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martedì 7 aprile 2015

Leggermente: Molto Forte Incredibilmente Vicino

Oggi torna Elena, con un libro forte, difficile, che ti mette a dura prova. Ma che vale davvero la pena di leggere. Buona lettura. 

La colonna sonora, signori miei, è perfetta.


Di questo libro non so se riuscirò a scrivere qualcosa di sensato. Ho adorato Molto Forte Incredibilmente Vicino di Jonathan Safran Foer dalla prima all'ultima pagina, figure comprese.
Ne ho amato il ritmo e la fotografia (perché sì, mentre lo leggete "lo vedete tutto", scena dopo scena), il dolore e l'ironia, l'amore e la follia.



L'ho letto anni fa, e in questo periodo in cui faccio fatica a infilarmi anima e corpo in un romanzo, ho pensato potesse farmi bene provare a scrivere di qualcosa che mi ha segnata così tanto. Da non molto tempo è uscito pure il film, non l'ho visto: chiamatemi snob, se vi pare, ma non voglio cattive sorprese.



Molto Forte Incredibilmente Vicino porta con sé la morte, una morte di massa in verità (le storie che si intrecciano si basano sull'attentato alle Torri Gemelle e sull'ecatombe della guerra), ma contemporaneamente ci parla dell'intimità estrema della morte.
In quanti modi possiamo provare a superarla?
Nello stesso nucleo familiare, cresciuto tra le medesime regole, abitudini, esperienze, quanti diversi approcci alla morte possiamo trovare? Il lutto di una moglie quanto è differente da quello di un figlio?

Il libro di cui scrivo oggi parla di protezione, non dalla morte ma dalla perdita che la morte porta inevitabilmente con sé. 



Molto Forte Incredibilmente Vicino ci racconta di un viaggio reale e metaforico, di una missione di vita per sconfiggere il vuoto, di una ricerca fisica e interiore che porti pace e regali un po' di sollievo.
Ci sono un dolore delicato e un cinismo commovente che vanno incontrati, vanno letti, vanno sentiti per poterli amare come è successo a me. Senza perdersi nemmeno una foto, senza tralasciare simboli, immagini, parole cancellate, spazi vuoti.
Fatelo, che è un libro bellissimo.



Citazione preferita: impossibile scegliere, dovrei riscriverlo tutto. Quindi apro a caso e vi lascio la prima frase che mi si incolla sul cuore: "Io penso, penso, penso, pensando sono uscito dalla felicità un milione di volte, e mai una volta che vi sia entrato".

P.S. Questo romanzo, come è successo a tante persone, mi ha aperto al mondo di Safran Foer, di cui ho successivamente letto Ogni cosa è illuminata (trovate qui qualche vecchia considerazione in merito) e Se niente importa, talmente potente da farmi riflettere per rivedere molte delle mie già ragionevolissime abitudini alimentari.

lunedì 30 settembre 2013

Le cose belle del mese: Settembre


Pare proprio che non mi bastino i progetti senza senso su questo blog e ho quindi deciso di partorire una nuova, imperdibile rubrica: le cose belle del mese. Già non potete più vivere senza, vero? Eh, sì. Lo sapevo. Ormai vi conosco! Quindi visto che - come ben sapete - tendo a vivere di passioni, a innamorarmi di un film, un maglione, una borsa, un libro, un viaggio e a passare buona parte del mio tempo senza pensare ad altro, ho deciso di condividere queste mie passioni con voi. Queste sono le passioni di settembre, perché chissà, magari ad ottobre me le sarò già dimenticate. Oppure avranno cambiato forma, saranno ritornate nel baule del passato oppure ancora le avrò buttate nel cestino, vergognandomi anche un po' di essermici appassionata. Chissà, intanto ho deciso di condividerle con voi, perché questo mese mi hanno proprio entusiasmata.
Noi siamo infinito - Stephen Chbosky
Ho acquistato il libro incuriosita dal film, anzi diciamo che ho visto il trailer del film, mi son detta che mi sarebbe piaciuto molto, non ho visto il film e ho comperato il libro. Questo è il mio classico modo di ragionare, rendetevi conto. Comunque, sono felice di averlo fatto perché il libro è dolcissimo. Il protagonista è l'adolescente più gentile e sensibile mai conosciuto, regala cassette registrate da lui (ah, la mia gioventù...) e ama Asleep degli Smiths. Questo mi basta. Sull'onda dell'entusiasmo per il libro, ho ordinato il DVD del film ma non l'ho ancora guardato.
I The Heavy sono un regalo della funzione "Artisti simili" di Spotify. Alla prima canzone ero già innamorata. Citando una recensione letta su Rockol.it. "suoni retrò, northern soul inglese, immaginario da film serie-B, grandi melodie, campionamenti e basi elettroniche, ottime canzoni, carica e gran tiro". Bravissimi. Non so se saranno una passione duratura, ma mi hanno colorato  il mese di settembre.
Ho letto il libro di Safran Froer tempo fa e ricordo di averlo trovato insopportabile. Il film l'ho adorato.
Il Rifugio Meira Garneri a Sampeyre
Era parecchio tempo che volevo provare la cucina di Juri Chiotti e alla fine ce l'ho fatta, in una domenica di metà settembre che pareva già dicembre, in un luogo incantato in mezzo alle montagne, in una giornata in cui il caldo del rifugio sembrava l'unico posto giusto dove stare. La cucina era così buona da essere commovente, il luogo mi ha preso il cuore.
 La Casa Rossa a Piacenza
Un altro posto che desideravo visitare davvero da tanto tempo. Si tratta di un agriturismo/B&B a pochi chilometri da Piacenza, in una zona un po' defilata rispetto ai miei itinerari abituali, dove di conseguenza non avevo mai avuto modo di trascorrere una notte. Poi è nata l'occasione del viaggio a Rimini, la volontà di portare anche Ely May (il nostro cane) e il bisogno (o la scusa?) di spezzare il viaggio con una sosta. Ecco lì che La Casa Rossa diventava un posto perfetto. Finalmente, perché valeva davvero la pena. Si tratta di una vecchia cascina di pianura ristrutturata nel pieno rispetto della struttura originaria e arredata con mobili d'una volta. Un luogo fuori dal mondo, immerso nel silenzio della pianura piacentina, e fuori dal tempo.
 Sirens, il nuovo singolo dei Pearl Jam
I Pearl Jam sono uno dei miei gruppi preferiti. Sono un po' come quegli amici che ti accompagnano fin dai tempi del liceo, che magari perdi un po' di vista, ma che - non appena li ritrovi - è come se non avessi mai lasciato. Ecco. Non ascoltavo i Pearl Jam da anni, ora è come se fossi tornata negli anni '90, con i Doc Martens e le camicie a quadri. 
 I pomodorini confit
Come ben saprete, da quando mio marito si è appassionato all'agricoltura, sono periodicamente vittima di invasioni vegetali. C'è stato il periodo delle zucchine, quello dei fagiolini, dei lamponi, dei peperoni e via di seguito. Beh, il confit mi ha aiutato ad affrontare quella dei pomodorini. Un po' di gusti, un filo d'olio, forno e poi via sott'olio. Gioia.
Di questo film ho già scritto nella mia ultima wishlist. Dio, che bello. Dio, che bravi. E che musica.
Lo smalto Luxedo di Essie
Forse nero, forse viola, forse marrone. Forse tutto questo insieme. Non posso più stare senza.
E voi che mi dite? Quali sono state le vostre passioni di settembre?