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venerdì 4 dicembre 2015

Chiacchiere del venerdì

Buongiorno, amici belli! Come state? Qui tutto bene, oggi è un giorno speciale perché oggi pomeriggio procederò all'estrazione delle Secret Santa e manderò le mail. Diciamolo, fremo dall'emozione! Spero vivamente che tutto vada alla grande e si ricrei la stessa, meravigliosa atmosfera dello scorso anno. 

Nel frattempo, vi racconto un po' delle cose belle degli ultimi tempi. Buona lettura e buon ponte, per chi lo fa. Io non ho programmi, se non quello di starmene tranquilla e godermela. Che poi mi sembra un ottimo proposito, non credete?

- non ho visto molti film, ma gli unici due che ho visto - diversi come il giorno e la notte - mi sono piaciuti tantissimo. Ho visto Maria Antonietta e, che vi devo dire, avevo letto le peggio cose e invece mi sono innamorata. Io ho una certa passione sconsiderata per Sofia Coppola e per Kirsten Dunst, quindi forse il mio metro di giudizio è un po' poco equilibrato, ma il film l'ho amato. Barocco, sconsiderato, pop, bello. L'altro film che ho visto è stato Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, che volevo vedere da uuuuuuna vita. Dolceamaro, poetico, francese, delicato, perfetto. Sì, lo so, sono un po' indietro rispetto ai film in circolazione, ma ormai ho fatto pace con la mia scarsa voglia di andare al cinema. 

- ma dicci, Cindy, documentari niente in questo periodo? Ma che, stiamo scherzando? Non sia mai. Anche in questo caso, ne ho visti solo due ma entrambi molto belli. Il primo è What happened, Miss Simone?. Ecco, qui devo ammettere tutta la mia ignoranza, ma non sapevo molto di Nina Simone. Per me era la cantante di My baby just cares for me, punto. Non sapevo fosse stata una paladina dei diritti civili, arrivando ad abbandonare la sua famiglia in favore dell'impegno per la causa afroamericana, non sapevo soffrisse di depressione, non sapevo che la sua carriera avesse subito un periodo di enorme crisi. Come sempre capita con questo genere di film, illuminano un po' gli angoli bui della mia conoscenza. L'altro documentario, sempre incentrato sulla vita di una donna, sebbene di tutt'altra tempra, è Diana Vreeland: l'imperatrice della moda, un ritratto della redattrice di Vogue che ha cambiato la moda. Riassumendo: una tipa con due palle così, ecco. 

- questo è stato anche un periodo di scoperte. Ad esempio, ho scoperto un sito che eroga corsi online FIGHISSIMI. Si chiama Highbrow, offre corsi gratuiti della durata di 10 giorni, una mail al giorno. Appena l'ho scoperto, sono impazzita, ho fatto due salti di gioia, la riverenza e mi sono subito iscritta al corso sugli scrittori americani del Novecento, ma ce ne sono un sacco a cui sono interessata. Si può seguire solo un corso per volta, credo diventerà una mia piacevole abitudine quotidiana.

- come sapete se mi seguite su Instagram, ho scelto la mia agenda per il 2016. Dopo anni di Moleskine e un anno con la planner di A Beautiful Mess, quest'anno ho deciso di abbandonarmi all'amore che nutro per la rivista Flow e ordinare anche l'agenda. Grande idea. L'ho ricevuta in un attimo e quando l'ho aperta e annusata, sono stata travolta da un mare di ricordi. Sa di sussidiario delle elementari. E di quaderno Fabriano con i fogli spessi. Grande acquisto. Grande, grande acquisto. 

- tempo fa, sono stata da Melissa per un po' di acquisti di gioia. Non ci andavo da un bel po' e ho fatto la spesa. Tra le tante cose, due sono proprio speciali. Questo scrub per le labbra agrumato che, se non lo avete ancora, vi prego andate fuori e comperatelo. E' così buono che fa venir voglia di mangiarselo, ma al tempo stesso è davvero efficace. E poi questo profumo. Oh. Mio. Dio. Stavo aspettando che Valeria si preparasse per andare a pranzo, avevo già fatto la mia spesa, vedo questo profumo e mi colpisce il nome: "Gioia invernale". Me ne spruzzo un po'. Amore alla prima nota olfattiva. Sa di mandarini sbucciati. Il nome che porta è perfetto. 

- e la colonna sonora che mi ha accompagnata in tutte queste cose belle è sempre stata questa:



Buon fine settimana, buon ponte, buon Secret Santa, buona vita.

venerdì 6 novembre 2015

Chiacchiere del venerdì


Ma come? E' finita un'altra settimana? E io, che avevo ancora mille mila cose da fare? Vabbè, come diceva sempre mia nonna, pace e pazienza e qualche santo sarà. Mi aspetta un weekend lentissimo, senza programmi, da riempire con i desideri del momento. Non potrei chiedere di meglio. 

Ma prima di far cominciare questo fine settimana, devo assolutamente chiacchierare un po' con voi. Pronti? 

- il grandissimo evento degli ultimi tempi, in casa di Cindy, è stata una smart TV e - subito dopo - l'abbonamento a Netflix. E la totale dipendenza. Tutto questo, ovviamente, per contraddire tutta la mia sparata sulla tecnologia, il controllo della mente e quelle robe lì. Però, quando guardo Netflix, sono assolutamente concentrata e vivo il momento. Quindi mindfulness perfetta. No? 

- in questa prima settimana di Netflix, abbiamo divorato Narcos. Per chi ancora non lo sapesse, visto che non si sente parlare d'altro, si tratta della storia romanzata della vita di Pablo Escobar. Violenta come solo una serie sui narcotrafficanti può essere, m'ha preso dal primo secondo e m'ha messo una gran voglia di rimettermi a leggere Don Wilson. A proposito, avete mai letto Il potere del cane?  Se la violenza non vi spaventa, fatelo. 

- va però detto che la prima cosa che ho fatto dopo aver sottoscritto l'abbonamento a Netflix è stata controllare il catalogo documentari e mi sono quasi commossa. Ce ne sono tantissimi, ma soprattutto c'è quello che volevo vedere da secoli: Jiro e l'arte del sushi. Ed è stato la cosa più bella vista questa settimana. La precisione degli stessi gesti compiuti ogni giorno, più volte al giorno, la ricerca della perfezione, la totale dedizione al lavoro e la vita di quest'uomo affascinano e riempiono di domande, come mi capita sempre con tutto quello che riguarda il Giappone. 

- giusto per non far morire di tristezza Sky (sssshhhhh, non diteglielo che daremo disdetta eh), abbiamo visto anche due film. Ho rivisto Drive, che - se possibile - m'è piaciuto ancora di più della prima volta. Ryan Gosling, come sempre, dice la sua, ma soprattutto ci sono Carey Mulligan - io la amo - e Los Angeles. E questo mi fa un certo effetto, ultimamente. Poi ho visto anche L'amore bugiardo, che mi incuriosiva perché il libro m'era piaciuto molto. Purtroppo, l'unico modo per apprezzarlo sarebbe stato non sapere a priori come andava a finire la storia. La consapevolezza m'ha tolto tutto il godimento, vabbè. 

- sembra che abbia passato la vita davanti alla TV, ma giuro che ho fatto anche altro. Ho cominciato a leggere L'amica geniale, in clamoroso ritardo rispetto al mondo intero, come sempre. Ovviamente, e ne ero consapevole, il libro mi ha catturata. La storia, l'ambientazione, i personaggi tratteggiati in maniera sublime, tutto è perfetto. Non riesco a smettere di leggere e al tempo stesso vorrei che il libro non finisse mai. Finalmente, avevo tanta voglia di un libro così. 

- sempre in tema di lettura, è arrivato - a sorpresa - il nuovo numero di Flow Magazine. Ogni volta che arriva, è una gioia e un sussulto di meraviglia ad ogni pagina. Se vi piacciono la carta, l'illustrazione, le cose semplici, è il giornale che fa per voi. 

- sono stata a mangiare, per la prima volta, in un ristorante vegano. Sì, che vi devo dire, sono una donna di provincia, certe cose dalle mie parti arrivano un pochino dopo. La cena è stata ottima, con dei dolci strepitosi. L'unica riflessione che mi è venuta, non sul ristorante ma sulla cucina vegana in genere, è stata: ma perché rendere vegani piatti tradizionali? Nel senso, la carbonara vegana non sarà mai come quella tradizionale, perché non darle un nome diverso per evitare inutili confronti? Eh lo so, perdo neuroni a interrogarmi su questioni come questa. 

- e, per finire, come già saprete se avete letto il blog in settimana, sono stata a sentire Jack Savoretti. Il ragazzo mi piace tanto, sorride sempre e si vede che è felice quando canta. Il concerto è stato bello, Genova è un po' casa sua e c'è un affetto particolare e io mi sono perfino commossa su questa canzone qui sotto.

Buon fine settimana, amici belli. 

venerdì 23 ottobre 2015

Chiacchiere del venerdì


E anche in questa lunghissima settimana venerdì è arrivato, chi l'avrebbe mai detto. Io continuo ad aspettare la fase di down che prevedevo al rientro dagli Stati Uniti e niente, non arriva. Sto bene, porca miseria. Sono un po' preoccupata, perché non vorrà mica dire che mi sto abituando al luogo in cui vivo? Anni passati a denigrarlo e a dire che vorrei andare a vivere altrove e ora...mi trovo bene? La cosa mi sconvolge, ve lo devo confessare. 

Ma forse sarà perché sono tornata d'autunno. E l'autunno è la stagione in cui la mia zona dà il meglio di sé. I boschi esplodono di colori, c'è odore di fuoco acceso nell'aria, le foglie scricchiolano sotto i piedi e camminare fuori con il cane è una vera goduria. Poi d'autunno mi prende una gran voglia di uscire, vedere nuovi film, fare colazione al bar prima di un giro per negozi, stare tutti intorno al bancone a dire cazzate con una birra in mano, progettare pranzi in Langa e aperitivi lunghi fatti di vino rosso e chiacchiere a vuoto. 

Insomma, la Cindy è tornata e sta bene, mannaggia a lei. E quindi, tornata la Cindy, tornano le belle abitudini (belle per me, ecco, speriamo siano belle anche per voi). Tornano le chiacchiere del venerdì, per colpa della mia malata voglia di condivisione. Presa dalla grande energia del rientro, conto che queste chiacchiere diventino un appuntamento fisso. La vita vera mi travolgerà presto, quindi non so, ma io intanto ci provo. 

- prima di partire per gli Stati Uniti, ho visto un documentario bellissimo di cui non ho fatto in tempo a parlarvi. Era bellissimo e commovente, ma di una commozione bella gioiosa, e quindi dovevo assolutamente raccontarvelo. Si tratta di Searching for Sugarman, che racconta la storia di Sixto Rodriguez - cantautore americano di poco successo, star in Sudafrica a sua insaputa. Quello che mi ha commossa, oltre a questa fantastica canzone, è la passione che ha spinto una persona qualunque a dedicarsi anima e corpo a ritrovare questo cantante sconosciuto e sparito chissà dove, del quale non si sapeva assolutamente nulla. Non so, storie come questa mi fanno fare pace con la razza umana. 

- dieci ore di viaggio aereo all'andata e dieci al ritorno mi hanno garantito il pieno di film. E' buffo come all'andata abbia scoperto una grande passione per film d'azione e catastrofici (ho visto Need for Speed e San Andreas - che poi i film catastrofici non sono troppo divertenti? A me fanno ridere tantissimo), mentre al ritorno mi sono tuffata sui documentari. Ho visto Amy e, se le volete bene come me, guardatelo. Vi strazierà il cuore, ma ne vale la pena. Poi ho visto Dior and I, che pensavo raccontasse la storia della maison e invece descrive l'arrivo del nuovo direttore creativo, Raf Simons, e della nascita della sua prima collezione di haute couture. Per una cresciuta in mezzo alle macchine da cucire e ai cartamodelli della zia, due ore di sogno. E per finire, Il sale della terra, documentario sulla carriera di Sebastiao Salgado. Non c'è nulla da dire, occhi pieni di meraviglia e cuore gonfio di ammirazione. Perché, davanti alla grandezza della vita di persone così, io mi sento più piccola di una pulce sulla coda di un cavallo. 

- sono ufficialmente drogata di documentari, diciamolo. Mentre invece credo di avere un problema con i film di animazione. Ho guardato Inside Out ed ecco, ehm, sì, carino però, insomma, bah...dev'essere tutto dovuto al fatto che ho un cuore di pietra, che ci volete fare. Mi volete bene lo stesso? 

- per quel che riguarda i libri, ho fatto due acquisti piena di entusiasmo, che ahimè mi hanno un po' delusa. Primo, Il palazzo delle pulci di Elif Shafak, una delle mie scrittrici preferite, iniziato con i fuochi d'artificio e poi scemato un pochino nella noia. E giuro, Elif (la chiamo così perché ormai siamo un po' amiche) mi ha sempre catturata dalla prima pagina all'ultima. Uffa. Il secondo acquisto è stato La libreria del buon romanzo di Laurence Cossé. Anche qui, le prime pagine mi hanno appassionata, poi il libro ha svoltato e non ho più capito dove volesse andare. Ma mi ha regalato un sacco di citazioni, amorevolmente copiate su un quadernino. 

- fortunatamente, mi sono rifatta con Steal like an artist di Austin Kleon. Era la lettura di ottobre del book club di C+B ed è stata proprio una lettura illuminante e ispirante. Purtroppo, questo mese non ho potuto partecipare alla conversazione relativa al libro, ma conto di recuperare a novembre. Partecipate anche voi? Trovate tutte le info qui. 

- vi ho raccontato spesso della mia passione per i canali You Tube. In estate questa passione si era un po' spenta, ero stufa di non trovare altro che canali che parlassero di beauty e trucco e mi ero un po' allontanata - mantenendo solo il mio infinito amore per Lulaida Cat e il suo stile fantastico. Ora ho un nuovo amore. Si chiama Alli Cherry, abita in California, ha un soggiorno con due tavole da surf vintage appoggiate al muro e ha appena comperato un vecchio camper che sta ristrutturando. Inoltre, si è appena sposata, con una cerimonia tutta handmade in un bosco e riesce sempre a trovare cose fighissime ai mercatini dell'usato. La bibbia dell'hipster, praticamente. Comunque, se conoscete canali You Tube italiani fighi, ditemelo. Io non ne trovo. Devo mica aprirne uno io, eh? :-)

- e per finire, chiudo con il bellissimo progetto di Katiuscia. Ne avevo già parlato su facebook, ma ci tengo a ricordarlo anche qui. Nella sua infinita generosità e immensa creatività, Katiuscia ha voluto festeggiare la nascita del suo nuovo blog regalando alcune Polaroid a chi ne faccia richiesta. Trovate tutte le informazioni nel suo post. Se volete partecipare, affrettatevi, c'è tempo fino a fine ottobre. Ma mi chiedevo, a proposito di progetti belli, lo rifacciamo il Secret Santa quest'anno? 

venerdì 28 agosto 2015

Chiacchiere del venerdì


Eccomi qui, agosto sta per finire, tempo di fare due chiacchiere. Così come luglio, anche agosto è stato un mese strano. Se luglio è stato il mese in cui siamo stati costretti ad affrontare una malattia, perdendo miseramente la battaglia, ad agosto abbiamo dovuto reimparare a vivere. Un po' come rimettersi a guidare dopo un lungo periodo di sosta oppure come quando, da piccola, dopo essere stata in casa per un mese per via di una brutta scarlattina, avevo dovuto riabituarmi al mondo fuori. 

Nel nostro caso, è stato un po' come riabituarsi alla vita di prima, senza che fosse più quella di prima. Prendere confidenza con una nuova quotidianità, abituarsi a fare le stesse cose, ma in maniera diversa, con uno stato d'animo diverso. Imparare a portare in giro questo peso sul cuore, senza che ci impedisca di goderci le cose belle. E, come spesso capita nella vita, è solo questione di allenamento. Si prova, inizialmente si è un po' esitanti, goffi e impacciati, poi piano piano si prende confidenza e via che si va. Alcuni giorni meglio, altri meno, ma si va. Ed è questa la cosa più importante. 

In tutto questo, è tornato anche il momento delle chiacchiere frivole del venerdì e di raccontarvi un po' di questo mese d'agosto. 

- innanzitutto, mi sono rimessa a leggere, grazie a Dio. Temevo di non riuscire più a concentrarmi su una trama, due righe, qualche parola, e invece ce l'ho fatta. Ho letto La botanica del desiderio, di Michael Pollan, un libro meraviglioso incentrato sulla relazione reciproca tra uomo e piante, spiegata attraverso la storia di quattro piante (il melo, il tulipano, la marijuana e la patata). Poi sono passata al mio caro, vecchio Scerbanenco (ho letto Appuntamento a Trieste, che, ahimè, non è che mi sia piaciuto tantissimo, Giorgio mio) e infine ho fatto un salto nella letteratura young adult e ho letto, anzi divorato, Eleanor & Park. Avevo bisogno di una storia d'amore, di una lettura scorrevole, di una storia semplice e l'ho trovata. 

- sono finalmente riuscita a guardare Alla ricerca di Vivian Maier, in colpevolissimo ritardo rispetto al mondo intero, e l'ho trovato bellissimo e commovente. Se non l'avete ancora fatto (ma sono sicura che non è così), correte a cercarlo e lasciatevi incantare. Vi piacerà anche se non siete appassionati di fotografia, perché la storia di Vivian Maier e di come le sue foto sono state scoperte è bella e sorprendente. 

- mi sono fatta anche una bella cura di serie TV. Ho guardato la prima stagione di True Detective (storia appassionante, personaggi favolosi), che mi ha fatto decisamente riconsiderare l'opinione che avevo di Matthew McConaughey, poi ho visto The Wire, un poliziesco ambientato nella Baltimora di qualche anno fa, forse un po' lenta ma mica male alla fine, e ora sto guardando Wayward Pines, sulla quale non mi sono ancora fatta un'opinione precisa. Non so, con 'ste serie un po' piene di suspance, ho sempre paura che la cagata pazzesca sia dietro l'angolo. Vabbè, vediamo. Continuo a tenere da parte la quinta stagione di Sons Of Anarchy, me la voglio proprio, proprio gustare per bene. 

- se luglio mi aveva regalato la possibilità di abbracciare Elena de Il mare in giardino e Paola di Come i cavoli a merenda, agosto mi ha fatto una sorpresa bellissima: un'ora bella piena di chiacchiere, sorrisi, risate, riflessioni, condivisioni insieme a Elena di Comida de Mama. Elena la leggo da tempo immemore, il suo è sicuramente il primo blog di cucina in italiano che ho seguito, anche se il suo blog è ben più di semplice cucina, è cultura e culture, amore per il bello, scoperta, curiosità, apertura verso il mondo, storie di vita e meravigliosa scrittura. Con lei ho "vissuto" ad Amsterdam, a Boston, ho viaggiato in Giappone, ho imparato tantissimo su musica, cucina, letteratura. A lei devo Fred Vargas e le sarò riconoscente per sempre, come le ho detto di persona. Insomma, tutto questo per dire che è stato bellissimo poterla abbracciare e che, ancora una volta, non mi sono sbagliata: lei era proprio come pensavo, anzi mille volte meglio. 

- non appena ci siamo rimessi in sesto dopo la perdita di mia suocera, ho guardato mio marito e gli ho detto: "andiamo in montagna?". Ne sentivo un bisogno fortissimo, ogni estate ci vado troppo poco e quest'anno m'ero già rassegnata a saltarla del tutto. E invece no, fortunatamente siamo riusciti a fare una gita al Rifugio Migliorero, un posto che amo così tanto da volerci tornare ogni anno. Conosco ogni curva, ogni pianta, ogni roccia - ormai è casa per me. 

- agosto ha portato anche la tradizionale gita a Sarzana, dove andiamo ogni anno per La Soffitta nella Strada, il mercatino dell'antiquariato per le vie cittadine dove io vorrei comperare sempre tutto e, nel dubbio, torno a casa sempre a mani vuote. Ma Sarzana, per me, è uno dei posti più belli del mondo e quindi mi basta farci un giro, guardare i negozi, prendere un aperitivo in piazza, fare scorta di vino da Cantine Lunae, mangiarmi due panigacci, per tornare a casa rigenerata. 

- e poi niente, non ho resistito, ho comperato un altro paio di zoccoletti. Erano scontati al 50%, li volevo da una vita, potevo lasciarli lì? 

- infine, beh, insomma, forse, se tutto va bene, se non succede più niente, insomma, ecco...per festeggiare il nostro decimo anniversario di matrimonio andremo a risposarci a Las Vegas. Boom. 

sabato 2 febbraio 2013

Marilyn - The Last Sessions


Dio benedica Sky Arte. Anzi, Dio benedica chi a Sky ha deciso di creare questo nuovo canale. Era dai tempi di Current (ne piango ancora la chiusura) che non si vedevano documentari così interessanti. E se ne sentiva davvero il bisogno,  visto che la programmazione di Sky in prima serata a volte fa piangere. Apparentemente, l'offerta è mirabolante, peccato che si tratti di migliaia di programmi tutti uguali: quelli che fanno le torte, le sciure che cucinano, quelli che cercano una casa  (Dio ce ne liberi), quelli che vendono, comprano o mettono a posto le cose vecchie, centinaia di canali che propongono le stesse, identiche cose. Capisco la necessità di dover fare ascolto, guadagnarsi abbonati e così via, ma magari un programma diverso ogni tanto, in un orario accessibile a tutti...Ma vabbè, Sky non è mica obbligatorio, no? Potrei farne a meno (beh, qui si potrebbe dire che quelli di Sky sono come i migliori spacciatori, ti fanno provare la roba gratis e poi ti danno la mazzata quando ormai sei assuefatto e, giuro, uscirne è difficile, ci vorrebbe un rehab), giusto? Oppure smettere di lamentarmi, no? E infatti, in questo panorama tutto uguale, è arrivato un raggio di luce. Il canale più bello del mondo, quello che trasmette esattamente quello che voglio io: documentari su musica, arte, cinema e programmi alternativi. Grazie. Davvero, di cuore. Però adesso non chiudetemelo, fatemelo godere almeno per un po', ok?


La cosa più bella di Sky Arte sono i documentari che vanno in onda il venerdì sera. Marina Abramovich (riguarderei mille volte quel documentario, lei mi ipnotizza), Pina Bausch, Serge Gainsbourg e, ieri sera, Marilyn Monroe. Un documentario che prende avvio dalle sessioni di psicanalisi a cui Marilyn si è sottoposta per alcuni anni prima della sua morte e ne racconta la vita, dolorosa e straziante. Ne viene fuori una donna disperata, profondamente sola, totalmente abbandonata a se stessa e preda di chi la circondava, continuamente in bilico tra Norma Jean e Marilyn. Tutte cose che già si sapevano, certo, ma il documentario va ancora più in profondità e illustra certi accadimenti della vita di Marilyn accompagnandoli con le sue parole, registrate durante le sessioni di psicanalisi. Si vede Marilyn completamente persa cantare gli auguri a John Kennedy e si sente tutto il suo abbandono. La si vede farsi scattare fotografie con gli occhi pieni di dolore. La si vede in difficoltà durante certe riprese, sopportata con sdegno e superiorità dai suoi colleghi, considerata sempre e solo una bionda stupida. Si vivono questi momenti con lei e si prova dolore. E pena profonda, per una donna che non deve mai aver avuto un solo momento di felicità vera nella sua vita. D'ora in avanti, non la guarderò più nello stesso modo: la sua apparente leggerezza passerà in secondo piano e rimarrà solo la donna con il meraviglioso sorriso e gli occhi tristi di certe foto.