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venerdì 7 ottobre 2016

Chiacchiere del venerdì

(foto Unsplash)

Uh, ciao, vi ricordate di me? Ogni tanto faccio capolino da queste parti, eh. Come vi ho detto e ripetuto fino alla nausea e allo sfinimento e bon basta Cindy lasciaci stare, vorrei passare molto più tempo qui, ma la triste vita di tutti i giorni mi trascina via con sè e vado a dormire che è domenica e mi risveglio che è venerdì, spesso senza rendermi conto di tutto quello che è successo in mezzo. Detto questo, ogni tanto mi ritaglio un po' di spazio e torno qui. 

L'ultima volta in cui ho postato le chiacchiere del venerdì era fine luglio, in mezzo è passata mezza vita e quindi temo fortemente che questo post finirà per essere lungo come la Quaresima. Vi chiedo perdono in anticipo, se ve ne andate capirò, se rimanete vi abbraccerò, se mi lasciate un commento raccontandomi le cose belle del vostro ultimo periodo vi amerò fortissimo. 

- come dice giustamente Alice nel suo ultimo post, il fatto che settembre sia il nuovo gennaio è passato un po' di moda. Qualche anno fa, tutti ne parlavano, quest'anno abbiamo cominciato settembre senza troppi buoni propositi in giro e senza ironici auguri per il nuovo anno. Io ho smesso di fare nuovi propositi da tempo, perché per troppi anni sono stati sempre gli stessi, sempre disattesi. Ma dentro di me avevo l'intenzione di cominciare a fare yoga. Non l'ho detto a nessuno, me lo sono tenuto dentro di me. Ho cercato un corso, escluso le ore della sera, ché appena comincia il freddo l'unica cosa che traguardo alla sera è il mio divano, escluse quelle dell'alba, ché uscire fuori al freddo lasciamo perdere e mi sono concentrata su un unico corso possibile, alle 8.30 del mattino. Dopo aver messo da parte le remore sul fatto di togliere tempo al lavoro, mi sono decisa. Ho telefonato, chiesto informazioni, preso decisioni. E poi ho cominciato a trovare scuse. Uh, stamattina non posso, non mi sono depilata. Uh, ma oggi no, come faccio, ho un lavoro da consegnare. Ah, no dai, oggi no, come faccio a lasciare la cagnolina senza la passeggiata di prima mattina? Alla terza scusa, ho detto basta e ho cercato una soluzione adatta a me. Che ovviamente si è palesata con YouTube e un canale yoga del quale mi sono innamorata. Ho cominciato e sto andando avanti da un po'. Sono contenta e forse prima o poi troverò la voglia di fare un corso vero e proprio. O forse no. Per ora va bene così. 

- sempre per quel che riguarda YouTube, da quando non ci sono più la mia amata Concita De Gregorio e il suo programma di libri in Tv, dedico la pausa pranzo a guardarmi dei gran video. Ultimamente, sono diventata dipendente del canale Con amore e squallore (io sono innamorata alla follia di Ilenia e - se amate i libri - ve lo straconsiglio, anche se immagino lo conosciate già). Un altro canale che parla di libri (e non solo) che amo molto è Read Vlog Repeat, mentre - quando ho voglia di rilassarmi e sorridere, mi faccio una dose abbondante di Annalisa Superstar

- tutti questi canali YouTube che seguo, con i vari preferiti del mese, haul, suggerimenti, questo e quest'altro, mettono una gran voglia di fare shopping, mannaggia al mio portafoglio. Ho comperato una marea di libri, di cui poi vi racconterò, mentre sto tenendo botta di bruttissimo per quel che riguarda i vestiti. Non so per quanto ancora reggerò, ma finora sono stata bravissima. Ho solo acquistato una bellissima felpetta di cui vado orgogliosissima. L'ho comperata da Sara Colombo di S'Art Lab, che avevo intervistato su questo blog tempo fa e che sto convincendo disperatamente a darsi da fare sui social, perché è troppo brava. Se volete dare un'occhiata alle cose che fa, la trovate su Facebook e su Instagram. Seguitela perché se lo merita. 

- è arrivato l'autunno e, come ho detto prima, d'autunno divento un tutt'uno con il mio divano. Sono anziana dentro (e fuori) e quindi ceno presto, metto a posto, mi fiondo sul divano e vivo una vita parallela su Netflix. Ho visto una milionata di serie TV: Stranger Things, che ho adorato e m'ha fatto venire una gran voglia di anni '80, e di cui non vi dico nulla perché se ne parla a destra e a manca da quest'estate. Poi ho guardato la seconda stagione di Narcos, la serie ispirata alla vita di Pablo Escobar, che è FAVOLOSA. Gran ritmo, colonna sonora da paura, e i maglioni di Escobar, amici miei, i maglioni di Escobar. Ho visto anche Marcella, una serie che nessuno s'è filato ma che ho trovato davvero interessante. Ambientata a Londra, è la storia di una poliziotta che deve risolvere una serie di omicidi seriali e che in qualche modo viene coinvolta in uno di questi. Non dico altro, a me è piaciuta molto. Ho anche cominciato la settima stagione di Sons of Anarchy, ma non riesco ad andare avanti. Ho talmente poca voglia che mi sa che mi farò raccontare la fine dalla mia amica Daria. La cosa buffa è che sono stata io a consigliargliela, ma ero alla terza stagione e mi sembrava una cosa fighissima. Adesso per me è solo noia mortale. Intanto, per le prossime settimane, complice l'assenza da casa di mio marito, mi faccio una maratona di ripasso di Gilmore Girls, ché il 25 novembre è dietro l'angolo (#teamjess per sempre, tra l'altro). 

- sempre su Netflix, sul quale tra l'altro hanno aggiunto una valangata di film, ho visto un film carinissimo. Si tratta di Today's Special, la storia di un ragazzo indiano che sogna di andare a fare uno stage di cucina a Parigi ma è costretto a rinunciare per aiutare i genitori nel loro ristorante. Certo, non è un capolavoro della storia del cinema, ovvio, ma è uno di quei film leggeri e delicati, ironici senza essere sguaiati, con un pizzico di commozione e un piacevole lieto fine (non ho spoilerato niente perché è ovvio che questi film vanno a finire bene, devono finire bene). Non rimarrà nella storia del cinema, ma io vorrei vederne più spesso, di film così.

- io sono iscritta a più newsletter di quanto sia umanamente possibile leggere, infatti ogni mattina passo almeno mezz'ora a cancellare mail senza neppure aprirle. Ma ce ne sono alcune, circa una ventina, che non mi perderei per nulla al mondo. Una di queste, la mia preferita in questo periodo, è quella di Maria Alexandra Vettese e Stephanie Congdon Barnes, due fotografe che vivono a 3191 miglia di distanza e che hanno dato vita al progetto 3191 Miles Apart. La loro newsletter, a cadenza settimanale, è un concentrato di bellezza, bellissime fotografie e ispirazione continua. L'ultima mail che è arrivata è questa

- per quel che riguarda i libri, ne ho letti veramente troppi, facciamo che dedicherò loro un post a parte. Se ne scrivessi ancora qui, questo post diventerebbe così lungo da farvi stramazzare al suolo e maledire il momento che avete cominciato a leggermi. Vi lascio con questa canzone qui sotto, che ascolto costantemente da giorni. Ma voi ditemi, cosa avete fatto di bello ultimamente? Film, libri, serie tv, shopping? Raccontatemi! 



venerdì 4 dicembre 2015

Chiacchiere del venerdì

Buongiorno, amici belli! Come state? Qui tutto bene, oggi è un giorno speciale perché oggi pomeriggio procederò all'estrazione delle Secret Santa e manderò le mail. Diciamolo, fremo dall'emozione! Spero vivamente che tutto vada alla grande e si ricrei la stessa, meravigliosa atmosfera dello scorso anno. 

Nel frattempo, vi racconto un po' delle cose belle degli ultimi tempi. Buona lettura e buon ponte, per chi lo fa. Io non ho programmi, se non quello di starmene tranquilla e godermela. Che poi mi sembra un ottimo proposito, non credete?

- non ho visto molti film, ma gli unici due che ho visto - diversi come il giorno e la notte - mi sono piaciuti tantissimo. Ho visto Maria Antonietta e, che vi devo dire, avevo letto le peggio cose e invece mi sono innamorata. Io ho una certa passione sconsiderata per Sofia Coppola e per Kirsten Dunst, quindi forse il mio metro di giudizio è un po' poco equilibrato, ma il film l'ho amato. Barocco, sconsiderato, pop, bello. L'altro film che ho visto è stato Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, che volevo vedere da uuuuuuna vita. Dolceamaro, poetico, francese, delicato, perfetto. Sì, lo so, sono un po' indietro rispetto ai film in circolazione, ma ormai ho fatto pace con la mia scarsa voglia di andare al cinema. 

- ma dicci, Cindy, documentari niente in questo periodo? Ma che, stiamo scherzando? Non sia mai. Anche in questo caso, ne ho visti solo due ma entrambi molto belli. Il primo è What happened, Miss Simone?. Ecco, qui devo ammettere tutta la mia ignoranza, ma non sapevo molto di Nina Simone. Per me era la cantante di My baby just cares for me, punto. Non sapevo fosse stata una paladina dei diritti civili, arrivando ad abbandonare la sua famiglia in favore dell'impegno per la causa afroamericana, non sapevo soffrisse di depressione, non sapevo che la sua carriera avesse subito un periodo di enorme crisi. Come sempre capita con questo genere di film, illuminano un po' gli angoli bui della mia conoscenza. L'altro documentario, sempre incentrato sulla vita di una donna, sebbene di tutt'altra tempra, è Diana Vreeland: l'imperatrice della moda, un ritratto della redattrice di Vogue che ha cambiato la moda. Riassumendo: una tipa con due palle così, ecco. 

- questo è stato anche un periodo di scoperte. Ad esempio, ho scoperto un sito che eroga corsi online FIGHISSIMI. Si chiama Highbrow, offre corsi gratuiti della durata di 10 giorni, una mail al giorno. Appena l'ho scoperto, sono impazzita, ho fatto due salti di gioia, la riverenza e mi sono subito iscritta al corso sugli scrittori americani del Novecento, ma ce ne sono un sacco a cui sono interessata. Si può seguire solo un corso per volta, credo diventerà una mia piacevole abitudine quotidiana.

- come sapete se mi seguite su Instagram, ho scelto la mia agenda per il 2016. Dopo anni di Moleskine e un anno con la planner di A Beautiful Mess, quest'anno ho deciso di abbandonarmi all'amore che nutro per la rivista Flow e ordinare anche l'agenda. Grande idea. L'ho ricevuta in un attimo e quando l'ho aperta e annusata, sono stata travolta da un mare di ricordi. Sa di sussidiario delle elementari. E di quaderno Fabriano con i fogli spessi. Grande acquisto. Grande, grande acquisto. 

- tempo fa, sono stata da Melissa per un po' di acquisti di gioia. Non ci andavo da un bel po' e ho fatto la spesa. Tra le tante cose, due sono proprio speciali. Questo scrub per le labbra agrumato che, se non lo avete ancora, vi prego andate fuori e comperatelo. E' così buono che fa venir voglia di mangiarselo, ma al tempo stesso è davvero efficace. E poi questo profumo. Oh. Mio. Dio. Stavo aspettando che Valeria si preparasse per andare a pranzo, avevo già fatto la mia spesa, vedo questo profumo e mi colpisce il nome: "Gioia invernale". Me ne spruzzo un po'. Amore alla prima nota olfattiva. Sa di mandarini sbucciati. Il nome che porta è perfetto. 

- e la colonna sonora che mi ha accompagnata in tutte queste cose belle è sempre stata questa:



Buon fine settimana, buon ponte, buon Secret Santa, buona vita.

venerdì 6 novembre 2015

Chiacchiere del venerdì


Ma come? E' finita un'altra settimana? E io, che avevo ancora mille mila cose da fare? Vabbè, come diceva sempre mia nonna, pace e pazienza e qualche santo sarà. Mi aspetta un weekend lentissimo, senza programmi, da riempire con i desideri del momento. Non potrei chiedere di meglio. 

Ma prima di far cominciare questo fine settimana, devo assolutamente chiacchierare un po' con voi. Pronti? 

- il grandissimo evento degli ultimi tempi, in casa di Cindy, è stata una smart TV e - subito dopo - l'abbonamento a Netflix. E la totale dipendenza. Tutto questo, ovviamente, per contraddire tutta la mia sparata sulla tecnologia, il controllo della mente e quelle robe lì. Però, quando guardo Netflix, sono assolutamente concentrata e vivo il momento. Quindi mindfulness perfetta. No? 

- in questa prima settimana di Netflix, abbiamo divorato Narcos. Per chi ancora non lo sapesse, visto che non si sente parlare d'altro, si tratta della storia romanzata della vita di Pablo Escobar. Violenta come solo una serie sui narcotrafficanti può essere, m'ha preso dal primo secondo e m'ha messo una gran voglia di rimettermi a leggere Don Wilson. A proposito, avete mai letto Il potere del cane?  Se la violenza non vi spaventa, fatelo. 

- va però detto che la prima cosa che ho fatto dopo aver sottoscritto l'abbonamento a Netflix è stata controllare il catalogo documentari e mi sono quasi commossa. Ce ne sono tantissimi, ma soprattutto c'è quello che volevo vedere da secoli: Jiro e l'arte del sushi. Ed è stato la cosa più bella vista questa settimana. La precisione degli stessi gesti compiuti ogni giorno, più volte al giorno, la ricerca della perfezione, la totale dedizione al lavoro e la vita di quest'uomo affascinano e riempiono di domande, come mi capita sempre con tutto quello che riguarda il Giappone. 

- giusto per non far morire di tristezza Sky (sssshhhhh, non diteglielo che daremo disdetta eh), abbiamo visto anche due film. Ho rivisto Drive, che - se possibile - m'è piaciuto ancora di più della prima volta. Ryan Gosling, come sempre, dice la sua, ma soprattutto ci sono Carey Mulligan - io la amo - e Los Angeles. E questo mi fa un certo effetto, ultimamente. Poi ho visto anche L'amore bugiardo, che mi incuriosiva perché il libro m'era piaciuto molto. Purtroppo, l'unico modo per apprezzarlo sarebbe stato non sapere a priori come andava a finire la storia. La consapevolezza m'ha tolto tutto il godimento, vabbè. 

- sembra che abbia passato la vita davanti alla TV, ma giuro che ho fatto anche altro. Ho cominciato a leggere L'amica geniale, in clamoroso ritardo rispetto al mondo intero, come sempre. Ovviamente, e ne ero consapevole, il libro mi ha catturata. La storia, l'ambientazione, i personaggi tratteggiati in maniera sublime, tutto è perfetto. Non riesco a smettere di leggere e al tempo stesso vorrei che il libro non finisse mai. Finalmente, avevo tanta voglia di un libro così. 

- sempre in tema di lettura, è arrivato - a sorpresa - il nuovo numero di Flow Magazine. Ogni volta che arriva, è una gioia e un sussulto di meraviglia ad ogni pagina. Se vi piacciono la carta, l'illustrazione, le cose semplici, è il giornale che fa per voi. 

- sono stata a mangiare, per la prima volta, in un ristorante vegano. Sì, che vi devo dire, sono una donna di provincia, certe cose dalle mie parti arrivano un pochino dopo. La cena è stata ottima, con dei dolci strepitosi. L'unica riflessione che mi è venuta, non sul ristorante ma sulla cucina vegana in genere, è stata: ma perché rendere vegani piatti tradizionali? Nel senso, la carbonara vegana non sarà mai come quella tradizionale, perché non darle un nome diverso per evitare inutili confronti? Eh lo so, perdo neuroni a interrogarmi su questioni come questa. 

- e, per finire, come già saprete se avete letto il blog in settimana, sono stata a sentire Jack Savoretti. Il ragazzo mi piace tanto, sorride sempre e si vede che è felice quando canta. Il concerto è stato bello, Genova è un po' casa sua e c'è un affetto particolare e io mi sono perfino commossa su questa canzone qui sotto.

Buon fine settimana, amici belli. 

venerdì 23 ottobre 2015

Chiacchiere del venerdì


E anche in questa lunghissima settimana venerdì è arrivato, chi l'avrebbe mai detto. Io continuo ad aspettare la fase di down che prevedevo al rientro dagli Stati Uniti e niente, non arriva. Sto bene, porca miseria. Sono un po' preoccupata, perché non vorrà mica dire che mi sto abituando al luogo in cui vivo? Anni passati a denigrarlo e a dire che vorrei andare a vivere altrove e ora...mi trovo bene? La cosa mi sconvolge, ve lo devo confessare. 

Ma forse sarà perché sono tornata d'autunno. E l'autunno è la stagione in cui la mia zona dà il meglio di sé. I boschi esplodono di colori, c'è odore di fuoco acceso nell'aria, le foglie scricchiolano sotto i piedi e camminare fuori con il cane è una vera goduria. Poi d'autunno mi prende una gran voglia di uscire, vedere nuovi film, fare colazione al bar prima di un giro per negozi, stare tutti intorno al bancone a dire cazzate con una birra in mano, progettare pranzi in Langa e aperitivi lunghi fatti di vino rosso e chiacchiere a vuoto. 

Insomma, la Cindy è tornata e sta bene, mannaggia a lei. E quindi, tornata la Cindy, tornano le belle abitudini (belle per me, ecco, speriamo siano belle anche per voi). Tornano le chiacchiere del venerdì, per colpa della mia malata voglia di condivisione. Presa dalla grande energia del rientro, conto che queste chiacchiere diventino un appuntamento fisso. La vita vera mi travolgerà presto, quindi non so, ma io intanto ci provo. 

- prima di partire per gli Stati Uniti, ho visto un documentario bellissimo di cui non ho fatto in tempo a parlarvi. Era bellissimo e commovente, ma di una commozione bella gioiosa, e quindi dovevo assolutamente raccontarvelo. Si tratta di Searching for Sugarman, che racconta la storia di Sixto Rodriguez - cantautore americano di poco successo, star in Sudafrica a sua insaputa. Quello che mi ha commossa, oltre a questa fantastica canzone, è la passione che ha spinto una persona qualunque a dedicarsi anima e corpo a ritrovare questo cantante sconosciuto e sparito chissà dove, del quale non si sapeva assolutamente nulla. Non so, storie come questa mi fanno fare pace con la razza umana. 

- dieci ore di viaggio aereo all'andata e dieci al ritorno mi hanno garantito il pieno di film. E' buffo come all'andata abbia scoperto una grande passione per film d'azione e catastrofici (ho visto Need for Speed e San Andreas - che poi i film catastrofici non sono troppo divertenti? A me fanno ridere tantissimo), mentre al ritorno mi sono tuffata sui documentari. Ho visto Amy e, se le volete bene come me, guardatelo. Vi strazierà il cuore, ma ne vale la pena. Poi ho visto Dior and I, che pensavo raccontasse la storia della maison e invece descrive l'arrivo del nuovo direttore creativo, Raf Simons, e della nascita della sua prima collezione di haute couture. Per una cresciuta in mezzo alle macchine da cucire e ai cartamodelli della zia, due ore di sogno. E per finire, Il sale della terra, documentario sulla carriera di Sebastiao Salgado. Non c'è nulla da dire, occhi pieni di meraviglia e cuore gonfio di ammirazione. Perché, davanti alla grandezza della vita di persone così, io mi sento più piccola di una pulce sulla coda di un cavallo. 

- sono ufficialmente drogata di documentari, diciamolo. Mentre invece credo di avere un problema con i film di animazione. Ho guardato Inside Out ed ecco, ehm, sì, carino però, insomma, bah...dev'essere tutto dovuto al fatto che ho un cuore di pietra, che ci volete fare. Mi volete bene lo stesso? 

- per quel che riguarda i libri, ho fatto due acquisti piena di entusiasmo, che ahimè mi hanno un po' delusa. Primo, Il palazzo delle pulci di Elif Shafak, una delle mie scrittrici preferite, iniziato con i fuochi d'artificio e poi scemato un pochino nella noia. E giuro, Elif (la chiamo così perché ormai siamo un po' amiche) mi ha sempre catturata dalla prima pagina all'ultima. Uffa. Il secondo acquisto è stato La libreria del buon romanzo di Laurence Cossé. Anche qui, le prime pagine mi hanno appassionata, poi il libro ha svoltato e non ho più capito dove volesse andare. Ma mi ha regalato un sacco di citazioni, amorevolmente copiate su un quadernino. 

- fortunatamente, mi sono rifatta con Steal like an artist di Austin Kleon. Era la lettura di ottobre del book club di C+B ed è stata proprio una lettura illuminante e ispirante. Purtroppo, questo mese non ho potuto partecipare alla conversazione relativa al libro, ma conto di recuperare a novembre. Partecipate anche voi? Trovate tutte le info qui

- vi ho raccontato spesso della mia passione per i canali You Tube. In estate questa passione si era un po' spenta, ero stufa di non trovare altro che canali che parlassero di beauty e trucco e mi ero un po' allontanata - mantenendo solo il mio infinito amore per Lulaida Cat e il suo stile fantastico. Ora ho un nuovo amore. Si chiama Alli Cherry, abita in California, ha un soggiorno con due tavole da surf vintage appoggiate al muro e ha appena comperato un vecchio camper che sta ristrutturando. Inoltre, si è appena sposata, con una cerimonia tutta handmade in un bosco e riesce sempre a trovare cose fighissime ai mercatini dell'usato. La bibbia dell'hipster, praticamente. Comunque, se conoscete canali You Tube italiani fighi, ditemelo. Io non ne trovo. Devo mica aprirne uno io, eh? :-)

- e per finire, chiudo con il bellissimo progetto di Katiuscia. Ne avevo già parlato su facebook, ma ci tengo a ricordarlo anche qui. Nella sua infinita generosità e immensa creatività, Katiuscia ha voluto festeggiare la nascita del suo nuovo blog regalando alcune Polaroid a chi ne faccia richiesta. Trovate tutte le informazioni nel suo post. Se volete partecipare, affrettatevi, c'è tempo fino a fine ottobre. Ma mi chiedevo, a proposito di progetti belli, lo rifacciamo il Secret Santa quest'anno? 

venerdì 17 luglio 2015

Chiacchiere del venerdì


Questo post, la scorsa settimana, iniziava così: 

Buongiorno. Siete ancora vivi, amici miei, oppure vi siete squagliati per il caldo? Visto che predico sempre contro il freddo, aspetto l'estate con ansia, mi son ripetuta per tutta la primavera "un'altra estate come quella scorsa, per piacere, no", ho fatto voto di non lamentarmi, ma ammetto che in alcuni momenti è davvero dura. Il mio ufficio è in un sottotetto e, in alcuni momenti, sento la testa bollire letteralmente. Ma vabbè, non mi lamento, so che rimpiangerò questo periodo molto presto. 

Voi come state? Cosa mi raccontate? Che fate? Dove andate? La mia estate finora è stata pazzesca, bella in modo assurdo e spero che non succeda nulla a rovinarla. Me la sto godendo alla grande, ma ho quasi timore che sia troppo bello per essere vero. Non so, vabbè, che vi devo dire. Come se non mi meritassi tutta questa bellezza. Lasciamo perdere, dai. 

Poi questo post non l'ho pubblicato. Perché? Perché la cosa che temevo succedesse è successa. Ed è stata più grossa di quello che potessi anche solo lontanamente immaginare. Una di quelle cose che implicano corse all'ospedale, infinite attese e ansia che ti blocca la gola. Quelle cose che ti fanno vedere tutto nero e ti fanno maledire il mondo. Ma poi, quando vedi che la persona malata tira fuori un ottimismo che non le conoscevi, chiacchierando di progetti del futuro, di cucina, di vestiti a fiori, e di mille altre cose leggere, ti maledici per essere stata così triste e in ansia e ti dici che hai il dannato dovere di sorridere e di pensare che tutto andrà bene e che la vita è piena di cose belle e molte di quelle cose belle sono proprio piccole cose leggere. 

E allora eccolo qui, l'elenco delle piccole cose belle dell'ultimo periodo. Che vi racconto come se fossimo seduti sotto il portico a goderci il fresco della sera, immersi nel rumore delle cicale e in un mare di lucciole. 

- cos'ho fatto, finora? Tante cose, ma soprattutto mi sono goduta un bel po' di concerti. Del concerto dei Subsonica vi avevo già raccontato in un post passatoDopo quello, mi sono divertita come una pazza a sentire Jovanotti - ballando in mezzo alla calca di un San Siro pieno zeppo - e mi sono emozionata fino a commuovermi al concerto di Noel Gallagher. Gli Oasis sono il mio passato, la musica di Noel il mio presente e vederlo lì a un passo da me mi ha veramente fatto venire la pelle d'oca. E poi sono andata a sentire i Bluvertigo, con lo spirito con cui si va alla festa del liceo, senza aspettarmi nulla, e ho avuto in cambio un meraviglioso concerto pieno di energia. 

- come saprà chi mi segue su Instagram, ho partecipato a un bellissimo evento social a Genova. Grazie agli Instagramers genovesi e all'Autorità Portuale, ci è stato regalato un giro in battello nel porto commerciale di Genova, insieme a un sacco di gente presa benissimo e felice di godersi il momento. E' stata un'occasione per vedere Genova da un punto di vista diverso, per fare un sacco di foto e per abbracciare finalmente Elena de Il mare in giardino e Paola di Come i cavoli a merenda. Sono tornata a casa col sorriso e il cuore grande così. 

- sto leggendo tantissimo, forse perché il caldo mi fa dormire poco e non mi addormenterei più. Ho letto Le spie non devono amare, del mio adorato Scerbanenco, un romanzo giallo anni '50. Meraviglioso. Dopo Scerbanenco sono passata a Paolo Pejrone, che volevo leggere da secoli. Ho scelto In giardino non si è mai soli, una sorta di diario/guida/manuale di giardinaggio, che racconta l'infinita meraviglia che regala il dedicarsi alle piante e alla natura. E ora sto leggendo Il gruppo, di Joseph O'Connor - di cui non leggevo niente da anni - la storia di quattro amici irlandesi che fondano un gruppo musicale. E' una lettura leggera, appassionata, divertente e commovente. La lettura perfetta per queste sere d'estate.

- in cuffia, ultimamente, ci sono solo Jack Savoretti, Noel Gallagher e l'ultimo album di Florence & The Machine, che è fantastico. Ma fantastico veramente. 

- la TV non la accendiamo praticamente più, in casa. Mio marito si è sparato maratone di cronaca sulle vicende della Grecia, per lui più appassionante di una spy story, mentre io mi sono guardata Le avventure acquatiche di Steve Zissou, film di Wes Anderson che ancora mi mancava e che mi è piaciuto un pochino meno degli altri, ahimè (ma credo di doverlo rivedere) e un documentario su Francesca Woodman, una fotografa che mi affascina da tanto e di cui non sapevo praticamente nulla. Mi aspettano ancora Alla ricerca di Vivian Maier e la quinta stagione di Sons Of Anarchy, ma non so quando li vedremo. Meglio stare fuori a guardare il cielo. 

Ma ditemi, quali sono le piccole cose leggere della vostra estate? 

giovedì 25 giugno 2015

New York (parte 1)

Tempo fa, Maddalena (una dei meravigliosi regali di questo blog) mi ha scritto per avere alcuni consigli di viaggio su New York. Presa dall'entusiasmo, le ho risposto: "Certo! E ci scrivo su anche un post!". Bene, da quella risposta così piena di gioia sono passati mesi. Ora Maddi sta per partire e io devo mantenere le mie promesse! Eccomi qui quindi con ben DUE post sulla mia città preferita al mondo, il primo - questo che state per leggere - che raccoglie tutte le mie ispirazioni, i film, libri e quant'altro che hanno alimentato il mio desiderio di New York, e il secondo, in cui scriverò alcuni miei consigli di viaggio, ossia le cose che più ho amato. 

Film

Come ben sapete, ho un animo molto pop, e il mio amore per New York non è nato con Woody Allen, bensì con un film decisamente più funky: You've Got Mail. Se prima quella per New York era semplice curiosità, con quel film si è trasformato in amore vero e nella voglia matta di visitarla al più presto possibile. Tanto da sceglierla come meta del mio viaggio di nozze. Non vi sto a dire molto in proposito, tutto il mio amore per New York e per quel film l'ho riassunto in questo post che ho scritto anni fa per Zelda Was A Writer.



Condivido la mia passione per New York con Teresa, carissima amica canadese, che - grazie alla vicinanza - riesce a visitarla almeno una volta l'anno. Non appena tornata dalla Grande Mela, le ho chiesto quale fosse il suo film preferito sulla città e lei mi ha suggerito Serendipity, una delicata storia d'amore che nasce da Bloomingdale's e trova il suo coronamento sulla pista di pattinaggio a Central Park.

Poi ovviamente ci sono Harry Ti Presento Sally, i film di Woody Allen, e - molto più recentemente - Tutto Può Cambiare, con Keira Knightley. Ma io sono incredibilmente affezionata ad alcuni film molto più vecchi, I guerrieri della notte, un epico viaggio notturno nella notte della NY di fine anni '70, La febbre del sabato sera, di cui potrei vedere e rivedere all'infinito la scena iniziale, con la camminata di John Travolta per le strade della città, Smoke, un vecchissimo film con Harvey Keitel nel ruolo di un tabaccaio a Brooklyn, Colazione da Tiffany, chevvelodicoaffare, e Come eravamo, uno dei film che più amo in assoluto - New York  o meno.



E per finire altri due film (oddio potrei andare avanti ore, credo), un filo snobbati ma per me fantastici. Uno è Stregata dalla luna, con Cher che si innamora di Nicholas Cage - è un po' trash, lo so, ma c'è tanta New York e mi commuove sempre. L'altro è Gangs Of New York, con Leonardo Di Caprio e Cameron Diaz, ambientato nella New York di fine ottocento. 

Libri

Anche qui, come per ogni categoria, ci sarebbe da andare avanti ore e ore. Del resto, quanti spunti e ispirazioni può dare, una città come New York? Comunque, vediamo di fare mente locale. 

Io ho amato molto, inaspettatamente, New York di Edward Rutherfurd. Rutherfurd è famoso per scrivere storie romanzate che seguono la storia di un paese o una città. In questo caso, racconta la storia di una famiglia, partendo da quando la città era ancora una colonia olandese per finire con l'11 settembre. Pensavo fosse noioso, ho divorato 984 pagine in un baleno.



Poi ho adorato Just Kids di Patty Smith e A Freewheelin' Time: A Memoir of Greenwich Village in the Sixties di Suze Rotolo, due bellissime storie d'amore e di musica ambientate nella New York degli anni '60 e '70. 

Che dire poi de Il giovane Holden di Salinger, di Colazione da Tiffany di Truman Capote e de Il Grande Gatsby di Scott Fitzgerald? 

Guide

Oltre a collezionare libri, colleziono anche guide di New York. Ognuno ha le sue debolezze, io non fumo e non mi drogo, compro guide di viaggio.  

Al momento ne possiedo quattro, ma ce ne sono molte che vorrei acquistare. Caso mai dovessi tornare a New York, prenderei: New York Low Cost di Alice Avallone, New York Itinerari d'autore della Lonely Planet e Guida della stilista a New York di Sybella Court. E chissà quante ne usciranno, prima del mio prossimo viaggio!



Il libro che vorrei, e che forse ha già fatto parte di una wishlist, è: J'aime New York di Alan Ducasse. L'ho sfogliato in una libreria e, oltre a essere un fantastico libro fotografico, è pieno di consigli di viaggio. Che poi, sconfinando nella cucina, sarebbero belli anche New York. Ricette di Culto di Marc Grossman e Una merenda a New York, sempre di Marc Grossman, magari da acquistare una volta tornati, per riprovare a fare le favolose ricette assaggiate in America. 

Che poi m'è venuto un desiderio lì per lì: ma farsi una raccolta di libri tutta dedicata a NY?

Blog

Ovviamente, non ci sono solo libri e film nel mio immaginario. Un sacco di sogni (e informazioni su NY vengono da blogger americane. Io seguo A Cup Of Jo, il blog/magazine di una ex-giornalista di Glamour USA. Quando ho iniziato a seguirla, viveva nel Greenwich Village e il blog era una sorta di diario della sua vita in città, ora è più un magazine, ma ci sono un sacco di risorse su NY.  Poi c'è Love Taza, il diario di una famiglia che vive a NY, sul cui blog si trovano guide e video sulla città. E infine, Gala Darling, di cui vi avevo parlato nell'ultima wishlist. Vive a NY anche lei e spesso racconta dei posti dove va. E scatta l'invidia.







Spero di essere stata esauriente, torno la prossima settimana con i miei consigli. Dai che lo so che non vedete l'ora.

lunedì 24 novembre 2014

The Future of Storytelling # 3: la mia ambientazione preferita

Non ci crederete (quasi non ci credo neppure io), ma sto continuando a seguire il corso sullo Storytelling. Devo dire che è diventato meno interessante perché sta approfondendo tematiche che a me non appassionano molto (i videogiochi, Dio se c'è qualcosa che mi annoia al mondo sono proprio loro). Ho comunque intenzione di arrivare fino alla fine, ecco magari saltellando qua e là. Come vi ho detto, le ultime due lezioni erano incentrate sui videogames e non credo di aver appreso molto, anzi mi sa che ho usato un po' troppo la funzione skip. Ma vabbè, non è questo il bello dei corsi online? Se ne può fruire come meglio si crede, no? E anche inventarsi dei compiti completamente diversi da quelli assegnati (no, beh, immaginare una storia per un videogioco? Io? No way, baby).


Così ho deciso che, avendo dichiarato che più delle storie amo i personaggi e le ambientazioni e avendo già parlato del mio personaggio preferito, non potevo proprio fare a meno di parlarvi dell'ambientazione che amo di più. Anche qui, easy as a breeze, la scelta è caduta sulla New York di You've got mail. Lo so, ognuno ha i propri riferimenti e i miei sono tutto tranne che intellettuali. Sono pop dentro, è più forte di me. Mi sono chiesta se non fosse molto più figo parlarvi della Parigi di Fiesta oppure della cupa Detroit di Middlesex, ma non sarei stata sincera. E un post ha senso solo se si è sinceri. Quindi New York sia (tra l'altro ne avevo già parlato anche in un post per Zelda was a writer, lo scorso anno. Credo che la mia passione rasenti l'ossessione, ehm).


Comunque, dicevamo, la New York di You've got mail, protagonista del film al pari di Tom Hanks e Meg Ryan.  Il film inizia con la telecamera che corre lungo le vie di New York per fermarsi davanti alla casa della protagonista, entra dalla finestra e inquadra un soggiorno, una scrivania e una libreria bianca piena di libri. Credete che esista un altro motivo per cui in casa mia c'è una libreria bianca alta fino al soffitto? No, appunto. L'ho vista lì, me ne sono innamorata e l'ho fatta mia. Con l'unica differenza che la mia è una Billy e non una vecchia libreria shabby chic, ma non stiamo troppo a insistere su dettagli, dai. A casa della protagonista c'è anche una meravigliosa cucina e giuro che per anni ho avuto un tavolo molto simile (in condizioni migliori, tra l'altro) abbandonato solo perché davvero troppo poco pratico, mannaggia.


Ma non c'è solo la casa della protagonista, ovviamente. Fuori da quella casa c'è New York, diamine! Si tratta della New York dell'Upper West Side, ricca e intellettuale, dove le persone fanno la spesa nei supermercati bio e organizzano party invitando scrittori e artisti. Su, confessate, non vi piacerebbe vivere in un posto così? Io, non mi vergogno a dirlo, sì. E poi su, dai, la protagonista del film ha una libreria e io cosa ho sognato di fare per anni? La libraia! Beh, se proprio vogliamo essere sinceri, devo confessare che lo sogno ancora adesso, ma per il momento è un desiderio più irrealizzabile di quello di diventare Beyoncé. La voglia di fare la libraia non mi è nata grazie a questo film, ma il desiderio di avere una libreria identica a quella del film, quello sì (che poi non è mica di grande auspicio, perché fallisce ed è costretta a chiudere).


Ed è proprio grazie a questo film che ho conosciuto Starbucks, un piccolo angolo di paradiso a noi purtroppo negato, piccoli provinciali del mondo. Un posto dove puoi stare ore, su poltrone comode, bevendo un caffè e facendoti i fatti tuoi. Senza che nessuno venga a romperti le scatole. Con musica in sottofondo, la connessione wifi e la gente che non urla. A New York c'è un posto così a ogni angolo, ha un senso non amarla?


E poi si tratta della New York che si veste a festa in autunno, scegliendo i colori migliori per gli alberi di Central Park e degli altri giardini della città. Del resto, lo dice anche Tom Hanks: "Don't you just love New York in the fall? Makes me wanna buy school supplies. I would send you a bouquet of newly sharpened pencils if I knew your name and address". La New York delle panchine al parco, delle lucine colorate appese tutto l'anno e dei negozietti vecchio stile. La perfezione, insomma. Che vi devo dire, me la tiro da rocker incazzata con il mondo, ma in fondo sono una gran romanticona. 

lunedì 13 ottobre 2014

Tea for Two

Bentornata, Daria. 


Si fa un gran parlare di Frida Kahlo, in questo periodo, e della mostra a lei dedicata a Genova.
Donna tosta e sofferente, come la città che la ospita e a cui non possiamo non pensare in un momento per lei così atroce.
Ma, onde evitare di cadere nella retorica o nelle polemiche, che ritengo giusto e rispettoso lasciare ai zenesi, non parlerò della Superba. E’ talmente grosso e tremendo e ingiusto tutto ciò che sta attraversando da farmi sembrare inopportuno qualsiasi commento.   

Per cui, partendo da Frida Kahlo e da quello che rappresenta per i suoi innamorati, vorrei parlare di un’altra gran donna che ho nel cuore e per la quale ho sempre nutrito un amore viscerale e spontaneo (che invece non mi è mai esploso per Frida Kahlo, della quale devo dire so molto poco).
Ne voglio parlare perché all’ennesima frase su Frida Kahlo del tipo “la trasposizione della vita nell’arte”, oltre a venirmi il prurito (che credo sarebbe venuto anche a Frida Kahlo), ho ripensato alla vita di questo miracolo della natura che si chiama Edith Piaf.


Il film a lei dedicato è uno di quelli che guarderei mille volte. Ed è uno di quelli che mi fanno sempre piangere. Di commozione, di emozione per quella voce incredibile, per quel modo di stare sul palco e muovere le mani, per la sua irriverenza, la sua disobbedienza, la sua sregolatezza, il suo restare a testa alta fino alla fine, quel suo “non rimpiangere nulla” che cantava con tanto orgoglio sfidando il palcoscenico anche quando le proibivano di cantare.
Lei, con quel suo vestitino scuro e castigato, cantando praticamente immobile su un palco semibuio, faceva spettacolo con la sua stessa voce. “Solo” con quella.

“Voglio far piangere la gente anche quando non capisce le mie parole”, diceva.
Con me ci sei riuscita, Edith Piaf. 
E La Foule è uno dei miei pezzi preferiti perché mi strugge, mi stropiccia l’anima fino a farmi venire il nodo in gola e al contempo, sulla scia del ritornello, mi diverte e mi fa venire voglia di essere sfacciata e impertinente. Mi genera una moltitudine di stati d’animo molto diversi tra loro e tutto questo solamente con l’incanto della sua voce.

In questo anniversario del 10 ottobre, non voglio parlare del suo dolore, delle difficoltà della sua vita. 
A me piace sorridere pensando a Edith Piaf, ricordandola sfrontata e irriverente come solo lei poteva permettersi di essere.
Come nella scena del film in cui il medico, visitandola, le dice: 
“Dovreste annullare questo concerto, Signora Piaf. State giocando con la vostra vita”.
E lei beffarda: “E allora? Bisogna pur giocare con qualcosa”.


giovedì 20 marzo 2014

Wes Anderson Palette

Tumblr continua a regalarmi enormi soddisfazioni. Quello che ho scovato ieri è quanto di più hipster, pretenzioso, inutile e geniale esista sulla faccia della terra. Infatti io l'ho adorato subito. Si tratta di una raccolta di immagini prese dai film di Wes Anderson associate alla relativa palette di colori. Ecco, io impazzisco per cose di questo genere, vi rendete conto di che persona sono?










lunedì 10 febbraio 2014

Tea for Two

Torna Daria e il suo Tea for Two, pieno di nostalgia, di quelli che leggi con un sorriso e gli occhi umidi. Grazie Daria, oggi sono tornata per un attimo sedicenne. 

5 febbraio 1994, quinta liceo.
Il mio fidanzatino/amico/compagno di classe mi regala 1984.
Dopo aver scartato quel libro, facciamo una scommessa: il 5 febbraio di vent'anni dopo ci saremmo cercati, ovunque fossimo stati e qualunque cosa fosse successa.




Allora non sapevamo che avremmo avuto facebook (altro che il Grande Fratello orwelliano!), non avevamo i cellulari, avevamo solo il nostro stereo e macinavamo un sacco di musica. Ascoltavamo i Pixies, i Velvet Underground, eravamo cresciuti con i Cure, con gli U2, avevamo vissuto i primi concerti insieme. Lui era andato a vederli prima di me, gli U2, e mi aveva portato una maglietta del concerto che conservo ancora oggi. 
Suonavo per lui, gli piaceva. Era venuto a sentirmi una volta in cui ero agitatissima perché suonavo con un gruppo di ragazzi GRANDI, capite, avevano 20/22 anni! Il giorno dopo mi aveva mandato un mazzo di rose bianche a casa. Ci prendevamo e ci lasciavamo, come si fa spesso a quell'età, e con quelle rose e quei biglietti che scriveva così bene, mi aveva riconquistata.
Una volta avevamo litigato. Io, in casa da sola, sento suonare il campanello. Apro la porta e mi trovo davanti lui, appoggiato alla porta, che da dietro la schiena tira fuori un mazzo di margherite fasciate in un pezzo di carta.

Guardavamo un sacco di film insieme. Un'estate mi aveva portata al cinema all'aperto a vedere Leon e io mi ero messa il mio vestitino più bello, quello lungo, giallo coi fiorellini e lui si era messo la sua maglietta più bella. Io, a volte gelosa, cercavo di convincerlo di una mia somiglianza con Sharon Stone, perché aveva una sua foto in camera. Lui rideva (che altro poteva fare?!). 
Ho un bagaglio di ricordi bellissimi legati a un sacco di cose piccole e semplici che facevamo e che ci piaceva fare insieme. Stavamo al telefono per ore a raccontarci un sacco di sciocchezze, mi cantava pezzi di canzoni facendomi delle facce assurde e io ridevo un sacco, fumavamo di nascosto, ci facevamo le foto con dei cappelli strani e non c’erano né macchine fotografiche digitali né smartphone, tutto in pellicola. 
Lui d’estate viaggiava e ogni ritorno era una festa, mi portava tante piccole cose. Mi aveva regalato un poster di Mirò che tengo ancora appeso in mansarda, a casa dei miei. A scuola era più bravo di me, ma quando provavamo a studiare insieme, non si concludeva mai nulla. Aveva anche preso la patente prima di me e ci sentivamo così grandi quando mi veniva a prendere per portarmi a cena fuori. 

Comunque, quel 5 febbraio del 1994 facemmo questa scommessa.
Vent’anni dopo ci saremmo cercati. Roba che ci faceva ridere un sacco, immaginandoci vecchi, grassi o con pochi capelli. Roba da interrogarsi, allora, su come avremmo fatto a trovarci.

Ora, quel giorno è arrivato.
E quel giorno, il 5 febbraio 2014, ci siamo cercati. Dopo secoli. 
Un’emozione così bella e pulita da far venire i lucciconi a entrambi.
Per quelle cose piccole e semplici, per quel tempo leggero e spensierato che ci portiamo ancora dentro.

martedì 3 dicembre 2013

Le cose belle del mese: Novembre


Finalmente ci siamo, dicembre è arrivato! Io sono felicissima, mai come quest'anno ho voglia di Natale, luci, dolci, regalini, auguri, abbracci, musichine anni '50, freddo, festeggiamenti (il vero spirito del Natale, no?). Ma prima di tuffarci nella meravigliosa atmosfera delle feste, vi faccio fare un salto indietro, torniamo al mese di novembre e vi racconto quali sono state le cose belle di quel mese così grigio e noioso. Ve le racconto con qualche giorno di ritardo, ormai qui a casa di Cindy abbiamo un po' di cose da rincorrere e non sempre riesco ad essere la precisina puntuale che sono di solito. Ahimè. Ma bando alle ciance, via con le cose belle.
Il pan dei morti
Il mese di novembre per me si apre rigorosamente con il pan dei morti. Ogni anno, il freschino autunnale mi fa nascere la voglia di dolci speziati, di cannella, chiodi di garofano, tè allo zenzero o all'anice stellato e il pan dei morti è il primo dolce di stagione a soddisfare tale voglia. Arriverà poi il momento dei gingerbread cookies, ma l'inizio di novembre è tutta una scorpacciata di pan dei morti, prima che scompaia dai banconi delle pasticcerie (sì, potrei prepararmelo anche a casa, ma mi piace il fatto di mangiarlo solo per un brevissimo periodo all'anno, è un po' un rito di apertura dell'inverno - del resto, che sono matta totale ve l'ho già detto, quindi...)
Arctic Monkeys
Chi mi conosce bene sa quanto io ami andare ai concerti. Mi emozionano. Mi fanno sentire viva. Mi rendono felice. Io non potrei mai stilare recensioni di concerti, perché li amo tutti. Mi piace l'atmosfera, il rito della birra, la gente e quella scarica di adrenalina pura che sento ogni volta che si spengono le luci e parte la musica. Come dicevo, io i concerti li amo tutti. Anche quelli di gruppi che non conosco benissimo. Tipo gli Arctic Monkeys. Sono arrivata al loro concerto dopo aver ascoltato qualche loro canzone e aver deciso che mi piacevano un casino. Il concerto mi ha entusiasmata e loro sono diventati la colonna sonora del mese. La mia preferita è questa, ché mi ricorda tanto gli Stone Roses. Ah, come amo gli Stone Roses, un giorno ve lo racconterò.
I libri di Alessia Gazzola
Novembre mi ha vista girare spesso in treno, dove mi hanno tenuto compagnia i gialli di Alessia Gazzola. Volete una lettura leggera, piacevole, che non vi sveli il senso della vita ma vi faccia arrivare da Savona a Milano in un lampo? Ecco, leggetevi le storie di Alice Allevi, la specializzanda in medicina legale che risolve casi di omicidio. Lei è sbadata, distratta, un po' sfigata, a volte ti fa venire il nervoso per quanto è svagata ma, al tempo stesso, è intelligente, brillante e determinata. E pure simpatica, altro che Kay Scarpetta.
Milano
Le peregrinazioni in treno di questo mese mi hanno portato spesso a Milano (questo lo scrivo per Daria Pop, che continuerà a fare congetture su cosa io vada a fare lassù) e mi hanno dato la possibilità di riscoprire una città che ho amato tantissimo e da dove, come spesso capita nella vita, mancavo da tantissimo tempo. Milano mi ha accolta quando ero all'università, mi ha regalato giornate speciali, persone bellissime che mi hanno riempito la vita e mi ha aiutata a crescere. Se sono quella che sono, tanto lo devo a Milano. Checché se ne dica, è una città meravigliosa e mi manca tantissimo.
Eh, sì. Sono arrivata a quarant'anni senza aver mai visto questo film. Non so come ho fatto, ma tant'è. Sono anni che fa parte della lista dei film da vedere, ma per un motivo o per l'altro, non mi è mai capitata l'occasione. Ci voleva una pigra sera di novembre e il vuoto della programmazione televisiva per farmi venire l'ispirazione. Bum, conquistata. Ho già voglia di rivederlo. Adesso, subito. Come si fa a vivere senza?
Qualsiasi cosa riporti il nome di New York attira la mia attenzione. Credo di possedere almeno cinque o sei guide diverse, qualche libro fotografico, un buon numero di film e oggettistica varia. Potevo quindi non lasciarmi conquistare da un romanzo sulla città di New York? L'ho visto in libreria, era in edizione economica, non potevo lasciarlo lì. No, no, no. E sono felice di averlo fatto, perché è una lettura davvero piacevole. Si tratta di un romanzo storico ambientato a New York, che prende avvio dall'epoca dei primi coloni olandesi per finire ai giorni nostri. Ci sono tanti personaggi e tante storie che si intrecciano, ma è la città la vera protagonista. Se amate New York, non fatevi spaventare dalla mole (sono 1000 pagine), lo leggerete d'un fiato. Grazie a lui, ho passato tutte le sere di novembre nella Grande Mela. Mica poco, no?

venerdì 26 luglio 2013

La wishlist del mese: Michela

Luglio è arrivato quasi alla fine, ma non c'è da esser tristi perché ogni fine mese porta con sè una wishlist in regalo. Quella di oggi è di Michela, una mia carissima amica, con la quale ho condiviso caldissime sere d'estate a ballare sulla spiaggia, qualche Gin Fizz di troppo e milioni di risate. Adesso ci vediamo meno spesso di un tempo, ma continuiamo ad avere le stesse passioni e capiamo al volo quando qualcosa, un libro, un viaggio, un'idea, piacerebbe sicuramente all'altra. Lei mi ha regalato un sacco di spunti che sono diventati immediatamente parte delle mie wishlist e oggi me ne regala una tutta sua. Godetevela, perché è speciale. Come la Michy!
Quando Cinzia mi ha chiesto di scrivere la wishlist di luglio sono stata felice ed onorata di avere in prestito questo piccolo, prezioso spazio. Chi mi conosce bene sa quanto io ami viaggiare e quanto interiorizzi ogni meta, ogni luogo visitato per la prima volta o riscoperto dopo qualche tempo...non "uscendone" mai del tutto. Spesso rifletto su quanto tutti noi viaggiamo "da casa"..con la mente, attraverso i sogni, perchè in fondo il viaggio è nella testa. E allora eccovi la mia wishlist..pronti a partire?
1 Wishlist di luglio, wishlist di mare! Un mare da sogno, in un luogo del cuore, il mio cuore, la Tonnara di Scopello. Una delle più antiche tonnare della Sicilia, affacciata su una bellissima baia con faraglioni, circondata da oleandri, mandorli, ulivi e fichi d'india. Un posto che è stato (ed è ancora!) nei miei sogni per lungo tempo ma che a settembre scorso ho finalmente visitato. Perchè è ancora un desiderio? Purtroppo è stato possibile avere solo un assaggio di questo luogo magico fuori dal tempo, pagando un ticket per visitare la parte esterna e fare un bagno. Ho suonato al grande cancello sperando di poter entrare anche solo pochi minuti, quel poco per respirare la magia che invece è ancora da scoprire.
Tornare per trattenersi qualche giorno in uno degli incantevoli appartamenti, ricchi di fascino e storia, un tempo alloggi dei pescatori, sarebbe bello, bellissimo!! Non siete d'accordo con me?

2 Ma a voi non piacerebbe trovarvi sul set leccese del nuovo film di Ferzan Ozpetek? Così...per dare una sbirciata? A me sììììììì! Regista amato e popolare, un mito indiscusso, se non si fosse capito il mio preferito, che torna nel Salento dopo "Mine vaganti" per girare "Allacciate le cinture". Immagino un brulicare di scenografi, elettricisti, comparse, attori e lui, Ferzan, perfetto indagatore e osservatore dell'animo umano, sensibile e mai banale portavoce del più bel sentimento di cui l'uomo sia capace...l'affetto, in tutte le sue espressioni. Da sfondo una Lecce che si svela in tutto il suo fascino....Ciak si gira!


3. Ed infine una grande passione legata ai viaggi: le guide turistiche ed i libri di viaggio. Non potevo non innamorarmi di questo imperdibile libro..."A Map of the World", il giro del mondo in 100 illustrazioni.  Una raccolta di oltre 100 lavori di illustratori, designer e cartografi che con le loro opere digitali, moderne, classiche, naif, raccontano il mondo attraverso l'infografica e l'illustrazione artistica. Come non desiderare di sfogliare una tale meraviglia?

Baci belli e buona estate a tutti.
Se passate di qua e avete piacere di lasciare un commento mi piacerebbe sapere (anche in una sola parola) cosa rappresenta per voi il viaggio..!