Visualizzazione post con etichetta serie tv. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta serie tv. Mostra tutti i post

venerdì 7 ottobre 2016

Chiacchiere del venerdì

(foto Unsplash)

Uh, ciao, vi ricordate di me? Ogni tanto faccio capolino da queste parti, eh. Come vi ho detto e ripetuto fino alla nausea e allo sfinimento e bon basta Cindy lasciaci stare, vorrei passare molto più tempo qui, ma la triste vita di tutti i giorni mi trascina via con sè e vado a dormire che è domenica e mi risveglio che è venerdì, spesso senza rendermi conto di tutto quello che è successo in mezzo. Detto questo, ogni tanto mi ritaglio un po' di spazio e torno qui. 

L'ultima volta in cui ho postato le chiacchiere del venerdì era fine luglio, in mezzo è passata mezza vita e quindi temo fortemente che questo post finirà per essere lungo come la Quaresima. Vi chiedo perdono in anticipo, se ve ne andate capirò, se rimanete vi abbraccerò, se mi lasciate un commento raccontandomi le cose belle del vostro ultimo periodo vi amerò fortissimo. 

- come dice giustamente Alice nel suo ultimo post, il fatto che settembre sia il nuovo gennaio è passato un po' di moda. Qualche anno fa, tutti ne parlavano, quest'anno abbiamo cominciato settembre senza troppi buoni propositi in giro e senza ironici auguri per il nuovo anno. Io ho smesso di fare nuovi propositi da tempo, perché per troppi anni sono stati sempre gli stessi, sempre disattesi. Ma dentro di me avevo l'intenzione di cominciare a fare yoga. Non l'ho detto a nessuno, me lo sono tenuto dentro di me. Ho cercato un corso, escluso le ore della sera, ché appena comincia il freddo l'unica cosa che traguardo alla sera è il mio divano, escluse quelle dell'alba, ché uscire fuori al freddo lasciamo perdere e mi sono concentrata su un unico corso possibile, alle 8.30 del mattino. Dopo aver messo da parte le remore sul fatto di togliere tempo al lavoro, mi sono decisa. Ho telefonato, chiesto informazioni, preso decisioni. E poi ho cominciato a trovare scuse. Uh, stamattina non posso, non mi sono depilata. Uh, ma oggi no, come faccio, ho un lavoro da consegnare. Ah, no dai, oggi no, come faccio a lasciare la cagnolina senza la passeggiata di prima mattina? Alla terza scusa, ho detto basta e ho cercato una soluzione adatta a me. Che ovviamente si è palesata con YouTube e un canale yoga del quale mi sono innamorata. Ho cominciato e sto andando avanti da un po'. Sono contenta e forse prima o poi troverò la voglia di fare un corso vero e proprio. O forse no. Per ora va bene così. 

- sempre per quel che riguarda YouTube, da quando non ci sono più la mia amata Concita De Gregorio e il suo programma di libri in Tv, dedico la pausa pranzo a guardarmi dei gran video. Ultimamente, sono diventata dipendente del canale Con amore e squallore (io sono innamorata alla follia di Ilenia e - se amate i libri - ve lo straconsiglio, anche se immagino lo conosciate già). Un altro canale che parla di libri (e non solo) che amo molto è Read Vlog Repeat, mentre - quando ho voglia di rilassarmi e sorridere, mi faccio una dose abbondante di Annalisa Superstar

- tutti questi canali YouTube che seguo, con i vari preferiti del mese, haul, suggerimenti, questo e quest'altro, mettono una gran voglia di fare shopping, mannaggia al mio portafoglio. Ho comperato una marea di libri, di cui poi vi racconterò, mentre sto tenendo botta di bruttissimo per quel che riguarda i vestiti. Non so per quanto ancora reggerò, ma finora sono stata bravissima. Ho solo acquistato una bellissima felpetta di cui vado orgogliosissima. L'ho comperata da Sara Colombo di S'Art Lab, che avevo intervistato su questo blog tempo fa e che sto convincendo disperatamente a darsi da fare sui social, perché è troppo brava. Se volete dare un'occhiata alle cose che fa, la trovate su Facebook e su Instagram. Seguitela perché se lo merita. 

- è arrivato l'autunno e, come ho detto prima, d'autunno divento un tutt'uno con il mio divano. Sono anziana dentro (e fuori) e quindi ceno presto, metto a posto, mi fiondo sul divano e vivo una vita parallela su Netflix. Ho visto una milionata di serie TV: Stranger Things, che ho adorato e m'ha fatto venire una gran voglia di anni '80, e di cui non vi dico nulla perché se ne parla a destra e a manca da quest'estate. Poi ho guardato la seconda stagione di Narcos, la serie ispirata alla vita di Pablo Escobar, che è FAVOLOSA. Gran ritmo, colonna sonora da paura, e i maglioni di Escobar, amici miei, i maglioni di Escobar. Ho visto anche Marcella, una serie che nessuno s'è filato ma che ho trovato davvero interessante. Ambientata a Londra, è la storia di una poliziotta che deve risolvere una serie di omicidi seriali e che in qualche modo viene coinvolta in uno di questi. Non dico altro, a me è piaciuta molto. Ho anche cominciato la settima stagione di Sons of Anarchy, ma non riesco ad andare avanti. Ho talmente poca voglia che mi sa che mi farò raccontare la fine dalla mia amica Daria. La cosa buffa è che sono stata io a consigliargliela, ma ero alla terza stagione e mi sembrava una cosa fighissima. Adesso per me è solo noia mortale. Intanto, per le prossime settimane, complice l'assenza da casa di mio marito, mi faccio una maratona di ripasso di Gilmore Girls, ché il 25 novembre è dietro l'angolo (#teamjess per sempre, tra l'altro). 

- sempre su Netflix, sul quale tra l'altro hanno aggiunto una valangata di film, ho visto un film carinissimo. Si tratta di Today's Special, la storia di un ragazzo indiano che sogna di andare a fare uno stage di cucina a Parigi ma è costretto a rinunciare per aiutare i genitori nel loro ristorante. Certo, non è un capolavoro della storia del cinema, ovvio, ma è uno di quei film leggeri e delicati, ironici senza essere sguaiati, con un pizzico di commozione e un piacevole lieto fine (non ho spoilerato niente perché è ovvio che questi film vanno a finire bene, devono finire bene). Non rimarrà nella storia del cinema, ma io vorrei vederne più spesso, di film così.

- io sono iscritta a più newsletter di quanto sia umanamente possibile leggere, infatti ogni mattina passo almeno mezz'ora a cancellare mail senza neppure aprirle. Ma ce ne sono alcune, circa una ventina, che non mi perderei per nulla al mondo. Una di queste, la mia preferita in questo periodo, è quella di Maria Alexandra Vettese e Stephanie Congdon Barnes, due fotografe che vivono a 3191 miglia di distanza e che hanno dato vita al progetto 3191 Miles Apart. La loro newsletter, a cadenza settimanale, è un concentrato di bellezza, bellissime fotografie e ispirazione continua. L'ultima mail che è arrivata è questa

- per quel che riguarda i libri, ne ho letti veramente troppi, facciamo che dedicherò loro un post a parte. Se ne scrivessi ancora qui, questo post diventerebbe così lungo da farvi stramazzare al suolo e maledire il momento che avete cominciato a leggermi. Vi lascio con questa canzone qui sotto, che ascolto costantemente da giorni. Ma voi ditemi, cosa avete fatto di bello ultimamente? Film, libri, serie tv, shopping? Raccontatemi! 



venerdì 6 novembre 2015

Chiacchiere del venerdì


Ma come? E' finita un'altra settimana? E io, che avevo ancora mille mila cose da fare? Vabbè, come diceva sempre mia nonna, pace e pazienza e qualche santo sarà. Mi aspetta un weekend lentissimo, senza programmi, da riempire con i desideri del momento. Non potrei chiedere di meglio. 

Ma prima di far cominciare questo fine settimana, devo assolutamente chiacchierare un po' con voi. Pronti? 

- il grandissimo evento degli ultimi tempi, in casa di Cindy, è stata una smart TV e - subito dopo - l'abbonamento a Netflix. E la totale dipendenza. Tutto questo, ovviamente, per contraddire tutta la mia sparata sulla tecnologia, il controllo della mente e quelle robe lì. Però, quando guardo Netflix, sono assolutamente concentrata e vivo il momento. Quindi mindfulness perfetta. No? 

- in questa prima settimana di Netflix, abbiamo divorato Narcos. Per chi ancora non lo sapesse, visto che non si sente parlare d'altro, si tratta della storia romanzata della vita di Pablo Escobar. Violenta come solo una serie sui narcotrafficanti può essere, m'ha preso dal primo secondo e m'ha messo una gran voglia di rimettermi a leggere Don Wilson. A proposito, avete mai letto Il potere del cane?  Se la violenza non vi spaventa, fatelo. 

- va però detto che la prima cosa che ho fatto dopo aver sottoscritto l'abbonamento a Netflix è stata controllare il catalogo documentari e mi sono quasi commossa. Ce ne sono tantissimi, ma soprattutto c'è quello che volevo vedere da secoli: Jiro e l'arte del sushi. Ed è stato la cosa più bella vista questa settimana. La precisione degli stessi gesti compiuti ogni giorno, più volte al giorno, la ricerca della perfezione, la totale dedizione al lavoro e la vita di quest'uomo affascinano e riempiono di domande, come mi capita sempre con tutto quello che riguarda il Giappone. 

- giusto per non far morire di tristezza Sky (sssshhhhh, non diteglielo che daremo disdetta eh), abbiamo visto anche due film. Ho rivisto Drive, che - se possibile - m'è piaciuto ancora di più della prima volta. Ryan Gosling, come sempre, dice la sua, ma soprattutto ci sono Carey Mulligan - io la amo - e Los Angeles. E questo mi fa un certo effetto, ultimamente. Poi ho visto anche L'amore bugiardo, che mi incuriosiva perché il libro m'era piaciuto molto. Purtroppo, l'unico modo per apprezzarlo sarebbe stato non sapere a priori come andava a finire la storia. La consapevolezza m'ha tolto tutto il godimento, vabbè. 

- sembra che abbia passato la vita davanti alla TV, ma giuro che ho fatto anche altro. Ho cominciato a leggere L'amica geniale, in clamoroso ritardo rispetto al mondo intero, come sempre. Ovviamente, e ne ero consapevole, il libro mi ha catturata. La storia, l'ambientazione, i personaggi tratteggiati in maniera sublime, tutto è perfetto. Non riesco a smettere di leggere e al tempo stesso vorrei che il libro non finisse mai. Finalmente, avevo tanta voglia di un libro così. 

- sempre in tema di lettura, è arrivato - a sorpresa - il nuovo numero di Flow Magazine. Ogni volta che arriva, è una gioia e un sussulto di meraviglia ad ogni pagina. Se vi piacciono la carta, l'illustrazione, le cose semplici, è il giornale che fa per voi. 

- sono stata a mangiare, per la prima volta, in un ristorante vegano. Sì, che vi devo dire, sono una donna di provincia, certe cose dalle mie parti arrivano un pochino dopo. La cena è stata ottima, con dei dolci strepitosi. L'unica riflessione che mi è venuta, non sul ristorante ma sulla cucina vegana in genere, è stata: ma perché rendere vegani piatti tradizionali? Nel senso, la carbonara vegana non sarà mai come quella tradizionale, perché non darle un nome diverso per evitare inutili confronti? Eh lo so, perdo neuroni a interrogarmi su questioni come questa. 

- e, per finire, come già saprete se avete letto il blog in settimana, sono stata a sentire Jack Savoretti. Il ragazzo mi piace tanto, sorride sempre e si vede che è felice quando canta. Il concerto è stato bello, Genova è un po' casa sua e c'è un affetto particolare e io mi sono perfino commossa su questa canzone qui sotto.

Buon fine settimana, amici belli. 

venerdì 28 agosto 2015

Chiacchiere del venerdì


Eccomi qui, agosto sta per finire, tempo di fare due chiacchiere. Così come luglio, anche agosto è stato un mese strano. Se luglio è stato il mese in cui siamo stati costretti ad affrontare una malattia, perdendo miseramente la battaglia, ad agosto abbiamo dovuto reimparare a vivere. Un po' come rimettersi a guidare dopo un lungo periodo di sosta oppure come quando, da piccola, dopo essere stata in casa per un mese per via di una brutta scarlattina, avevo dovuto riabituarmi al mondo fuori. 

Nel nostro caso, è stato un po' come riabituarsi alla vita di prima, senza che fosse più quella di prima. Prendere confidenza con una nuova quotidianità, abituarsi a fare le stesse cose, ma in maniera diversa, con uno stato d'animo diverso. Imparare a portare in giro questo peso sul cuore, senza che ci impedisca di goderci le cose belle. E, come spesso capita nella vita, è solo questione di allenamento. Si prova, inizialmente si è un po' esitanti, goffi e impacciati, poi piano piano si prende confidenza e via che si va. Alcuni giorni meglio, altri meno, ma si va. Ed è questa la cosa più importante. 

In tutto questo, è tornato anche il momento delle chiacchiere frivole del venerdì e di raccontarvi un po' di questo mese d'agosto. 

- innanzitutto, mi sono rimessa a leggere, grazie a Dio. Temevo di non riuscire più a concentrarmi su una trama, due righe, qualche parola, e invece ce l'ho fatta. Ho letto La botanica del desiderio, di Michael Pollan, un libro meraviglioso incentrato sulla relazione reciproca tra uomo e piante, spiegata attraverso la storia di quattro piante (il melo, il tulipano, la marijuana e la patata). Poi sono passata al mio caro, vecchio Scerbanenco (ho letto Appuntamento a Trieste, che, ahimè, non è che mi sia piaciuto tantissimo, Giorgio mio) e infine ho fatto un salto nella letteratura young adult e ho letto, anzi divorato, Eleanor & Park. Avevo bisogno di una storia d'amore, di una lettura scorrevole, di una storia semplice e l'ho trovata. 

- sono finalmente riuscita a guardare Alla ricerca di Vivian Maier, in colpevolissimo ritardo rispetto al mondo intero, e l'ho trovato bellissimo e commovente. Se non l'avete ancora fatto (ma sono sicura che non è così), correte a cercarlo e lasciatevi incantare. Vi piacerà anche se non siete appassionati di fotografia, perché la storia di Vivian Maier e di come le sue foto sono state scoperte è bella e sorprendente. 

- mi sono fatta anche una bella cura di serie TV. Ho guardato la prima stagione di True Detective (storia appassionante, personaggi favolosi), che mi ha fatto decisamente riconsiderare l'opinione che avevo di Matthew McConaughey, poi ho visto The Wire, un poliziesco ambientato nella Baltimora di qualche anno fa, forse un po' lenta ma mica male alla fine, e ora sto guardando Wayward Pines, sulla quale non mi sono ancora fatta un'opinione precisa. Non so, con 'ste serie un po' piene di suspance, ho sempre paura che la cagata pazzesca sia dietro l'angolo. Vabbè, vediamo. Continuo a tenere da parte la quinta stagione di Sons Of Anarchy, me la voglio proprio, proprio gustare per bene. 

- se luglio mi aveva regalato la possibilità di abbracciare Elena de Il mare in giardino e Paola di Come i cavoli a merenda, agosto mi ha fatto una sorpresa bellissima: un'ora bella piena di chiacchiere, sorrisi, risate, riflessioni, condivisioni insieme a Elena di Comida de Mama. Elena la leggo da tempo immemore, il suo è sicuramente il primo blog di cucina in italiano che ho seguito, anche se il suo blog è ben più di semplice cucina, è cultura e culture, amore per il bello, scoperta, curiosità, apertura verso il mondo, storie di vita e meravigliosa scrittura. Con lei ho "vissuto" ad Amsterdam, a Boston, ho viaggiato in Giappone, ho imparato tantissimo su musica, cucina, letteratura. A lei devo Fred Vargas e le sarò riconoscente per sempre, come le ho detto di persona. Insomma, tutto questo per dire che è stato bellissimo poterla abbracciare e che, ancora una volta, non mi sono sbagliata: lei era proprio come pensavo, anzi mille volte meglio. 

- non appena ci siamo rimessi in sesto dopo la perdita di mia suocera, ho guardato mio marito e gli ho detto: "andiamo in montagna?". Ne sentivo un bisogno fortissimo, ogni estate ci vado troppo poco e quest'anno m'ero già rassegnata a saltarla del tutto. E invece no, fortunatamente siamo riusciti a fare una gita al Rifugio Migliorero, un posto che amo così tanto da volerci tornare ogni anno. Conosco ogni curva, ogni pianta, ogni roccia - ormai è casa per me. 

- agosto ha portato anche la tradizionale gita a Sarzana, dove andiamo ogni anno per La Soffitta nella Strada, il mercatino dell'antiquariato per le vie cittadine dove io vorrei comperare sempre tutto e, nel dubbio, torno a casa sempre a mani vuote. Ma Sarzana, per me, è uno dei posti più belli del mondo e quindi mi basta farci un giro, guardare i negozi, prendere un aperitivo in piazza, fare scorta di vino da Cantine Lunae, mangiarmi due panigacci, per tornare a casa rigenerata. 

- e poi niente, non ho resistito, ho comperato un altro paio di zoccoletti. Erano scontati al 50%, li volevo da una vita, potevo lasciarli lì? 

- infine, beh, insomma, forse, se tutto va bene, se non succede più niente, insomma, ecco...per festeggiare il nostro decimo anniversario di matrimonio andremo a risposarci a Las Vegas. Boom. 

lunedì 19 maggio 2014

The Future of Storytelling # 2: il mio personaggio preferito

Il corso sul futuro dello storytelling continua, seguo le lezioni religiosamente e vado avanti con i compiti. Ma li faccio a modo mio, ovviamente. Eh lo so, dico una cosa, ne faccio un'altra, prendo una decisione, cambio idea, la ricambio e in tutto questo mi diverto. Sono felice della mia piccola follia. Comunque, come vi dicevo, ho deciso di fare i compiti a modo mio. Con il passare delle lezioni, le cose da fare diventano sempre più specifiche e legate al corso e credo possano essere molto noiose se condivise qui (potevi farle e non condividerle direte voi. Giusto. Non ci avevo pensato. E vabbè, ormai va così) e quindi ho deciso di cambiare un po'. Il secondo compito richiedeva di preparare una scheda del proprio personaggio preferito, io ho deciso semplicemente di provare a raccontarvelo.


Se, come vi raccontavo nel mio post scorso, mi sono tormentata nel cercare la mia storia preferita, fallendo miseramente, nello scegliere il mio personaggio preferito non ho avuto il minimo dubbio: Lorelai Gilmore. Sarò estremamente banale e molto pop, ma la amo alla follia e credo sinceramente sia impossibile non farlo. I-m-p-o-s-s-i-b-i-l-e. La conoscete vero? Lorelai è la protagonista della serie Gilmore Girls, conosciuta in Italia come Una mamma per amica. Ovviamente possiedo l'intera serie in DVD e la considero un po' la mia Bibbia (più dell'autobiografia di Morrissey, per dire). Dentro c'è tutto quello che serve nella vita e, se la serie è così perfetta, è certo grazie alla perfetta scelta dei personaggi, all'ambientazione, ai dialoghi, ma buona parte del merito va a lei: la regina della battuta fulminante, una donna bellissima dotata di un sense of humour geniale, l'amica che tutti vorrebbero avere. 



Lei è quella capace di organizzarti una festa fuori di testa, quella che conosce a memoria i testi dei Metallica ma sa anche come camminare alla perfezione sui tacchi, quella che non rifiuta mai il secondo giro di birra, la decima tazza di caffè, un cinese da asporto dopo una pizza ai quattro formaggi e un cesto di popcorn affogati nel burro. Quella che non ti giudica se fai le cazzate, perché lei probabilmente le fa più grosse di te, quella che rende divertente una serata sul divano a guardare per la centesima volta È nata una stella, quella con cui vorresti passare ogni minuto libero della tua giornata. 



E lo vogliamo dire che lei è la mamma che tutte noi, segretamente, vorremmo aver avuto quando eravamo adolescenti? Io ho avuto una mamma molto vecchio stile, che certo non mi avrebbe portato a vedere le Bangles in concerto (cosa che avrei adorato, tra l'altro), né mi avrebbe portata ad Atlantic City per festeggiare i miei ventuno anni e sicuramente non sarebbe venuta con me a girare per l'Europa con lo zaino in spalla. Sicuramente. E altrettanto sicuramente non mi avrebbe fatto passare la tristezza a suon di hamburger e litri di caffè. Peccato, perché poi certe trasgressioni dell'infanzia ti rimangono nel cuore per sempre, come quando mia mamma mi permetteva di cenare sul divano guardando i Muppets (un evento talmente epocale che me lo ricordo ancora, a distanza di trent'anni).


Lorelai conosce il potere terapeutico dello shopping, di una nevicata inaspettata e di un sano, sanissimo junk food. Insomma, Lorelai Gilmore è talmente tanto che non so come descrivervela, ma fortunatamente c'è Tumblr e milioni di blog dedicati a lei. Io ho scelto questo

E voi, ditemi, avete un personaggio preferito?

mercoledì 7 maggio 2014

The Future of Storytelling # 1: la mia storia preferita

(foto awelltraveledwoman.tumblr.com)

Bene, bene, come vi dicevo la volta scorsa, ho seguito con grandissimo entusiasmo la prima unità del corso online The Future of Storytelling. Ho ascoltato tutte le lezioni, ho guardato il materiale aggiuntivo (si parlava del film Memento, per parlare della linearità del racconto, l'avete mai visto?), ho letto contributi e riflessioni degli altri studenti e mi sono apprestata ad eseguire il mio primo compito "a casa". Piena di aspettativa, sorriso sulle labbra, apro il quadernino e mi appresto a prendere appunti in merito al tema del compito: raccontate brevemente qual è la vostra storia preferita e perché.

Uh, bene, figo, leggo un sacco di libri, se mettessi in fila tutti i libri che ho letto da quando ho imparato a farlo, credo potrei arrivare fino in Sicilia, vedo molti film, leggo fumetti, facile. Bene, la mia storia preferita è...vuoto totale. No, beh, ma è impossibile, ma come? Ci penso mentre sono fuori col cane, il mio momento di meditazione preferito, e non mi viene in mente neppure una sola storia degna di nota. Torno a casa, guardo la libreria e non mi sovviene nessuna trama che valga la pena ricordare come la più bella di questo mondo. Do un'occhiata veloce alla mia collezione di DVD e niente, niente di niente. Cerco nella memoria, ci sarà per forza una storia di famiglia che si racconta sempre, dai. No, non c'è. Nella mia mente non ci sono storie. Anni di parole, letture, immagini, canzoni e neppure una storia. Ossia, certo, tante storie ma nessuna che reputi così importante da essere "la mia preferita".

Ci penso per giorni, mi torturo perché non mi va di arrendermi al primo compito assegnato (va bene che gestisco bene i fallimenti, ma a tutto c'è un limite), cerco in ogni modo di arrivare a una soluzione finché, improvvisamente, capisco dove sta il problema. Il fatto è che me ne è sempre fregato piuttosto poco delle storie, perché io amo i personaggi. Sono i personaggi a prendermi il cuore e mi fanno scordare la storia. Quindi se mi chiedete dei miei libri preferiti, vi racconterò di Elizabeth Bennet, del cane epilettico di Malaussène, di quel gran signore di Dick Diver oppure, se parliamo di cinema, non esiterò a dirvi di quanto ami Beatrix Kiddo o di come conosca alla perfezione Kathleen Kelly, quello che ama, quello che desidera e le cose che odia.

Per non parlare delle ambientazioni. Ah, la Parigi della trilogia di Katherine Pancol, la Milano anni '50 di Scerbanenco, ne ricordo le strade, il traffico, la nebbia, pur senza mai esserci stata, in quella Milano lì. E che dire dei profumi di Haifa, ne l'Amante di Yehoshua? E la luce della Marsiglia di Izzo? Ricordo i tavolini del bar del Vieux Port ed è come se mi ci fossi fermata anche io, insieme a Montale. O la Tokyo notturna di Lost in Translation, la Miami di Dexter, l'inesistente Stars Hollow di Gilmore Girls. Ma niente, mi dispiace, non posso dirvi della mia storia preferita. Non ho una storia preferita, ho un mondo intero popolato di personaggi e luoghi amati e vissuti come fossero miei. Quindi sono giunta alla conclusione che do poca importanza alle storie, ma seguo un corso che si chiama The Future of Storytelling. Le contraddizioni non mi spaventano, non c'è che dire. 

E voi? Ditemi che non siete come me, qual è la vostra storia preferita?

venerdì 22 novembre 2013

La wishlist degli ospiti: Anna

Le wishlist degli ospiti sono una cosa davvero speciale, perché sono un pezzo di voi, un regalo che fate a me e al mondo, un momento di condivisione e di apertura. Per me le wishlist sono un bellissimo modo di conoscere un po' di più le persone con le quali condivido unicamente contatti virtuali, una maniera per disegnare meglio il volto di quelle persone che stanno al di là di questo schermo e che per me, per ora, sono solo foto, parole scritte e commenti. Ma che dire delle wishlist delle persone che conosco di persona? Ogni volta mi stupisco di come ognuna di queste wishlist sia esattamente il ritratto di chi l'ha scritta, tra le righe di queste liste dei desideri ritrovo perfettamente la personalità, il carattere, le passioni, le parole di coloro che conosco più o meno bene.

La wishlist di Anna è esattamente quello che mi aspettavo da lei. Una lista di desideri apparentemente leggeri, ma che nascondono una grande profondità. La capacità di sognare, la voglia di crearsi una vita a propria immagine e somiglianza, le piccole cose allegre per superare le difficoltà di ogni giorno. Anna è una persona speciale e lo capite già solo leggendo il suo blog, al quale devo numerose ricette semplici e dal risultato garantito. Anna è sarcasmo e allegria, sorrisi e determinazione, voglia di fare e grande forza. Anna è una di quelle persone che mi fanno venire voglia di abbracciarle ogni volta che le vedo. Ma forte, forte, eh. Leggetevi questa wishlist, io l'ho adorata. Come adoro lei, chevvelodicoaffare.

Non di solo pane burro e acciughe vive cucinaprecaria.
Ringrazio infinitamente Cinzia per il suo blog, perchè mi regala la bellezza in pillole che non avrei mai voglia di andare a cercare nel mondo, in particolare la ringrazio per ospitare a casa sua i deliri di una wishlist che voleva parlare di altro.
Ora, per la maggior parte del tempo io penso al cibo, produco cibo, mangio cibo, leggo cibo, fotografo cibo, lo guardo, lo annuso, lo cerco, ne scrivo.
Ma: "Sono solo una semplice ragazza, che sta di fronte ad un ragazzo e tutto ciò che gli chiede è di essere amata" (cit.Notting Hill)
Quindi per me niente wishlist di presine, tazze, pentole, frullatori, cucine da sogno, No! Voglio parlare di quella semplice ragazza che vive, spera e sogna; nel dettaglio case volanti, vestiti colorati, cerchietti e borse-telefono (quanta profondità in una sola persona).
 
1. Ho una passione smodata per il lavoro di Laurent Chehere, quello degli edifici volanti per intenderci. Il caro Laurent è andato in giro a fotografare le case, i palazzi, etc dei sobborghi di Parigi, si è fatto ispirare da Miyazaki e Fellini, ha pensato che quelle case, estrapolate da un contesto che le opprimeva, avevano una bellezza e un potere che bisognava comunicare.
Ora io voglio due cose, anzi 3:
- una casa che abbia una storia da raccontare (magari una casa con le ruote, così posso riempirla di bellezze del mondo)
- voglio guardarmi allo specchio, estrapolarmi da un contesto che non mi piace e portarmi in alto, dove voglio andare io, così da diventare bella
- in attesa di una casa volante potrebbe andare bene anche una stampa di una delle foto :-)

Per conoscere il suo progetto andate qui.


2. Sono stata folgorata dalla serie televisiva "New Girl" che ha come protagonista quella topolona di Zooye Deschanel, una morettona con gli occhi da cerbiatta che per l'occasione veste i panni di Jess, una svampitona che adora cantare ad alta voce piccole composizioni inventate sul momento, vive una vita sentimentale travagliata e anche a livello lavorativo non se la passa benissimo. La nostra Jess finisce a vivere con 3 ragazzi che diventeranno in breve tempo la sua bizzarra e allegra famiglia.
E' una serie televisiva da venerdì sera in pigiama, certo non vi cambierà la vita ma sono sicura che come me sognerete ad occhi aperti tutti i vestiti di Jess, dall'atmosfera retrò e dai colori sgargianti, quello stile finto casuale, che cerco di riprodurre senza grandi risultati. Questi i miei preferiti:



3. Cerchietti, velette, fiori, cilindri montati su cerchietti, pennuti, Marina Ripa di Meana è il mio mito!
Per la mia prima comunione indossavo un cerchietto bianco tempestato di perline e lo portavo con una certa fierezza, solo più tardi avrei sviluppato la malattia per i copricapo bizzarri, ma il germe del cerchietto era presente in me già all'età di otto anni.
Ne ho una discreta collezione e solo per motivi economici metto freno a questa passione e vi prego, non mi dite che non ci sono occasioni per indossarli. Le occasioni si creano.
Si ma chi crea i cerchietti? Loro, Anita e Valentina Trittongo, due giovani creative di Alba (CN).
La felicità è un cerchietto su misura
:-)

Mi è presa così, la frivolezza, avrei voluto darmi un'aria più intellettuale e parlare di libri e viaggi, film e oggetti di design invece sto usando questo spazio sacro per parlare di pois, come un'adolescente! (magari Cinzia mi ospiti per la versione seria?)
 
4. Concludo la mia lista dei desideri con la Phonebag!
C'è qualcosa di più geniale che mettere insieme una borsa e un telefono? No, non vi scervellate! Non c'è!
Queste borse sono un oggetto del desiderio che anelo da anni, sono di una bellezza e di una originalità senza pari. Sento che se potessi averne una la mia vita prenderebbe una piega diversa, davvero.
Sono sicura che un buon medico la prescriverebbe come cura.
Io ti aspetto. Ti amo Phonebag!