mercoledì 18 settembre 2013

35/52



Le mie letture, ultimamente, sono piuttosto monotematiche: guida di Londra, altra guida di Londra, giornali di viaggio, guida di Londra. Eh sì, perché finalmente mi sono decisa, quest'anno si va in Inghilterra. Così, come già mi succedeva per Roma, non mi sentirò più dire: "ma come, non hai mai visto Londra?". Come scrivevo qui, Londra è stato il mio sogno di ragazzina, poi per molto tempo me ne sono scordata, travolta dal desiderio di altre mete. Fino a quest'anno, quando ho deciso che non potevo più vivere senza vederla. Grazie al cielo, ho trovato volo e sistemazione economica (no, dico, ma quanto è cara 'sta città?) e la prima settimana di ottobre partiamo. A proposito, avete consigli? Qualsiasi indicazione è ben accetta, soprattutto per quel che riguarda ristoranti e posti insoliti. Mi raccomando!
Prima di andare in Inghilterra, però, mi aspetta qualche giorno ramingo in Italia, in occasione del mio ottavo anniversario di matrimonio (che storia, ragazzi, sembra ieri). Tempo fa abbiamo vinto un weekend a Rimini e quindi ne approfittiamo per tornare in quella che ormai è la nostra seconda casa, con qualche sosta lungo il tragitto.
PS: mi raccomando, quando in futuro mi lamenterò perché ho voglia di viaggiare e non vado mai via, vi autorizzo a trattarmi male. Me lo meriterò.

lunedì 16 settembre 2013

This charming Charlie

Ormai la mia passione per Tumblr è piuttosto evidente. Ne ho parlato e riparlato in questi mesi, su questo blog, raccontandovi con entusiasmo di ogni nuova scoperta, di ogni inaspettata raccolta di meraviglie nella quale mi sono casualmente imbattuta. Ogni volta queste sorprese mi hanno lasciata a bocca aperta, ammirata dalla genialità dell'idea, dalla bellezza delle immagini, dalla dedizione nella ricerca. E proprio quando comincio a pensare che non sia possibile superare tanta perfezione, ecco che mi imbatto in un altro Tumblr che mi emoziona ancora di più. Questo unisce due mie immense passioni, i Peanuts e gli Smiths, potevo non andare in brodo di giuggiole? Si tratta di This charming Charlie, raccolta di vignette dei Peanuts con i testi degli Smiths. E con questo ho detto tutto.












venerdì 13 settembre 2013

La wishlist degli ospiti: Mustolina

Oggi sono proprio felice perché è nuovamente tempo di wishlist degli ospiti. Non avete idea di quanto io mi diverta a leggerle, quanto mi faccia piacere pubblicarle e vederne i commenti. Ancora mille volte grazie, davvero. Ma davvero davvero.

Quella di oggi è la wishlist di Federica, il cui blog è un inno alla bellezza della fotografia analogica: ci sono mille progetti, esperimenti, foto incantate e tanta creatività, tutte cose che mettono una gran voglia di riprendere in mano la vecchia macchina fotografica a rullini (se solo non fossi così pigra, ovvio). Federica è stata una delle prime follower di questo blog, condivide con entusiasmo le mie wishlist, ama come me Rimini e Genova e, qualche mese fa, mi ha fatto un regalo così bello da farmi commuovere (non potevo non condividerlo, scusate). Se ancora non lo fate, seguite il suo blog, è pieno di meraviglia. Ma prima leggetevi la sua wishlist!

Se nella mia wish list vi parlassi di fotografia sarebbe scontato...ovvio che sogno mille macchine fotografiche (Leeeeicaahhhhh, da leggere con la voge goduriosa di Homer Simpson davanti alla birra), infiniti rullini e, più che mai una camera oscura superaccessoriata, ma in questa lista dei desideri vi parlerò di altro…
1 -  I paesi del Nord
Chi segue il mio blog sa che parte del mio cuore è rimasto a Oslo. Adoro i paesi del nord. Si, lo so che fa freddo che nevica e che il gelo lassù è davvero gelato; ma la gente, l’atmosfera e l’aria che si respira (non solo nel senso di ossigeno) è davvero meravigliosa. Quello che più bramo? L’Islanda. Tutte le storie che ho sentito e le immagini che ho visto me lo fanno adorare, tanto che (potendo) ci vivrei. Ho addirittura un vegvisir tatuato addosso...che altro dire...


2 - La casa dei miei sogni.
Che per essere perfetta dovrebbe trovarsi poco fuori Reykjavik o, meglio ancora, dalle parti di Akureyri, ma questo è un dettaglio. Per essere ideale dovrebbe essere abbastanza grande, con una storia, isolata (ma non troppo) e con un bel giardino, perché la mia casa ideale dovrebbe ipoteticamente contenere me, il mio principe azzurro, i miei inseparabili gatti e poi…un asino, una capra e un paio d’oche, se possibile anche un cane... ora capirete che non è che sia molto semplice...ma prima o poi potrei anche farcela…

3 - La stanza per i libri (ma non solo)
Nella casa dei miei sogni ci dovrebbe essere una stanza per i libri. Piena di libri. Zeppa di libri dal pavimento al soffitto. Ci dovrebbe essere una scala, come quella delle vecchie biblioteche antiche, per salire a prendere i libri più in alto. Poi ovvio che io non salirei mai perché soffro di vertigini su una sedia, figurati se mi scapicollo fin lassù. Nella stanza dovrebbero esserci un sacco di prime edizioni, i libri giganti del mio bisnonno (era un maestro prima e un preside poi, quindi aveva dei libri semplicemente stupendi) e una macchina da scrivere per quando mi viene voglia di buttare giù due righe (all work and no play makes jack a dull boy). Ma non una macchina moderna, vorrei una Remington o una Underwood, quelle nere, grosse e con i tasti tondi. Quelle che quando scrivi fanno quel ticchettio caratteristico che mi fa impazzire, soprattutto se fa da sottofondo a un bel disco in vinile (ci sta anche un bel giradischi nella stanza dei libri, ve l’avevo detto?).



Ed ecco qui...mi limito a tre, ma non avete idea di quante cose vorrei (praticamente il 90% degli articoli handmade di Etsy). Se Cindy mi ospiterà di nuovo ve ne farò vedere alcuni (fhhiiuuuu Cindy, mi ospiti ancora, vero???!) per ora un bacio e un abbraccio (XoXo). Stay tuned.

mercoledì 11 settembre 2013

34/52


Buongiorno e buon 11 settembre a tutti. Sapete una cosa buffa? 12 anni fa il mondo cambiava radicalmente e per me cominciava una nuova vita. Proprio quel giorno, mentre le torri crollavano, io chiudevo con un passato pesante e davo inizio a un nuovo capitolo della mia (all'epoca ancora piuttosto breve) esistenza. Ancora non lo sapevo, ma il punto a capo di quel giorno mi avrebbe regalato una marea di cose belle e, soprattutto, la Cindy che conoscete voi (alla quale io voglio un gran bene, nonostante tenda sempre un po' a sminuirla). Ringraziando il cielo, c'è sempre un po' di meraviglia anche nelle cose brutte e quindi, buon 11 settembre a me, e a voi, se vi va di festeggiare con me.

lunedì 9 settembre 2013

Sangue, ossa e burro - Gabrielle Hamilton

 
 
Ho deciso di leggere il libro di Gabrielle Hamilton dopo aver visto una sua foto. Ricordo di aver letto la recensione del libro su qualche sito, nelle mie eterne peregrinazioni in rete, e di essere stata colpita dall'immagine che la ritraeva. Si trattava di un ritratto in bianco e nero, lei aveva un sorriso appena accennato e i capelli biondi legati in due trecce composte. Il suo sguardo comunicava serenità, consapevolezza e fiducia, un po' come l'amica a cui puoi raccontare tutto sapendo che ti capirà sempre, senza giudicarti. Quello sguardo mi ha conquistata, la recensione era positiva e ho subito ordinato il libro. Poi, come spesso mi capita, il libro è finito nella pila (quasi infinita) dei libri da leggere e me ne sono scordata. Tempo fa l'ho ripreso, l'ho divorato e alla fine, memore di quella foto che mi aveva colpita, pur non ricordandomi il perché, sono andata a cercarla. Però, stranamente, il volto che mi veniva restituito non era quello che immaginavo dopo aver letto il libro. Credevo di trovare il viso di una donna segnata dalla vita, dai dolori, dall'immensa fatica di portare avanti una famiglia e un'attività massacrante e invece ho ritrovato quel volto che tanto mi aveva colpita all'inizio, il ritratto della serenità e della consapevolezza.
 
Quello sguardo mi ha fatto ripensare a tutta la storia raccontata nel libro e mi ha dato un motivo in più per innamorarmi di Gabrielle. Eh, sì, perché nel leggere il libro mi sono innamorata della protagonista, come solo le donne sanno innamorarsi delle donne. Mi sono innamorata di Gabrielle bambina e della sua vita, l'infanzia che ognuna di noi avrebbe voluto vivere, figlia di un'artista e di un'affascinante donna francese, libera di scorrazzare in lungo e in largo con la tribù dei fratelli e testimone di feste fantasiose organizzate dai genitori. Mi sono innamorata di Gabrielle adolescente, che nonostante le difficoltà e i passi falsi sa sempre rimettersi in piedi, non si fa piegare e riesce ogni volta a porsi un obiettivo per non perdersi, sia esso un viaggio all'estero, la scrittura, il college, il lavoro. E poi è impossibile non innamorarsi di Gabrielle adulta, che ha il coraggio di aprire un'attività sulla base di una semplice intuizione e di un sogno, senza farsi abbattere e sapendo trovare dentro di sè la forza per andare avanti. In tutto questo, quello che mi ha colpita maggiormente è stato realizzare che tutte le difficoltà, i dolori, la fatica non hanno plasmato una donna dura, bensì la donna capace di quello sguardo pieno di calma e di pace.
 
Ho iniziato a leggere questo libro credendo di trovare unicamente la storia di uno chef, in realtà vi ho trovato la storia di una donna, che sì è uno chef, ma avrebbe potuto essere anche una sarta, la proprietaria di un'azienda, una parrucchiera, una contadina o altro. Questo libro è in primis la storia di una donna e della sua forza ed è questo che mi ha fatto appassionare così tanto a Gabrielle e alla sua storia. Certo, nel libro c'è anche tantissimo cibo e tanta cucina e c'è anche tanta Italia, visto che il marito (oggi ex) di Gabrielle è italiano e per anni hanno trascorso le vacanze in Puglia, dai parenti di lui. C'è tanta Italia, raccontata senza la visione edulcorata e sognante dei molti americani che scrivono d'Italia, ma con uno sguardo attento ai profumi, alla tradizione, alla ricchezza della cucina e al tempo stesso irritato dall'indolenza così tipica del nostro paese. Vorrei raccontarvi tutto di questo libro, tanto mi ha entusiasmata, ma sarebbe bello potervi raccontare anche di Prune, il ristorante di Gabrielle Hamilton. Qui ci vuole un viaggio a New York, perché, dopo aver letto questo libro, il cibo mangiato lì avrà un gusto davvero speciale.

venerdì 6 settembre 2013

La wishlist del venerdì

Buon venerdì a tutti, miei cari. Settembre è arrivato e con lui è tornata anche la wishlist del venerdì, quella scritta da me. Avevo preso gusto a tutte queste wishlist degli ospiti, ma una buona padrona di casa non può mica stare troppo con le mani in mano e quindi eccomi nuovamente qui. Stavolta tocca a me e quindi eccovi servita la wishlist del venerdì.

1. Sarzana, solare cittadina al confine tra Liguria e Toscana, in una delle zone che amo di più al mondo, è uno dei posti dove sogno di vivere da tempo. Mi piacciono le sue strade, i suoi palazzi, i mille ristorantini, i negozietti d'arte e design, la spongata e i pini marittimi (datemi dei pini marittimi, farete di me una donna felice). Probabilmente non mi trasferirò mai a Sarzana, ma grazie alla - relativa - vicinanza, ci vado almeno una volta l'anno. L'occasione è sempre quella della Soffitta nella strada, un meraviglioso mercatino dell'antiquariato che si svolge ogni anno intorno a Ferragosto. Bene, quest'anno stavo girando tra i banchi, facendo il filo a una meravigliosa poltrona rossa anni '50, quando sento questa voce femminile dietro a me, rivolta al venditore: "sa, noi veniamo qui in vacanza, abbiamo un appartamentino nel centro storico, arredato con pezzi di design e vorremmo qualche oggetto di antiquariato". Ecco, sapete cosa sogno? Di poter pronunciare anch'io, un giorno, quelle stesse parole. Credo solo che lo farei tirandomela di meno rispetto alla tipa in questione (o forse no).

2. Nel caso si realizzasse il sogno di cui sopra e un giorno mi svegliassi con il famoso appartamentino a Sarzana, sono sicura che una delle prime cose che comprerei per arredarlo sarebbe uno di questi meravigliosi oggetti ispirati alle insegne al neon vintage. Anzi, ne prenderei più d'uno a comporre una bella scritta luminescente. Del resto, non ricordate che uno dei miei desideri era vedere il Neon Museum di Las Vegas?
Per dirla tutta, queste lettere al neon mi piacciono così tanto che, se non fossero così costose, ne acquisterei una già per la casa in cui vivo, tanto per incominciare.
3. Per finire, una cosa che mi ha colpito proprio in questi giorni, durante la mia quotidiana alimentazione di desideri irrealizzabili per cose perlopiù inutili che porto avanti scientificamente grazie a Pinterest: questa maglia a righe con le toppe a cuore. No, ditemelo, è possibile andare avanti a vivere come se niente fosse senza possederla? Io credo di no.

mercoledì 4 settembre 2013

33/52


Buongiorno. Eccomi nuovamente qui. Contavo di riaprire a tutti gli effetti l'attività del blog lunedì scorso, con un post degno di questo nome, ma poi la vita mi ha travolta e non ho fatto in tempo. Oppure forse non avevo l'ispirazione. O forse, come certe mattine, avevo voglia di rimanere ancora cinque minuti nel letto e ci sono rimasta per qualche giorno. Comunque, la cosa positiva è che l'energia è tornata e adesso si riparte alla grande. Settembre è arrivato, in tutto il suo splendore, e sono felicissima che abbia riportato il caldo vero. In realtà, a voler essere onesta, lo sono solo perché alcuni amici mi accusavano di menar gramo con la storia che la mia estate finisce a Ferragosto (ovviamente non sto a dirvi che la foto di cui sopra indica il fatto che amo le ortensie ancor di più quando cominciano a sfiorire).

Per me settembre è iniziato con una meravigliosa cena all'aperto nel cuore delle Langhe insieme ad Anna, Annalisa e a Silvia, che ha saputo scovare un posto incantevole, dove abbiamo trascorso ore a chiacchierare mangiando formaggi e bevendo Nebbiolo (per me questa è l'immagine del paradiso, ve lo dico). Ma settembre, appena iniziato, mi ha regalato anche un'intera giornata con Mariachiara in una luminosissima Torino, che ha fatto da splendida cornice alle nostre chiacchiere, alle riflessioni sul mondo del lavoro o su come affrontare la ricrescita dei capelli dopo un taglio cortissimo (esiste qualcosa di più drammatico?), alle confidenze in merito a certe scelte di vita e alle scoperte di piccoli tesori nascosti (per me). Insomma, settembre è appena iniziato e mi ha già fatto regali preziosi. Non potrà che essere un mese meraviglioso.