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mercoledì 3 dicembre 2014

Due anni di blog e un immenso grazie!


Come detto la scorsa settimana, questo blog ha compiuto due anni. Due anni sono davvero pochi, ma questo blog mi sembra di averlo da sempre. Se mi guardo indietro, non riesco a ricordarmi come fosse la mia vita senza. Un po' più vuota, sicuramente. Anche un po' meno bella, senza dubbio. E non smetterò mai di ringraziare il destino, per questo.

Sapete com'è nato questo blog? Non credo di averlo mai raccontato. Era il lontano 2012, praticamente una vita fa, ed io ero negli Stati Uniti, persa a godermi uno dei viaggi più belli mai fatti. Condividevo su Instagram le foto di quei giorni e s'era creato un dialogo quasi quotidiano con Camilla di Zelda was a writer, che metteva like e commentava le mie foto. Finché un giorno non mi ha chiesto: "perché non racconti il tuo viaggio su Zelda?". Dopo aver ballato da sola nella stanza, fatto quattro urletti di gioia al cane, saltellato qua e là a caso per la casa, le ho risposto di sì, mandandole di getto il mio racconto degli Stati Uniti, che si è poi trasformato in una serie di post per il mio blog preferito (ancora non ci credo, se ci ripenso). E il fatto che Camilla avesse apprezzato quello che scrivevo, mi ha spinta ad andare su blogger, digitare A casa di Cindy come nome del blog e cominciare a scrivere. Senza più smettere, poveri voi. 

L'elenco delle cose belle che mi ha portato questo blog è pressoché infinito. La cosa più importante, quella per la quale non smetterò mai di ringraziare il destino e la fortuna, sono le meravigliose persone che ho conosciuto. Persone che riconosci come uguali, sorelle che non pensavi di avere, amiche che completano frasi da te iniziate, esattamente come avresti fatto tu, persone diverse da te e per questo incredibilmente ispiranti, contatti virtuali che si sono trasformati in abbracci, caffè, sorrisi, regali, lacrime di commozione, risate a crepapelle, panini condivisi, messaggi veloci per dire t'ho pensata, viaggi per conoscersi, tempo, energia, magia. Ognuna di queste cose ha un suo posto ben preciso nel mio cuore e non ne uscirà più.

Poi ci sono le persone silenziose, quelle che non pensi che ci siano perché non commentano, né ti scrivono, né si palesano. Ma che, quando meno te l'aspetti, ti mandano messaggi pieni di affetto e ti lasciano senza parole. Con questo post volevo dire grazie a tutti quelli che mi leggono e soprattutto a quelle persone lì, quelle che ci sono anche se non sembra. E grazie a coloro che, spinte dall'idea del Secret Santa, mi hanno scritto con entusiasmo e mi hanno dedicato parole bellissime.

Perché la sapete una cosa? Fino alla scorsa settimana, prima di iniziare l'avventura del Secret Santa, io questo blog stavo pensando seriamente di chiuderlo. Sto attraversando un periodo un po' difficile e per qualche motivo sentivo di non avere più niente da dire, mi sembrava di scrivere solo banalità, le statistiche di lettura stavano scendendo, mi stavo chiedendo se avesse ancora senso continuare a parlare di me. Ma grazie a voi mi son detta che sì, forse continuare a scrivere aveva un senso. Per me, per voi, semplicemente per stare insieme. Che poi è sempre, banalmente, la cosa più importante. Quindi, grazie, di cuore e, mannaggia a voi, vi toccherà leggermi ancora per un po'. 

mercoledì 24 luglio 2013

Le mie interviste su Manfrotto Imagine More

Ricordate quando sono stata a trovare Camilla di Zelda was a writer? Ci siamo incontrate ad aprile, abbiamo passeggiato per Milano e ci siamo raccontate un po' di vita tra una birra e un cheeseburger. Io le stavo parlando della mia condizione di disoccupata/cassintegrata/mobilitata e di quanto sia restia nel cercare un lavoro d'ufficio come quello che avevo prima, perché alla ricerca di qualcosa di più adatto a me, quando lei mi ha chiesto: "ma tu cosa vorresti fare?". Ricordo di aver risposto con una battuta, un po' ho tergiversato, un po' ho cambiato discorso, un po' ho detto che non sapevo. Insomma, una marea di parole a nascondere il mio vero sogno, di cui mi vergogno. Eh, sì. Come faccio a dire oggi, nel 2013, alla tenera età di quarant'anni, che il mio sogno è quello di scrivere? Quanti di voi si metterebbero a ridere? Quanti di voi scuoterebbero la testa con disapprovazione? Quanti di voi penserebbero "povera illusa"? Ecco, appunto.
Durante il viaggio di ritorno, in treno, ho ripensato tanto alla domanda di Camilla e alla mia reazione. Arrivata a casa, le ho scritto una mail lunghissima, raccontandole quello che non ero riuscita a dire a voce. E lei mi ha risposto con la sua solita grande saggezza, dicendomi che i sogni vanno chiamati a gran voce e che spesso si può arrivare a un sogno percorrendo strade secondarie, deviando un po' dalla strada principale, aggiustando un po' il tiro. Ora non so cosa deciderò di fare, quale strada imboccherò, se mai riuscirò a realizzare il mio sogno, ma sono felice di aver finalmente trovato quel sogno e aver avuto la forza di dichiararlo al mondo (sono una gran puntuale nella quotidianità, ma arrivo sempre in ritardo nelle grandi cose della vita). Magari domani tornerò a lavorare per un'azienda, magari aprirò un negozio, magari inizierò un'attività di altro tipo, magari invece riuscirò a scrivere. Chissà. Per me è già un gran risultato aver trovato il coraggio di scrivere questo post e comunicare al mondo un sogno.
La sera dello stesso giorno in cui ho incontrato Camilla, tornata a casa, ho trovato ad attendermi un'email con una grandissima sorpresa: la Manfrotto, l'azienda di attrezzature fotografiche e del blog Manfrotto Imagine More,  mi scriveva di aver accettato la mia proposta di guest blogging. Li avevo contattati dopo aver visto una loro ricerca di collaboratori e ho proposto loro alcune interviste a fotografi che usano il blog per comunicare il proprio lavoro. Leggo blog dalla notte dei tempi, ho sempre amato la fotografia e da tempo cercavo il modo di descrivere questa stretta relazione esistente tra foto e blogging. Avevo pensato di farlo qui, in questo blog, ma farlo per la Manfrotto ha avuto tutto un altro sapore. Ed è stata la mia prima vera e propria collaborazione lavorativa. Che gran soddisfazione, non avete idea. Magari rimarrà per sempre l'unica mia attività di questo tipo, ma che gran soddisfazione lo stesso. E che gran divertimento! Ho contattato alcuni dei miei miti assoluti in termini di fotografia e blogging e ho avuto il grandissimo onore di intervistarli e intrattenere con loro un po' di conversazioni via email. Un'esperienza bellissima.
(photo courtesy of Jeanine Stewart)
La prima fotografa che ho intervistato è Jeanine Stewart. Leggo il suo blog da tempo, ormai, e ho seguito da lontano la meravigliosa storia d'amore che l'ha portata a trasferirsi dal Canada a Londra. Ne ho seguito i momenti belli, quelli di sconforto, quelli più bui, le vette d'entusiasmo e i picchi di dolore, ammirando sempre la sua capacità di mettersi a nudo e di condividere anche le cose più intime. Jeanine è una persona speciale, ne sono convinta, le sue parole e le sue foto lo testimoniano in maniera inequivocabile. E poi mi ha fatto conoscere gli Arcade Fire, le devo momenti di gioia pura.
(photo courtesy of Andrea Scher)
La seconda intervista l'ho dedicata ad Andrea Scher, la blogger che in assoluto seguo da più tempo e l'unica, tra gli intervistati, che conosco di persona. Leggo Andrea dal 2004 e ancora oggi non smetto di stupirmi dell'energia che riesce a trasmettere con le sue parole. Anche Andrea ha attraversato momenti veramente difficili, ma non si è mai nascosta, non è mai fuggita, ha usato il blog come una sorta di terapia e ha combattuto le proprie debolezze parlandone. Le sue foto sono un tripudio di colore e di vita, così come è lei. Il pomeriggio che abbiamo passato insieme a San Francisco rimarrà per sempre un ricordo speciale. 
(photo courtesy of Brian Ferry)
Quindi ho intervistato Brian Ferry. Giuro di aver avuto vera e propria ansia nel contattarlo, presa da timore reverenziale, perché Brian è veramente una star. Grazie al blog, è riuscito a trasformare una passione in un lavoro a tempo pieno e adesso lavora per marchi del calibro di Starbucks, Ralph Lauren, Martha Stewart Living, Citizens of Humanity e altri. Credevo non rispondesse neppure alla mia email, invece è stato il primo a farlo e quello che ha dedicato più tempo a rispondere alle domande. Mi ha scritto così tanto che purtroppo sono stata costretta a tagliare l'intervista per esigenze di pubblicazione. Ed era così bella, mannaggia. Comunque, Brian è un fotografo eccezionale, una gran persona e un grandissimo amante della musica. A lui devo i Mumford and Sons, che vi devo dire.
(photo courtesy of Olivia Rae James)
L'ultima intervista che ho fatto è quella a Olivia Rae James. Ho scoperto Olivia e il suo blog da pochissimo ed è stato amore a prima vista. Folgorata da queste immagini sognanti, piene di poesia e di incanto, tanto da spingermi a voler visitare Charleston, la città dove lei vive, perché vista con i suoi occhi sembra di una bellezza senza precedenti. Olivia racconta di passeggiate in bicicletta, di tramonti, di cene all'aperto in compagnia, di una quotidianità raccontata con la gioia per le piccole cose, dove anche le cose più semplici sembrano cariche di meraviglia. E per riuscire in questo ci vuole davvero un gran talento.
Questo è il mio modesto racconto di questo bellissimo progetto, che è stato anche un gran regalo. Se vi va di leggere le interviste e dirmi cosa ne pensate, mi farebbe davvero piacere. Se vi va di dare un'occhiata ai blog dei fotografi, se ancora non li conoscete, vi garantisco che non ve ne pentirete. Parola di Cindy.