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venerdì 24 marzo 2017

Chiacchiere del venerdì


Buongiorno e buon venerdì, amici del mio cuore. Come state? Io sto benissimo. E' arrivata ufficialmente la primavera e io sono a posto, la mente è libera, il futuro è roseo e l'umore è alle stelle. Lo so, è una stupida suggestione psicologica, non c'è nulla di diverso rispetto alla scorsa settimana, ma che vi devo dire: il fatto di essere ufficialmente in primavera mi fa stare meglio

Tra l'altro, da quando è ufficialmente arrivata, la primavera non ha fatto altro che portare pioggia. E chissà quanta ne porterà in futuro. Ma fa niente, tutto avrà un sapore diverso. Il sapore del cielo chiaro alla sera, dei piedi finalmente liberi dalle calze, del giardino da riportare alla vita e riempire di colori. Quindi va tutto alla grande e spero sia lo stesso anche per voi.

Le ultime chiacchiere del venerdì risalgono a fine gennaio, quindi a un bel po' di tempo fa, ma non mi sembra di aver granché da dire...il mese di febbraio è passato senza che quasi me ne accorgessi, tra impegni di lavoro e malanni vari, quello di marzo è stato pieno di giornate in cui non ho fatto altro che godermi il tepore inaspettato, non appena mi era possibile. Ma vediamo un po' cos'ho da raccontarvi. 

- il mese di febbraio si è aperto con la festa di Radio Deejay, una cosa che aspettavo di fare davvero da tanto tempo. Radio Deejay mi accompagna dalla fine degli anni '80 e ha scandito tutte le fasi della mia vita: il programma di Marco Baldini in replica su una radio locale, perché le frequenze non arrivavano ancora da queste parti, la Deejay Parade di Albertino ascoltata con un'amica tenendo religiosamente con le mani l'antenna della radio perché non si sentiva bene, Mila by night nelle sere di studio durante il mio periodo dell'università a Milano, le repliche di Deejay chiama Italia riascoltate nel weekend quando lavoravo in azienda e, ora che lavoro da casa, praticamente l'intera giornata insieme. Chi non ha una radio del cuore davvero non può immaginare come ci si senta parte di una famiglia. E quindi andare alla festa è stata un'emozione grandissima, un viaggio nel tempo e un po' di malinconia bella nel riascoltare certe canzoni.

- un'altra cosa bella fatta a febbraio è stata la visita alla cantina Contratto di Canelli. In una domenica piovosa e uggiosa, abbiamo fatto una visita privata - grazie a un amico - di questa cantina stupenda. Un ragazzo gentilissimo ci ha accompagnati per le sale e ci ha raccontato la storia di questo posto incredibile e della sua cantina storica, patrimonio dell'Unesco, scavata letteralmente nella collina: un posto magico dove nascono vini pregiati. Come già era successo per Romanengo in dicembre, è fantastico scoprire tutto quello che c'è dietro un prodotto, perché ora per me quelle di Contratto non sono più solo bottiglie di vino, ma portano con dentro una storia, una cura, un'attenzione che prima potevo solo immaginare. Buoni propositi per il futuro, quindi: visitare più posti del genere. 

- per quel che riguarda le serie tv, dopo il vuoto lasciato da Peaky Blinders (ho finito le stagioni presenti su Netflix), nulla ha più senso. Non troverò più una serie che mi coinvolgerà così tanto, ne sono sicura. Cercando di colmare un pochino questo vuoto, sto guardando Bates Motel, che sì non mi dispiace, ma che a tratti trovo irritante (per colpa dei due protagonisti principali completamente fuori di testa) e quindi devo prendermi delle pause. In queste pause, per placare l'ansia che mi mette Bates Motel e per fare un'iniezione di bellezza, mi butto su Chef's Table (ma che figata è?) e su i documentari naturalistici della BBC. A proposito di documentari, vi consiglio Sustainable, un interessante documentario sull'agricoltura biologica negli Stati Uniti. 

- subito dopo aver terminato Peaky Blinders, nella celebrazione del mio lutto, ho guardato un po' di film. Ho visto Imperium, in cui Daniel Radfliff impersona un agente dell'FBI che si infiltra in alcuni gruppi di estrema destra. Il film non è esattamente il mio genere, ma non mi è dispiaciuto e soprattutto c'è Toni Collette, una delle mie attrici preferite (non la amate tantissimo anche voi?). Poi ho visto The Lincoln Lawyer, bello appassionante e pieno di suspance. Non male, e poi mi sono riconciliata da tempo con Matthew McConaughey (che ho sempre odiato). Ho fatto anche un'iniezione di film italiani, di quelli che io e mio marito cerchiamo su Netflix quando siamo troppo stanchi e non abbiamo voglia di accendere il cervello. Tra quelli, menzione speciale (per motivi diversi) per Pazze di me, che mi ha fatto ridere tanto, e per Aspirante vedovo, che ho trovato talmente irritante da avere più volte la tentazione di spegnere la tv. 

- ho ripreso, con tanto entusiasmo e tantissima felicità, i pomeriggi di cucito a casa di mia mamma. Avevamo cominciato lo scorso anno, poi sono successe un po' di cose e abbiamo dovuto abbandonare. Ora sembra che tutto sia tranquillo e allora ho deciso di ritagliarmi un pomeriggio a settimana per andare da lei e cucire. Ho dovuto mettere da parte una montagna di sensi di colpa, visto che toglievo tempo al lavoro, ma mi son detta che ci sono cose ben più importanti del lavoro: non il cucito, forse, ma sicuramente il tempo che trascorro insieme a mia mamma. Sono momenti zen, dedicati unicamente a gesti manuali, esco da lì con la mente vuota e il cuore che batte. E poi sto anche facendo qualche progresso, per ora mi sto dedicando solo a borse varie, ma ho in progetto un top estivo. Vi terrò informati! 

- come vi ho già raccontato in passato, ho una grandissima passione per le newsletter. Sono iscritta a centomila newsletter per lavoro, ma molte sono anche quelle che seguo per pura passione. Ricevere una mail da qualcuno che ha tanta voglia di raccontarti qualcosa è una piccola sopresa speciale, un pensiero bello, un gesto di gentilezza e di cura. Nello scorso post, vi avevo parlato della newsletter de La McMusa, pienissima di consigli e ispirazioni legate alla letteratura americana. La newsletter del cuore di questo mese, invece, è quella di Silvia de I diari della lambretta. Ho ricevuto la primissima mail qualche giorno fa e l'ho trovata traboccante di cose belle e di suggerimenti. Si parla di viaggi, di mappe, di illustrazioni, è bellissima! Se volete iscrivervi, potete farlo qui

E per quel che riguarda la musica, in questo periodo sono ossessionata da questa canzone. 


E voi ditemi: cosa avete fatto, letto, amato, odiato, visto, assaporato in questo periodo?

martedì 8 novembre 2016

In viaggio con Michela: Alpe Sattal

Quando sono uscita con il cane, stamattina presto, il freddo era pungente e i prati erano coperti di brina. Il naso colava, le mani erano arrossate, ma io non potevo essere più contenta. Mattinate come queste sono una benedizione dal cielo. E, ora che finalmente è arrivato il freddo vero, che bello leggere di questa gita in montagna e guardare queste splendide foto. E riflettere su queste parole di saggezza, che - per quel che mi riguarda - sono arrivate dritte dritte al punto su cui, dentro al cuore, mi struggo maggiormente. Ovviamente, mi sono anche un po' commossa. Grazie a Michela, che come sempre ci regala un post prezioso e un nuovo luogo da aggiungere alla lista delle cose da vedere. Buona lettura!


È passato quasi un anno dalla mia salita all'Alpe Sattal e sono convinta sia stata una tra le esperienze più significative ed indimenticabili della mia vita.

A oltre 2000 metri sopra Alagna Valsesia, ai piedi del Monte Rosa, sorge la baita di Giuseppe, un uomo al "suo posto", come lui stesso ama definirsi. E il posto è l'Alpe Sattal. 

La baita è completamente isolata e si raggiunge con il sentiero n. 9 dal pittoresco villaggio walser di Ronco di Alagna. Una salita decisa di oltre due ore, quattro se c'è neve, con dislivello di 840 metri. Quel giorno di neve ce n'era tanta, che tradotto significa una bella faticata. Mai mi sarei immaginata che saremmo rimasti bloccati lassù, sino all'indomani, senza nulla con noi. Ecco perché quella che doveva essere una escursione bella come mille altre, è diventata l'imprevisto più gradevole e illuminante mai vissuto


Giuseppe è arrivato a Sattal a metà degli anni novanta, dopo aver cercato il "suo posto" camminando per tutte le Alpi per quasi due anni. Sostava una settimana in ogni luogo, il tempo per ambientarsi e capire se poteva essere il posto giusto, lavorando in cambio di vitto e alloggio. 
Cercava un luogo isolato, ad un'ora di cammino dalla macchina, con acqua di sorgente, un panorama incredibile e sole anche in inverno, caratteristiche indispensabili per vivere bene. Alpe Sattal è tutto questo ed è qui che si è fermato.

La baita nasce dalle pietre di un vecchio rudere e dalla determinazione di un giovane uomo che da solo, in pochi mesi, lavorando diciassette ore al giorno, ha costruito il suo sogno, il sogno e il gioco che aveva da bambino. 
La baita non era destinata a diventare ciò che oggi è, era la casa di Giuseppe e basta. 
Il primo anno sono passate dieci persone dall'Alpe, poi la voce si è sparsa ed oggi bisogna prenotarsi per tempo. 


Vivere è viversi, mettersi in gioco, prendere coscienza del proprio potenziale e cercare una realtà in cui investirlo. Ed è proprio ciò che lui ha fatto, realizzando con ammirevole dedizione e impegno il suo sogno. Ha sempre cercato di essere con la testa, il fisico e il cuore nello stesso posto, il "suo posto". Ho ascoltato ore Giuseppe raccontare la sua storia e le sue preziose lezioni di vita. 

Mi disse...Michela, più sei al "tuo posto" e più arrivi lontano. Abbiamo una vita a disposizione per dare forma alla nostra unicità. Parole che non scorderò mai. 
Ho cucinato per tutti all'Alpe quella sera e la Via Lattea ci ha dato la buonanotte.


Restano le cose che si fanno per amore. Cit. Giuseppe Pozzi. 

venerdì 7 ottobre 2016

Chiacchiere del venerdì

(foto Unsplash)

Uh, ciao, vi ricordate di me? Ogni tanto faccio capolino da queste parti, eh. Come vi ho detto e ripetuto fino alla nausea e allo sfinimento e bon basta Cindy lasciaci stare, vorrei passare molto più tempo qui, ma la triste vita di tutti i giorni mi trascina via con sè e vado a dormire che è domenica e mi risveglio che è venerdì, spesso senza rendermi conto di tutto quello che è successo in mezzo. Detto questo, ogni tanto mi ritaglio un po' di spazio e torno qui. 

L'ultima volta in cui ho postato le chiacchiere del venerdì era fine luglio, in mezzo è passata mezza vita e quindi temo fortemente che questo post finirà per essere lungo come la Quaresima. Vi chiedo perdono in anticipo, se ve ne andate capirò, se rimanete vi abbraccerò, se mi lasciate un commento raccontandomi le cose belle del vostro ultimo periodo vi amerò fortissimo. 

- come dice giustamente Alice nel suo ultimo post, il fatto che settembre sia il nuovo gennaio è passato un po' di moda. Qualche anno fa, tutti ne parlavano, quest'anno abbiamo cominciato settembre senza troppi buoni propositi in giro e senza ironici auguri per il nuovo anno. Io ho smesso di fare nuovi propositi da tempo, perché per troppi anni sono stati sempre gli stessi, sempre disattesi. Ma dentro di me avevo l'intenzione di cominciare a fare yoga. Non l'ho detto a nessuno, me lo sono tenuto dentro di me. Ho cercato un corso, escluso le ore della sera, ché appena comincia il freddo l'unica cosa che traguardo alla sera è il mio divano, escluse quelle dell'alba, ché uscire fuori al freddo lasciamo perdere e mi sono concentrata su un unico corso possibile, alle 8.30 del mattino. Dopo aver messo da parte le remore sul fatto di togliere tempo al lavoro, mi sono decisa. Ho telefonato, chiesto informazioni, preso decisioni. E poi ho cominciato a trovare scuse. Uh, stamattina non posso, non mi sono depilata. Uh, ma oggi no, come faccio, ho un lavoro da consegnare. Ah, no dai, oggi no, come faccio a lasciare la cagnolina senza la passeggiata di prima mattina? Alla terza scusa, ho detto basta e ho cercato una soluzione adatta a me. Che ovviamente si è palesata con YouTube e un canale yoga del quale mi sono innamorata. Ho cominciato e sto andando avanti da un po'. Sono contenta e forse prima o poi troverò la voglia di fare un corso vero e proprio. O forse no. Per ora va bene così. 

- sempre per quel che riguarda YouTube, da quando non ci sono più la mia amata Concita De Gregorio e il suo programma di libri in Tv, dedico la pausa pranzo a guardarmi dei gran video. Ultimamente, sono diventata dipendente del canale Con amore e squallore (io sono innamorata alla follia di Ilenia e - se amate i libri - ve lo straconsiglio, anche se immagino lo conosciate già). Un altro canale che parla di libri (e non solo) che amo molto è Read Vlog Repeat, mentre - quando ho voglia di rilassarmi e sorridere, mi faccio una dose abbondante di Annalisa Superstar

- tutti questi canali YouTube che seguo, con i vari preferiti del mese, haul, suggerimenti, questo e quest'altro, mettono una gran voglia di fare shopping, mannaggia al mio portafoglio. Ho comperato una marea di libri, di cui poi vi racconterò, mentre sto tenendo botta di bruttissimo per quel che riguarda i vestiti. Non so per quanto ancora reggerò, ma finora sono stata bravissima. Ho solo acquistato una bellissima felpetta di cui vado orgogliosissima. L'ho comperata da Sara Colombo di S'Art Lab, che avevo intervistato su questo blog tempo fa e che sto convincendo disperatamente a darsi da fare sui social, perché è troppo brava. Se volete dare un'occhiata alle cose che fa, la trovate su Facebook e su Instagram. Seguitela perché se lo merita. 

- è arrivato l'autunno e, come ho detto prima, d'autunno divento un tutt'uno con il mio divano. Sono anziana dentro (e fuori) e quindi ceno presto, metto a posto, mi fiondo sul divano e vivo una vita parallela su Netflix. Ho visto una milionata di serie TV: Stranger Things, che ho adorato e m'ha fatto venire una gran voglia di anni '80, e di cui non vi dico nulla perché se ne parla a destra e a manca da quest'estate. Poi ho guardato la seconda stagione di Narcos, la serie ispirata alla vita di Pablo Escobar, che è FAVOLOSA. Gran ritmo, colonna sonora da paura, e i maglioni di Escobar, amici miei, i maglioni di Escobar. Ho visto anche Marcella, una serie che nessuno s'è filato ma che ho trovato davvero interessante. Ambientata a Londra, è la storia di una poliziotta che deve risolvere una serie di omicidi seriali e che in qualche modo viene coinvolta in uno di questi. Non dico altro, a me è piaciuta molto. Ho anche cominciato la settima stagione di Sons of Anarchy, ma non riesco ad andare avanti. Ho talmente poca voglia che mi sa che mi farò raccontare la fine dalla mia amica Daria. La cosa buffa è che sono stata io a consigliargliela, ma ero alla terza stagione e mi sembrava una cosa fighissima. Adesso per me è solo noia mortale. Intanto, per le prossime settimane, complice l'assenza da casa di mio marito, mi faccio una maratona di ripasso di Gilmore Girls, ché il 25 novembre è dietro l'angolo (#teamjess per sempre, tra l'altro). 

- sempre su Netflix, sul quale tra l'altro hanno aggiunto una valangata di film, ho visto un film carinissimo. Si tratta di Today's Special, la storia di un ragazzo indiano che sogna di andare a fare uno stage di cucina a Parigi ma è costretto a rinunciare per aiutare i genitori nel loro ristorante. Certo, non è un capolavoro della storia del cinema, ovvio, ma è uno di quei film leggeri e delicati, ironici senza essere sguaiati, con un pizzico di commozione e un piacevole lieto fine (non ho spoilerato niente perché è ovvio che questi film vanno a finire bene, devono finire bene). Non rimarrà nella storia del cinema, ma io vorrei vederne più spesso, di film così.

- io sono iscritta a più newsletter di quanto sia umanamente possibile leggere, infatti ogni mattina passo almeno mezz'ora a cancellare mail senza neppure aprirle. Ma ce ne sono alcune, circa una ventina, che non mi perderei per nulla al mondo. Una di queste, la mia preferita in questo periodo, è quella di Maria Alexandra Vettese e Stephanie Congdon Barnes, due fotografe che vivono a 3191 miglia di distanza e che hanno dato vita al progetto 3191 Miles Apart. La loro newsletter, a cadenza settimanale, è un concentrato di bellezza, bellissime fotografie e ispirazione continua. L'ultima mail che è arrivata è questa

- per quel che riguarda i libri, ne ho letti veramente troppi, facciamo che dedicherò loro un post a parte. Se ne scrivessi ancora qui, questo post diventerebbe così lungo da farvi stramazzare al suolo e maledire il momento che avete cominciato a leggermi. Vi lascio con questa canzone qui sotto, che ascolto costantemente da giorni. Ma voi ditemi, cosa avete fatto di bello ultimamente? Film, libri, serie tv, shopping? Raccontatemi! 



lunedì 29 agosto 2016

Grazie, estate


Come come scrivevo ieri sera su Instagram, per me l'estate è finita. Ciò non vuol dire che non godrò più del caldo del sole sulla pelle, forse ancora di qualche bagno in mare, sicuramente delle vacanze, che per me cominciano domani, ma tutto avrà un sapore diverso. Avrà il sapore di quella stagione di mezzo che ci prepara all'autunno e io non vedo l'ora che arrivi. Perché io adoro il cambiare delle stagioni e quest'estate è stata talmente appagante che mi l'autunno mi trova prontissima. 

Devo ammettere che sono entrata nell'estate in punta di piedi. Dopo quello che è successo lo scorso anno, avevo timore a godermela e a lasciarmi andare completamente. Sono entrata in giugno con il piedino esitante che toccava l'acqua sulla battigia, a luglio ho fatto qualche passo in avanti, per poi fare un tuffo ad agosto e buttarmici dentro a capofittto. 

Forse lo avevo già scritto, avevo troppo timore che succedesse qualcosa a rovinare tutto. La batosta dello scorso anno mi aveva lasciata un po' paurosa ed esitante, dovevo riscoprire l'estate come fanno i bambini con qualcosa di nuovo. Mi sembrava che non potesse più esistere un'estate da godersi fino in fondo, senza pensieri o distrazioni. 

Invece quell'estate c'è stata e io posso solo dire grazie. Grazie perché:

- ho fatto mille bagni in mare, soprattutto a inizio estate, quando l'acqua è così gelida che ti pizzica tutta

- sono stata in montagna, ho fatto solo tre gite, ma così belle da darmi nutrimento per giorni. Sono tornata in un vecchio rifugio in cui ero già stata, ne ho riscoperto un altro visitato da ragazzina ma completamente scordato e infine ne ho scoperto uno mai visto, così bello da mozzare il fiato

- sono stata a Sarzana alla Soffitta nella strada, ho mangiato testaroli, assaporato il profumo di pini marittimi e sognato di trasferirmi a vivere lì 

- ho messo una vecchia straio in un angolo del giardino e ho letto molti libri, mentre la mia cagnolona teneva d'occhio le lucertole sul muro

- ho scoperto il vintage che mi sta bene e ho comperato moltissime cose spendendo pochissimo

- sono stata all'aperto il più possibile, ogni volta che mi è stato possibile

- ho visto Elena due volte e Anna altre due, posso non dire che è stata un'estate bellissima?

- ho visto Max Gazzè in riva al mare e Davide Silvestri in mezzo alla campagna 

- l'estate è iniziata con il concerto dei Duran Duran a Milano ed è finita con quello del sosia di Elvis nella piazza del mio paese

- ho mangiato tantissimo e bevuto ancora di più e non salgo sulla bilancia per timore, ma un po' non mi importa perché sono chili di felicità 

- sono stata a Sale San Giovanni a stordirmi del profumo della lavanda

- ho festeggiato i quarant'anni del mio compagno di vita per ben tre volte e ogni volta è stato più bello

- ho mangiato a troppe sagre, accennato qualche passo di liscio, bevuto vino cattivo e birra annacquata, ma che sapeva di festa

- ho festeggiato il Ferragosto con un matrimonio in campagna

- ho visto il Cirque Bidon seduta per terra su un tappeto pulcioso

- ho scoperto un nuovo posto del cuore e grazie ad esso un libro prezioso 

- ho aspettato pazientemente che l'avocado germogliasse e mi regalasse le prime foglioline

- ho passato sere caldissime in casa a guardare Stranger Things e a voler tornare negli anni '80

Ci sono probabilmente mille altre cose che ho fatto e che non ricordo. Certo, come sempre, ce ne sono molte altre che non ho fatto:

- non ho fatto un picnic in spiaggia

- non ho dormito in un rifugio

- non sono andata a nuotare di prima mattina col cane

- non ho cucinato per gli amici

- non ho visto un film all'aperto

- non ho fatto yoga nel bosco

- non ho dormito in tenda

Ma ci sarà un'altra estate e questa volta non avrò più timore. E intanto domani partirò per le vacanze e poi tornerò e troverò mille nuove cose ad aspettarmi. Buona fine estate a tutti, non siate tristi che l'autunno è bellissimo. Del resto, come può essere brutta una stagione in cui torna Gilmore Girls?

venerdì 22 luglio 2016

Chiacchiere del venerdì


Buongiorno, amici miei. Come state? Io non mi lamento, l'estate fa il suo dovere, il mare è splendido, le sere sono lunghe, l'orto è rigoglioso, la birra è sempre in frigo. Insomma, va tutto bene. Sono poco presente da queste parti, ma ormai è diventata un'abitudine. Conto di ritornare a pieno regime in autunno, ma ho già messo in lista una serie di cose da fare che non so, facciamo che non vi prometto nulla così va meglio.

Che poi vi prometto cosa, non starete mica lì ad aspettare i miei post, no? Con tutto quello che c'è da fare, le meraviglie di post che si possono leggere su centinaia di blog, insomma, mica c'avrete bisogno del mio, no? (Ecco, tutto questo solo per farmi dire "no, ti prego, Cindy, scrivi ancora, non ci abbandonare", sempre il mio solito bisogno di conferme, che vi devo dire. E' un insicurezza che mi porto dietro dalle elementari). 

Comunque, è passato un po' di tempo dall'ultima volta in cui abbiamo fatto due chiacchiere, quindi ho deciso che era giunto il momento di aggiornarvi un po' sulla mia vita. Che suspance, eh? Chissà che vita emozionante. Quali mirabolanti avventure. Vabbè, daje, partiamo con 'ste chiacchiere. 

- cominciamo con i film. Zero. E' passato un mese e mezzo dall'ultima volta in cui ho scritto un post simile a questo e io non ho visto neppure un film, nel frattempo. Manco mezzo. Niente. Nada. Zero totale. Un po' perché è estate, stiamo fuori, quando torno in casa vado dritta a letto, un po' perché non c'ho proprio voglia. Ad agosto comincerà la rassegna di cinema all'aperto, conto di rifarmi lì. Speriamo. 

- serie tv, Cindy? Eh, calma piatta anche lì. Sto guardando Game of Thrones ma non ho ancora finito. Sarà che m'hanno un po' stufato, sarà che se non ci fosse Daenerys nata dalla tempesta avrei già mollato lì, saranno i motivi di cui al punto precedente, insomma, si va a rilento anche in questo campo. Ma non vedo l'ora di finirla per cominciare Strange Things, di cui ho letto MERAVIGLIE. 

- in compenso, mi son rifatta sul fronte delle letture. Complice il risveglio all'alba quando la luce comincia a filtrare dalle tapparelle, mi sono letta L'Italia è un bosco di Tiziano Fratus, un libro che ho corteggiato per mesi in libreria prima di decidermi ad acquistarlo e che non ha deluso tutte le mie aspettative, una bellissima dichiarazione d'amore per la natura e per il nostro paese, con un sacco di spunti per gite alla ricerca di alberi. Poi ho letto The Country Diary of an Edwardian Lady, un diario pieno di schizzi di piante e animali, bellissimo e magico. Poi sono passata a Il resto è ossigeno di Valentina Stella, consigliatomi dalla mia cara Giulia, che ho divorato in due giorni. Dopo mi sono buttata su Un angelo alla mia tavola di Janet Frame, libro che ho acquistato a metà anni '90 dopo aver visto il film di Jane Campion (bellissimo!) e che poi non ho mai letto. E' l'autobiografia della scrittrice neozelandese, che racconta la sua infanzia in Nuova Zelanda, i suoi periodi in ospedale psichiatrico, i viaggi, la professione di scrittrice, un libro veramente magico, pieno di dettagli e preziose minuzie. Poi ho letto Il cammino immortale di Jean-Christophe Rufin, trovato per caso tra le offerte per Kindle e amato molto. Dico da una vita che voglio fare il Camino di Santiago, finirò per leggerne solo nei libri, ma forse va bene così. Ora sto leggendo La felicità delle piccole cose di Caroline Vermalle, scelto tra una pila di libri in offerta in libreria, che mi ha catturato per la sua trama (una sorta di caccia al tesoro sulle orme degli impressionisti). Vedremo. 

- come libri non son messa male, eh? Si dorme meno, si legge di più. Molto semplice. Che altro ho fatto? La scorsa volta c'eravamo lasciati con me che dovevo andare al concerto dei Duran Duran. Ci sono andata. E' stato bellissimo, emozionante, divertente, coinvolgente, insomma, m'è piaciuto. Pensavo di assistere a una sorta di revival, invece è stato un live estremamente contemporaneo. Sono davvero dei grandi, ci avevamo visto lungo, noi ragazzine degli anni '80. 

- sabato scorso, invece, sono andata a sentire Max Gazzé al Porto Antico a Genova. Amo quella location tantissimo, perché è in riva al mare, passano le navi da crociera e mi viene in mente Fellini ed è tutto molto romantico e poi perché, molto più prosaicamente, la location è piccola, si vede da Dio e - come dice il mio amico Mirko - la birra non è mai troppo lontana. Il concerto è stato bello, allegro, col sorriso sulle labbra. E poi c'era anche Elena e questo ha reso tutto ancora più bello. 

- sempre a proposito di concerti, se sopravvivo a un fine settimana piuttosto impegnativo, domenica sera andrò a sentire Daniele Silvestri e non vedo l'ora. L'elenco delle sue canzoni che amo è infinito. Mi mancherebbe giusto Niccolò Fabi, che poi sarebbe anche il più figo dei tre, ma non amo molto la sua musica. Peccato. (Uno dei miei più grandi rimpianti? Non averli sentiti tutti e tre insieme in tour, mannaggia a me). 

- non ho altro da dichiarare vostro onore. Ho fatto qualche acquisto durante i saldi, obbligata dal fatto che sono dimagrita e non mi va più bene quasi niente (buona come scusa, no?), ho comperato le scarpe più belle del mondo e sono entrata nel tunnel del vintage. Ma non andremo oltre, ok? 

Ma voi ditemi, cosa avete fatto? Libri che vi hanno cambiato la vita, film che non ci possiamo perdere, musica in cuffia a rotazione? Ditemi!

Ah, dimenticavo, in questo periodo la colonna sonora è questa qui:

lunedì 27 giugno 2016

Come stai, Cindy?

(foto Unsplash)

Solitamente, quando qualcuno m'incontra e mi chiede come io stia, rispondo sempre: "bene, grazie!", indipendentemente da come sto veramente. A meno che la domanda non me la faccia un caro amico/a, la mia risposta è sempre la stessa: bene, benissimo. E spesso ci aggiungo anche un sorriso. Sempre il solito insegnamento di papà, mai lamentarsi, non rompere le scatole agli altri. 

Ma in questi giorni, a chiunque me lo chieda, la risposta è davvero sincera. Sto bene, dio se sto bene. Sto alla grande, così alla grande che ho quasi il timore di dirlo perché ho paura che possa succedere qualcosa a rovinare tutto. Del resto, quasi un anno fa, in un'estate calda e luminosa appena iniziata, gonfia di prospettive, progetti e meraviglia, la mia vita è cambiata radicalmente. 

E quindi quasi non volevo scriverlo, questo post. Avevo timore che dirlo a voce alta, dichiarare apertamente tutta questa felicità potesse portarmi sfiga e far succedere qualcosa di irreparabile. Ma sono una donna coraggiosa e ho deciso di sfidare il destino e urlarlo apertamente: sto dadddddio, olè. 

Ma come mai stai da dio, Cindy? Cos'è successo? Vogliamo lasciarci sfuggire l'occasione di una lista? Non sia mai. 

1. E' arrivata l'estate. E già solo questo fa guadagnare mille punti al mio punteggio umore. E' impossibile non farsi catturare dalla magia dell'estate: caldo sulla pelle, le birrette al tramonto, buttarsi in acqua, riemergere e vedere un mare di blu tutto intorno, coricarsi su un prato, fare indigestione di ciliegie, dormire con la finestra aperta, leggere all'ombra, stare fuori, con qualsiasi tempo, anche quando piove. Se non amate l'estate, non mi fido di voi. 

2. Non sono mai stata così magra. Non prendetela male, sto benissimo. Qualche giorno fa ho visto sulla bilancia un numero che probabilmente non vedevo dal 1990. Ed è stata una soddisfazione che davvero non so spiegare. Perché non è un risultato ottenuto con sacrifici e privazioni oppure derivante da un malessere o altro. Perché è un numero che nasce dalla volontà di prendermi cura di me stessa e di volermi bene. Perché è il mio corpo che mi sta dicendo che sta alla grande. E lui e io stiamo proprio bene insieme, dopo tanto tempo. 

3. Ho fatto pace con i miei capelli. Io ho dei capelli obiettivamente piuttosto brutti, non sono lisci, non sono ricci, non tengono la piega, non tengono lo shampoo, devo lavarli tutti i giorni. Ho passato anni a cercare di domarli, permanente, stiratura, shampoo da milioni di dollari, trattamenti di qua e di là, una lotta continua senza venirne a capo. Sentivo che non ce la facevo più, ma in testa mi ronzava un vecchio post della Spora in cui si diceva che non bisogna mai accontentarsi di se stesse, che occorre puntare sempre al meglio. E allora giù a darci dentro con altri trattamenti, prodotti, quaqquaraquà. Finché un giorno, qualche mese fa, mi sono guardata allo specchio e mi son detta: "ma sai cosa? macchissenefrega". Ho lasciato che i miei capelli fossero semplicemente loro, orgogliosamente alla cacchio, fieramente indisciplinati, liberi di essere brutti. Mi è successo un po' come dice una mia cara amica, quando ti fai mille problemi per come devi vestirti a un matrimonio, non ti senti a tuo agio, vorresti cambiarti, alla fine vai e non sei soddisfatta, ma dopo due bicchieri di prosecco, ti dimentichi di tutto e ti diverti. Ecco, ho ottenuto l'effetto prosecco pur essendo sobria. (Provate, funziona).

4. Ho fatto pace con il mio amore per i vestiti. Pur essendo figlia e nipote di sarte, cresciuta in un mondo fatto di vestiti, stoffe e moda, ho sempre considerato i vestiti una cosa frivola. La me stessa geek e intellettuale considerava la Cindy amante dei vestiti come una donnetta debole e vittima della superficialità. Se a questo aggiungiamo anche i soldi spesi, portavo in giro un ammasso di sensi di colpa. E anche qui, un giorno qualsiasi, ho detto basta. Vestirmi come mi va di vestirmi (bene, male, rock 'n' roll, vintage, elegante, da ragazzina, da nonna, in nero, colorata, punk, fricchettona, tutto questo a seconda della giornata e dell'umore) mi fa sentire bene. Perché privarsene?

5. Instantly Italy sta cominciando a carburare. Come sapete se mi seguite da tempo, lo scorso anno mi sono buttata in questa avventura e ho affiancato alle mie solite traduzioni l'ambizione di lanciare questo sito di insegnamento di lingua e cultura italiana. Dopo la partenza, le cose arrancavano un po', probabilmente tutti mi dicevano che era una cosa fighissima, ma io non ci credevo veramente. Poi ho deciso di cambiare rotta e dargli (e darmi) una possibilità vera. E le cose cominciano a girare, che soddisfazione. 

Ecco qui, ecco cos'è successo, ecco cosa mi fa stare bene. Non volevo scrivere ore per parlare solo di me, anzi sono stata davvero tentata di non scriverlo questo post. Ma questo periodo di benessere è il risultato di tutta una serie di atteggiamenti mentali e lezioni imparate da sola che magari potrebbero essere utili anche a voi, se siete un po' incasinate come lo ero io fino a poco tempo fa. 

Ho capito che bisogna volersi bene e che il volersi bene comincia con il volere bene al proprio corpo e ascoltarlo. Ho capito che bisogna scegliere e agire, mai aspettare che le cose piovano dal cielo, siano esse benessere, lavori, felicità. Ho capito che chissenefrega dei propri difetti fisici, nella maggior parte dei casi li vediamo solo noi. Ho capito che bisogna crederci sempre, in se stessi, nei propri progetti, in quello che ci piace, in quello che sentiamo. 

Detto questo, adesso vado ad accendere un cero alla madonna e sperare che non mi capiti qualche sfiga colossale. 

martedì 21 giugno 2016

Cosa ti rende veramente felice?

Foto Josh Felise su Unsplash

Qualche tempo fa, mi sono imbattuta per caso in questo post, in cui Ilaria Ruggeri si pone una domanda apparentemente facile ma in realtà incredibilmente complessa. Da quando l'ho letto, quel "cosa ti rende felice?" ha ronzato nella mia testa per giorni e giorni. Ho cercato di guardarmi dentro con più attenzione e ho scoperto che, per quanto mi lamenti sempre, molte delle cose che mi rendono davvero felice fanno parte della mia vita, se non addirittura della mia quotidianità.

Come ben sapete se mi leggete da tempo, si muove dentro di me un'inquietudine mai sopita, una voglia di essere sempre altrove, sempre in un luogo diverso, come se essere altrove potesse essere la cura di tutti i mali, la soluzione per le cose di cui non sono contenta, come se fare le valigie e iniziare da zero in un altro luogo potesse essere l'unico modo per stare bene. 

E invece no, ho quarant'anni (posso continuare a dirlo anche se ne ho già qualcuno in più?) e ho deciso di cominciare a crescere. Ho deciso di lottare contro questa inquietudine e provare a radicarmi di più. Ho provato a guardare le cose di sempre con occhi diversi, simili a quelli delle due persone che ieri sono passate sotto la mia finestra e con entusiasmo si sono dette "ma certo che questo è proprio un bel posto, eh" (ne siete proprio sicuri, vero?). E ho deciso di capire quali sono le cose che mi rendono veramente felice. 

Ilaria Ruggeri ha concluso il suo post elencando cinque cose, ecco le mie:

1. stare in mezzo alla natura. Non cè nulla che mi metta così in pace con me stessa e con il mondo come la natura. E' come se, quando sono in mezzo al verde, qualcosa di riequilibrasse dentro di me. Riesco quasi a percepire esattamente il momento in cui questo avviene dentro, scatta qualcosa e sto bene. In pace, esattamente dove devo essere. 

2. parlare con la gente. Dopo anni passati a considerarmi un'introversa e a dire che la gente mi dà fastidio, ho scoperto magicamente che invece mi piace da pazzi parlare con le persone. A caso, di qualsiasi cosa, anche delle più sonore cazzate. Basta che la gente con cui parlo non si lamenti, allora scende la saracinesca nel mio cervello e torno per la mia strada. 

3. andare ai concerti. Per molti i concerti sono un intrattenimento, un momento di svago, una rottura di scatole (giuro, uno di questi soggetti vive con me). Per me è qualcosa di più, è una bomba di felicità. Appena parte la musica, sento una scarica di adrenalina e una sorta di droga naturale si mette in circolo e non vorrei essere da nessun'altra parte. Solo lì, in mezzo alla gente, circondata dalla musica. Un concerto mi dà un'energia tale che posso andarci avanti per settimane. 

4. leggere. La lettura mi ha sempre nutrita, fin da quando ho cominciato a imparare a decifrare quei segni neri su un foglio bianco. Ho divorato libri per tutta la mia vita, non riesco a stare senza. Aprire un nuovo libro, leggere le prime righe, tuffarmi in un mondo nuovo, è una delle sensazioni più belle che io possa a provare. 

5. partire, ma anche tornare. L'ho capito da poco, questo. Ho capito che sto male quando sto troppo a casa e che devo nutrirmi periodicamente di viaggi, brevi o lunghi che siano. Ma ho capito recentemente anche quanto sia bello tornare e ritrovare la quotidianità. 

E voi ditemi, cosa vi fa essere davvero felici? 

giovedì 2 giugno 2016

Chiacchiere del venerdì

Foto Artur Rutkowski su Unsplash

Buongiorno, amici del mio cuor. Sono troppo lontana da questo blog e mi dispiace da morire. Mi manca tantissimo venire qui, cliccare su "nuovo post" e riversare in questo spazio virtuale tutte le cose che mi passano per la testa. Avrei una marea di cose da raccontare, ho un quaderno pieno di appunti, foglietti segnati qua e là, argomenti che mi vengono in mente mentre sono a passeggio con il cane, ma niente, non ho tempo. Non ce la faccio. Niet, nada, no se puede. 

Da quando ho deciso di dedicare ogni mio attimo e ogni mio neurone creativo a Instantly Italy, il tempo per questo blog s'è assottigliato. Lavoro tantissimo e, quando non lavoro, mi annullo davanti alla tv, esco col cane, metto insieme qualcosa di commestibile da mangiare insieme a mio marito, esco a bermi una birra, faccio delle gite, vedo delle mostre, leggo dei libri, vado a dei concerti, dormo. Insomma, il tempo per il blog è sempre meno. 

Ho addirittura meditato seriamente di chiuderlo, tempo fa, ma lo amo troppo questo angolo di internet per mettere la parola fine. Scriverò quando potrò, voi mi perdonerete, non mi abbandonerete e mi vorrete sempre bene, vero? Perché mi dispiacerebbe un casino perdervi, capito? Se non ho chiuso questo blog è solo per voi, capito? Eh? Eh? Eh?

Ma adesso basta con le lagne, ho un attimo di tempo...ce le facciamo due chiacchiere? Dai. 

- come saprete se mi seguite su instagram, la scorsa settimana sono stata a Roma. Che figata, ragazzi, cosa sto qui a dirvelo. Ho aspettato quarant'anni prima di andare a Roma, poi me ne sono innamorata perdutamente e ora ci vado ogni volta che posso. E ogni volta me ne innamoro un po' di più. Sono stata tre giorni e mi sono goduta ogni attimo, il Ghetto, i carciofi alla giudia e la pizza ebraica, ché il Ghetto rimarrà sempre il mio posto del cuore a Roma, una lunghissima chiacchierata con Emanuela della Libreria del Viaggiatore, passeggiate senza meta e senza fine, finché non sentivo più le gambe, la pizza bianca del Forno di Campo dei Fiori, il profumo dei gelsomini, quello dei tigli e i tramonti che ti strappano il cuore, un'intera giornata insieme alla mia adorata Tamara e mille, mille, altre cose. Come dice Tamara, Roma sa fare una magia e irretire le persone: con me, c'è riuscita benissimo. 

- a Roma, mi sono vista la mostra di Mucha al Vittoriano. Ma come, mi direte voi, c'è la mostra di Mucha a Genova e tu vai a vedere quella di Roma? E lo so, che vi devo dire, 'sta cosa di due mostre in contemporanea m'ha messo curiosità e devo vederle entrambe per confrontarle. Sono a questo livello di pazzia. Comunque, la mostra a Roma bella, i manifesti di Mucha fantastici, magari un pochino più di illuminazione non sarebbe dispiaciuta, ma va bene così. Adesso devo solo vedere quella di Genova. 

- per quanto dica che lavoro tanto e non riesco a far niente e bla, bla, bla, mi sono resa conto di aver visto un numero notevole (per i miei standard) di film, in questo periodo. Ho visto due film in spagnolo, sempre grazie a Mubi: Amador, film spagnolo tenerissimo che racconta la storia di Marcela, che lavora come badante per Amador e che, quando quest'ultimo muore, si trova davanti a una scelta difficile, e After Lucia, un film messicano sul tema del bullismo, molto duro e con un finale che ti lascia a bocca aperta. Ve li consiglio entrambi, davvero interessanti. 

- grazie a Netflix, invece, ho visto e amato e adorato Le vite degli altri (ormai lo sapete che non sono esattamente sul pezzo, per quel che riguarda il cinema), che ho visto appena tornata da Berlino e, forse per quel motivo, ha assunto un significato ancora più speciale, Inception, uno di quei film che richiedono l'uso di troppi neuroni del mio povero cervello e che quindi ho guardato con una certa sufficienza e un po' distrazione, seppur concentrandomi per bene sulle scene in cui appare DiCaprio. E poi ho visto Lui è tornato, un film tedesco che vi consiglio caldamente: è la storia di Hitler che si risveglia nel 2014 e viene scambiato per un comico. Credevo fosse una commedia, in realtà è una storia che lascia un gran amaro in bocca. E poi ho visto Suburra, a proposito di amaro in bocca. 

- per quel che riguarda le serie TV, niente da dire, tutto dedicato a Gomorra e al Trono di Spade, ne riparliamo il prossimo mese.

- ma ho anche letto, eh. Oh, se ho letto. Mi sono divorata un classico, Il giardino dei Finzi Contini, che avevo tanto odiato da ragazzina, ma che un articolo entusiasta di Daria Bignardi mi ha convinta a rileggere (e ho fatto bene). Poi ho letto Berlin, una raccolta di brani letterari che raccontano la città (bellissima idea, libro davvero interessante). Sul treno per Roma ho divorato L'orto di un perdigiorno, il racconto di Pia Pera sulla rinascita del suo orto e giardino in Toscana e ora, presa dalla voglia di un bel romanzo appassionante, sto leggendo Niente si oppone alla notte di Delphine de Vigan, una storia familiare triste, allegra, incasinata, per il momento davvero coinvolgente. Ma ho una bella pila sul comodino che mi aspetta...

- non so più come, non so più dove, ho scoperto The Comma Queen, una serie di video dove una giornalista del New Yorker tiene delle brevissime lezioni di grammatica inglese. Sarà che lei assomiglia alla mia adorata prof di inglese dell'università, sarà il mio sconfinato amore per la lingua inglese, insomma, mi innamorai perdutamente

- la scorsa domenica, per un pranzo di famiglia, sono stata in alta Langa - uno dei posti più magici del mondo, se avete occasione andateci - e ho scoperto un luogo incredibile, l'Arboreto Prandi, che mi ha dato finalmente occasione di trovare risposta a una domanda, letta tempo fa in un post: "cosa ti fa veramente felice?". Una roba mica da poco, ecco. 

- e proprio a proposito della risposta alla domanda di cui sopra, ho trovato per caso il canale youtube che andavo cercando, da secoli. Sapevo che c'era là fuori, lo sentivo, era solo questione di trovarlo. E' questo. So che piacerà tanto, se ancora non lo conoscono, a Elena e Daria. 

- e poi, last but not least, veniamo alla cosa veramente, ma veramente importante di questo periodo: il biglietto per il concerto dei Duran Duran ad Assago. Mancano pochissimi giorni, ma io li aspetto da anni, da un lontanissimo 1984 in cui mi sono innamorata perdutamente di Simon Le Bon senza scordarlo più. Insomma, la prossima settimana porto la Cinzia ragazzina a vedere Simon e a sentire canzoni che conosco a memoria, strofa dopo strofa. Metterò le Superga, per l'occasione. 

Ovviamente, la colonna sonora di questo periodo non poteva che essere questa: 

giovedì 19 maggio 2016

Mi arrendo, io non ce la faccio

(foto Brooke Cagle via Unsplash)

Vi ricordate di quando vi avevo parlato di The True Cost? Quel documentario mi aveva davvero colpita, l'avevo guardato due volte e due volte mi ero commossa, quasi fino alle lacrime. Mi ero ripromessa di cambiare i miei comportamenti di acquisto, di essere più consapevole, di mettercela tutta. 

Ecco, io ce l'ho messa (quasi) tutta, ma al momento non ce l'ho fatta. Guardo con grande ammirazione a Gaia Segattini e al suo grandissimo impegno in merito. Mi emoziono leggendo il post di Elena, perché ricordo quando abbiamo affrontato l'argomento insieme e mi piace pensare che i suoi buoni comportamenti siano nati un pochino anche dal mio post. 

Bene, vi ammiro tutte, voi che ce la fate. Io non ci riesco. E mi sento in colpa. E se lo dico a voce alta magari esorcizzo un po' questo cattivo sentimento che ho dentro di me. Perché ragazzi, dio mio, essere una consumatrice consapevole costa una gran fatica e non sempre ce la faccio. 

I miei buoni propositi, in quel post, erano i seguenti: dare via le cose che non uso più, comperare meno, smettere di paragonare tutti i prezzi a quelli di H&M, imparare a cucire, smettere di acquistare d'impulso. E diciamolo, sono in alto mare un po' su tutto. Non ho ancora liberato l'armadio, continuo a ragionare in termini di prezzo, ho smesso di andare a scuola di cucito, anche se spero di riprendere presto. 

Fortunatamente, su alcune cose vado meglio. Sto acquistando molto meno rispetto al passato e, soprattutto, ci penso su cento volte prima di comperare qualcosa. Ma l'altro giorno, presa da un gran bisogno di magliette basiche e canotte lunghe, mi sono rifugiata da H&M. Mi sentivo in colpa come uno che è appena andato dal dietologo e entra in pasticceria a fare scorta di bignè, mi sembrava che tutti mi guardassero e sapessero che io avevo scritto un post in materia, temevo che in qualsiasi momento si accendesse un faro su di me, sbugiardandomi senza pietà. Ma non è successo nulla e alla fine ho trovato quello che mi serviva, esattamente come lo volevo, al prezzo che volevo, senza dover perdere troppo tempo a cercare. 

Perché, diciamolo, dove cavolo le trovate le canotte e le magliette basiche ecologiche, bio e consapevoli? Se lo sapete, ditemelo, ché vivo in provincia e ho vicino solo centri commerciali. 

E poi m'è successa un'altra cosa, da quando ho scritto quel post. Ho smesso di mangiare carne, una decisione intorno alla quale giravo da tempo e che finalmente mi ha messo in pace con me stessa. Ora, il non mangiare carne mi impone la necessità di pormi il problema nel momento in cui acquisto borse, cinture o scarpe. Benissimo, nessun problema. Ma dove le trovo le cose in eco-pelle? Nelle grandi catene, soprattutto. No? 

E poi, se proprio vogliamo essere consapevoli, si apre tutto il capitolo dei cosmetici, perché se sto attenta a cosa mangio, compero nei negozi bio, vado al mercatino dei contadini, coltivo le cose nell'orto, cerco di non comperare cose in pelle, devo stare attenta al benessere di chi produce le cose che indosso, non devo far male al pianeta, beh, se sto attenta a tutto questo, non posso mica usare prodotti chimici per il mio viso e il mio corpo. Anche se con quei prodotti il mio corpo pare proprio trovarsi bene, eh. 

Bene, ecco tutto questo per dire che, se voi ci riuscite, vi prego fatemi sapere come fate. Io mi arrendo. Il senso di colpa mi uccide, ma lo sfinimento di più

venerdì 22 aprile 2016

Chiacchiere del venerdì

(foto Annie Spratt via Unsplash)

Buongiorno amici belli. E' passato un po' di tempo lo so, non credo che riusciremo mai a tornare ai ritmi di prima, ma ci proverò. Trovare il tempo di scrivere è sempre difficile e ultimamente lo è stato ancora di più. 

Come vi avevo detto nello scorso post, è stato un periodo molto complicato. Mia zia si è ammalata gravemente e abbiamo dovuto dirle addio lunedì scorso, dopo giorni e giorni di agonia. Non sto a dirvi quanto sia difficile, se ci siete già passati lo sapete meglio di me, altrimenti vi auguro non vi capiti mai. 

Insomma, ho visto soffrire un'altra persona che amo, ho dovuto dire addio a un pezzo piuttosto grande della mia infanzia e ora mi trovo a fare i conti con una casa enorme e vuota, dove ogni volta che entro sento fortissima la sua mancanza e il senso della fine. Passerà, con il tempo, ma per ora mi trovo a dover affrontare l'ennesimo sentimento che non conoscevo. 

In tutto questo, però, sono anche successe cose bellissime e ve le voglio raccontare oggi. Del resto, è venerdì, è metà mattina, tempo di chiacchiere e caffè, ci aspetta un lungo fine settimana, quindi life is good. 

- giovedì sera, dopo un'attesa di mesi e l'ansia infinita di non riuscire ad andare, finalmente ho visto Florence & The Machine in concerto. L'ho visto insieme alla mia adorata amica Francesca, che ha reso tutto più speciale, dopo un pomeriggio di sole, una pizza mangiata insieme al parco e ore di chiacchiere. Il concerto è stato più bello di quello che immaginavo e Florence è stata magnifica. Sono tornata a casa perdutamente innamorata. 

- venerdì, in un susseguirsi di eventi magici e magicamente femminili, sono stata a Genova e ho assistito a un reading di poesia di P.J.Harvey. Lei la amo dai tempi della mia adolescenza e, per quanto non la segua più assiduamente, quando Daria mi ha chiesto di accompagnarla, ho detto sì senza esitare. P.J. è stata incantevole e mi sono beata della sua voce e delle bellissime immagini di Seamus Murphy, autore del libro The Hollow of the Hand insieme alla nostra P.J. Dopo il reading, aperitivo in Piazza Lavagna e profumo di primavera nell'aria. Si può chiedere di più?

- non ho visto alcun film ultimamente, ma ho recuperato tutti gli arretrati di Game of Thrones e sono pronta per la nuova stagione. Nell'attesa, vuoi non spararti una serie nuova? Ho cominciato qualche sera fa con Vinyl e sono già in fissa. Già ci aveva pensato Florence a farmi venire voglia di vestirmi anni '70, ora voglio solo pantaloni a zampa, zoccoletti e camicie a fiori. Oh, wait, ma ho già tutto!

- come sempre mi capita quando ho periodi d'ansia, non ho letto granché ultimamente. I pensieri mi assalgono puntualmente quando mi metto a letto e quindi non riesco a concentrarmi moltissimo. Ora sono più tranquilla e ho ricominciato ad aver voglia di aprire un libro e tuffarmi in una storia nuova. E potevo non ricominciare da lui

Lo so, sono monotona, ma la colonna sonora è sempre questa.



E voi? Ci sono novità? Libri da leggere, cose da fare, state bene? Voglio sapere tutto!