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mercoledì 3 dicembre 2014

Due anni di blog e un immenso grazie!


Come detto la scorsa settimana, questo blog ha compiuto due anni. Due anni sono davvero pochi, ma questo blog mi sembra di averlo da sempre. Se mi guardo indietro, non riesco a ricordarmi come fosse la mia vita senza. Un po' più vuota, sicuramente. Anche un po' meno bella, senza dubbio. E non smetterò mai di ringraziare il destino, per questo.

Sapete com'è nato questo blog? Non credo di averlo mai raccontato. Era il lontano 2012, praticamente una vita fa, ed io ero negli Stati Uniti, persa a godermi uno dei viaggi più belli mai fatti. Condividevo su Instagram le foto di quei giorni e s'era creato un dialogo quasi quotidiano con Camilla di Zelda was a writer, che metteva like e commentava le mie foto. Finché un giorno non mi ha chiesto: "perché non racconti il tuo viaggio su Zelda?". Dopo aver ballato da sola nella stanza, fatto quattro urletti di gioia al cane, saltellato qua e là a caso per la casa, le ho risposto di sì, mandandole di getto il mio racconto degli Stati Uniti, che si è poi trasformato in una serie di post per il mio blog preferito (ancora non ci credo, se ci ripenso). E il fatto che Camilla avesse apprezzato quello che scrivevo, mi ha spinta ad andare su blogger, digitare A casa di Cindy come nome del blog e cominciare a scrivere. Senza più smettere, poveri voi. 

L'elenco delle cose belle che mi ha portato questo blog è pressoché infinito. La cosa più importante, quella per la quale non smetterò mai di ringraziare il destino e la fortuna, sono le meravigliose persone che ho conosciuto. Persone che riconosci come uguali, sorelle che non pensavi di avere, amiche che completano frasi da te iniziate, esattamente come avresti fatto tu, persone diverse da te e per questo incredibilmente ispiranti, contatti virtuali che si sono trasformati in abbracci, caffè, sorrisi, regali, lacrime di commozione, risate a crepapelle, panini condivisi, messaggi veloci per dire t'ho pensata, viaggi per conoscersi, tempo, energia, magia. Ognuna di queste cose ha un suo posto ben preciso nel mio cuore e non ne uscirà più.

Poi ci sono le persone silenziose, quelle che non pensi che ci siano perché non commentano, né ti scrivono, né si palesano. Ma che, quando meno te l'aspetti, ti mandano messaggi pieni di affetto e ti lasciano senza parole. Con questo post volevo dire grazie a tutti quelli che mi leggono e soprattutto a quelle persone lì, quelle che ci sono anche se non sembra. E grazie a coloro che, spinte dall'idea del Secret Santa, mi hanno scritto con entusiasmo e mi hanno dedicato parole bellissime.

Perché la sapete una cosa? Fino alla scorsa settimana, prima di iniziare l'avventura del Secret Santa, io questo blog stavo pensando seriamente di chiuderlo. Sto attraversando un periodo un po' difficile e per qualche motivo sentivo di non avere più niente da dire, mi sembrava di scrivere solo banalità, le statistiche di lettura stavano scendendo, mi stavo chiedendo se avesse ancora senso continuare a parlare di me. Ma grazie a voi mi son detta che sì, forse continuare a scrivere aveva un senso. Per me, per voi, semplicemente per stare insieme. Che poi è sempre, banalmente, la cosa più importante. Quindi, grazie, di cuore e, mannaggia a voi, vi toccherà leggermi ancora per un po'. 

lunedì 27 ottobre 2014

51/52 e rieccomi qui


Ma ciao, amici cari! Sono tornata. Ultimamente sono stata pesantemente assente da questo blog e mi dispiace davvero tantissimo. Purtroppo, la quotidianità mi travolge, il lavoro mi assorbe e la vita mi chiede di essere più presente altrove e meno qui, dove peraltro si sta così bene. Non so bene che piega prenderà il blog, ma ho deciso di praticare la curiosità per il futuro, quindi stiamo a vedere. Fino a qualche mese fa, facevo di tutto per pubblicare post almeno due/tre volte alla settimana, mi inventavo rubriche, seguivo tutto con grande costanza. Adesso non ci riesco più e riuscirò a farlo sempre meno in futuro, quindi il piano editoriale di questo blog assumerà una gioiosa modalità "ad cazzum". Vedremo dove questo ci porterà. 

Quello che è sicuro è che questo blog diventerà sempre di più casa di Cindy, nel senso che lo userò di più per raccontarvi i fatti miei e sicuramente meno per recensioni, interviste e cose varie. Meno magazine e più diario, per usare una frase da blogger seria. In realtà, parole a fiumi, cazzeggio e vita varia. Casa mia, insomma. Spero che avrete sempre voglia di passare di qui e prendervi una buona tazza di tè qui da me. Ho anche acceso la stufa a legna, quindi vi garantisco che si sta alla grande. Non lo sentite il teporino?

Detto questo, come state? Io sto abbastanza bene, grazie! Continuo a essere preda dell'ansia e della disperata voglia di essere altrove, ma la sto tenendo a bada. Credo che sia perché l'autunno è una stagione meravigliosa e ultimamente è stata addirittura splendida e questo mi ha regalato una grande energia. Vedremo cosa succederà con l'arrivo dell'inverno. Ma ci sono un po' di cose che mi andava di raccontarvi ed eccovele qui:

- ho letto tre libri diversissimi, ultimamente, e li ho adorati tutti in egual maniera. Ho letto il libro di Jessica Fox, consigliato da Zelda in questo post, annegando nella nostalgia per la Scozia, poi sono passata ai diari di Kiki de Montparnasse, libro regalatomi dalla mia amata amica Valeria, immergendomi nella Parigi d'inizio '900, e ora sono assorbita dall'autobiografia di Agassi. La sto letteralmente divorando, è un libro bellissimo! Se non l'avete ancora fatto, leggetelo subito, adesso, immediatamente. Io arrivo sempre un po' tardi e sicuramente lo avrete già fatto, ma se così non fosse, correte. Non ve ne pentirete.

- mi sono finalmente innamorata del Kindle. Lo avevo da un anno e lo guardavo con sospetto. Lo usavo con una certa ritrosia e un filo di snobismo. Poi mi sono lasciata conquistare ed è una favola, comodo, perfetto per leggere a letto tutti accoccolati sotto le coperte tenendo fuori unicamente il ditino per cambiare pagina. Ma le vecchie abitudini mica si perdono così facilmente e, per controbilanciare, ho comperato tre libri usati, che non si pensi che io abbandoni la carta, eh. 

- uno dei libri usati che ho comperato è Marcovaldo. Voglio rileggere tutto Calvino e ho deciso di ripartire da lì. E sì, Marcovaldo non lo avevo, chissà che fine ha fatto la mia copia delle medie. O meglio, l'avrò mai avuta, boh?

- dopo aver dichiarato "basta, la televisione non la guardo più", mi sono fatta conquistare da due programmi e ne sono felice: Pechino Express, che ho cominciato a guardare una sera per noia e non ho più lasciato perché mi ha risvegliato una gran voglia di Asia e di zaino in spalla, e XFactor, che non avevo mai preso in considerazione, e che guardo solo perché amo i giudici, tutti e quattro. Per me potrebbero pure fare un programma solo loro, chissenefrega delle canzoni e dei concorrenti. 

- che ho comperato l'ennesimo paio di zoccoletti svedesi ve l'avevo già detto, vero? Mi riempiono di gioia, che ci devo fare?

- mi sono iscritta a un corso online, tenuto da una delle tante super guru americane di business e life coaching, che mi ha stupita con un ragionamento tanto semplice quanto geniale (almeno per me): invece di guardare con paura al futuro, perché non farlo con curiosità? Perché non chiedersi chi si diventerà, dove ci porterà una certa strada, quale vita saremo in grado di costruire? Eh, già, perché no? Perché ho passato tutto 'sto tempo unicamente a preoccuparmi, eh? Non so se riuscirò a cambiare e a non farmi prendere dall'ansia, ma questo nuovo atteggiamento mi piace tantissimo.

E voi, cosa avete fatto ultimamente? 

lunedì 30 dicembre 2013

Le cose belle del mese: Dicembre


Carissimi, che vi devo dire, "anche questo Natale se lo semo levato dalle...ehm". Ecco, il Natale è andato, sono sopravvissuta (a fatica) alla solita due giorni gastronomica a casa dei miei suoceri e mi godo qualche giorno di relax in attesa del Capodanno. Sto lentamente smaltendo la catasta di giornali che avevo ammassato nei mesi scorsi, ritaglio ricette che non cucinerò mai, passo ore su Pinterest, guardo la sesta serie di Dexter e metto a dura prova i cuscini del divano. Si fa vacanza vera, insomma. Ma dicembre sta finendo ed è arrivato il momento di fare la lista di cose belle. Here we go!

Il progetto Ptit su Instagram
Credo che ormai sia il terzo anno che partecipo a questo progetto e lo faccio con sempre maggiore entusiasmo. Il progetto - per quei pochi che non lo conoscono - prevede di condividere quotidianamente, per tutto il mese di dicembre, uno scatto magico e speciale. Ptit mi piace perché permette, ogni giorno, di fermarsi a pensare ai momenti che stiamo vivendo, rendendoli preziosi, siano essi l'incontro con un amico che non si vede da tempo, un tramonto, una nuova esperienza, oppure, molto più semplicemente, una tazza di tè caldo o un'ora di relax davanti al fuoco. Si tratta di una continua ricerca della bellezza delle piccole cose ed è per questo che amo questo progetto così tanto.

Il 2013 verrà ricordato come l'anno in cui ho scoperto Wes Anderson e ho immediatamente deciso che è uno dei miei registi preferiti. Dopo l'innamoramento per i Tenenbaum, lo scorso mese, l'amore si è consolidato pochi giorni fa con questo meraviglioso film, che racconta la storia di una fuga d'amore di due ragazzini. Ho adorato i due piccoli protagonisti e tutti gli altri personaggi, assurdi e stralunati come sempre, la dolcezza della storia e l'inconfondibile maniera di raccontarla. Dedicherò il prossimo anno a recuperare il tempo perduto, guardando tutti i suoi film, anche per rispondere a una domanda che mi incuriosisce: ma in ogni film di Wes Anderson muore un cane in maniera crudele?


Aosta
Pochi giorni prima di Natale, siamo andati a passare un fine settimana ad Aosta con amici. C'è qualcosa di meglio, per vivere l'atmosfera natalizia, di passare un po' di tempo in montagna? Credo proprio di no. E basta davvero poco: la vista delle montagne innevate, il vin brulè bevuto ai mercatini di Natale, la polenta, il freddo pungente e una sera al ristorante Bjork, dove ti sembra di fare un tuffo in Svezia, con il glogg, le luci delle candele ovunque e i biscottini di zenzero. Questo sì che è Natale.


La playlist anni '80
Non sono molto religiosa, lo confesso, e per me il Natale è soprattutto una festa pagana. Perdonatemi, vi prego, ma adoro l'atmosfera, i pacchettini, le luci dell'albero di Natale, gli abbracci con gli amici e la famiglia e...la musica. No, dico, ma quanto sono belle le canzoni natalizie? Io le amo tanto e conservo con cura la playlist con le mie canzoni preferite. Solitamente, le canzoni che più amo sono quelle anni '50, Dean Martin, Perry Como, Ella Fitzgerald, Bing Crosby, mentre quest'anno ho avuto una regressione all'adolescenza e ho ascoltato solo le canzoni dei miei quattordici anni: Band Aid, Wham!, Pogues e così via. Saranno i quaranta, ma il Natale di quest'anno, musicalmente, è stato tutto un ripensare ai lucidalabbra con i brillantini in omaggio con Cioè e alla postina di Naj-Oleari che non ho mai avuto (è un trauma dal quale non riuscirò mai a uscire).

Il Kindle
Babbo Natale, nelle vesti di mio marito, quest'anno mi ha portato il Kindle. E mi ha fatta tanto felice. Ora, credo lo sappiate, io ho una fissazione totale per i libri. Ne leggo molti (sempre troppo pochi, comunque), ne compro troppi (penso di avere due ripiani della libreria pieni di libri ancora da leggere) e ho con loro un rapporto fisico. Ma il tempo passa, il mondo cambia e a volte i libri non vengono stampati. Spesso i libri escono solo in formato ebook e io non avevo modo di leggerli, se non rompendomi gli occhi sul PC. Beh, diciamocelo, non potevo più vivere senza il Kindle, non credete anche voi? Comunque, quel sant'uomo di mio marito me lo ha regalato e la prima cosa bella è stata la possibilità di leggere il libro di un'amica, che avevo sul PC da tempo e non riuscivo mai a leggere. Quindi, viva la tecnologia (eh, nel frattempo ho comunque comperato due libri cartacei. A certi piaceri non si rinuncia!).

Gli Smiths sono la mia religione, no? Ormai vi ho sfiniti fino alla nausea con 'sta storia della mia passione per gli Smiths, lo so, abbiate pietà. Beh, insomma, tutto questo per dire che non potevo non leggere l'autobiografia di Morrissey. Me la sono regalata per Natale e la sto leggendo in questi giorni. Che dire, gente? Quest'uomo è davvero un poeta. Racconta una Manchester grigia e triste, fatta di scuole tetre, piene di odio e risentimento (insomma, si capisce perfettamente da dove viene tutto il dolore presente testi degli Smiths), un mondo cupo dove l'unica consolazione è la musica, il tutto ovviamente descritto in maniera superba, con frasi complesse e smpre poetiche. Morrissey descrive il suo incontro con David Bowie così: "smiling keenly, he accepts the note of a dull schoolboy whose overblown soul is more ablaze than the school blazer he wears, and thus I touch the hand of this inexplicably liberating reformer; he, a Wildean visionary about to re-mold England, and I, a spectacle of suffering in a blue school uniform." E niente, io mi emoziono.

venerdì 13 dicembre 2013

La lista di Natale - seconda parte

Buongiorno! Ecco la meravigliosa seconda parte della meravigliosa lista dei negozi dove acquistare i regali di Natale. Come per la prima parte, l'unico e solo principio che regola questo elenco è che si tratta esclusivamente di negozi online, dietro a cui si celano persone belle e che vendono prodotti fatti con le loro mani. E che potete seguire su Instagram. Ciò detto, eccovi la seconda parte della lista dei negozi più belli del mondo. Natale è dietro l'angolo, correte a comperare! E ripetete con me, abbasso il centro commerciale! ;-)
Zelda was a writer
Come si fa a non amare Camilla di Zelda was a writer? Lei è tutto un mondo di creatività, intelligenza e simpatia. Una persona con tanti sogni, che lavora duro quotidianamente per realizzarli. Una persona bella e bella vera, come ce ne sono poche. E, nel suo magico "delirio" di creatività, Camilla si è inventata dei taccuini realizzati a mano, che trovate in vendita su A little market, per realizzare un suo sogno e aiutare voi a realizzare i vostri. No, dico, vogliamo mica rinunciare a questi taccuini magici, eh?



La sartoria dei confetti
Su Instagram Federica è una vera e propria star e se lo merita alla grande, perché realizza piccoli oggetti pieni di bellezza e poesia. Nel negozio di Federica trovate portachiavi, tovagliette, pochette, borse, giocattoli e alcuni capi di abbigliamento. Mi ha attratta, molto tempo fa, grazie al portachiavi dedicato a Instagram e definitivamente conquistata con le sue gonne stilosissime. Ne devo avere UNA (messaggio poco velato indirizzato a mio marito).



Una nuvola
Del negozio di Claudia vi avevo già parlato in una wishlist, tempo fa, e ci tengo a farlo ancora perché le sue cose mi piacciono da matti. Claudia realizza dei gioiellini semplici e delicati, orecchini, collane e bracciali con gufi, gatti, stelline, bottoni e cuoricini. Dolci, ma pieni di stile. Io ho comperato da lei una collana, quest'estate, che adoro.



Pupi di pezza
Pupi di pezza è il negozio di Roberta e dentro ci trovate un sacco di roba, diciamocelo, fighissima. T-shirt, bracciali, i pupi che danno nome al negozio e poi la cosa che mi attira di più: le magliette e etichette personalizzate come si desidera. Se mai sceglierò un logo di A casa di Cindy, mi farò subito fare la maglietta da lei, chevvelodicoaffare! Tra l'altro, nello scrivere questo post, ho scoperto che Roberta ha anche un negozio su Etsy e lì ci sono anche timbri, washi tape e altre cose belle belle



Gaia Segattini
Signore e signori, ecco a voi un'altra star. Lei è brava, bravissima, immensa. La conoscerete sicuramente tutti, ma magari laggiù da qualche parte c'è ancora qualcuno che non sa chi sia e allora ci tengo a raccontare di lei. Gaia è la regina dell'handmade, tiene corsi, scrive libri, è un'ispirazione continua. La cosa che più mi piace di lei è che crea accessori all'uncinetto assolutamente contemporanei e di tendenza (ho un suo cappello con il teschio che ogni volta suscita commenti ammirati). Anche Gaia la trovate su A little market, dove vende collane e bellissime fasce gattose.



E buoni regali a tutti!

lunedì 7 ottobre 2013

Una nuova rubrica



Viaggiare. Se dovessi scegliere un'unica passione che mi descriva, beh sarebbe sicuramente viaggiare. Viaggiare mi tiene viva, mi fa superare i momenti bui, mi rende la vita più bella. Se credo di poter rinunciare (a fatica) alla lettura, alla musica, alla cucina e a tutte le altre mie passioni, penso che dover rinunciare a viaggiare mi farebbe diventare una donna grigia e triste. Non riesco a farne a meno, che sia un piccolo viaggio a scoprire un paesino mai visto a pochi chilometri da casa oppure il lungo viaggio dall'altra parte del mondo. Non posso stare senza il bisogno di scoprire un posto nuovo. Proprio non riesco.
Cosa mi piace del viaggiare? La cosa più entusiasmante del viaggio è il viaggio stesso, perdonatemi la banalità. Il momento che più amo è quando ci si lascia alle spalle un posto, si riflette su quello che si è visto, si fanno sedimentare le emozioni, si metabolizzano le novità e, nel frattempo, ci si prepara alla meta successiva, godendosi lo spostamento nel frattempo. Questo è il motivo per cui preferisco i viaggi itineranti, anche se non è che si possono fare proprio sempre e quindi mi tengo buona con brevi weekend a visitare le città. Del viaggio non mi piace il tornare, ma mi piace guardare dentro me stessa e vedere come il viaggio mi ha cambiata, arricchita, resa (spero) migliore.
Il primo viaggio con la V maiuscola è stato in Messico. Tre settimane con lo zaino in spalla, da Città del Messico fino allo Yucatan. La mia prima esperienza lontano dalle sicurezze di casa mia, del mio paese e del mio mondo occidentale (che poi il Messico non è mica il terzo mondo, eh). Un'avventura a contatto con strade polverose, cibi sconosciuti, caldo torrido, cucarachas che spuntavano da ogni dove, la maledizione di Montezuma, formiche nel letto e nello zucchero al bar, povertà, caos, stordimento, innamoramento. Dopo un viaggio del genere sarei potuta tornare pensando "non lo voglio fare mai più", mentre invece sono arrivata a casa con la voglia immediata di ripartire. Sporco, caldo, malesseri, who cares?
L'ultimo viaggio è stato di tutt'altro genere. Un viaggio on the road negli Stati Uniti, quello che vi ho raccontato lo scorso anno su Zelda was a writer. Tutt'altro genere di avventura, in un posto conosciuto, amato, con certe comodità, non senza momenti di disagio (non vi ho mai detto dei due ragazzini fatti di crack alla cassa di un distributore? Io, loro, il cassiere e basta? Temevo si potesse trasformare in un film di Tarantino), con tanta stanchezza sulle spalle ma con gli occhi pieni di meraviglia per panorami che non credevo possibili. In mezzo a questi due viaggi, ci sono stati tanti altri viaggi, ognuno a suo modo speciale. Non esiste una destinazione che non abbia amato, nessun luogo che non mi abbia insegnato qualcosa. E poi ci sono quelli del futuro, speriamo, l'Islanda, il Vietnam, il Libano, il Ladakh, il Marocco e altri che ancora neppure sogno. Dio, che bello questo mondo così grande.
Tutto questo per dirvi che, a partire da lunedì prossimo, questo blog ospiterà una nuova rubrica. Parlerà di viaggi e la terrà la mia amica Daria, della quale avete già letto la wishlist. Daria scrive da Dio e tempo fa le ho chiesto se avesse avuto voglia di scrivere per questo blog. Quando lei mi ha risposto affermativamente, dicendo che avrebbe parlato di viaggi, ho capito che questa rubrica sarebbe stata favolosa. Perché? Perché per Daria è già un lungo viaggio alzarsi dal divano e andare in cucina a prepararsi un panino. E infatti questa sarà una rubrica di unconventional travelling, si parlerà di viaggi musicali, letterari, di sogni, di ispirazioni derivanti da luoghi lontani, del fascino dei racconti di viaggio altrui. In onore della mia passione per il tè e di quella di Daria per la musica, la rubrica si chiamerà Tea for Two. Spero vogliate unirvi a noi in questo viaggio, vi assicuro che sarà speciale.

venerdì 23 agosto 2013

La wishlist degli ospiti: Raffaella

Ho conosciuto Raffaella tramite quel meraviglioso aggregatore di bellezza che è Zelda was a writer. Lei aveva scritto un post illuminante sulla speranza, sulla volontà di sognare e sulla necessità di lottare per portare la bellezza nella propria vita. Pochi giorni dopo l'aver scritto questo post, Raffaella mi ha contattata con un messaggio spiazzante e coinvolgente. Da lì è nato uno scambio di messaggi, link, idee, una connessione virtuale che, pochi giorni fa, si è trasformata in un contatto reale, vero, fatto di abbracci, risate e sguardi di intesa. Eh sì, io e Raffaella alla fine ci siamo conosciute. Ed è per regali come questo che amo il mio blog ogni giorno di più.
Cindy ed io un giorno ci incontreremo davvero. Credo che le regalerò la squisita composta alle ciliegie delle colline piemontesi che frequento ultimamente. Lei invece forse mi farà assaggiare uno dei suoi dolcini (che ogni volta che leggo l'intro del suo blog mi lecco i baffi alla sola idea). Il blog di Cindy è una di quelle belle scoperte virtuali per cui il perdersi via a navigare sul web è davvero tempo ben speso.
Una delle ragioni per cui non ho mai voluto creare un mio blog personale (oltre alla mia incostanza nel portare avanti le cose) è che ne esistono già di così utili e belli che praticamente non mi serve altro. Quando poi mi capitano delle occasioni come questa, in cui vengo ospitata per condividere una wishlist, allora sono proprio felice!
Ecco a voi alcuni dei miei recenti desideri:
Il porta dentini da latte di Paolo Chiari
E' un 'must-have' se si hanno dei bambini. L'ho capito quando mia figlia Vera mi ha detto portandomi orgogliosa il suo dentino da latte appena caduto: "Mamma ma quando diventerò grande mi cresceranno i dentini da caffè?".

Olmo l'armadio
Olmo è un armadio dipinto degli anni '50. L'ho battezzato così perché se i mobili Ikea hanno tutti un nome in onore dei loro designer, Olmo non è da meno. Arriva da un mercatino torinese ed è stato amore a prima vista. Amo questo suo paesaggio bucolico, il ragazzo che suona sotto il grande albero (un olmo credo), il villaggio che si intravede in lontananza, l'effetto trompe-l'oeil e la magia del vissuto che avvolge le cose vintage. Tutte le settimane andavo a trovarlo nel mercatino con la speranza che nessuno l'avesse comprato. Dovevo attendere che il prezzo venisse ridotto alla portata delle mie tasche. Dopo ben sette mesi di corteggiamento silenzioso Olmo è diventato mio!


Gli Strandkorb (i cestini da spiaggia)
Ora dite quello che volete, ma io con un cestino da spiaggia del genere sarei a posto per tutta la vita.


Buona estate a tutti e un abbraccio grande e blu come il mare!

Non vedevo l'ora che tornasse il momento della wishlist: io mi diverto da matti a scriverla e adoro leggere quelle che mi mandate. Inizialmente, nella mia precisione maniacale, avevo deciso di pubblicarne una al mese, ma non ho pazienza, ho voglia di leggerle e pubblicarle. Quindi mandate, mandate, mandate così io pubblico. Forza, è così bello sognare tutti insieme!
PS: la prossima settimana ci attende un'altra wishlist da favola, io vi avviso!

mercoledì 24 luglio 2013

Le mie interviste su Manfrotto Imagine More

Ricordate quando sono stata a trovare Camilla di Zelda was a writer? Ci siamo incontrate ad aprile, abbiamo passeggiato per Milano e ci siamo raccontate un po' di vita tra una birra e un cheeseburger. Io le stavo parlando della mia condizione di disoccupata/cassintegrata/mobilitata e di quanto sia restia nel cercare un lavoro d'ufficio come quello che avevo prima, perché alla ricerca di qualcosa di più adatto a me, quando lei mi ha chiesto: "ma tu cosa vorresti fare?". Ricordo di aver risposto con una battuta, un po' ho tergiversato, un po' ho cambiato discorso, un po' ho detto che non sapevo. Insomma, una marea di parole a nascondere il mio vero sogno, di cui mi vergogno. Eh, sì. Come faccio a dire oggi, nel 2013, alla tenera età di quarant'anni, che il mio sogno è quello di scrivere? Quanti di voi si metterebbero a ridere? Quanti di voi scuoterebbero la testa con disapprovazione? Quanti di voi penserebbero "povera illusa"? Ecco, appunto.
Durante il viaggio di ritorno, in treno, ho ripensato tanto alla domanda di Camilla e alla mia reazione. Arrivata a casa, le ho scritto una mail lunghissima, raccontandole quello che non ero riuscita a dire a voce. E lei mi ha risposto con la sua solita grande saggezza, dicendomi che i sogni vanno chiamati a gran voce e che spesso si può arrivare a un sogno percorrendo strade secondarie, deviando un po' dalla strada principale, aggiustando un po' il tiro. Ora non so cosa deciderò di fare, quale strada imboccherò, se mai riuscirò a realizzare il mio sogno, ma sono felice di aver finalmente trovato quel sogno e aver avuto la forza di dichiararlo al mondo (sono una gran puntuale nella quotidianità, ma arrivo sempre in ritardo nelle grandi cose della vita). Magari domani tornerò a lavorare per un'azienda, magari aprirò un negozio, magari inizierò un'attività di altro tipo, magari invece riuscirò a scrivere. Chissà. Per me è già un gran risultato aver trovato il coraggio di scrivere questo post e comunicare al mondo un sogno.
La sera dello stesso giorno in cui ho incontrato Camilla, tornata a casa, ho trovato ad attendermi un'email con una grandissima sorpresa: la Manfrotto, l'azienda di attrezzature fotografiche e del blog Manfrotto Imagine More,  mi scriveva di aver accettato la mia proposta di guest blogging. Li avevo contattati dopo aver visto una loro ricerca di collaboratori e ho proposto loro alcune interviste a fotografi che usano il blog per comunicare il proprio lavoro. Leggo blog dalla notte dei tempi, ho sempre amato la fotografia e da tempo cercavo il modo di descrivere questa stretta relazione esistente tra foto e blogging. Avevo pensato di farlo qui, in questo blog, ma farlo per la Manfrotto ha avuto tutto un altro sapore. Ed è stata la mia prima vera e propria collaborazione lavorativa. Che gran soddisfazione, non avete idea. Magari rimarrà per sempre l'unica mia attività di questo tipo, ma che gran soddisfazione lo stesso. E che gran divertimento! Ho contattato alcuni dei miei miti assoluti in termini di fotografia e blogging e ho avuto il grandissimo onore di intervistarli e intrattenere con loro un po' di conversazioni via email. Un'esperienza bellissima.
(photo courtesy of Jeanine Stewart)
La prima fotografa che ho intervistato è Jeanine Stewart. Leggo il suo blog da tempo, ormai, e ho seguito da lontano la meravigliosa storia d'amore che l'ha portata a trasferirsi dal Canada a Londra. Ne ho seguito i momenti belli, quelli di sconforto, quelli più bui, le vette d'entusiasmo e i picchi di dolore, ammirando sempre la sua capacità di mettersi a nudo e di condividere anche le cose più intime. Jeanine è una persona speciale, ne sono convinta, le sue parole e le sue foto lo testimoniano in maniera inequivocabile. E poi mi ha fatto conoscere gli Arcade Fire, le devo momenti di gioia pura.
(photo courtesy of Andrea Scher)
La seconda intervista l'ho dedicata ad Andrea Scher, la blogger che in assoluto seguo da più tempo e l'unica, tra gli intervistati, che conosco di persona. Leggo Andrea dal 2004 e ancora oggi non smetto di stupirmi dell'energia che riesce a trasmettere con le sue parole. Anche Andrea ha attraversato momenti veramente difficili, ma non si è mai nascosta, non è mai fuggita, ha usato il blog come una sorta di terapia e ha combattuto le proprie debolezze parlandone. Le sue foto sono un tripudio di colore e di vita, così come è lei. Il pomeriggio che abbiamo passato insieme a San Francisco rimarrà per sempre un ricordo speciale. 
(photo courtesy of Brian Ferry)
Quindi ho intervistato Brian Ferry. Giuro di aver avuto vera e propria ansia nel contattarlo, presa da timore reverenziale, perché Brian è veramente una star. Grazie al blog, è riuscito a trasformare una passione in un lavoro a tempo pieno e adesso lavora per marchi del calibro di Starbucks, Ralph Lauren, Martha Stewart Living, Citizens of Humanity e altri. Credevo non rispondesse neppure alla mia email, invece è stato il primo a farlo e quello che ha dedicato più tempo a rispondere alle domande. Mi ha scritto così tanto che purtroppo sono stata costretta a tagliare l'intervista per esigenze di pubblicazione. Ed era così bella, mannaggia. Comunque, Brian è un fotografo eccezionale, una gran persona e un grandissimo amante della musica. A lui devo i Mumford and Sons, che vi devo dire.
(photo courtesy of Olivia Rae James)
L'ultima intervista che ho fatto è quella a Olivia Rae James. Ho scoperto Olivia e il suo blog da pochissimo ed è stato amore a prima vista. Folgorata da queste immagini sognanti, piene di poesia e di incanto, tanto da spingermi a voler visitare Charleston, la città dove lei vive, perché vista con i suoi occhi sembra di una bellezza senza precedenti. Olivia racconta di passeggiate in bicicletta, di tramonti, di cene all'aperto in compagnia, di una quotidianità raccontata con la gioia per le piccole cose, dove anche le cose più semplici sembrano cariche di meraviglia. E per riuscire in questo ci vuole davvero un gran talento.
Questo è il mio modesto racconto di questo bellissimo progetto, che è stato anche un gran regalo. Se vi va di leggere le interviste e dirmi cosa ne pensate, mi farebbe davvero piacere. Se vi va di dare un'occhiata ai blog dei fotografi, se ancora non li conoscete, vi garantisco che non ve ne pentirete. Parola di Cindy. 

martedì 21 maggio 2013

Oggi vi porto a San Diego.


Oggi sono su Zelda con l'ultima puntata del mio bellissimo viaggio in America. Sono felice di averne potuto scrivere per Zelda perché, oltre al grande onore di essere guest blogger su un blog tanto speciale, ho rivissuto l'intero viaggio ed è un po' come se lo avessi fatto due volte. Adesso i ricordi sbiadiranno un po', ma le emozioni rimarranno nel cuore. E sarà quasi ora di ripartire!

mercoledì 24 aprile 2013

15/52 e una giornata con Zelda.


Ieri ho passato la giornata con Camilla di Zelda was a writer ed è stato meraviglioso (peraltro, non avevo nessun dubbio in proposito). Come avevo già scritto qui, amo Internet per le sue infinite possibilità, ma soprattutto per l'opportunità di entrare in contatto con persone che condividono con me scelte, interessi, sensibilità e passioni. Ovviamente, la cosa più bella è poi trasferire questi contatti virtuali nella vita reale. Parlarsi, ridere, riconoscersi, trovarsi, entusiasmarsi. Quindi grazie. Grazie a internet, ai social network, a questo blog e ai mille altri che seguo e, soprattutto, grazie alle persone che animano questi strumenti virtuali. E grazie a Camilla, ovviamente. Per avermi chiesto di scrivere per Zelda e per mille altre cose, lei neppure immagina quante! Poi ieri è successa una cosa bellissima legata a questo blog e quindi grazie anche per l'energia positiva ha messo in moto.
(Ovviamente, Camilla parla di tutto questo molto meglio di me qui)

mercoledì 17 aprile 2013

Il più bel giorno del mese: sono su Zelda!


Oggi torno su Zelda, per raccontare la penultima tappa del favoloso viaggio americano fatto lo scorso anno: Palm Springs. Il posto più caldo che abbia mai visitato, l'hotel più bello dove abbia mai soggiornato.

mercoledì 20 marzo 2013

Oggi sono su Zelda!


Oggi sono ospite di Zelda was a writer, con un'altra puntata del viaggio negli Stati Uniti dello scorso anno. Questa volta si va a Flagstaff, Arizona, un luogo in cui neppure pensavo di fermarmi e che invece è stato il posto che più ho amato di tutto il viaggio. Evviva la serendipità del viaggiare. Evviva il viaggiare, sempre.

mercoledì 13 febbraio 2013

Oggi torno su Zelda!


È arrivato anche il momento della terza puntata del mio viaggio americano, ospitato (con mio grande onore) su Zelda was a writer. Questa volta si va a Santa Fe, luogo che desideravo vedere da tantissimo tempo, forse a causa dei troppi film western visti da bambina con mio papà, e che mi ha conquistata con i suoi colori, il cielo terso da star male e ottimo cibo. La storia e le foto sono qui.

martedì 12 febbraio 2013

La cosa bella del lunedì

Mamma mia, ieri temevo proprio che non ce l'avrei fatta a scrivere questo post. Guarda e riguarda, analizza e rianalizza, non riuscivo proprio a trovare la cosa bella del lunedì, quella per cui valeva la pena di ricordare la giornata e di farsi forza per affrontare la settimana. Ma, alla fine, la cosa bella è arrivata. E come tutte le cose più belle, lo ha fatto inaspettatamente, cogliendomi di sorpresa e lasciandomi a bocca aperta.
Ieri sera, dopo cena, seduta sul divano a scorrere la bacheca di Facebook, vedo questo:
Giuro che mi sono commossa. Ricevere i complimenti da Camilla vale davvero oro, perché il suo blog è meraviglioso e lei scrive benissimo. Quindi è stato un regalo prezioso. Che è arrivato proprio nel momento in cui mi stavo interrogando su che senso avesse questo blog, se il mio bisogno di condivisione potesse interessare a qualcuno o se non provocasse altro che sbadigli e click in alto a destra per chiudere la finestra del browser. Questo messaggio mi ha riempito di fiducia in me stessa (che da queste parti è sempre parecchio carente) e di voglia di andare avanti a scrivere e a condividere. Grazie Camilla!

mercoledì 30 gennaio 2013

3/52 e...Madrid

             

Arrivo all'appuntamento con il 52 Project dopo essere appena rientrata da Madrid e ancora preda di quella classica depressione (di durata variabile a seconda della lunghezza e dell'intensità del viaggio) che mi affligge dopo ogni rientro a casa. Tornata dal viaggio negli USA, a metà ottobre, mi sono curata con l'attesa del concerto dei Black Keys e con il Natale imminente, ora non so cosa mi aiuterà. La primavera? Nah, fuori di sono cumuli di neve grigia e bagnata. La prospettiva di un nuovo viaggio? Uhm, mi sa che per un pò dovrò aspettare, non si vedono possibilità all'orizzonte (tranne le miglia di Alitalia che scadono...forse si vede un po' di luce). Qualche novità sbalorditiva? Direi di no e, visto che ultimamente tutte le news sono state negative, magari va anche bene così. Vabbè, cercherò in qualche modo di uscire da questo stato d'animo cupo in cui penso che altrove è meglio, che è tutto più figo, che tutti sono più felici, che cosa cavolo ci faccio ancora qui, ripetendomi una frase della saggia Camilla: "Siamo sempre e solo di dove vogliamo essere. Il resto è semplice geografia della scusa". Mai parole furono più perfette per descrivere me e la mia situazione. Continuo a lamentarmi di dove vivo, ma non faccio nulla per cambiare le cose. Perché? Ecco qualcosa su cui riflettere.

martedì 15 gennaio 2013

Nuovamente su Zelda


Eccomi un'altra volta su Zelda, per la seconda puntata del mio viaggio americano. Questa volta racconto una tappa che ho amato tantissimo, la Monument Valley, dove mi sono stupita ed emozionata come una bambina davanti alla meraviglia più meravigliosa che abbia mai visto. Non potrò mai ringraziare a sufficienza Camilla, che ha voluto che raccontassi il mio viaggio ai suoi lettori, facendomi rivivere momenti di gioia assoluta.

martedì 8 gennaio 2013

52 Project


Untitled

Ieri Camilla, da cui provengono sempre mille ispirazioni e tanta voglia di fare, ha lanciato l'idea di un 52 Project, ossia la pubblicazione settimanale di una foto legata ad una tematica a scelta. Lei ha scelto come tema le piccole e grandi lezioni della vita, io preferisco darmi come obiettivo unicamente la necessità di SCATTARE e pubblicare una foto. Ogni settimana. Con ritmo e costanza.
La macchina fotografica è stata la mia compagna per tanto tempo, in passato la usavo quasi ogni giorno e fotografavo pressochè ogni cosa. Flickr era la mia seconda casa, seguivo i miei contatti con grande ammirazione e imparavo tantissimo. Poi, complice una nuova casa con un'illuminazione pessima e successivamente l'avvento di Instagram (dove anche la foto più marcia può diventare magica, bastano due trucchetti), mi hanno fatto abbandonare la mia Nikon. Riposa nella sua custodia mesi e mesi, finché non arriva il momento delle vacanze e allora ritorna alla vita. Lei è sempre la solita, ma io con il tempo perdo la dimestichezza, l'abitudine, la complicità e disimparo anche le lezioni più semplici. E allora basta. Devo ritornare a usare la macchina fotografica con costanza. Del resto, uno dei miei propositi per il 2013 non era quello di imparare a fotografare? Quindi, quale miglior progetto di quello di essere obbligati a pubblicare una foto settimanalmente?
Pubblicherò la foto ogni mercoledì, partendo dal prossimo, data fatidica del mio compleanno. Sarò già in ritardo clamoroso rispetto alle settimane dell'anno, ma vedrò come fare a recuperare. La foto che ho pubblicato oggi l'ho scelta perché è una della prime foto che ho cominciato a scattare con consapevolezza e perché è tra la prime ad essere state sottoposte al giudizio di un amico esperto, che mi ha insegnato a vedere quello che fotografavo. Ovviamente è imperfetta, (ma poi ci sarebbe anche tanto da discutere sulla perfezione in fotografia), la tecnica non so neanche dove stia di casa, ma non mi importa. Dice quello che volevo dire.

venerdì 7 dicembre 2012




Ieri è stata una giornata speciale. Ero su Zelda was a writer, mica robetta! Seguo il blog di Camilla con religiosa ammirazione da tempo e quando lei mi ha chiesto di scrivere qualcosa sul mio viaggio negli Stati Uniti, da pubblicare sul blog, mi sono emozionata. Davvero. E mi sono emozionata ancora di più quando, dopo aver letto quello che avevo scritto, mi ha fatto i complimenti e mi ha detto che l'avrebbe pubblicato...i complimenti da Zelda, capito?! I complimenti a me, che non scrivevo più nulla dai tempi del liceo e che pensavo di non essere più in grado di farlo. E invece ieri ho visto l'inizio del mio racconto sul suo blog, insieme alle mie foto e non ho potuto fare alto che sorridere da sola, come una scema, guardando lo schermo del PC. Quello che per tanti può essere solo una sciocchezza, per me è stato un momento di perfezione assoluta. E mi basta questo per continuare a sorridere ancora per un bel po'!