solo piccoli villaggi sul mare e graziose cittadine nella campagna più verde e rigogliosa mai vista. E poi le Highlands, i Loch, i faraglioni e le spiagge bianche incontaminate. E le isole, perle di inestimabile bellezza. Non si può dire di aver conosciuto e apprezzato appieno la Scozia senza aver visitato le sue isole, almeno le più importanti. 
Vorrei trasferirvi un po' delle emozioni provate raccontandovi di quella che più mi ha colpito e affascinato, l’isola di Skye.  
Skye è un concentrato di bellezza e meraviglie. 


Portree è la pittoresca ‘capitale’, con un porticciolo di casette che è una palette di toni pastello
Essendo situata in posizione centrale, risulta essere un’ottima base per visitare l’isola agevolmente.E’ una cittadina vivace, molto graziosa e ricca di localini e ristoranti niente male. Ricordo una memorabile scorpacciata di salmone al Dulse & Brose. 




A nord di Skye si trova uno dei territori geologicamente più interessanti in Europa, la Penisola di Trotternish. E’ il paradiso per chi come me ama fare escursionismo. Sono imperdibili la salita fino all’Old Man of Storr, un pinnacolo di basalto alto 50 metri e le passeggiate sull’altopiano vulcanico del Quiraing, che regala scenari mozzafiato. Consiglio una tappa allo Skye Pie Cafè, caratteristico quanto originale caffè galleria.


L’ovest più estremo racchiude la gemma più preziosa, Neist Point.
Quanto ho adorato questo luogo lo scoprireste solo andandoci, sfidando il vento lungo la scogliera per immortalare il colpo d’occhio che si presenterà ai vostri occhi, una lingua di terra che culmina con un bellissimo faro bianco. Un ricordo indelebile, senza alcun dubbio l’immagine che ho più viva negli occhi e nel cuore.
La giornata a Neist Point ha raggiunto la perfezione quando anche il palato ha avuto la sua parte, al Three Chimneys per una sofisticata tappa gourmet.

Ho amato tutto di questa morbida isola verde, le gallerie d’arte che sbucavano dietro ad ogni curva, le zuppe calde, la parlata veloce e incomprensibile dei suoi abitanti, la purezza dell’aria e il profumo dell’oceano, le colonie di foche e le pecore, soprattutto che fossero in numero più alto delle persone, le casette basse, tutte bellissime, l’aria frizzante la mattina e la luce nordica fino a tardi. E quelle uniche gocce di pioggia scese alla nostra partenza e io subito a pensare che piangesse, perché stavamo lasciandola. 

A Skye ho toccato il cielo con un dito.

lunedì 26 settembre 2016

Slovenia - gli indirizzi


Eccoci alla seconda puntata del viaggio in Slovenia, questa volta tutta dedicata a dritte e indirizzi. Spero vi possano essere utili, nel caso decidiate di avventurarvi in questa bellissima nazione. Di Trieste non vi parlo, siamo stati troppo poco e abbiamo collezionato troppo pochi consigli. Mi sa che dovrò proprio tornarci. 

Ma passiamo alla Slovenia. Il nostro voleva essere un viaggio itinerante, volevo fare una sorta di "anello" o comunque un giro che mi permettesse di dormire un po' qua e un po' là, vagamente on the road. Cartina alla mano, ho scoperto che Lubiana era posizionata talmente bene da evitare sbattimenti e cambiamenti di albergo ogni notte, ché va bene il viaggio on the road ma tanto mica eravamo negli Stati Uniti e potevamo pure prendercela con calma. 

Quindi, dal punto di vista del pernottamento, abbiamo diviso il viaggio in due: quattro notti a Lubiana e tre nella zona del lago di Bled. Arrivavamo da Trieste, come vi ho già detto, e nella giornata di spostamento verso Lubiana abbiamo "infilato" anche un giro a Piran e una sosta al Castello di Predjama. 

Piran merita sicuramente la deviazione, è un paesino incantevole sul mare, credo molto simile ad altri della costa croata (dove io non sono mai stata). Noi ci siamo stati una mezza giornata, abbiamo passeggiato per le viuzze, siamo saliti al castello (in Slovenia c'è sempre un castello, ovunque), abbiamo pranzato davanti al mare, ci siamo beati della luce intensissima. Il Castello di Predjama, costruito praticamente all'interno di una grotta, merita anch'esso una sosta. Lì vicino ci sono anche le grotte di Postumia, che tutti mi consigliavano di visitare e che io ho sonoramente ignorato: se c'è una cosa che proprio non mi muove un pelo sono le stalattiti e le stalagmiti. Sorry. Detto questo, passiamo al resto della vacanza. 

Lubiana

Lubiana è una città piccolina, la si gira facilmente a piedi o in bici. Ovunque si decida di dormire, si è comunque vicini al centro. Noi, senza praticamente rendercene conto, abbiamo scelto un appartamento a un minuto dal centro storico, bastava semplicemente attraversare la strada ed eravamo nella zona pedonale. L'appartamento è questo e ve lo stra-consiglio: è in centro, tranquillo, luminoso, piccolo ma con tutto quello che serve. In più, il proprietario è gentilissimo e questo fa sempre bene. 

Lubiana è PIENA di locali, bar, ristoranti, take-away, e io mi sono trovata bene in praticamente tutti quelli in cui sono stata. Scelta ampia, qualità elevata, prezzi ragionevoli. Ecco quelli che mi sono rimasti nel cuore:

Cacao - è un bar/pasticceria che si trova sul lungofiume, dove c'è una costante fila per il gelato. Io non ho preso il gelato, ma un ottimo cappuccino e una brioche perfetta. C'erano poi una serie di torte raw (ah, pare che i dolci crudisti in Slovenia vadano alla grande) che facevano venire l'acquolina in bocca. 

Todz - altro bar, sulla riva opposta del fiume. E' hipster all'ennesima potenza, pieno di bella gente, arredato da dio, perché insomma, ammettiamolo, gli hipster nei locali ci sanno davvero fare. Ovviamente, per non smentirmi, ho preso un tè freddo allo zenzero e un sandwich all'avocado, potevo mica sentirmi fuori luogo? 

Central Station - un bar di tendenza, sempre pieno di gente. Bella musica, bella gente, ottimo spritz e happy hour super conveniente (lo spritz lo abbiamo pagato 2.80 Euro)

Zaziv Vegan - quando siamo arrivati a Lubiana, stanchi e affamati, e ho visto che avevamo una gastronomia vegana sotto casa, ho capito che eravamo nella città giusta. Burger e wrap vegani buonissimi, una torta al cocco e mirtilli che era commovente. 

Falafel - ho una passione smisurata per i falafel, quando ho visto questa piccola gastronomia/ristorante, ho capito che non avrei cercato altro per cena. E ho fatto bene, perché i loro falafel erano ottimi e l'hummus chevvelodicoaffare. Ci sarei tornata ogni sera. 


Joe Pena's - siamo passati davanti a questo ristorante per puro caso, all'ora dell'aperitivo, ci siamo guardati e dopo due secondi eravamo seduti al tavolo: due Sol da bere e uno stepitoso guacamole preparato al tavolo. Mancavano solo i mariachi e sembrava di essere a Isla Mujeres, tanto era buono il guacamole. 

Da Lubiana abbiamo fatto una gita di un giorno a Ptuj e Celje, distanti un centinaio di chilometri circa. Sempre vicino a Lubiana, c'è Skofja Loka, altra cittadina medievale molto carina. Essenzialmente, la capitale della Slovenia è così ben posizionata (e la Slovenia così piccola) che si può vedere buona parte della nazione facendo base a Lubiana. Mica male, no? Come dicevo nello scorso post, Lubiana è piccola e non ci sono molte attrattive turistiche. In due giorni la vedete tranquillamente. Quindi, se vi fermate di più, potete fare delle gite nei dintorni oppure provare tutti i locali della città (nel qual caso credo non vi basti un mese). 


Lago di Bled e dintorni

Quando ho cominciato a pensare alla Slovenia e a informarmi su cosa vedere, il lago di Bled continuava a venire fuori. Visto che avevo tanta voglia di passare qualche giorno in montagna, ho deciso di non fare una gita da Lubiana ma di starci qualche giorno. Grande idea, perché dalle parti del lago di Bled va di gran moda il glamping. 

Cos'è il glamping? Non ho voglia di cercarlo su google, ma ho idea che la parola sia l'unione di glamour e camping, visto che si tratta di mini-casettine in legno ciascuna con un proprio bagno dedicato e, in alcuni casi, anche con la jacuzzi vicino. Potevo non farmi conquistare dall'idea? Impossibile. E quindi mi son messa a cercare una sistemazione del genere. Quelle nei dintorni del lago di Bled (che è un po' come Portofino, per dire) costavano un'occhio della testa, ma alla fine ho trovato questa, a circa una trentina di chilometri. Ci siamo trovati benissimo, come saprete se mi seguite su Instagram e su Instagram Stories: le casettine, o meglio simil-tende in legno, erano deliziose, il posto tranquillo e silenzioso, immerso nel verde e con, ciliegina sulla torta, la colazione consegnata davanti alla casetta ogni mattina, in un cestino da picnic. 

Il lago di Bled, come avevo già scritto, è molto turistico, ma merita il viaggio. E' davvero incantevole, pieno di scorci da fotografare e con una comoda passeggiata intorno che permette di vederlo tutto. Lì vicino c'è anche il lago di Bohinj, meno turistico, molto più affascinante. L'unica pecca, secondo me, è che bisogna pagare per lasciare la macchina IN QUALSIASI PUNTO. Ora, va bene a due passi dal lago di Bled, ma farmi pagare per lasciare la macchina in un bosco nel nulla, vabbè, anche no. E bisogna pagare anche per vedere delle cascate. Eh beh, no dai. A parte questo, si tratta di due bellissimi posti, e al lago di Bohinj conto di passare una settimana, prima o poi, portandomi il cane e facendo un po' di passeggiate. 

Per quel che riguarda i locali, siamo stati poco e spesso abbiamo mangiato cose al volo (i burek salvano la vita, se non li conoscete e state per andare in Slovenia, segnatevi questo nome). Sono però degni di nota:

Zaziv Vegan - la stessa gastronomia vegana che avevo tanto amato a Lubiana ha una sede anche qui. Ho fatto il bis, ovviamente. 

Pizzeria Rustika - non mangio mai italiano all'estero, ma dopo aver letto "la migliore pizza di Bled e di tutta questa zona della Slovenia" sulla Lonely Planet, dovevo proprio andare a vedere. Beh, la pizza è veramente ottima, migliore di molte pizzerie italiane e digeribilissima. Ci siamo andati due volte, non dico altro. 

Spero che questo elenco vi possa essere utile, nel caso decidiate di farvi un giro in Slovenia!

lunedì 19 settembre 2016

Leggermente: Denti Bianchi

Come dico sempre, ogni Leggermente è una sorpresa e un regalo. Questa volta, Elena ha deciso di sorprendermi scegliendo un libro di una delle mie scrittrici preferite e una delle donne in cui vorrei segretamente incarnarmi, Zadie Smith. 

Ho letto questo libro una vita fa e, nonostante mi sia sempre ripromessa di riprenderlo in mano, non sono mai più riuscita a rileggerlo. Chissà che non sia il momento di rifarlo? Una vita fa m'era piaciuto molto, ora vedendo cosa ne scrive Elena, chissà che non sia il caso di riaprirlo? Voi lo avete letto oppure no? Intanto, leggetevi questa recensione di Elena, che come sempre ringrazio di cuore per il tempo che ci dedica. 

Bentornati! Dopo una meritata pausetta estiva eccoci di nuovo a parlare di libri.

Questa volta non è affatto semplice, sono davanti a un romanzo che aveva suscitato in me molte aspettative, un romanzo famoso come famosa è la sua autrice, un romanzo lungo e pieno di parole.

Facilitiamo la partenza arrugginita con un po' di musica?


Il libro in questione è, udite udite, Denti Bianchi di Zadie Smith, se non sapete chi sia Zadie Smith  potete rimediare subito andando qui e nessuno si farà male!


Bene, ora che avete visto di chi stiamo parlando è il momento di smetterla di scherzare e di dedicarsi al libro. Vi sarete accorti che sto tergiversando, un po' come quando, agli esami, davanti a una domanda impossibile, iniziava la risposta pindarica, che partiva dal mesozoico, passava per Bernoulli, arrivava a Jackson Pollock e si rivelava, inesorabilmente, sbagliata.

Sto prendendo tempo perché, in realtà, non so se questo libro mi sia piaciutoHo impiegato UN'ESTATE a leggerlo, non mi sono dedicata ad altro e va bene che è un periodo nero per il mio rapporto con la lettura, però dai, due mesi sono un'eternità. Questo benedetto periodo nero dura da tanto, troppo tempo, così tanto che mi sono davvero stufata e vorrei accantonare per un po' i libri illustrati per immergermi in un bel romanzo ma, tant'è, ho appena fatto un triplo ordine su Amazon... di cosa? Libri illustrati ovviamente (da lei). Ad ogni modo, quando arriveranno ne scriverò e non potrete che convenire con me: era impossibile lasciarseli scappare.


Ma torniamo a Denti bianchi e al rapporto di amore-odio che ho istaurato con lui. Appena iniziato mi sembrava meraviglioso, pieno di frasi perfette, citazioni da tatuarsi subito sulla schiena e da dipingere in salotto, personaggi legati e indipendenti, storie vecchie e nuove, passato e futuro insieme, tutti gli ingredienti, insomma, per un libro come si deve. Poi, arrivata pressappoco a metà, ho iniziato ad annoiarmi e sono andata avanti così, svogliata e delusa, fino quasi alla fine. 


Se però mi chiedete "Ti è piaciuto Denti bianchi?" io di no non riesco a dirvelo. Perché i protagonisti mi sono rimasti incollati addosso anche a libro chiuso, le loro angosce, le frustrazioni, le emozioni belle e le confusioni erano così terrene, così vere, nonostante tutto il bizzarro con cui Zadie condisce ogni capitolo, che mi ci sono affezionata. Vorrei avere una seconda opportunità, rileggerlo più avanti, quando sarò grande (!) e vedere se avrò cambiato idea.

Per ora non so dire di più, non so consigliarlo, ma posso affermare con ragionevole sicurezza che la maggior parte delle persone che conosco e che lo hanno letto, lo hanno anche adorato. Quindi, fossi in voi, non mi fiderei di me. 


Vi lascio così, con tre citazioni, per farmi perdonare. Vado a pescarle all'inizio del libro, dove, vi dicevo, la bellezza delle parole si spreca:

"La mattina il mondo è nuovo, tutte le volte"

"L'amore non è poi tanto difficile da perdere, soprattutto se non lo si è mai avuto"

"Non si è mai più forti di quando si salta dall'altro lato della disperazione"

martedì 13 settembre 2016

Slovenia


La Slovenia è stata una scelta di ripiego, ammettiamolo. Fino all'ultimo, non sapevamo se ci sarebbe stato possibile andare via e quindi avevamo bisogno di una meta "vicina", facilmente raggiungibile in macchina e che non richiedesse particolari preparativi. Eravamo già stati in Provenza, nella Romantische Strasse, la Svizzera non mi ispirava granché, l'Austria tanto meno, non avevamo voglia di andare al mare, non volevamo stare in Italia, insomma...la Slovenia ha fatto capolino dal suo angolo tranquillo e noi ci siamo detti: "perché no?". Abbiamo messo due cose in valigia, prenotato qualche notte qua e là e siamo partiti. 

Per spezzare il viaggio, abbiamo fatto tappa a Trieste, città che desideravo visitare da tempo, ma che è sempre stata un pochino scomoda. Perché, diciamolo, è veramente lontana. Ma, fidatevi di me, vale il viaggio. Lo vale proprio tutto. Sapevo di trovare una bella città, non pensavo di trovarne una così tanto bella. Posso dire, senza ombra di dubbio, una delle più belle città italiane che io abbia visitato finora. Certo, non avrà i monumenti di Firenze, Roma o Venezia, ma le stradine del centro, Piazza Unità d'Italia alla sera, il castello di Miramare, il vento costante, la luce limpida, i caffè e quel gusto un po' ottocentesco che la permea tutta, la rendono una città meravigliosa. Uno di quei posti da godersi senza correre di qua e di là, con calma, stando seduti a un caffè, sbirciando negli androni dei palazzi e perdendosi nelle viuzze del centro storico. 




Dopo due giorni a Trieste,  ci siamo rimessi in macchina e finalmente siamo andati in Slovenia. La prima tappa è stata Piran, un piccolo paese sul mare a due passi dalla costa croata. Volevo vedere come fosse il mare e la guida consigliava Piran "situata sulla punta di una stretta penisola, è la cittadina più incantevole della costa slovena.La sua città vecchia è uno scrigno di architettura gotico-veneziana, anche se d'estate può risultare letteralmente invasa dai turisti". Effettivamente il posto era pienissimo di turisti, un po' buttati a prendere il sole anche sul cemento del porto, ma questo non ne scalfiva la magia: sarà stata la luce fortissima, i ristorantini sul lungomare, il mare limpido da potercisi specchiare, il vento, ma tutto sapeva di buono. E poi è a due passi da Capodistria, che mi ha fatto ripiombare nei ricordi della TV degli anni '80. 



Da Piran, dopo una brevissima sosta al Castello di Predjama , siamo arrivati a Liubljana . Cosa mi aspettavo da Liubljana? Una città un po' vecchio stile, forse un po' addormentata, abbandonata nel passato. Cosa ho trovato? Una città vitale, pienissima di gente, giovane, allegra, presa bene, moderna pur nella sua classicità, silenziosa, verde, vitale, amichevole, una città col sorriso. Dal punto di vista turistico, non è una di quelle città pienissime di cose da vedere.  A meno che non siate interessati ai minimi dettagli e al museo di questo e di quello, riuscirete a esaurire la visita in una, massimo due giornate. Ma non sono i monumenti a far bella questa città. La cosa bella sono i bar e i ristoranti in fila infinita lungo il fiume, tutti pienissimi dalla mattina alla sera tardi, è la gente sorridente e disponibile, è il verde dei giardini, dei parchi, del lungofiume, delle piccole piazzette che spuntano per caso, è la tranquillità che si respira, la mancanza del suono dei clacson, il rumore delle ruote di bicicletta. Insomma, Ljubljana non sarà certo Parigi, ma sembra che ci si viva benissimo. 





Visto che dopo Ljubljana ci aspettavano un po' di giorni in montagna, volevo vedere qualche altra città prima di fuggire in mezzo ai boschi e quindi abbiamo deciso di fare una gita di un giorno a Ptuj e a Celje, due città definite dalla guida rispettivamente "una delle più antiche città della Slovenia, al pari di Ljubljana in termini di importanza storica" e "una città che ha tutte le carte in regola per essere una nota località turistica. Non si sa perché venga sempre snobbata e arrivandoci si ha la sensazione di fare una scoperta straordinaria". Proabilmente abbiamo commesso un gravissimo errore: andarci di sabato pomeriggio, che in Slovenia pare essere la morte sociale. Avevo letto meraviglie su queste due città anche altrove e forse le mie aspettative erano troppo alte o forse era solo la maledizione del sabato pomeriggio, ma ho visto due cittadine che sembravano essere indubbiamente belle, alle quali forse mancava qualcosa: la vita, credo. Peccato, perché quando poi sono stata a Skofja Loka, altra cittadina medievale poco lontana da Ljubljana, me ne sono innamorata perdutamente. Cosa c'era di diverso? Gente, negozi aperti, bambini che giocavano in piazza, luoghi dove procacciarsi il cibo. La vita, insomma. E quello fa, eh. 



Abbiamo concluso questa vacanza con tre giorni in un luogo incantevole, com'è giusto che sia. Perché sì, già tutta la vacanza è andata bene, terminiamola alla grande così al pensiero di tornare a casa ti vien voglia di tagliarti le vene. E quindi gli ultimi giorni della vacanza li abbiamo passati nella zona del lago di Bled, un delizioso specchio d'acqua con al centro un'isoletta raggiungibile solo con barche a remi. Io non sono romantica, ma una cosa del genere scalfisce anche i cuori di pietra come me, eh. Comunque, abbiamo visto Bled, che per essere un posto isolato quasi nel nulla attira più turisti di Portofino (cosa che fortunatamente ha scaccia quel minimo di romanticismo che era si annidato nel mio cuore), e Bohinj, altro lago a circa 20 chilometri da quello di Bled, meno visitato, meno trafficato, una vera meraviglia. Ammetto di non essere mai stata nelle Dolomiti e quindi di ignorare l'esistenza di posti così anche in Italia, ma questo è davvero meraviglioso. Acqua limpidissima, montagne che vi si specchiano, silenzio, mucche, piste ciclabili e sentieri a perdita d'occhio, panchine su cui sedersi a leggere aspettando il tramonto, bar affacciati sul lago dove far merenda, insomma, io non volevo più andar via. 




Insomma, come spesso capita, meno male che ho scelto questa soluzione di ripiego e ho deciso di andare in Slovenia, perché ho scoperto un luogo di grande bellezza. Un luogo semplice, dove tutto (dal punto di vista turistico) funziona a meraviglia, dove la gente ha sempre il sorriso, dove c'è il wi-fi free anche nel paese più sperduto e dimenticato da Dio (e in ogni bar e ristorante, ovviamente), dove magari non ci saranno attrattive straordinarie e monumenti imperdibili, ma dove c'è grande serenità, rispetto, attenzione per le persone e per l'ambiente, cura e amore. E ti vien da pensare che queste cose siano ben più importanti di tanti monumenti  di infinito pregio lasciati lì, abbandonati a sé stessi in mezzo alle urla e al caos (no, Italia, non mi stavo riferendo a te, no, tranquilla). 

Alla prossima per un post tutto infarcito di indirizzi e dritte. 

lunedì 29 agosto 2016

Grazie, estate


Come come scrivevo ieri sera su Instagram, per me l'estate è finita. Ciò non vuol dire che non godrò più del caldo del sole sulla pelle, forse ancora di qualche bagno in mare, sicuramente delle vacanze, che per me cominciano domani, ma tutto avrà un sapore diverso. Avrà il sapore di quella stagione di mezzo che ci prepara all'autunno e io non vedo l'ora che arrivi. Perché io adoro il cambiare delle stagioni e quest'estate è stata talmente appagante che mi l'autunno mi trova prontissima. 

Devo ammettere che sono entrata nell'estate in punta di piedi. Dopo quello che è successo lo scorso anno, avevo timore a godermela e a lasciarmi andare completamente. Sono entrata in giugno con il piedino esitante che toccava l'acqua sulla battigia, a luglio ho fatto qualche passo in avanti, per poi fare un tuffo ad agosto e buttarmici dentro a capofittto. 

Forse lo avevo già scritto, avevo troppo timore che succedesse qualcosa a rovinare tutto. La batosta dello scorso anno mi aveva lasciata un po' paurosa ed esitante, dovevo riscoprire l'estate come fanno i bambini con qualcosa di nuovo. Mi sembrava che non potesse più esistere un'estate da godersi fino in fondo, senza pensieri o distrazioni. 

Invece quell'estate c'è stata e io posso solo dire grazie. Grazie perché:

- ho fatto mille bagni in mare, soprattutto a inizio estate, quando l'acqua è così gelida che ti pizzica tutta

- sono stata in montagna, ho fatto solo tre gite, ma così belle da darmi nutrimento per giorni. Sono tornata in un vecchio rifugio in cui ero già stata, ne ho riscoperto un altro visitato da ragazzina ma completamente scordato e infine ne ho scoperto uno mai visto, così bello da mozzare il fiato

- sono stata a Sarzana alla Soffitta nella strada, ho mangiato testaroli, assaporato il profumo di pini marittimi e sognato di trasferirmi a vivere lì 

- ho messo una vecchia straio in un angolo del giardino e ho letto molti libri, mentre la mia cagnolona teneva d'occhio le lucertole sul muro

- ho scoperto il vintage che mi sta bene e ho comperato moltissime cose spendendo pochissimo

- sono stata all'aperto il più possibile, ogni volta che mi è stato possibile

- ho visto Elena due volte e Anna altre due, posso non dire che è stata un'estate bellissima?

- ho visto Max Gazzè in riva al mare e Davide Silvestri in mezzo alla campagna 

- l'estate è iniziata con il concerto dei Duran Duran a Milano ed è finita con quello del sosia di Elvis nella piazza del mio paese

- ho mangiato tantissimo e bevuto ancora di più e non salgo sulla bilancia per timore, ma un po' non mi importa perché sono chili di felicità 

- sono stata a Sale San Giovanni a stordirmi del profumo della lavanda

- ho festeggiato i quarant'anni del mio compagno di vita per ben tre volte e ogni volta è stato più bello

- ho mangiato a troppe sagre, accennato qualche passo di liscio, bevuto vino cattivo e birra annacquata, ma che sapeva di festa

- ho festeggiato il Ferragosto con un matrimonio in campagna

- ho visto il Cirque Bidon seduta per terra su un tappeto pulcioso

- ho scoperto un nuovo posto del cuore e grazie ad esso un libro prezioso 

- ho aspettato pazientemente che l'avocado germogliasse e mi regalasse le prime foglioline

- ho passato sere caldissime in casa a guardare Stranger Things e a voler tornare negli anni '80

Ci sono probabilmente mille altre cose che ho fatto e che non ricordo. Certo, come sempre, ce ne sono molte altre che non ho fatto:

- non ho fatto un picnic in spiaggia

- non ho dormito in un rifugio

- non sono andata a nuotare di prima mattina col cane

- non ho cucinato per gli amici

- non ho visto un film all'aperto

- non ho fatto yoga nel bosco

- non ho dormito in tenda

Ma ci sarà un'altra estate e questa volta non avrò più timore. E intanto domani partirò per le vacanze e poi tornerò e troverò mille nuove cose ad aspettarmi. Buona fine estate a tutti, non siate tristi che l'autunno è bellissimo. Del resto, come può essere brutta una stagione in cui torna Gilmore Girls?