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venerdì 22 gennaio 2016

Chiacchiere del venerdì

Foto Kris Atomic su Unsplash

Buongiorno, buon venerdì e bentornati al nostro momento di chiacchiere. Io sono una gran chiacchierona e quindi, ve lo confesso, non vedevo l'ora. Come state? Come sta andando questo gennaio? Fa freddo? Io sto abbastanza bene, gennaio è sempre un mese speciale perché c'è il mio compleanno, che è sempre un momento per farmi un bel po' di coccole. 

Lo scorso anno avevo festeggiato a Parigi con una cenetta in casa a base di vino, formaggi e pane fresco, quest'anno sono rimasta qui ma ho comunque trovato il modo di festeggiare in maniera speciale: ho fatto colazione al bar, una spesa veloce al mercato della terra, una lunghissima passeggiata al mare in una giornata così tersa da commuovere, ho pranzato con un aperitivo rinforzato, ho passato il pomeriggio a dormire per poi festeggiare alla sera con gli amici. Insomma, per stare bene non serve andare lontano, no? 

Comunque, veniamo a noi. Cosa avete fatto di bello in queste sere di gelo? Io ho guardato un bel po' di film e di documentari. 

- per quel che riguarda i documentari, di The True Cost vi ho già parlato nel mio ultimo post, quindi non sto a tediarvi ancora. Ho anche visto Happy, una riflessione delicata sui meccanismi che generano la felicità, che fa davvero pensare al modo in cui scegliamo di vivere la nostra vita. E poi ho visto This Was Tomorrow, un documentario su Tomorrowland, un festival di musica dance che si tiene ogni anno in Belgio e in alcune altre località nel mondo. Se amate quel genere di musica, vi esalterete come pochi.

- ovviamente ho visto anche qualche film. Ho visto Pride, probabilmente il film più bello che abbia visto quest'anno. Non so se lo ricordate, è di qualche anno fa, e parla della lotta di un gruppo di gay e lesbiche a sostegno dei minatori inglesi. Bellissimo. Poi ho visto Monsoon Wedding, che mi ha messo una grandissima voglia di comperare un biglietto per l'India e partire subito, Precious, uno dei film più drammatici e strazianti che abbia mai visto (meno male che il finale è a lieto fine, altrimenti non so se sarei sopravvissuta), e poi ho rivisto Fight Club, che non vedevo da anni, e mi son chiesta: "ma come ho fatto a scordarmi la meraviglia della scena finale, con Where Is My Mind? in sottofondo?". 

- ho iniziato l'anno alla grande leggendo la meravigliosa Simone De Beauvoir, scrittrice che adoravo quando stavo al liceo e che poi ho abbandonato. Perché, poi. Mah. Ho anche letto Un comunista in mutande, in cui Claudia Piñeiro racconta della sua infanzia in Argentina e di suo padre, e ora sto faticando con Philip Roth. Grande scrittore, eh, ma come mi capita con molti altri scrittori americani, inizio i suoi libri con il massimo entusiasmo e a metà vorrei buttarmi sotto un ponte. Ma tengo duro, ce la farò. (Lo so, è diritto del lettore non leggere un libro fino alla fine, ma io non riesco a mollarli lì). 

- potevo non parlarvi di YouTube? Ci sto come a casa, ormai. Le mie ultime scoperte sono Yoga With Adriene, un canale tutto dedicato allo yoga che propone anche una serie di percorsi quotidiani. Lei è fantastica e già solo la sua voce è terapeutica e rilassante. Visto che sono troppo pigra per uscire fuori al freddo e andare in palestra, magari riesco a fare yoga a casa per conto mio. Vi farò sapere. La mia passione del mese, però, è Andrea Dabene, una fotografa francese che vive - al momento - in Montana. Già il suo Instagram è fantastico, i video girati in mezzo alla natura sono oltre. 

- le belle scoperte del mese sono un sito che si chiama Every Noise At Once, che contiene una mappa di tutta la musica del mondo e che ho scoperto grazie alla newsletter Una cosa al giorno, che propone bellezza quotidiana. A proposito di newsletter, amo tantissimo quella di Lara dice no, una delle due menti dietro Peter & Wendy, marchio di cui sfoggio fieramente magliette e felpette: con cadenza assolutamente casuale, Lara scrive delle lettere, compilando una sorta di blog che ti arriva direttamente a casa. 

- la bellezza quotidiana è alimentata dalla tazza di Bowie di Pollaz, che mi sono regalata per Natale, e il calendario giornaliero di Flow Magazine. E' un calendario da scrivania di quelli che si strappano e ogni giorno c'è una piccola gioia. Mi fa felice. 

In tutto questo, la colonna sonora è sempre stata questa:


mercoledì 9 luglio 2014

Le cose belle del mese: giugno


Dopo aver saltato il mese di maggio, non perché non ci fossero state cose belle, ma solo perché la mia testa malata s'è ricordata del post ormai a giugno inoltrato, eccomi qui nuovamente con le cose belle del mese. Sapevo che questo appuntamento vi mancava da morire, riuscivo quasi a percepire la vostra tristezza e quindi mi son detta che dovevo assolutamente tornare. Scemate a parte, eccomi di nuovo qui. L'ennesimo elenco, le ennesime cose belle del mese. (Che poi non sono mica tante, ma molto sentite).

Le Swedish Hasbeens
Ci si può innamorare di un paio di scarpe? Certo che sì. Ovviamente sì, ma cosa sto qui a dire. Io però ho sempre avuto una certa propensione a innamorarmi delle borse, più che delle scarpe. Finché non ho conosciuto loro, questi favolosi sandali di legno stile "la bella lavanderina", che mi hanno preso il cuore per non lasciarlo più. 

L'orto botanico di Padova
Come saprà chi mi segue su facebook e/o instagram, a fine giugno sono stata qualche giorno a Padova al seguito di mio marito, che si trovava lì per lavoro. Era la mia prima volta in quella città e mi è piaciuta tantissimo. C'è luogo in particolare che mi ha conquistata e si tratta dell'orto botanico. Ci sono andata una mattina presto, faceva fresco e mi sono goduta la meraviglia di quel luogo incantato. Credo di aver letto ogni etichetta, fotografato ogni fiore, vagato con la mente seguendo le suggestioni evocate da piante esotiche e luoghi lontani. Tutto questo in un luogo silenzioso e magicamente sospeso nel tempo. 

Il concerto degli Arcade Fire
Su questa storia del concerto degli Arcade Fire l'ho fatta andare anche troppo a lungo, vero? Però, che vi devo dire, quando provate un'emozione così grande non avete voglia di urlarlo al mondo? Quel concerto l'ho aspettato per sei lunghi mesi e, quando è arrivato, mi scoppiava il cuore dalla felicità. 

I prodotti per capelli della Davines
Risolta da tempo la questione occhiali, uno dei miei crucci più grandi rimane quello dei capelli. Hanno mille problemi, vivono di vita propria, non fanno mai quello che vorrei. E' come se non fossero miei, come se passassero sulla mia testa per caso e non si trovassero a proprio agio. Grazie a Riccio Capriccio, però, ho scoperto i prodotti della Davines, che hanno cambiato le cose. I miei capelli rimangono sempre dei gran maleducati, ma almeno si sono calmati un po'. E poi gli shampoo hanno un profumo così bbbbuono...

Lo spritz (di Padova)
La cosa che più mi è piaciuta di Padova è la sua vitalità. La gente esce, sta fuori, chiacchiera, se la gode. Mi piace il fatto che ci siano mille piazze. E mille bar. Tutti pieni. Mi piace il rito dell'aperitivo, alle sette tutti seduti faccia al sole a bersi uno spritz. E dopo aver bevuto lo spritz a Padova, bello ricco e corposo, rigorosamente servito nel bicchiere appropriato (altro che nel calice, ma dai), tutti gli altri mi sembreranno delle timide bevande annacquate. 

Il progetto 100happydays 
Come sapete, sono una grande fan dei progetti fotografici e simili, che inizio con grande entusiasmo per poi lasciarli a metà, maledicendomi e dandomi dell'inconcludente. Questo, incredibilmente, sono riuscita a portarlo a termine. A modo mio, senza pubblicare una foto al giorno come avrebbe richiesto il progetto, perché a volte non è che proprio tutti i giorni ci sia un motivo per essere felici. Oppure i motivi sono sempre gli stessi e li hai già fotografati più volte. Oppure perché spesso la felicità non è fotografabile. Ma va bene così, no?

La mia seconda #myselfie
Conoscete Faccio e Disfo Handmade e le sue #myselfie, vero? Io ne avevo ordinata una tanto tempo fa e mi è piaciuta così tanto che non ho resistito: lo scorso mese è arrivata la seconda, meravigliosa ragazzina da portare al collo. Con la maglietta degli Smiths, realizzata con una precisione emozionante. Uno dei miei gioielli più preziosi, davvero. 

lunedì 5 maggio 2014

Le cose belle del mese: Aprile


L'evidenza del fatto che sto invecchiando alla velocità della luce è che qui i mesi mi scappano senza nemmeno che me ne accorga, mannaggia a me. Mi guardo indietro e aprile se n'è andato in un soffio, lasciandomi in regalo un'influenza epica (io non sto mai male, quando mi capita è un evento epocale) e una spossatezza senza eguali. Ho deciso che voglio stare bene, che voglio affrontare maggio con l'energia e il piglio di una ventenne, ma la realtà è che mi sento una vecchia senza speranza. Anzi, se avete qualche rimedio per problemi del genere, suggerite please. Detto questo, passiamo senza indugi alle cose belle del mese di aprile, che poi ripensandoci bene non sono mica poche.

Project 10 Books
Chi l'avrebbe mai detto? Questo progetto di lettura di 10 libri accumulati in casa senza poterne comperare di nuovi sta procedendo. Ho scoperto di avere libri meravigliosi che avrei voluto leggere prima e altri che ho capito perché non avessi mai preso in mano. Alcuni sono finiti nello scaffale dei preferiti, altri li ho subito regalati, in ogni caso ho fatto spazio ai nuovi arrivi e sono felice. Ho quasi finito il settimo libro e sento che ormai posso arrivare a completare l'impresa senza problemi. Complimenti e pacche sulle spalle, non fosse che la mia lista dei desideri credo stia mettendo a dura prova la tenuta dei server di Amazon. 

Grand Budapest Hotel
Come sa chi mi segue su facebook (a proposito, mi seguite su facebook?), qualche giorno fa ho visto questo film e sono caduta preda di un amore folle. Si tratta di un film dolceamaro, divertente, allegro, crudo, folle, visionario, che ho visto dall'inizio alla fine con un sorriso ebete in viso. Se poi siete appassionati di palette di colori, c'è da impazzire. Ho adorato questo film, mi rimane però sempre la solita domanda: perché in ogni film di Wes Anderson muore un cane o gatto in maniera cruenta? E non sono l'unica che se lo chiede.  

Suck it and see - Arctic Monkeys
Sapete che amo la musica, senza non potrei stare...bla, bla, bla. Giusto? Bene, io ascolto molta musica ma tendo ad essere piuttosto monotematica. Ascolto un po' sempre le stesse cose, a rotazione, e consumo gli album di cui sono innamorata. Non mi era mai capitato, però, di entrare in fissa con una sola canzone e ascoltarla più volte al giorno. Sempre la stessa. On repeat. M'è successo con questa canzone qui e soprattutto con la frase: I poured my aching heart into a pop song, I couldn't get the hang of poetry. Non ne sono ancora uscita. 

My#Selfie
Ho una passione matta per i gioielli un po' particolari e, quando ho visto le My#Selfie, sono corsa subito a ordinarne una. Di cosa di tratta? Sono mollette vintage trasformate in signorine colorate, che diventano bellissime collane. Si possono avere personalizzate, a propria immagine e somiglianza oppure sceglierne già pronte (quelle dedicate alle eroine sono favolose). Io l'ho ordinata con entusiasmo e, vi giuro, è stato uno degli acquisti che mi hanno resa più felice negli ultimi tempi. Se poi vi piace il DIY e avete un'animo creativo, vi consiglio di seguire il blog di Rita, la creatrice delle My#Selfie: è una fucina di idee! 

Il brunch alla Marescotti
Aprile è stato un mese costellato di festività, ponti, vacanze e quant'altro. Il giorno di Pasquetta, con il mio solito gruppo di amici, senza un programma preciso, un po' intimiditi dal tempo incerto ma con la voglia di goderci la giornata, siamo partiti alla volta di Genova. Come sempre mi capita, arrivati a destinazione, parcheggiata la macchina, mi è partita la fame chimica. Fortunatamente i miei amici sono un po' come me e non si tirano mai indietro davanti alla prospettiva di mangiare, quindi giusto il tempo di arrivare alla Marescotti ed eravamo già seduti a tavola. C'era il brunch di Pasquetta, con i pancakes più buoni del mondo e un sacco di altre delizie. Abbiamo passato due ore di assoluto godimento e relax, a chiacchierare e a star bene, un ottimo modo di festeggiare. No?

Kill Bill 1 e 2
Ultimamente mi nutro unicamente di serie tv (sto facendo uno strano mix tra Dexter, Breaking Bad, Game of Thrones e Heroes, credo che comincerò a fare seriamente confusione) e, nelle pause tra un cofanetto e l'altro, do un'occhiata alla TV per vedere se c'è qualcosa di interessante. Solitamente no, ma qualche tempo fa ho avuto la fortuna di ribeccarmi Beatrix Kiddo e le sue scarpe gialle. Dio, che meraviglia. Quel film, quelle scene, quella donna. Quanto la amo.

Lo smalto turchese
Un giorno, improvvisamente, ho capito che dovevo possedere uno smalto turchese. E, dopo aver passato ore davanti allo scaffale di Essie (soprattutto a leggere i nomi degli smalti, vorrei conoscere colui o colei che li decide per stringerlo in un abbraccio e professare tutta la mia ammirazione), alla fine ho scelto Mint Candy Apple e sono felice. Anche se Bikini So Teeny mi tentava molto, devo confessarlo. 

mercoledì 2 aprile 2014

Le cose belle del mese: Marzo (Roma special edition)


Miei cari, marzo è morto e sepolto e ci siamo già tuffati in uno scintillante mese d'aprile. Abbiamo guadagnato un'ora di sole, ci sono meravigliosi profumi nell'aria e le giornate davanti a noi sono una promessa di luce e tepore. Devo però rendere omaggio a marzo, che è stato un mese gentile e mi ha regalato tante cose belle. Ce ne sono state tante davvero, ma la più bella di tutte è stata sicuramente Roma. Tre giorni nella capitale, tre giorni di cibo, camminate, un po' di pioggia, tanto da vedere, tanto da fare. Le mie cose belle del mese non possono che essere dedicate tutte a lei. 

La pizza di Bonci
La gita a Roma, nelle mie intenzioni, doveva essere una gita culturale e gastronomica. Avevo un elenco di posti da visitare, poi - come spesso mi capita - il mio stomaco si riempie in fretta e non riesco a mangiare tutto quello che vorrei (ma come fanno quei blogger che scrivono di colazioni, pranzi e cene da urlo, tutto nel giro di un fine settimana? Dio, che invidia). Comunque, sapendo già di questo mio problema, mi sono organizzata e sono andata da Bonci il primo giorno. Non volevo perdermi la sua pizza per nulla al mondo. Volevo capire perché fosse così celebrata. Cosa la rendesse così speciale. Beh, la perfezione, credo. Ho mangiato la pizza al taglio migliore che abbia mai assaggiato. Una pasta favolosa, profumata, croccante, una di quelle cose così buone che ti fanno commuovere (col cibo mi capita, giuro). Gli ingredienti sono ottimi e gli abbinamenti sorprendenti. E una menzione speciale va al ragazzo dietro al banco che, non essendoci cartelli con gli ingredienti, ripete a ognuno i vari tipi di pizza (ce ne saranno una decina almeno), sempre con il sorriso sulle labbra. La gentilezza mi conquista, che vi devo dire.  

Riccio Capriccio
Ho conosciuto Riccio Capriccio grazie a Facebook, che nella sua infinità complessità ha il grande merito di farti scoprire posti nuovi, lontani da te, che mai avresti potuto conoscere altrimenti. Riccio Capriccio ha catturato la mia attenzione con la presentazione di un libro. Dei parrucchieri che presentano un libro? Figo. Sapete quanto io ami i libri, chiunque "ne incoraggi l'uso" ha la mia ammirazione incontrastata. Da lì ho cominciato a seguirli e ho scoperto un mondo bellissimo, fatto di attenzione all'ambiente, al sociale e alla cultura, un modo di raccontarsi a 360 gradi davvero inusuale, per un salone di parrucchieri. Insomma, mi hanno conquistata e dovete immaginare il mio entusiasmo quando la mia adorata Tamara, che cura la loro comunicazione, mi ha proposto di passare da loro per una piega. Ho accettato di corsa e ho passato un'ora a farmi coccolare i capelli, scoprendo i prodotti della Davines, organici ed eco-sostenibili e gentili con i miei capelli stressati, e facendomi un sacco di risate. Entrare da Riccio Capriccio è un po' come entrare nel salotto di un'amica, dove si va per farsi due chiacchiere e tirarsi su il morale, con l'unica differenza che se ne esce con una testa da favola (e con un sacchetto di prodotti Davines, che ho già sperimentato a casa e sembrano funzionare alla grande. Il balsamo che mi è stato consigliato potrebbe cambiarmi la vita, vi avviso).

I carciofi alla giudia
Come detto sopra, il cibo era uno degli obiettivi del viaggio e i carciofi alla giudia erano in cima alla lista. Li ho assaggiati per la prima volta la scorsa estate (fuori stagione, lo so, perdonatemi) e mi hanno folgorata. Innamorata persa, bum. Quest'anno volevo fare il bis e, non soddisfatta da quelli mangiati la prima sera, sono stata costretta a fare il tris (ecco, da lì il mio stomaco ha cominciato a innervosirsi), alla disperata ricerca del carciofo perfetto. Non so se sia quello perfetto, ma ne ho trovato uno meraviglioso da Ba'Ghetto, nel cuore del Ghetto Ebraico, che rimane la mia zona preferita di tutta Roma. 


B&B Pettinary Village
Prima di andare a Roma, lo scorso anno (lo sapete che non ero mai stata a Roma prima, vero?), pensavo che dormire nella capitale fosse estremamente costoso e di scarsa qualità. Era un'idea che mi ero fatta a seguito di racconti di amici, letture in rete e altre dicerie varie, colte in giro qua e là. Bene, sono stata a Roma solo due volte nella mia vita, e in entrambe in casi mi sono trovata benissimo. L'estate scorsa ho soggiornato in un B&B in zona Termini, scelto per la sua estrema economicità (ero con un'amica e il budget era un elemento importante), quest'anno volevo ritornare ma era pieno e quindi mi sono decisa a cercare altrove. Come faccio sempre, ho aperto Booking e ho cominciato a dare un'occhiata. Facendo scorrere le mille proposte, ho trovato questo B&B. Su Booking non aveva ancora recensioni, ma ho deciso di fidarmi perché mi sembrava un gran bel posto, a una cifra davvero ragionevole, per giunta. Beh, ho fatto bene a fidarmi perché il Pettinary Village è proprio il gran bel posto che sembra dal sito. Noi eravamo nella cosiddetta suite, una sorta di appartamentino indipendente, dotato di ogni comodità e arredato con gran cura. La proprietaria è gentilissima, ci ha fatto trovare tulipani freschi nella stanza, i cioccolatini sul comodino e due ombrellini da usare per la pioggia. Che la gentilezza mi conquista ve l'ho già detto, vero? 

Frida Kahlo
Ho fatto tutti questi chilometri solo per lei. L'ho ritrovata dopo tanto tempo. C'è bisogno di un post apposito, le parole da dire sono davvero troppe.

Insomma, nonostante la pioggia e il cielo grigio, Roma mi ha conquistata anche questa volta. Ogni angolo è una magia, ogni panorama è un tuffo al cuore, ogni monumento ti fa rischiare la sindrome di Stendhal. Tanta bellezza fa dimenticare il traffico, i mezzi pieni di gente, il rumore. Roma è magica e mi dispiace solo averlo scoperto così tardi. Ma conto di recuperare!

lunedì 3 marzo 2014

Le cose belle del mese: Febbraio


Non so se questa rubrica sia stata una grande idea, perché da quando la scrivo mi rendo conto ancor di più di quanto corra veloce il tempo. Non ho ancora finito di scrivere le cose belle di gennaio, che già ecco febbraio che finisce. E via che comincia marzo. Beh, vediamo il lato positivo: tra un attimo saremo nuovamente distese sulla sabbia a prendere il sole, con il desiderio di una Corona ghiacciata e il pensiero al concerto della sera. Bene, allora se la mettiamo così, che passi in fretta frettissima 'sto tempo! Intanto, mentre sogniamo una birra ghiacciata ma fuori fa ancora freddo, possiamo consolarci con le cose belle del mese di febbraio appena passato. 

Era da tantissimo tempo che sognavo una Patacca, ma credevo non facesse per me. Non pensavo di essere la persona giusta per indossarla, poi un giorno mi sono decisa a provarne una ed è scoppiato l'amore. Ma l'amore folle, eh, quello che fa girar la testa e non capisci più nulla, tanto da averne acquistata una e prenotate ben due. Lo so, mi sono innamorata e, come tradizione vuole, ho perso - piacevolmente - la testa. Ma vi chiederete: cosa sono le Patacche? Giusta domanda: le Patacche sono anelli in vetro di Murano a forma di animale. Un piccolo zoo magico che ti conquista al primo sguardo. Un inno alla bellezza della natura e al potere dei sogni. Ci sono maiali, rinoceronti, ippopotami, ricci e molti altri piccoli animali, in diversi colori e grandezze. E di questo mondo magico fanno parte anche i Tochetti, fedine colorate che raccontano storie bellissime. Io alla fine ho comperato un rinoceronte, ma ci sono un maiale e un riccio che mi aspettano. Ovviamente conto i giorni, come tutti gli innamorati di questo mondo. E, se volete saperne di più, vi rimando a questo meraviglioso post della mia cara Serena. 

Noi siamo infinito
Ricordo di aver inserito nella lista delle cose belle, qualche mese fa, il libro da cui è stato tratto questo film. Il libro l'avevo adorato e avevo comperato immediatamente il DVD, per poi conservarlo per godermelo per bene, come si fa con i vestiti nuovi o il gusto di gelato preferito nella vaschetta (ditemi che non lo faccio solo io, vi prego). Comunque, dopo aver atteso tanto, il momento giusto è arrivato e il film l'ho amato alla follia. Come il libro, più del libro, non lo so. Il protagonista ama gli Smiths, quindi è impossibile che questo film non lo adorassi. Ma, oltre a ciò, è una dolcissima storia adolescenziale, leggera e profondamente seria insieme, con una bravissima Emma Watson. Comperatelo, scaricatelo, affittatelo, fate come volete ma guardatelo. Vi piacerà, parola di Cindy. 

Of Monsters and Men
La lista di questo mese sarà forse più breve delle altre, ma si tratta di un elenco di grandissimi amori veri, di quelli che durano per tutta la vita. Gli Of Monsters and Men sono uno di questi. Hanno fatto un solo disco, che è perfezione pura. Lo sto ascoltando ogni giorno, più volte al giorno,  ogni volta con nuova emozione. Loro mi hanno catapultata nelle atmosfere d'Islanda, un luogo che mi sta mandando infiniti segnali. Credo sia arrivato il tempo di prenotare un biglietto per Reykjavik (ma questa è un'altra storia). 

I broccoli 
Ussignur Cindy, dopo questo elenco di meraviglie, parli di broccoli? Eh, lo so, però l'amore è amore. Allora, che vi devo dire, sono arrivata alla tenera età di quarant'anni senza aver mai assaggiato i broccoli. Mai proprio no, mia madre ci aveva provato più volte, ma avevo sempre fatto orecchie da mercante. Credevo fossero cattivi, come potevano essere buoni i broccoli? Dai, sono una verdura da sfigati, come si fa a mangiarli? Beh, grazie a uno dei buoni propositi di quest'anno, ossia la volontà di mangiare più sano e cucinare piatti nuovi, mi sono trovata al mercato a guardare questa verdura dalla forma strana, che avevo sempre immaginato ostile. Li ho comperati, ho cercato una ricetta adeguata e li ho assaggiati. Bam. Conquistata. Finito, ciao proprio. Nel mese di febbraio ho mangiato broccoli quasi tutti i giorni. Li adoro. Come ho fatto a vivere finora senza di loro?

Un gelido inverno
Dopo aver visto American Hustle ed essermi lasciata conquistare da Jennifer Lawrence, basta che veda il suo nome in un film che lo scelgo senza esitazione. Questo film non lo conoscevo, l'ho scelto appunto unicamente in base al criterio "presenza di Jennifer Lawrence nel cast" e sono felicissima di averlo fatto. Non so se lo abbiate mai visto, è un film crudo, doloroso, un ritratto di un'America molto poco scintillante. E Jennifer Lawrence è bravissima, ovviamente.

Breaking Bad
E niente, sono finita anche io nel tunnel di Breaking Bad, come metà della nazione. Ci arrivo tardi, ma mi piace cominciare una serie quando so che è arrivata alla fine, così mi posso lanciare in una maratona di puro godimento, sapendo di non dover aspettare troppo per vedere la fine. Ho strane manie e non ho paura ad ammetterlo, ormai dovreste conoscermi. Ancora nel tunnel di Dexter (che per me rimarrà la serie PIU' bella), in attesa dell'ultima stagione, sono entrata in quello di Breaking Bad. Ho appena iniziato, c'è ancora tanta strada fare, ma sono già dipendente.

E voi cosa mi dite? Quali sono state le vostre cose belle di febbraio?

lunedì 3 febbraio 2014

Le cose belle del mese: Gennaio


Gennaio è stato un mese strano, iniziato in grande stile, con una piacevolissima festa di Capodanno, tanta energia e voglia di fare, poi si è improvvisamente trasformato in una lunga serie di giorni cupi, a seguito di un lutto proprio il giorno del mio compleanno. Un altro piccolo, grande pezzo della mia infanzia se ne è andato, con quel lutto, e devo venirne a patti. Ma questo capita a tutti e non voglio intristirvi. Del resto, ci sono state anche un bel po' di cose belle e ve le racconto qui.
I Rolling Stones
Come vi dicevo qui, il nuovo anno è iniziato con un documentario sui Rolling Stones. Da lì è partito un revival totale della loro musica, ore intere su Spotify ad ascoltare i loro primi dischi, godendomi la meravigliosa perfezione di certa loro musica e la bellezza di ritrovare canzoni che per lunghi anni erano finiti nel dimenticatoio della mia mente. Ogni canzone mi sembrava più bella della precedente, una lunga successione di pezzi dei quali non potevo più fare a meno. E in tutto questo ho scoperto che la loro canzone che amo di più è Wild Horses. Ci tenevo a dirvelo.

Il commencement speech di Neil Gaiman per la University of Arts
Ho scoperto questo speech grazie a uno dei tanti corsi online a cui sono iscritta. In una delle lezioni, si chiedeva agli studenti di condividere le loro principali fonti di ispirazione e una ragazza ha condiviso questo. Oltre a essere il marito di Amanda Palmer, cosa per me fondamentale data l'ammirazione che nutro per quella donna, Neil Gaiman è uno scrittore, fumettista, sceneggiatore, saggista e molte altre cose. Neil Gaiman è soprattutto una persona gentile, umile e dotata di grande sense of humour (almeno questo è quello che traspare dalle sue interviste) e questo discorso è insieme commovente e pieno di energia.
Thelma e Louise
Ho riguardato questo film, per puro caso, una sera qualsiasi, in cui l'offerta televisiva era deprimente. Ho visto questo film milioni di volte, ma era passato tanto tempo dall'ultima volta e così mi son detta che era arrivato il momento di rivederlo. Beh, l'emozione è stata pressoché uguale alla prima volta (salvo il fatto che conoscevo già il finale) e alla fine, nonostante conoscessi la scena a memoria e potessi citare le battute degli attori, mi sono commossa. Per l'ennesima volta. E ho anche capito che la Monument Valley è il posto più bello che io abbia mai visto.

La rubrica Sopa do Dia di Cucina Precaria
Che io amo Cucina Precaria alla follia credo di averlo dichiarato un po' ovunque. Ora lei se ne esce con questa rubrica meravigliosa, in cui condivide settimanalmente - ogni martedì - ricette di zuppe di ogni tipo. Proprio, proprio quando io ho deciso di mettermi a dieta e introdurre più verdura e cibi sani nella mia alimentazione. Io sono felice di amarla così tanto, perché il mio amore viene ripagato con progetti così. Thank you, mia cara Cucina Precaria. 

Gli Arcade Fire
Pochi gruppi hanno conquistato il mio cuore, in tempi recenti, come gli Arcade Fire. Mi sono innamorata di loro grazie a No cars go, mi hanno accompagnata in lunghi mesi canadesi, tempo fa, e ogni nuovo album che esce per me è pura gioia. Pensavo non sarebbero mai riusciti a superare The Suburbs e invece hanno realizzato un altro piccolo gioiello musicale. Gennaio è passato con loro in cuffia e si è concluso con l'acquisto dei biglietti per il loro concerto. Salti di gioia. Felicità. Ma come faccio ad aspettare fino al 24 giugno?


La trasmissione Pane quotidiano
Una delle cose positive di lavorare da casa, oltre a poter lavorare in pigiama (non lo faccio mai) oppure in tuta (neppure quello, mai, mai, mai giuro) e poter uscire a portare il cane a correre quando uno non ce la fa proprio più a stare al chiuso, c'è la possibilità di vedere la TV in pausa pranzo. Non che questo sia un grande vantaggio, ché a quell'ora c'è della gran rumenta, ma da quando c'è la trasmissione di Concita de Gregorio, la pausa pranzo assume tutto un altro significato. Mezz'ora di cultura, riflessioni, pensieri, il tutto con toni pacati e grande intelligenza. La puntata che ha visto ospite Gipi è stata la perfezione.

American Hustle
A distanza di più di quindici giorni, ancora non so se mi è piaciuto questo film. L'ho trovato troppo lungo, diverso da quello che mi aspettavo, in sala faceva troppo caldo, insomma non so. Però una cosa l'ho adorata, davvero tanto: l'ambientazione, i costumi, le acconciature, estreme, esagerate, perfettamente anni '70. E poi la scena dei due protagonisti che ballano in discoteca al ritmo di I feel love o l'intera sequenza alla festa al casinò, beh quelle valgono tutto il film.

lunedì 30 dicembre 2013

Le cose belle del mese: Dicembre


Carissimi, che vi devo dire, "anche questo Natale se lo semo levato dalle...ehm". Ecco, il Natale è andato, sono sopravvissuta (a fatica) alla solita due giorni gastronomica a casa dei miei suoceri e mi godo qualche giorno di relax in attesa del Capodanno. Sto lentamente smaltendo la catasta di giornali che avevo ammassato nei mesi scorsi, ritaglio ricette che non cucinerò mai, passo ore su Pinterest, guardo la sesta serie di Dexter e metto a dura prova i cuscini del divano. Si fa vacanza vera, insomma. Ma dicembre sta finendo ed è arrivato il momento di fare la lista di cose belle. Here we go!

Il progetto Ptit su Instagram
Credo che ormai sia il terzo anno che partecipo a questo progetto e lo faccio con sempre maggiore entusiasmo. Il progetto - per quei pochi che non lo conoscono - prevede di condividere quotidianamente, per tutto il mese di dicembre, uno scatto magico e speciale. Ptit mi piace perché permette, ogni giorno, di fermarsi a pensare ai momenti che stiamo vivendo, rendendoli preziosi, siano essi l'incontro con un amico che non si vede da tempo, un tramonto, una nuova esperienza, oppure, molto più semplicemente, una tazza di tè caldo o un'ora di relax davanti al fuoco. Si tratta di una continua ricerca della bellezza delle piccole cose ed è per questo che amo questo progetto così tanto.

Il 2013 verrà ricordato come l'anno in cui ho scoperto Wes Anderson e ho immediatamente deciso che è uno dei miei registi preferiti. Dopo l'innamoramento per i Tenenbaum, lo scorso mese, l'amore si è consolidato pochi giorni fa con questo meraviglioso film, che racconta la storia di una fuga d'amore di due ragazzini. Ho adorato i due piccoli protagonisti e tutti gli altri personaggi, assurdi e stralunati come sempre, la dolcezza della storia e l'inconfondibile maniera di raccontarla. Dedicherò il prossimo anno a recuperare il tempo perduto, guardando tutti i suoi film, anche per rispondere a una domanda che mi incuriosisce: ma in ogni film di Wes Anderson muore un cane in maniera crudele?


Aosta
Pochi giorni prima di Natale, siamo andati a passare un fine settimana ad Aosta con amici. C'è qualcosa di meglio, per vivere l'atmosfera natalizia, di passare un po' di tempo in montagna? Credo proprio di no. E basta davvero poco: la vista delle montagne innevate, il vin brulè bevuto ai mercatini di Natale, la polenta, il freddo pungente e una sera al ristorante Bjork, dove ti sembra di fare un tuffo in Svezia, con il glogg, le luci delle candele ovunque e i biscottini di zenzero. Questo sì che è Natale.


La playlist anni '80
Non sono molto religiosa, lo confesso, e per me il Natale è soprattutto una festa pagana. Perdonatemi, vi prego, ma adoro l'atmosfera, i pacchettini, le luci dell'albero di Natale, gli abbracci con gli amici e la famiglia e...la musica. No, dico, ma quanto sono belle le canzoni natalizie? Io le amo tanto e conservo con cura la playlist con le mie canzoni preferite. Solitamente, le canzoni che più amo sono quelle anni '50, Dean Martin, Perry Como, Ella Fitzgerald, Bing Crosby, mentre quest'anno ho avuto una regressione all'adolescenza e ho ascoltato solo le canzoni dei miei quattordici anni: Band Aid, Wham!, Pogues e così via. Saranno i quaranta, ma il Natale di quest'anno, musicalmente, è stato tutto un ripensare ai lucidalabbra con i brillantini in omaggio con Cioè e alla postina di Naj-Oleari che non ho mai avuto (è un trauma dal quale non riuscirò mai a uscire).

Il Kindle
Babbo Natale, nelle vesti di mio marito, quest'anno mi ha portato il Kindle. E mi ha fatta tanto felice. Ora, credo lo sappiate, io ho una fissazione totale per i libri. Ne leggo molti (sempre troppo pochi, comunque), ne compro troppi (penso di avere due ripiani della libreria pieni di libri ancora da leggere) e ho con loro un rapporto fisico. Ma il tempo passa, il mondo cambia e a volte i libri non vengono stampati. Spesso i libri escono solo in formato ebook e io non avevo modo di leggerli, se non rompendomi gli occhi sul PC. Beh, diciamocelo, non potevo più vivere senza il Kindle, non credete anche voi? Comunque, quel sant'uomo di mio marito me lo ha regalato e la prima cosa bella è stata la possibilità di leggere il libro di un'amica, che avevo sul PC da tempo e non riuscivo mai a leggere. Quindi, viva la tecnologia (eh, nel frattempo ho comunque comperato due libri cartacei. A certi piaceri non si rinuncia!).

Gli Smiths sono la mia religione, no? Ormai vi ho sfiniti fino alla nausea con 'sta storia della mia passione per gli Smiths, lo so, abbiate pietà. Beh, insomma, tutto questo per dire che non potevo non leggere l'autobiografia di Morrissey. Me la sono regalata per Natale e la sto leggendo in questi giorni. Che dire, gente? Quest'uomo è davvero un poeta. Racconta una Manchester grigia e triste, fatta di scuole tetre, piene di odio e risentimento (insomma, si capisce perfettamente da dove viene tutto il dolore presente testi degli Smiths), un mondo cupo dove l'unica consolazione è la musica, il tutto ovviamente descritto in maniera superba, con frasi complesse e smpre poetiche. Morrissey descrive il suo incontro con David Bowie così: "smiling keenly, he accepts the note of a dull schoolboy whose overblown soul is more ablaze than the school blazer he wears, and thus I touch the hand of this inexplicably liberating reformer; he, a Wildean visionary about to re-mold England, and I, a spectacle of suffering in a blue school uniform." E niente, io mi emoziono.

martedì 3 dicembre 2013

Le cose belle del mese: Novembre


Finalmente ci siamo, dicembre è arrivato! Io sono felicissima, mai come quest'anno ho voglia di Natale, luci, dolci, regalini, auguri, abbracci, musichine anni '50, freddo, festeggiamenti (il vero spirito del Natale, no?). Ma prima di tuffarci nella meravigliosa atmosfera delle feste, vi faccio fare un salto indietro, torniamo al mese di novembre e vi racconto quali sono state le cose belle di quel mese così grigio e noioso. Ve le racconto con qualche giorno di ritardo, ormai qui a casa di Cindy abbiamo un po' di cose da rincorrere e non sempre riesco ad essere la precisina puntuale che sono di solito. Ahimè. Ma bando alle ciance, via con le cose belle.
Il pan dei morti
Il mese di novembre per me si apre rigorosamente con il pan dei morti. Ogni anno, il freschino autunnale mi fa nascere la voglia di dolci speziati, di cannella, chiodi di garofano, tè allo zenzero o all'anice stellato e il pan dei morti è il primo dolce di stagione a soddisfare tale voglia. Arriverà poi il momento dei gingerbread cookies, ma l'inizio di novembre è tutta una scorpacciata di pan dei morti, prima che scompaia dai banconi delle pasticcerie (sì, potrei prepararmelo anche a casa, ma mi piace il fatto di mangiarlo solo per un brevissimo periodo all'anno, è un po' un rito di apertura dell'inverno - del resto, che sono matta totale ve l'ho già detto, quindi...)
Arctic Monkeys
Chi mi conosce bene sa quanto io ami andare ai concerti. Mi emozionano. Mi fanno sentire viva. Mi rendono felice. Io non potrei mai stilare recensioni di concerti, perché li amo tutti. Mi piace l'atmosfera, il rito della birra, la gente e quella scarica di adrenalina pura che sento ogni volta che si spengono le luci e parte la musica. Come dicevo, io i concerti li amo tutti. Anche quelli di gruppi che non conosco benissimo. Tipo gli Arctic Monkeys. Sono arrivata al loro concerto dopo aver ascoltato qualche loro canzone e aver deciso che mi piacevano un casino. Il concerto mi ha entusiasmata e loro sono diventati la colonna sonora del mese. La mia preferita è questa, ché mi ricorda tanto gli Stone Roses. Ah, come amo gli Stone Roses, un giorno ve lo racconterò.
I libri di Alessia Gazzola
Novembre mi ha vista girare spesso in treno, dove mi hanno tenuto compagnia i gialli di Alessia Gazzola. Volete una lettura leggera, piacevole, che non vi sveli il senso della vita ma vi faccia arrivare da Savona a Milano in un lampo? Ecco, leggetevi le storie di Alice Allevi, la specializzanda in medicina legale che risolve casi di omicidio. Lei è sbadata, distratta, un po' sfigata, a volte ti fa venire il nervoso per quanto è svagata ma, al tempo stesso, è intelligente, brillante e determinata. E pure simpatica, altro che Kay Scarpetta.
Milano
Le peregrinazioni in treno di questo mese mi hanno portato spesso a Milano (questo lo scrivo per Daria Pop, che continuerà a fare congetture su cosa io vada a fare lassù) e mi hanno dato la possibilità di riscoprire una città che ho amato tantissimo e da dove, come spesso capita nella vita, mancavo da tantissimo tempo. Milano mi ha accolta quando ero all'università, mi ha regalato giornate speciali, persone bellissime che mi hanno riempito la vita e mi ha aiutata a crescere. Se sono quella che sono, tanto lo devo a Milano. Checché se ne dica, è una città meravigliosa e mi manca tantissimo.
Eh, sì. Sono arrivata a quarant'anni senza aver mai visto questo film. Non so come ho fatto, ma tant'è. Sono anni che fa parte della lista dei film da vedere, ma per un motivo o per l'altro, non mi è mai capitata l'occasione. Ci voleva una pigra sera di novembre e il vuoto della programmazione televisiva per farmi venire l'ispirazione. Bum, conquistata. Ho già voglia di rivederlo. Adesso, subito. Come si fa a vivere senza?
Qualsiasi cosa riporti il nome di New York attira la mia attenzione. Credo di possedere almeno cinque o sei guide diverse, qualche libro fotografico, un buon numero di film e oggettistica varia. Potevo quindi non lasciarmi conquistare da un romanzo sulla città di New York? L'ho visto in libreria, era in edizione economica, non potevo lasciarlo lì. No, no, no. E sono felice di averlo fatto, perché è una lettura davvero piacevole. Si tratta di un romanzo storico ambientato a New York, che prende avvio dall'epoca dei primi coloni olandesi per finire ai giorni nostri. Ci sono tanti personaggi e tante storie che si intrecciano, ma è la città la vera protagonista. Se amate New York, non fatevi spaventare dalla mole (sono 1000 pagine), lo leggerete d'un fiato. Grazie a lui, ho passato tutte le sere di novembre nella Grande Mela. Mica poco, no?

lunedì 30 settembre 2013

Le cose belle del mese: Settembre


Pare proprio che non mi bastino i progetti senza senso su questo blog e ho quindi deciso di partorire una nuova, imperdibile rubrica: le cose belle del mese. Già non potete più vivere senza, vero? Eh, sì. Lo sapevo. Ormai vi conosco! Quindi visto che - come ben sapete - tendo a vivere di passioni, a innamorarmi di un film, un maglione, una borsa, un libro, un viaggio e a passare buona parte del mio tempo senza pensare ad altro, ho deciso di condividere queste mie passioni con voi. Queste sono le passioni di settembre, perché chissà, magari ad ottobre me le sarò già dimenticate. Oppure avranno cambiato forma, saranno ritornate nel baule del passato oppure ancora le avrò buttate nel cestino, vergognandomi anche un po' di essermici appassionata. Chissà, intanto ho deciso di condividerle con voi, perché questo mese mi hanno proprio entusiasmata.
Noi siamo infinito - Stephen Chbosky
Ho acquistato il libro incuriosita dal film, anzi diciamo che ho visto il trailer del film, mi son detta che mi sarebbe piaciuto molto, non ho visto il film e ho comperato il libro. Questo è il mio classico modo di ragionare, rendetevi conto. Comunque, sono felice di averlo fatto perché il libro è dolcissimo. Il protagonista è l'adolescente più gentile e sensibile mai conosciuto, regala cassette registrate da lui (ah, la mia gioventù...) e ama Asleep degli Smiths. Questo mi basta. Sull'onda dell'entusiasmo per il libro, ho ordinato il DVD del film ma non l'ho ancora guardato.
I The Heavy sono un regalo della funzione "Artisti simili" di Spotify. Alla prima canzone ero già innamorata. Citando una recensione letta su Rockol.it. "suoni retrò, northern soul inglese, immaginario da film serie-B, grandi melodie, campionamenti e basi elettroniche, ottime canzoni, carica e gran tiro". Bravissimi. Non so se saranno una passione duratura, ma mi hanno colorato  il mese di settembre.
Ho letto il libro di Safran Froer tempo fa e ricordo di averlo trovato insopportabile. Il film l'ho adorato.
Il Rifugio Meira Garneri a Sampeyre
Era parecchio tempo che volevo provare la cucina di Juri Chiotti e alla fine ce l'ho fatta, in una domenica di metà settembre che pareva già dicembre, in un luogo incantato in mezzo alle montagne, in una giornata in cui il caldo del rifugio sembrava l'unico posto giusto dove stare. La cucina era così buona da essere commovente, il luogo mi ha preso il cuore.
 La Casa Rossa a Piacenza
Un altro posto che desideravo visitare davvero da tanto tempo. Si tratta di un agriturismo/B&B a pochi chilometri da Piacenza, in una zona un po' defilata rispetto ai miei itinerari abituali, dove di conseguenza non avevo mai avuto modo di trascorrere una notte. Poi è nata l'occasione del viaggio a Rimini, la volontà di portare anche Ely May (il nostro cane) e il bisogno (o la scusa?) di spezzare il viaggio con una sosta. Ecco lì che La Casa Rossa diventava un posto perfetto. Finalmente, perché valeva davvero la pena. Si tratta di una vecchia cascina di pianura ristrutturata nel pieno rispetto della struttura originaria e arredata con mobili d'una volta. Un luogo fuori dal mondo, immerso nel silenzio della pianura piacentina, e fuori dal tempo.
 Sirens, il nuovo singolo dei Pearl Jam
I Pearl Jam sono uno dei miei gruppi preferiti. Sono un po' come quegli amici che ti accompagnano fin dai tempi del liceo, che magari perdi un po' di vista, ma che - non appena li ritrovi - è come se non avessi mai lasciato. Ecco. Non ascoltavo i Pearl Jam da anni, ora è come se fossi tornata negli anni '90, con i Doc Martens e le camicie a quadri. 
 I pomodorini confit
Come ben saprete, da quando mio marito si è appassionato all'agricoltura, sono periodicamente vittima di invasioni vegetali. C'è stato il periodo delle zucchine, quello dei fagiolini, dei lamponi, dei peperoni e via di seguito. Beh, il confit mi ha aiutato ad affrontare quella dei pomodorini. Un po' di gusti, un filo d'olio, forno e poi via sott'olio. Gioia.
Di questo film ho già scritto nella mia ultima wishlist. Dio, che bello. Dio, che bravi. E che musica.
Lo smalto Luxedo di Essie
Forse nero, forse viola, forse marrone. Forse tutto questo insieme. Non posso più stare senza.
E voi che mi dite? Quali sono state le vostre passioni di settembre?