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mercoledì 16 marzo 2016

Una ricetta? No, facciamo due!

Pur non essendo un'esperta di cucina e non essendo praticamente in grado di cucinare nulla di particolarmente complicato, mi ostino a condividere delle ricette con voi. Mi perdonerete mai? E' che quando trovo una ricetta veloce, semplice, sana e anche buona, mi viene assolutamente da condividerla con voi. Non ci sono pretese da food blogger, né particolari velleità di alcun genere, considerate questi post come un fogliettino scarabocchiato che vi passerei, se fossimo in ufficio insieme, dicendovi "dai prova la ricetta, merita". Come immaginerete, si tratta in entrambe i casi si tratta di dolci vegani. Ormai non torno più indietro, perché i dolci sono buoni e li mangio senza sensi di colpa. E sto meglio, tanto mi basta. 

Plumcake al limone

Il plumcake al limone è una sorta di comfort food, per me. Solitamente, a colazione mangio le fette biscottate, ma quando sono stufa di 'ste robe secche e mi viene voglia di una bella torta, nel 90% dei casi, mi viene in mente lui. Prima lo facevo seguendo questa ricetta, che è comunque ottima e che vi consiglio se non avete particolare interesse per i dolci senza latticini e uova. 

Quando mi son decisa a cambiare modo di mangiare, trovare la ricetta del plumcake è diventata una missione fondamentale. Quando l'ho trovata, come sempre sul fondamentale sito Il goloso mangiarsano, la mia vita è diventata migliore. (La ricetta originale è leggermente diversa, ho fatto solo alcune minime modifiche a mio gusto). 



Ingredienti

250 gr. di farina 2
240 gr. di latte vegetale
100 gr. di zucchero di canna
90 gr. di olio di semi
2 cucchiaini di semi di lino
1 bustina di lievito per dolci
2 cucchiai di semi di papavero
La scorza grattugiata di due limoni

In una ciotola, mescolare tutti gli ingredienti secchi (farina, zucchero, lievito e semi di papavero), quindi aggiungere l'olio e poi il latte, sempre mescolando fino a ottenere un impasto morbido e uniforme. Frullare nel macinino i semi di lino e aggiungerli all'impasto. Quindi aggiungere la buccia grattugiata dei limoni. Versare il composto in uno stampo da plumcake rivestito di carta da forno e cuocere in forno caldo a 180° per 45 minuti. 

Muffin carote e arancia 

La scorsa settimana, improvvisamente, m'è presa una gran voglia di camille. Io adoro i dolci con le carote e le camille hanno fedelmente accompagnato tutta la mia epoca universitaria e anche i primi anni al lavoro, quando mi svegliavo sempre all'ultimo minuto e facevo colazione davanti al pc con una camilla e un caffè della macchinetta. 

Nel cercare qua e là in rete, mi sono imbattuta nella ricetta perfetta: semplice, pochi ingredienti, niente sbatty. Tra l'altro, l'ho trovata su un blog, chiamato Mammarum, dove ci sono un sacco di ricette interessanti. Vista l'ottima riuscita di questi muffin, direi che ne proverò altre. (Anche qui ho fatto un po' di modifiche, piccole piccole). 



Ingredienti (per 12 muffin)

200 gr di carote grattugiate
150 gr. di farina 2
50 gr. di mandorle tritate finemente
75 gr di zucchero di canna grezzo
130 gr di latte vegetale
45 gr di olio extra vergine di oliva
1 bustina di lievito
La scorza di un'arancia grattugiata 

Tritare le carote nel mixer, metterle in una ciotola insieme allo zucchero, al latte e all'olio e mescolare bene. Aggiungere quindi farina, mandorle tritate e lievito e continuare a mescolare. fino a ottenere un composto omogeneo. Aggiungere ancora la scorza d'arancia, mescolare bene e cuocere in forno caldo a 180° per 25 minuti circa. 

mercoledì 10 febbraio 2016

Plumcake vegano integrale alle mele

Qualche giorno fa, mentre stavamo guardando Fast Food Nation, mio marito s'è girato verso di me e mi ha detto: "Comunque, quando ti ho conosciuta, tu eri una da fast food eh". Io l'ho guardato come si guarda un pazzo uscito dal manicomio e io negato strenuamente, come si fa quando si è certi di essere nel torto. 

In effetti, pensandoci bene, quando ho incontrato mio marito, stavo vivendo un momento di ubriacante felicità e il cibo era l'ultimo dei miei pensieri. Avevo finalmente realizzato il mio sogno, vivevo in una casa tutta mia e mi ero finalmente liberata della presenza, affettuosa ma soffocante, dei miei genitori.

La liberazione passava anche attraverso il cibo e significava flessibilità di orari, la possibilità di mangiare a qualsiasi ora, di saltare i pasti, di fare colazione all'ora che più desideravo, con quello che volevo, arrivare alla cassa del supermercato con il carrello della spesa pieno unicamente di patatine, birra e salsa tonnata. Che meravigliosa leggerezza, signori miei. 

Certo che, per riprendere il discorso del post di lunedì scorso, se mi fermo un attimo e mi guardo indietro, ne ho fatta di strada da quel periodo, eh? Complice l'età, la consapevolezza, la curiosità, la ricerca, la voglia di conoscere, sono diventata molto più rigorosa, dal punto di vista alimentare, di mia madre - che è una piuttosto nazista, quando si parla di cibo. 

Buona parte di questo percorso ha avuto luogo nell'ultimo anno e ne sono felice, per quanto sia stato scatenato da un evento terribile, perché ho imparato davvero tanto. Da quando mangio meglio e ho eliminato un bel po' di alimenti, sto da dio. Ma da dio veramente, eh. E, ripeto, ho imparato un bel po' di cose. 

Ho imparato che i dolci sono buoni anche senza il burro e le uova e il latte, io che quando ho scoperto di avere il colesterolo - anni fa - pensavo che la mia vita fosse finita. Ho imparato che la verdura è la cosa più buona del mondo, che la pasta integrale è molto più gustosa di quella normale, che posso vivere anche senza mangiare la pizza ogni settimana, che la cucina vegana è un mondo tutto da scoprire. Ho imparato a provare e sperimentare, senza affidarmi ai soliti piatti, fino ad arrivare a ricette ottime come quella che voglio condividere oggi con voi. La ricetta l'ho trovata sul volantino di Natura Sì di questo mese, che ho modificato leggermente a mio gusto. Provatelo, è ottimo. Fidatevi della Cindy!


Plumcake vegano integrale con le mele

Ingredienti

160 gr. di farina 2
50 gr. di farina integrale
50 gr. di farina di farro
100 gr. di zucchero di canna
100 gr. di latte di avena
70 ml. di olio di mais
50 gr. di succo di mela
50 gr. di uvetta
50 gr. di semi di papavero
1 bustina di lievito
1 mela

Ammollare l'uvetta in acqua tiepida. Nel frattempo, unire le farine, lo lievito, lo zucchero e i semi di papavero. Mescolare bene, quindi aggiungere l'olio, il latte e il succo di mela. Mescolare bene, e poi aggiungere l'uvetta ben strizzata e la mela fatta a pezzettini. Versare in uno stampo da plumcake rivestito di carta da forno. Cuocere in forno a 180° per 40/50 minuti. 

mercoledì 13 gennaio 2016

Pain d'épices

Tra le varie cose che ho fatto durante le vacanze di Natale, oltre a guardare film facilmente dimenticabili, smaltire la pila di riviste accumulate accanto al divano e dormire come se non ci fosse un domani, ci sono stati sicuramente innumerevoli tentativi di realizzare il pain d'épices perfetto

Mi sono innamorata del pain d'épices piuttosto recentemente, ma è stata una passione folgorante. Mi piace quell'intenso sapore di spezie, che mi ricorda il pumpkin scone di Starbucks (eh, lo so, ognuno ha i riferimenti che si merita: avrei potuto parlarvi di una nonna francese, vacanze in Alsazia e pain d'épices mangiati guardando nevicare fuori, ma no, io sono molto pop e molto sincera). Mi piace il suo colore scuro, mi piacciono le fette rettangolari e regolari, mi piace il suo nome. 

Spesso mi innamoro del nome delle cose, prima ancora delle cose in sè. Potrebbe essere un chiaro segno di superficialità, oppure - diciamolo - una grande passione per le parole e il loro suono. Propenderei per la seconda che fa più figo. Comunque, in tutto questo straparlare a caso, veniamo alle ricette. 


Come vi ho già detto e ripetuto fino alla nausea e allo sfinimento, sto cercando di eliminare uova e latticini dai dolci che cucino a casa. Quindi ho sperimentato ricette vegane, cominciando dal giornale WeVeg, da cui non sono mai stata tradita (anzi, ve lo consiglio, se vi va di sperimentare in materia. La ricetta presa da WeVeg è la seguente:

Ingredienti

250 gr. farina integrale
125 gr. zucchero integrale di canna
200 ml. di latte vegetale
1/2 bustina di lievito per dolci
cannella, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano in polvere q.b. 
1 pizzico di sale integrale

Mescolare tutti gli ingredienti secchi e quindi aggiungere il latte, fino ad ottenere un impasto cremoso. Versare il composto in uno stampo da plumcake rivestito di carta da forno e cuocere in forno caldo a 180° per 40 minuti. 

Il risultato è ottimo a livello di gusto, ma la consistenza non mi ha convinta completamente. Nel continuare a sperimentare, mi sono imbattuta in questa ricetta di 100% Végétal. L'ho provata, ma anche qui la consistenza non corrispondeva ai miei gusti, era leggermente troppo gommosa. Allora ho provato a rifare la ricetta, ho fatto qualche modifica e ho sostituito lo sciroppo d'agave con pari quantità di miele. Il risultato, nella mia modesta opinione, è perfetto. Eccovela qui. 

Ingredienti

180 gr. di farina 0
70 gr. di farina di semola 
65 gr. di zucchero di canna
1 cucchiaino da caffè del mix Quattro Spezie di Tutte Le Spezie del Mondo
1 cucchiaino da tè di cannella
1 bustina di lievito
200 ml. di latte vegetale
150 ml. di miele

Mescolare gli ingredienti secchi e quelli umidi a parte. Unire i due composti e versare il composto in uno stampo da plumcake rivestito di carta da forno e cuocere in forno caldo a 180° per 40 minuti. 

lunedì 16 novembre 2015

Muffin vegani con banana e noci

Solitamente il lunedì, da qualche settimana a questa parte, si apre con una nuova tappa del mio vecchio viaggio negli Stati Uniti (son passati ormai due mesi, è vecchissimo). Questo lunedì sarebbe stata la volta delle luci di Las Vegas, del matrimonio, di Love Me Tender cantata da Elvis, ma non ce l'ho fatta. Questo fine settimana ho provato più volte a cominciare il post, ma non mi venivano le parole. Ecco sì, ho passato tre giorni senza parole. Non mi veniva niente da scrivere su Facebook, nessuna foto da mettere su Instagram, nessuna parola per cominciare un post. Nulla, il vuoto più totale

Come sapete, a Parigi sono stata a gennaio. A Le Petit Cambodge, uno dei luoghi dell'attacco terroristico, ho passato una delle più belle serate di quella vacanza. Un posto sempre pieno di gente, di sorrisi, di cibo buonissimo, di vita. C'era un'atmosfera fantastica, in quel posto. E adesso quell'atmosfera sa di morte. Quel ricordo è stato sporcato e ora ho in bocca un gusto amaro che non è ancora andato via. 

Lo so, è solo un ricordo, non è nulla se paragonato alla disperazione di chi ha perso una persona cara, di chi ha visto la propria vita cambiare per sempre. Ma quel ricordo scintillante trasformatosi in un buco nero è un po' quello che si vuole fare con le nostre vite, farle diventare buie e senza speranza. E allora bisogna lottare, vivere ancora di più, togliere quel velo nero e metterci ancora più colore, in questa vita che ci è stata data in dono. Quindi ricomincio a chiacchierare e, nel farlo, ricomincio dalla cucina, che spesso è il mio luogo di conforto. 

Ormai ve l'ho detto già alla nausea, da tempo sto facendo esperimenti con i dolci vegani. Da qualche mese a questa parte, abbiamo cambiato le nostre abitudini alimentari, riducendo drasticamente il consumo di carne e di derivati animali, cosa che peraltro che poi non è stata così difficile perché eravamo già praticamente vegetariani. ll cambiamento significativo è stato non acquistare più formaggio, latte, yogurt e uova. Questo non vuol dire che abbiamo smesso di mangiarli, semplicemente non ne consumiamo più a casa. 

Trattandosi di una scelta di salute e non di principio, cerchiamo di adottare questa pratica nella nostra quotidianità, senza porci problemi in caso di pranzi o cene fuori. Vorrei tantissimo diventare vegetariana e rinunciare per sempre ad alimenti di origine animale, ma non riesco a trovare quel rigore dentro di me. Non riesco a dirmi "non mangerò mai più carne", mi spaventa quell'assolutezza. Per quanto poi, di carne non ne mangi praticamente mai. Vivo di contraddizioni, ormai lo sapete

Detto questo, comunque, volevo condividere con voi una ricetta di muffin che è ottima anche se di veganesimo non volete sentirne parlare neanche lontanamente. Perché spesso si commette l'errore di pensare che i dolci senza burro e senza uova non sappiano di niente (io stessa lo pensavo fino a pochi anni fa), sbagliando clamorosamente. Questi muffin, così come la torta di cui vi avevo scritto tempo fa, ne sono la testimonianza lampante. Provateli, poi mi direte. 


Muffin vegani alla banana e noci 

Ingredienti per 12 muffin

250 gr. di farina 0
2 banane medio-grandi abbastanza mature
100 gr. di zucchero di canna
1 bustina di lievito per dolci
150 gr. di latte di soia (o altro latte vegetale)
50 gr. di olio di semi
un pizzico di sale
noci q.b

Schiacciare le banane con una forchetta per ottenere una crema morbida. Aggiungere il latte, l'olio e un pizzico di sale, continuando sempre a mescolare. A parte, setacciare la farina e lievito, aggiungere lo zucchero, mescolare velocemente e unire al composto di banana. Mescolare brevemente il tutto, per ottenere un composto omogeneo. Quindi aggiungere le noci spezzettate. Disporre il composto in 12 pirottini da muffin e cuocere in forno a 180° per circa 20/25 minuti. 

(La ricetta originale è questa qui, io ho fatto qualche modifica a mio gusto). 

giovedì 17 settembre 2015

Torta vegana al cioccolato e arancia

Premessa: la foto di cui sotto non c'entra nulla con la torta di cui voglio parlarvi. Il fatto è che domenica mattina ho preparato una torta per un'aperitivo con amici e mi sono scordata di fotografarla. Però era davvero buonissima e quindi ci tenevo a condividere la ricetta con voi, anche perché con la partenza imminente e gli impegni vari, non ho davvero idea di quando riuscirò a rifarla. Insomma, non c'è prova fotografica, ma fidatevi delle mie parole. Vi fidate? Era bella e buona. 

Inoltre, ci tenevo ad aggiornarvi sulle mie sperimentazioni in campo di dolci vegani perché sono giunta a una conclusione fondamentale: non c'è nulla come i semi di lino per sostituire le uova nelle preparazioni dolci. Come vi avevo scritto in un post precedente, ho provato a sostituire le uova con la fecola di patate, ma i muffin - per quanto ottimi - sono diventati secchi piuttosto rapidamente. I semi di lino, invece, mantengono l'impasto soffice e morbido a lungo. E fanno anche benissimo, pare. C'è un po' la solenne menata del doverli tritare, ma ho recuperato un vecchio macinino da caffè a casa di mia nonna e con quello si risolve alla grande. Quindi, semi di lino foreva and eva. 

Ora veniamo alla torta. Cercavo una torta al cioccolato da offrire dopo cena e non volevo riproporre quella con le zucchine, anche perché ormai l'orto non ne offre più e non avevo intenzione di andarle a comperare. Insomma, mi serviva una torta al cioccolato vegana da preparare anche in inverno, quando le zucchine non ci sono manco a parlarne. E dove sono andata a cercarla? Ovviamente, su Il goloso mangiarsano. Ormai è il mio punto di riferimento. L'ho preparata facendo solo piccole modifiche ed è venuta perfetta. Eccovela qui sotto, tutta per voi. Fidatevi, è davvero buona.  


Torta vegana al cioccolato e arancia

Ingredienti

250 gr. di farina 0
120 gr. di zucchero di canna
2 cucchiai di cacao amaro in polvere
80 gr. di cioccolato fondente
2 cucchiai di semi di lino
1 bustina di lievito per dolci
90 gr. di olio di semi
260 gr. di latte di soia
la buccia di due arance

Ho mescolato in una ciotola farina, zucchero, lievito e cacao amaro. Quando erano ben amalgamati, ho aggiunto i semi di lino tritati. A parte, ho mescolato olio e latte e li ho poi aggiunti all'impasto, mescolando bene. Quindi ho aggiunto il cioccolato fondente fuso e, per ultime, le bucce d'arancia grattugiate. Ho mescolato per bene e ho versato l'impasto in una teglia rivestita di carta da forno. Quindi ho cotto in forno per 45 minuti a 180°. 

mercoledì 2 settembre 2015

Muffin vegani ai mirtilli

Come vi ho raccontato la scorsa settimana, da qualche tempo sperimento muffin vegani. Al momento, ho testato tre o quattro ricette. Le prime non mi avevano soddisfatta appieno, soprattutto per via delle quantità. Quella che ho postato lo scorso lunedì è buona, ma volevo provare a liberarmi dalla schiavitù dei semi di lino tritati. Come ben sapete, sono la pigrizia fatta persona e 'sta cosa di dover tritare i semi e impiegare più dei soliti dieci nanosecondi a fare i muffin, sapete com'è, mi rompeva un po' le scatole. 

Allora, cerca e ricerca, prova e riprova, ho imparato che le uova possono essere sostituite agilmente con la fecola di patate. Apri il sacchetto, ne prendi un cucchiaio e ciao. Fatto. Grandissimo passo avanti. Intanto, visto che stavo sperimentando, ho provato a fare un po' di cambiamenti con le farine, giusto per vedere che succedeva.

Ho usato le stesse dosi della mia solita ricetta per i muffin, mixando farina 0 e farina di farro e il solito latte di soia. Il risultato è stato davvero soddisfacente. Muffin più soffici rispetto a quelli della ricetta precedente, ma sempre e comunque più friabili di quelli classici (questo temo sia inevitabile, ma il sapore non ne risente). Ho notato che tendono a diventare secchi più rapidamente di quelli classici, è meglio conservarli in un sacchetto. Per il resto, ottimi ottimissimi. E poi vogliamo mettere la suprema figata di non dover sempre lottare per non avere le stoviglie che puzzano di uova? Eh sì, proprio una figata, signora mia. 


Muffin vegani ai mirtilli

100 gr. di farina di farro
120 gr. di farina 0
1 bustina di lievito
80 gr. di zucchero
50 gr. di fecola di patate
100 ml. di olio
150 ml. di latte di soia
mirtilli 

Come sempre, tutti gli ingredienti secchi mescolati insieme da una parte e quelli liquidi dall'altra. Quindi si uniscono i due impasti e si aggiungono i mirtilli. Si riempiono i pirottini (con queste dosi ne vengono 12 non troppo grandi) e si cuoce in forno a 180° per 20/25 minuti. Esiste qualcosa di più facile?

lunedì 24 agosto 2015

Muffin vegani all'avena e more

Tutto è cominciato con la malattia di mia suocera. Quando qualcuno si ammala, nel 2015, Internet diventa il tuo migliore amico e peggior nemico allo stesso tempo. Cominci a guardare, leggere, sbirciare dicendoti di non farlo, insomma tutte quelle cose che facciamo regolarmente quando sentiamo un malessere un pochino diverso dal solito. Nel leggere articoli sul cancro, mio marito è arrivato ad alcuni testi che parlavano di correlazione tra cancro e alimentazione (ne avremo letto mille volte in passato, ma tutto assume un significato diverso quando la malattia entra a far parte della tua vita). Parlandone, ricordo di avergli detto: "ah, sì, c'è un anche un libro che si chiama The China Study, è una vita che lo voglio leggere". Detto, fatto. Pochi giorni dopo, ha comperato il libro e si è immerso nella lettura. 

Sono bastati pochi capitoli perché arrivasse da me annunciandomi: "credo che diventerò vegano". Tutto questo senza pensare che questa sua affermazione, che non voleva essere una dichiarazione d'intenti così netta, avrebbe scatenato in me una cieca determinazione. Ero già pronta a comperare libri, fare la tessera da Natura Sì e buttar via tutti gli affettati che avevamo in frigo. Che vi devo dire, son pur sempre la figlia di un uomo che - per qualsiasi passione gli passasse per la mente - comperava manuali, attrezzatura completa e non mancava di iscriversi a un corso, se possibile. 

Mio marito ha quindi cercato di frenare il mio estremismo, dicendomi che dovevamo farlo con una certa gradualità. Avremmo inziato a eliminare quante più proteine animali possibile, quanto meno nell'alimentazione a casa. Avremmo poi continuato a chiudere un occhio sul mangiare fuori casa, ché viviamo in provincia, essere vegani vuol dire chiudersi in casa e non poter vedere nessuno per cena. Ma cominciare a sperimentare sulle nostre abitudini casalinghe, lo ammetto, mi stimola parecchio. Io cucino molto poco, vivo di pasta e verdura preparata in maniera semplice, l'unica cosa nella quale spendo tempo in cucina sono i dolci. Quindi perché non iniziare da lì?

E se mi conoscete bene, dovreste sapere che non potevo non iniziare con i muffin. I muffin sono il mio marchio di fabbrica, li ho cucinati in tutte le varianti, praticamente vengono sempre perfetti, sono i miei amici fedeli. Beh, dovevo partire da loro per la mia avventura nella cucina vegana (Amici, tranquilli, per voi continuerò con i dolcetti burrosi ai quali vi ho abituati, non vi preoccupate). 

Nel cercare in rete, ho trovato il sito Il goloso mangiarsano, quello a cui devo la mitica torta di cioccolato e zucchine, dove ho trovato la ricetta di questi muffin e infinite e preziose spiegazioni sul ruolo di determinati alimenti. Le istruzioni sono chiare e precise, ci sono anche video e la prima ricetta provata è venuta bene, quindi il sito mi ha decisamente conquistata. 

Visto poi che le dosi erano un po' abbondanti per me, ho deciso di provare a rendere vegana la mia solita ricetta dei muffin, quella che ormai faccio a occhi chiusi. Risultato perfetto, io tanto felice. Eccovela qui, tutta per voi. 


Muffin vegani all'avena e more

Ingredienti:
120 gr. di farina integrale
100 gr. di farina d'avena
80 gr. di zucchero di canna
70 gr. di fiocchi d'avena
100 ml. di olio di semi
150  ml. di latte di soia
2 cucchiai di semi di lino (frullati)
1 bustina di lievito per dolci
more o altra frutta

Come per tutti gli altri muffin, prima si mescolano gli ingredienti secchi, quindi si aggiungono quelli secchi. Poi si mettono nei pirottini e quindi si cuociono in forno a 180° per 20/25 minuti. 

Considerazioni:

- la farina d'avena non so se esista in commercio, io mi limito a passare al mixer i fiocchi
- ho usato il latte di soia della Granarolo (l'unico che ho trovato al supermercato vicino casa), pare sia bio e italiano e insomma m'è sembrato abbastanza "sano". Qualcuno di voi sa consigliarmi altre marche?
- i semi di lino servono a legare gli ingredienti, sostituendo le uova. Per ridurli in farina ho sudato le sette camicie. Se avete un classico mixer da cucina, come il mio, preparatevi a tempi lunghi e pazienza (non fatevi prendere dall'ansia, prima o poi si frulleranno, 'sti cavolo di semi). Cercando in rete, pare sia ottimo il macinacaffè, ma io non ce l'ho. Meh. 

Il risultato finale è quello di ottimi muffin integrali. Sono meno soffici di quelli classici, ma questo mi succedeva anche quando usavo farina integrale e zucchero di canna nella ricetta tradizionale. L'unica differenza è che non "crescono" come quelli classici, ma tendono a rimanere un po' piatti. Credo che me ne farò una ragione, peraltro. La mia sperimentazione continua, quindi nuove ricette sono dietro l'angolo! 

martedì 18 agosto 2015

Torta di cioccolato e zucchine

Il primo blog di cucina che ho cominciato a leggere, nel pleoistocene, si chiamava Chocolate & Zucchini. Io lo amavo molto, ma - per via della superficialità che spesso mi contraddistingue - non pensavo che quello potesse essere un riferimento a un preciso abbinamento culinario. Pensavo, all'epoca, che si trattasse di un nome fighissimo per un blog, punto. Del resto, visitavo quel blog solo per guardare le foto di cibo e perdermi a pensare come fosse stupendo vivere a Parigi e scrivere di cucina. 

Tempo dopo, con l'avvento di Instagram, la moda dei food blog, il veganesimo e tutto l'hipsterismo che ormai ci contraddistingue un po' tutti, ho cominciato a vedere in giro sempe più ricette di torte di cioccolato e zucchine. Sulle prime devo ammettere di non esserne stata molto colpita. L'idea di mettere delle zucchine in una torta dolce mi faceva venire un po' di nausea, siamo sinceri. Ma a forza di vederla, 'sta cavolo di ricetta, m'è venuta voglia di provare. La curiosità ha vinto su tutte le mie perplessità. 

Quest'anno, complice una produzione di zucchine sopra la (solitamente abbondante) norma, la voglia di mangiare dolci più sani e il desiderio di stupire i parenti una domenica a pranzo, mi son decisa. Mai decisione fu più azzeccata. La torta l'ho fatta, il risultato è stato ottimo, i parenti - a cui ho detto quale fosse l'ingrediente segreto della torta solo DOPO averla assaggiata - hanno apprezzato. Quindi, che volete che vi dica, la ricetta della torta di cioccolato e zucchine, signori miei, è pienamente approvata. Tutto questo dichiarato da una che, fino a due anni fa, non credeva nei dolci senza burro e zucchero raffinato. Quindi, fidatevi. 

(La ricetta l'ho presa qui e l'ho seguita pressoché religiosamente).


Torta di cioccolato e zucchine

Ingredienti

240 gr. di farina 0
150 gr. di zucchero di canna
50 gr. di cacao
300 gr. di zucchine
90 gr. di farina di farro
80 gr. di olio di semi
1 bustina di lievito per dolci
230 ml. di latte di soia
un pizzico di sale

Come nelle mie torte preferite, la preparazione è facilissima. Si mescolano a parte tutti gli ingredienti secchi, quindi si frullano le zucchine e si mescolano insieme a olio e latte. Si uniscono i due impasti, si amalgama per bene e si cuoce in forno caldo a 180° per circa 30/35 minuti. Lasciate raffreddare e via, siete pronti per stupire la nonna o i vostri amici più cari. 

Un consiglio: conservate in frigo perché ho notato che ha una durata decisamente inferiore alle torte tradizionali, almeno nel caldo torrido di quest'estate. 

lunedì 15 giugno 2015

Torta di ciliegie

In realtà, questo post avrei dovuto intitolarlo "torte di ciliegie", perché ne ho ben due da condividere. Del resto, come ben sapete, quando arriva l'estate da queste parti si susseguono ondate di frutta e verdura. Quest'anno abbiamo avuto una debole produzione di fragole, che sono finite tutte nella mia pancia senza nemmeno pensare di doverle utilizzare in dolci o liquori, mentre invece c'è stata una discreta invasione di ciliegie. Anche in questo caso, una buona quantità è finita direttamente in pancia, ma ad un certo punto non ce la facevo più e correvo il rischio di vederle marcire senza poterle usare. Non sia mai! In casa mia non si butta il cibo, mai! Quindi che si fa? Si apre google e si cerca il modo di usare le ciliegie. Ecco i modi che ho trovato io, decisamente soddisfacenti, lasciatevelo dire. 

Torta di ciliegie e cioccolato


Qualche giorno fa mi serviva una torta per una cena con amici. Doveva essere una torta un po' goduriosa, non le solite torte dietetiche che cucino io, qualcosa che desse soddisfazione a fine pasto. Ho cercato un po' ed ho trovato questa torta qui, che si è rivelata essere un perfetto dessert: dolce, morbida e cioccolatosa, per finire il pasto con un bel sorriso. 

Ingredienti:

200 gr. cioccolato fondente
170 gr. zucchero di canna
1/2 bustina di lievito 
3 uova
125 gr di burro (la ricetta originale diceva 200, ma non me la sono sentita)
250 gr di ciliegie
30 gr di zucchero a velo
200 gr. di farina

Pulire e snocciolare le ciliegie. Metterle in una ciotola con lo zucchero a velo, mescolare bene e lasciarle riposare. Spezzettare il cioccolato e fonderlo a bagno maria insieme al burro. Montare zucchero e uova con una frusta finché si ottiene un composto spumoso e aggiungervi farina e lievito. Mescolare con cura, quindi aggiungervi il cioccolato e infine le ciliegie. Versare il composto in una teglia rivestita di carta da forno, cuocere in forno a 180° per 25/30 minuti. Lasciar raffreddare completamente prima di sformare la torta. 
N.B: la ricetta originale diceva poi di tagliare la torta a mo' di brownies, ma ho deciso di lasciarla intera. Era troppo bella!

Torta di ciliegie e mandorle


A differenza della torta con il cioccolato, questa è una torta più quotidiana. E' comunque ottima, se la servite a fine pasto farete sicuramente un figurone, ma io l'ho scelta perché avevo bisogno di una torta da mangiare a colazione e non volevo che ci fosse il burro - mannaggia a me. L'avevo vista tempo fa su Come i cavoli a merenda e me la sono salvata in attesa che arrivassero le ciliegie. 

Ingredienti:

200 gr. di farina bianca
50 gr. di farina di mandorle
1 bustina di lievito
100 gr. di zucchero bianco (la ricetta originale diceva 200)
125 gr.di yogurt alla ciliegia
125 ml olio di semi
3 uova

300 gr. ciliegie snocciolate

Mescolare la farina, la farina di mandorle, lo lievito e lo zucchero. A parte, invece, sbattere le uova e aggiungervi l'olio e lo yogurt, mescolando bene. Quindi unire i due composti e mescolare bene. Versare l'impasto in una teglia rivestita di carta da forno e unire le ciliegie, affondandole bene nell'impasto. Cuocere in forno caldo a 180° per circa 45/50 minuti. 

mercoledì 25 marzo 2015

Pasta frolla senza burro

Se mi leggete da tempo, sapete che combatto una battaglia senza quartiere con il colesterolo. No, vabbé, siamo onesti: soffro di colesterolo, cerco di combatterlo, a volte me ne frego e poi mi tocca rimettermi in carreggiata. Story of my life. Ho provato una dieta ferrea, tempo fa, ottenendo ottimi risultati. Il valore del colesterolo si è abbattuto, ma io avevo rinunciato a tutte le cose per cui vale la pena vivere: formaggio, burro, le patatine all'aperitivo e le brioche del bar. Roba da tagliarsi le vene, ve lo garantisco. Allora ho deciso di provare a ignorare il colesterolo e mangiare come mi piacerebbe davvero. Valore ritornato (quasi) alle stelle. Ora sto cercando un compromesso, una dieta che mi permetta di godere (ogni tanto) delle cose che mi piacciono, senza il pensiero di dovermene privare per sempre.

Visto che sto diventando un po' fricchettona, ho deciso di rinunciare (quasi) completamente ai prodotti industriali (merendine, biscotti, patatine, etc.), con l'unica eccezione delle brioche del bar. La vita non sarebbe vita senza il pensiero di farsi una colazione con cappuccino e brioche, ogni tanto. Ho deciso di rinunciare al burro nei dolci, in cambio della possibilità di mangiarlo, scegliendone uno buono e di qualità, spalmato sul pane insieme alla marmellata (la mia idea di paradiso). 

C'è ancora la questione formaggio, mio Dio. Il mio cibo preferito, la vita è davvero ingiusta. Comunque, solo una volta alla settimana. Ciao. L'ho detto. Vedremo se servirà a qualcosa. Intanto, sono diventata una pro nella pasta frolla senza burro. La ricetta l'ho trovata su Mysia, uno dei miei siti di riferimento, alla quale devo un sacco di ricette PERFETTE. Questa l'ho modificata leggermente, ma adesso va alla grande. E via di crostate. 




Pasta frolla senza burro

300 gr. di farina
100 gr. di zucchero
2 uova piccole piccole*
100 ml. di olio 
1/2 bustina di lievito per dolci

La cosa fighissima è che si prendono tutti gli ingredienti nella planetaria, si mescola il tutto e si ottiene un bel panetto maneggiabile (io ho sempre avuto enormi difficoltà con la frolla classica con il burro perché si sfarinava in continuazione), pronto da stendere nella teglia, da riempire di marmellata e da mangiare, dopo averlo cotto in forno a 180° per circa mezz'ora. La mia idea di cucina, per dire. 

*del tipo che la crostata la faccio solo quando mia zia mi porta queste uova piccine picciò, proprio della dimensione giusta. 

mercoledì 5 novembre 2014

Il dolce del cuore: Fabiana

Il dolce di oggi lo porta Fabiana, un'affezionata lettrice del blog e blogger a sua volta, su A spasso con Fabienne, storia di una genovese esiliata a Milano per amore (adoro questa definizione). Non ho potuto assaggiare neppure questa torta, mannaggia a me e al mio maledetto colesterolo, quindi - voi che potete - mangiatene un pezzettino anche per me! E, se avete voglia, perché non mi mandate il vostro dolce del cuore? :-)


Ciao Cindy, avrei tante ricette da condividere in questa tua nuova ed interessante rubrica. Amo fare i dolci quasi più che mangiarli. Ad ognuna delle "mie" ricette ben riuscite dedico un bel ricordo: un momento in famiglia, un viaggio, delle chiacchere con le amiche. Mi piacerebbe quindi raccortarti una ricetta golosa: la mia prima torta fatta da sola. 
Si tratta della iper calorica Torta di Mars. Ricordo e sapore legato alla mia adolescenza. Vissuta, come tutti ma forse un pò di più degli altri, in modo burrascoso e ribelle. Una ragazzetta pelle e ossa con i capelli a spazzola che trovava sollievo solo nelle serate tra amiche piene di chiacchere, risate e tanti "paciughi".
Ti racconto quindi questa torta semplicissima, buona e gustosa! Imparata da un'amica, all'epoca cosi importante e oggi quasi dimenticata, riproposta diverse volte per la sorellina golosa, per altri amici, fidanzati..etc!
Spero ti piaccia.

Torta di Mars

200gr di Riso soffiato (tipo Rice Krispies)
7 barrete di Mars (circa 300gr)
80 gr di burro

Ricoprire una teglia, meglio se a cerniera, di carta da forno. Sciogliere in una casseruola il burro e i mars tagliati a tocchetti. Una volta sciolto versare il composto in una ciotola insieme al riso soffiato. Mescolare velocemete e rovesciare l'impasto nella teglia. Livellare per bene e mettere in frigo per almeno un'ora. Una volta pronta togliere dalla teglia, tagliare a pezzettoni e gustare :-)

mercoledì 15 ottobre 2014

Il dolce del cuore: Francesca

Lettori cari, devo tirarvi le orecchie! Nonostante il grande successo del post in cui vi chiedevo di mandarmi il vostro dolce del cuore, sono arrivate solo due ricette. Ed è davvero un peccato, perché nel leggere la storia dei vostri dolci provo la stessa emozione che sento quando leggo le vostre wishlist, in quelle parole ci siete voi, i vostri sogni, la vita che portate con voi, mi sembra di conoscervi meglio ed è davvero come avervi qui a bere un tè insieme. Ho temporeggiato un po' in attesa che ne arrivassero altri, ma poi mi sono decisa a pubblicare quelli che mi sono stati inviati. E chissà che leggendo queste ricette non vi venga l'ispirazione di mandarmi anche il vostro dolce del cuore? 

Francesca è stata la prima a mandarmi il suo dolce, una torta che porta con sé una storia bellissima. Io purtroppo non l'ho cucinata perché sono in lotta con il burro, ma se voi non avete problemi, vi consiglierei di farla. Dev'essere favolosa. E magica!



Mio marito è nato in Sudafrica e ha vissuto là fino all’età di dieci anni…io mi perdo nei suoi racconti d’infanzia legati ad un mondo da noi così lontano...i safari, i rumori della savana, il suo mal d’Africa (perché è la che ha lasciato un po’ del suo cuore). Mi ha promesso di portarmi  un giorno a vedere da vicino i “suoi” maestosi elefanti e le infide iene ma la vita per ora ci trattiene fortemente qui…però sono sicura che prima o poi anche io potrò vivere un po’ dei suoi ricordi. 

Così, a volte, quando una ricorrenza lo richiede o semplicemente per vedergli nascere un sorriso spontaneo sulle labbra preparo la Milk Tart, la torta sudafricana di origine boera, da gustarsi con una tazza di rooibos. Dopo tanti tentativi falliti e altri riusciti solo a metà ho trovato finalmente la ricetta che corrisponde al sapore del suo ricordo…eccola:

Milk Tart

Per la frolla:
100 g burro freddo
100 g zucchero
230 g farina
1 uovo (leggermente sbattuto) 
2 g sale
½  cucchiaino di lievito
buccia grattugiata di un limone bio

Per il ripieno:
750 ml latte
75 g burro
3 uova
100 g zucchero
semi di vaniglia
30 g amido di mais


Preparare la frolla impastando velocemente tutti gli ingredienti per ottenere una palla che si farà riposare in frigorifero per almeno una mezzora. 
Nel frattempo sbattere i tuorli con lo zucchero e la vaniglia e poi l’amido di mais. Montare i bianchi a neve ben ferma con un pizzico di sale. Sciogliere il burro sul fuoco con il latte e prima che prenda il bollore aggiungerlo a filo al composto di uova, zucchero e amido di mais. Una volta raffreddato aggiungere i bianchi a neve. Infornare prima la frolla con i fagioli a 170° per 20 minuti poi per 10 minuti senza i fagioli e infine 30 minuti con il ripieno a 180°. 

giovedì 9 ottobre 2014

Torta di prugne con streusel

Una delle cose che più mi mancano della Germania sono i dolci. E io, ve lo giuro, non sono proprio una che va matta per i dolci. Certo, amo cucinarli, soprattutto le torte, perché sono semplici, veloci da fare e regalano un sorriso, ma potrei tranquillamente farne a meno. Faccio diventar dura la Nutella nella dispensa, i biscotti spesso diventano stantii, non sopporto il cioccolato a colazione, certi odori o gusti dolci mi danno la nausea. Insomma, sono una di quelle che, se obbligate, sceglierebbero sempre una pizza o un panino con il salame (buffo, perché le uniche ricette che pubblico sul blog sono di dolci. Beh, è per il motivo di cui sopra, facili, rapide...tendo sempre a scegliere la strada che mi fa fare meno fatica, ovvio). 

Va detto che i dolci, in Germania, appartengono a un'altra categoria. O quanto meno alla categoria che piace a me. In un sacco di ricette c'è la frutta, che io adoro: negli strudel, nel kaiserschmarren (che è austriaco, ma si trovava un sacco anche in Baviera), in tutte le varie torte con prugne, ciliegie e sopra un bello strato di streusel. E poi ci sono le spezie, anche nell'impasto della crostata, come in quella favola della Linzertorte. Mi sono tenuta alla larga da certe montagne a mille strati ricoperte di panna, ma tutti i dolci che ho scelto di assaggiare erano di una bontà commovente. E, nell'assaggiarne uno, ho ritrovato la stessa torta che sono solita fare io a casa, in estate, quando ci sono montagne di prugne. E lo so che non è più estate e le prugne non ci sono più. Ma basta cambiare frutta e via. No?


Torta di prugne con streusel

Per lo streusel:
80 gr. di burro freddo
100 gr. di farina
60 gr. di zucchero
1 pizzico di cannella

Per la torta:
Prugne fresche (o altra frutta se preferite)
75 gr. di burro morbido
50 gr. di zucchero di canna
2 uova
100 gr. di farina
90 gr. di farina integrale
50 ml. di latte
1 bustina di lievito
la scorza grattugiata di un limone

Mescolare tutti gli ingredienti dello streusel ottenendo un composto secco e sbriciolato, quindi metterlo in frigo. Passare alla preparazione della torta montando il burro con lo zucchero. Quindi aggiungervi uova, latte, scorza di limone, le due farine e il lievito. Versare il composto in una tortiera (io ne ho usata una a cerniera) imburrata e rivestita di carta da forno. Disporvi sopra le prugne tagliate a metà e sbriciolarvi sopra lo streusel. Cuocere in forno caldo a 180° per circa 40/50 minuti.

mercoledì 11 giugno 2014

Muffin alle fragole e cioccolato bianco

L'estate mi fa venir voglia di semplicità. Se in inverno passo troppo tempo a sfogliare riviste di moda desiderando il conto in banca di Beyoncé per poter acquistare certe meraviglie, in estate entro in una dimensione molto Kinfolk e mi basta che il sole mi scaldi le ossa per essere felice. In estate non ho bisogno di nulla, datemi una birra fresca, un paio di Birkenstock e la possibilità di stare all'aria aperta. Fatemi posare i piedi nell'erba appena tagliata, datemi un libro nuovo e una sdraio all'ombra e io sarò la donna più felice del mondo. Concedetemi infinite serate con gli amici, lunghe camminate in montagna e morsi di focaccia calda nel fresco del primo mattino e vi amerò per sempre. Finestrino abbassato, musica ad altissimo volume e occhiali da sole. Io sono felice così.

Vivo l'estate in una sorta di sospensione, dimenticandomi del futuro, degli obiettivi, della carriera, delle responsabilità. L'estate per me è godimento di ogni singolo attimo, del primo bagno con l'acqua ghiacciata che ti pizzica la pelle, il profumo della crema solare che si spande nell'aria, poter cenare in giardino e chiacchierare fino a che non fa buio, sperando che arrivino le lucciole. L'estate è portare il cane al fiume, tenere le finestre spalancate e improvvisamente non aver più bisogno del silenzio per lavorare, ma anzi godere dei rumori che vengono da fuori, i calci al pallone, i vicini di casa che chiacchierano, un acchiappasogni che tintinna in lontananza. 

L'estate mi riappacifica anche con la cucina. Io amo cucinare a fasi alterne. Ci sono momenti in cui accendo il forno tutti i giorni e altri in cui mangio dalla carta come i gatti. Periodi in cui non manca mai il dolce a colazione e periodi in cui sono la miglior cliente del Mulino Bianco. Idealmente mi vedo vivere in una grande cucina bianca, affaccendata a preparare prelibatezze di ogni tipo, molto più realisticamente sono seduta da qualche parte a leggere contando sulle riserve del freezer per mettere insieme la cena. L'estate però rianima la cuoca che alberga in me. Saranno le occasioni per mangiare con gli amici, l'energia rinnovata che mi spinge a vincere la pigrizia o, molto più realisticamente, la quantità di frutta e verdura che arriva a casa mia in questo periodo. 

Ogni anno, le prime ad arrivare sono le fragole. Cominciano timide a fine maggio, per poi scatenarsi tutte insieme con il primo sole. Adesso siamo nel pieno della produzione, quindi occorre far volare la fantasia e cercare un modo per utilizzarle. Io in generale non ho molta fantasia, figuriamoci in cucina e quindi, dopo aver cucinato di nuovo la torta di fragole e polenta, fatto un po' di liquore da bere in inverno e prodotto qualche barattolo di marmellata, cosa ci volete fare...mi sono lanciata in qualche muffin. Del resto, senza non sarebbe casa di Cindy, ormai credo lo abbiate capito. 


Muffin alle fragole e cioccolato bianco

220 gr. di farina 00
100 gr. di zucchero 
1/2 bustina di lievito
2 uova
100 ml di olio di semi
1 vasetto di yogurt bianco
fragole
1 tavoletta di cioccolato bianco

La solita storia (è per questo che amo i muffin così tanto, sono i signori della semplicità): mescolate tutti gli ingredienti secchi, sbattete le uova, aggiungetevi l'olio e lo yogurt e mescolate bene. Unite i due composti, amalgamandoli per bene, aggiungete le fragole tagliate a pezzettini e il cioccolato in scaglie. Distribuite l'impasto in 12 pirottini e cuocete in forno a 180° per 20/25 minuti. 
PS: se volete cambiare un po', invece del cioccolato bianco, aggiungete un po' di cacao all'impasto. I muffin saranno ancora più golosi, ma sempre facilissimi da fare. Parola di Cindy. 

mercoledì 5 marzo 2014

Una torta buonissima e una nuova rubrica

Signore e signori, è con grande entusiasmo che vi annuncio di aver partorito una nuova rubrica. O meglio, di aver partorito l'idea di una nuova rubrica, se sarà destinata a crescere e prosperare, beh...quello sta a voi. Eh, già...perché mi è venuta l'ennesima idea che coinvolge voi che mi leggete...ormai ho capito che mi risparmio una gran fatica facendo scrivere le cose a voi e quindi cavalco l'onda. Eheheheh, non mi prenderete mica sul serio, no guardate che scherzo eh. Mi piace un casino scrivere, anzi ho idee per post almeno fino alla primavera inoltrata, è che mi piace tanto anche coinvolgere voi, perché - come credo di aver già scritto - le case sono fatte per essere aperte agli amici, per fare festa insieme e condividere tempo, parole e affetto. Quindi ogni post scritto da voi è una piccola festa, un tè preso in compagnia, un aperitivo che ti lascia un po' brilla, un pezzo di vita passato insieme. E' per questo che li amo così tanto!

Ma torniamo alla questione della rubrica. Non credo che ve ne siate accorti, ma è molto tempo che non pubblico ricette di dolci. In realtà non esiste una motivazione precisa, semplicemente cucino meno cose dolci e quando lo faccio uso sempre le stesse ricette, quelle con cui vi ho già tormentati da tempo (ossia muffin, muffin e ancora muffin, praticamente in tutte le salse). Questa assenza di ricette era una cosa che mi spiaceva molto. Una casa non è tale senza del buon cibo da mangiare in compagnia e quindi sentivo che mancava qualcosa. Poi, qualche giorno fa, una mia cara amica mi ha mandato una ricetta di una torta di mele, scrivendomi che le era piaciuta molto e che aveva pensato di condividerla con me. E lì m'è venuta l'idea: perché non chiedervi di mandarmi i vostri dolci del cuore? Quelli che amate di più, quelli che sono un antidoto contro la tristezza, quelli che portate sempre a casa di amici perché piacciono sempre tanto, quelli di cui tutti vi chiedono la ricetta? Perché dai, che festa sarebbe senza un dolce? 


E sapete cosa sarebbe bellissimo? Se, insieme al dolce, mi raccontaste anche perché avete scelto quel dolce, perché lo amate così tanto, cosa vi ricorda, cosa lo ha fatto diventare parte della vostra vita...la sua storia, insomma. Che cosa ne pensate? Vi farebbe piacere fare questa grande festa tutti insieme? Secondo me, sarebbe bellissimo. Io comincio condividendo con voi la mia torta preferita di questi ultimi giorni, una delle torte che mi sono riuscite meglio della storia. La ricetta è praticamente una garanzia, perché fa parte del libro di dolci di California Bakery, che devo assolutamente acquistare (io l'ho presa qui). Il risultato è una meravigliosa ciambella al profumo di agrumi con un bel croccantino dato dai semi di papavero. Perfetta per il tè, cosa sto qui a dirvelo. 


Poppy Seed Citrus Cake

225 g zucchero semolato
280 g di farina
12 g di lievito per dolci
2 gr sale
135 ml di succo d'arancia
scorza grattugiata di un limone bio
scorza grattugiata di un' arancia 
135 ml di olio di semi di girasole
3 uova
50 g di semi di papavero (la ricetta ne prevede il doppio ma io non li avevo. A mio gusto, comunque, è sufficiente questa quantità). 

Versare in una ciotola grande il succo d'arancia, l'olio, le uova, lo zucchero, la farina, il sale, il lievito, i semi di papavero, le scorze di arancia e limone grattugiate; cominciare a mescolare solo alla fine. Mescolare per bene fino ad ottenere un composto liscio che abbia consistenza a nastro. Versare in uno stampo per ciambelle imburrato e infarinato e cuocere in forno preriscaldato a 170° per 40/45 minuti, facendo comunque la prova stecchino per verificare che sia asciutto. (La ricetta originale prevede anche una salsa di arance da fare assorbire al dolce a fine cottura, ma io sono una pigrona e non l'ho fatto. Sono comunque soddisfatta così). 

Allora, che mi dite? Aspetto le vostre ricette? Dai, dai...che ho anche già trovato il nome della rubrica e mi piace tantissimo!!!