mercoledì 21 gennaio 2015

In viaggio con Michela: Val Ferret

Mentre sono ancora in preda alla nostalgia di Parigi, ecco che arriva Michela e mi mette una gran voglia di andare in montagna...e secondo me succederà anche a voi, dopo aver letto questo post! Buona lettura!

La neve quest'anno si è fatta desiderare, oh se l’ha fatto, soprattutto da chi come me, aveva prenotato una vacanza in montagna per le festività o semplicemente si era organizzato un'escursione in quota. Anche in questi giorni controllo di continuo il meteo e le webcam, il desiderio di una nuova uscita con le racchette, anche solo dalla mattina alla sera, è forte e ho qualche bella idea in mente. 


Torniamo alle festività appena trascorse e ai miei giorni in Valle d'Aosta. 
Pochi giorni prima della partenza finalmente ha nevicato e così il mio fitto programma non è andato in fumo. Che non c'è cosa peggiore per me dei cambi di programma o di una rinuncia dell'ultimo minuto. 


La passeggiata più apprezzata della vacanza è stata senza dubbio la risalita della Val Ferret e l'ascesa al Rifugio Bonatti. 
La Val Ferret è una delle più spettacolari vallate di Courmayeur e si contraddistingue per la sua dolcezza e il magnifico paesaggio.  Posizionata ai piedi del Monte Bianco offre un panorama unico, con oltre 20 km di natura esplorabile sia in inverno che in estate. 


Una volta lasciata la vettura al grande parcheggio di Planpincieux s'imbocca il percorso pedonale che fiancheggia la pista di fondo e ci si inoltra nella valle, costeggiando la Doire de Ferret, affluente della Dora Baltea. Il tracciato è bellissimo e la pendenza sempre dolce permette di apprezzare vedute spettacolari sul Monte Bianco e sulle Grandes Jorasses. Le ciaspole quel giorno erano inutili, i ramponi invece molto efficaci per percorrere alcuni tratti ghiacciati. Dieci minuti di cammino e s’incontra una piccola cappella, superata una lieve salita, ecco la frazione di Lavachey. In poche centinaia di metri si raggiunge una splendida abetaia. 


Superato qualche tornante ecco il bivio per il rifugio. Da qui, in un bosco di larici, una salita costante di circa novanta minuti porta al Bonatti. L'ultimo tratto, ormai fuori dal bosco, è forse il più sostenuto, e qui le ciaspole servono eccome, e quando il rifugio appare si è davvero al rush finale, ripagati dalla vista mozzafiato sul Monte Bianco. 
Il rifugio intitolato al famoso alpinista Walter Bonatti è stato inaugurato nel 1998. Sorge ai piedi delle Grande Jorasses ed è situato a 2025 m di quota.  Non ho grande esperienza ma posso dire di aver trovato una struttura curata, pulita, molto accogliente e un’ottima cucina valdostana. Una giornata da ricordare. 


Una curiosità: fino all’ 8 marzo presso il Palazzo della Ragione di Milano è allestita l'esposizione Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi che ripercorre le avventure dell'alpinista ed esploratore italiano. 

martedì 13 gennaio 2015

Leggermente

Comincia oggi una nuova rubrica, qui a casa di Cindy. Una rubrica dedicata ai libri, ai racconti, alla lettura, alla vita e che si chiama Leggermente, una parola che riassume tutto quello che questo spazio vuole essere. Ho chiesto a Elena di scriverla perché volevo fortemente che lei fosse parte di questa piccola casa virtuale, come quando incontri una persona che ti piace e la inviti a casa tua per conoscerla meglio, mostrarle le cose che ami, offrirle qualcosa di buono da mangiare. Infatti, quando Elena mi ha chiesto di cosa volessi che scrivesse, io - come alle altre persone che scrivono per questo blog - ho detto che in realtà non mi interessava di cosa scrivesse, io volevo semplicemente che ci fosse lei e che si sentisse a casa. Data la nostra comune passione, ho proposto ad Elena di scrivere di libri, con la voce speciale che solo lei sa avere. Lei ha detto sì e io sono felice. Tanto. 


Mi hanno insegnato che quando non ci si conosce è buona educazione presentarsi e io farò così, cercherò di dirvi chi sono in poche righe, anche se francamente non so da che parte cominciare!
Poche ore fa Cindy mi ha chiesto se avevo voglia di scrivere per il suo blog (proprio così mi ha domandato: "Ma tipo, tu non è che avresti voglia di scrivere per a casa di cindy?" ) e io, che sto vegetando in punta di piedi nell'attesa di superare le Feste, ho pensato "Caxxo! Una buona ragione per stare allegri!" e ho risposto Sì. 
Davvero? Ha detto lei.
Sì Sì. Ho (ri)detto io.

E mi sono messa subito a fantasticare sul titolo della rubrica, sul primo post, sulle foto da scegliere di volta in volta, ma, soprattutto, sul taglio da dare a questo spazio.
Tadaaaan.
Non ne ho idea.
Si parlerà di libri, questo lo so (perché me lo ha detto Cindy), di libri che piacciono a noi, di libri che ci hanno accompagnati negli anni, di libri che ci sono capitati in mano per caso, di libri che arrivano come regalo, di libri che diventano un tesoro, di libri che riempiono la nostre case, di libri che ci rappresentano.


Quindi ho pensato che potrei iniziare con un libro per bambini (ma c'è differenza?), che è per me quasi tutte queste cose insieme: un piccolo tesoro che mi racconta, che è un regalo di questo Natale ma che potrebbe tranquillamente arrivare dal Natale 1990 e che si è guadagnato il posto d'onore nella nicchia verde accanto al letto, dove riposano le mie letture più care.
Si intitola Un albero è... di Marina e Fabrizio Barbero (ecco la scheda) e l'ho scartato ieri sera durante lo scambio dei regali con gli amici, tutti seduti a terra sul parquet del soggiorno, tra liquori, musica e risate. E' il regalo di Nessie, amica che di libri se ne intende assai: molti di quelli di cui parlerò qui arrivano proprio da suoi consigli e segnalazioni.

Ho scelto Un albero è... perché se nella vita ci sono cose a cui non potrei proprio rinunciare quelle sono:
- i libri
- la musica
- le piccole cose (tipo chessò, una bilia di vetro trovata per caso correndo al lavoro, un airone cinerino che vola basso mentre faccio pensieri pesanti, un vecchio anello della nonna che mi calza a pennello, una signora anziana che lancia caramelle dalla finestra, se volete saperne di più, di questa mia mania, potete leggerne qui)
- gli alberi

Ecco, questi ultimi si portano con sé un bagaglio gigante, perché come dice il libro di oggi Un albero è... Moltissime cose. E' tronco, è ramo, è foglia, è radici, ma è anche casa, nutrimento, ombra, tetto, profumo. Tra le pagine semplici di questo libro si prova a definire l'albero con una sola parola ma sotto tanti aspetti diversi e tre delle caratteristiche citate corrispondono esattamente alla mia personalissima visione:
1) Un albero è una casa
2) Un albero è un nascondiglio
3) Un albero è un'avventura.


Quando mi sono trasferita nell'appartamento dove vivo adesso, tra pavimenti di legno e travi a vista, è stato spontaneo ribattezzarlo l'Albero. Qui trovo pace, rifugio, ispirazione per nuovi progetti. Qui trovo un posto per me. Per questo tra le foto su instagram scattate nei dintorni di casa troverete l'hashtag #lamiavitasullalbero, mentre chi mi conosce sa che se vuole farmi felice può regalarmi una qualunque cosa che riguardi il mondo vegetale e mi vedrà sorridere beata. Credo che i libri di cui chiacchiereremo in questo bello spazietto parleranno spesso di alberi, reali e metaforici, e sarebbe splendido se foste anche voi a segnalarmi qualche lettura interessante da condividere a casa di Cindy.


Vi lascio (prometto di essere meno prolissa la prossima volta, le presentazioni sono sempre la fase più complicata!) con una citazione tratta da Un Albero è... e con l'idea di chiudere sempre questi "post letterari" usando un brano del libro letto insieme:
Un albero è giovane, vecchio
alto, basso, utile, inutile
lontano, vicino...
Un albero può essere tante cose:
dipende dai punti di vista.


PS: Mi piacerebbe che chi mi legge sentisse la musica che ho ascoltato scrivendo il post, perciò vi lascerò sempre una piccola "colonna sonora". Un brano solo, scelto tra quelli che mi hanno accompagnata durante la stesura. Iniziamo con Soley, che ascolto da un bel po' ormai, e che penso mi rispecchi abbastanza. Quando possibile farò in modo che anche i video siano piacevoli da guardare...buona lettura e buon ascolto!


venerdì 9 gennaio 2015

Wishlist del venerdì

Buon fine settimana, amici miei. La settimana è stata breve, sebbene tormentata da eventi assurdi a cui è difficile credere, e siamo già qui a guardare a un nuovo weekend. Meno male che nella vita c'è la leggerezza, che ci sono infinite cose belle e c'è la speranza di poter guardare al futuro. Non è estremamente consolante? Finché ci sarà tutta questa bellezza in giro, avrò ancora fiducia nel genere umano. Ed eccovi la prima wishlist dell'anno, dedicata alla bellezza del mondo. 

Nei giorni di festa, oltre a dedicarmi allo sport di ingurgitare quantità di cibo oltre le reali possibilità umane, ho passato anche un bel po' di tempo sul divano a sfogliare le mie riviste preferite. Non riesco mai a farlo durante la settimana e finisco sempre per accumularne una bella piletta in soggiorno, che poi smaltisco in lunghi pomeriggi d'ozio e di coccole. Grazie a questa attività, mi metto al corrente sulle ultime uscite in libreria o sui libri di cui non ho ancora sentito parlare. E la lista dei desideri si allunga.  Oggi sono questi i libri che vorrei, qui e ora, per riempire di bellezza le mie giornate (e la libreria, ovvio). 

Love Holidays. Quaderni d'amore e di viaggi.
L'amore che nutro per Fosco Maraini è pressoché sconfinato. Il colpo di fulmine è nato con Case, amori e universi, l'autobiografia in cui lui racconta della sua infanzia di bambino ribelle e della vita vissuta sempre in nome dell'avventura. La conferma del mio amore è avvenuta con la mostra di fotografia vista due anni fa a Genova, di cui vi avevo raccontato qui. Ora potete immaginare l'emozione quando ho visto che è uscito questo libro, curato dalla figlia Dacia, che raccoglie i diari dei viaggi fatti in gioventù con la moglie Topazia. Posso non averlo? E poi, ma che nome meraviglioso è, Topazia?


Viaggiare in poltrona.
Uno dei miei pochi propositi per il 2015 è quello di viaggiare di più. Voglio fare un viaggio lungo, di quelli che ti ricordi per tutta la vita, e anche qualche altro piccolo viaggio, perché insomma, voglio sognare in grande. E ho anche voglia di fare viaggi piccoli, dietro casa, a scoprire le cose mai viste che sono qui a due passi. Per stimolare (come se ce ne fosse bisogno) questa infinita voglia di andare, mi piacerebbe proprio tanto avere questo libro di Lonely Planet sui viaggi, anzi sui "film, libri e musiche che fanno venire voglia di partire". No, vabbé, parliamone. 


Fiori.
Da qualche anno a questa parte, m'è nata una grandissima passione per piante, fiori e per il giardinaggio in genere. Credo sia dovuto al mio diventar vecchia e alla voglia di una vita più lenta. Amo i fiori, le stampe floreali, il mood ottocentesco. Che vi devo dire, gira così. Sia chiaro che non disdegnerei un tatuaggio, un fine settimana a Tomorrowland e un giro del mondo con lo zaino in spalla, sia chiaro eh. Ma ci molti sono i giorni in cui mi basta una tazza di tè, una copertina e la contemplazione del mondo. E in questi momenti, vorrei avere da sfogliare il libro di Vita Sackville-West sui fiori, con gli acquerelli di Graham Rust. Passatemi un savoiardo e un bicchierino di rosolio e, per cortesia, state attenti ai centrini sul divano, quando vi sedete. 

mercoledì 7 gennaio 2015

Ricominciamo

(foto The Coolhunter.net)

Ebbene, eccoci qui, ci tocca ricominciare. Io in realtà non ho praticamente mai smesso di lavorare, ma ho deciso di farlo in maniera slow. Non sono andata in ufficio, ma ho lavorato da casa. Che poi nel mio caso vuol dire non fare una rampa di scale, ma è l'aspetto mentale che conta, no? Ho lavorato dal divano, dalla poltrona, con la musica oppure i film di Natale in sottofondo. Un modo per consolarmi del fatto che avevo previsto dieci giorni di sonoro cazzeggio, sfumati nel nulla. Ma va bene così, ovviamente.

E adesso si riparte. Negli ultimi giorni del 2014 non facevo che ripetere a chiunque, alla nausea, che non vedevo l'ora che l'anno finisse, perché era stato un anno lungo, nero, difficile e "puntavo tutte le mie carte sul 2015". Tanta era la mia voglia di cominciare l'anno con il piede giusto che, all'alba del primo giorno dell'anno, in una splendida giornata di sole, ho convinto un assonnato marito a fare una gita a Camogli, riempiendomi gli occhi di colori, tepore e bellezza. Ne avevo un bisogno immenso, per via dell'estrema convinzione che se volevo che il 2015 fosse speciale, dovevo cominciarlo nella maniera migliore. Salvo poi risvegliarmi il 2 gennaio e realizzare che nulla era davvero cambiato, quasi mi aspettassi che accadesse una magia. Ma le magie non accadono, viviamo in un mondo tremendamente reale e, se vogliamo un po' di magia, dobbiamo farla succedere noi. 

Riguardando al 2014, continuo a pensare che sia stato un anno davvero difficile, non tanto per gli eventi esterni ma per quello che stava succedendo dentro di me. Però, come tutti gli anni di crisi, ha portato anche molti elementi positivi. Sicuramente, la consapevolezza di un malessere, che per la prima volta ho guardato in faccia, il bisogno di cambiamento e di crescita, dal punto di vista lavorativo e di luogo dove vivere, e una più profonda conoscenza di me stessa. Che buffo, che alla fine non ci si conosca mai davvero. 

Per questo nuovo anno che viene non ho intenzione di fare alcuna lista di buoni propositi, chè tanto a febbraio me la sono già scordata. Ho solo la ferma intenzione di lavorare su quello che ho imparato di me nello scorso anno e cercare di vivere meglio. Capire come cambiare le cose che non vanno e godere di più di quelle che vanno. E soprattutto non voglio che passi un altro anno senza un lungo viaggio. Non me lo merito. Viaggiare alimenta la mia anima e uno dei motivi per cui lo scorso anno si era spenta è proprio il fatto di non essermi praticamente mossa. Assurdo. Inaccettabile. Inconcepibile. Quest'anno si cambia.

Infine, per quel che riguarda questo blog, ci saranno nuovi progetti, nuove collaborazioni e tanti sorrisi. Ho un po' di idee per la testa, ho voglia di dedicare più tempo a questo spazio che mi vuole così bene, ho bisogno di farmi coccolare e di condividere idee, sogni, film mentali. Spero di farcela e spero di cuore che continuerete a seguirmi. Perché che vi voglio bene ve l'ho già detto, ma dirlo una volta in più non fa mai male, no? 

Ma non posso chiacchierare sempre io, eh. Ditemi di voi,  come avete iniziato l'anno? Avete comperato l'agenda nuova? E i propositi per il 2015? Raccontatemi! 

mercoledì 31 dicembre 2014

I (miei) libri del 2014

Concludo il 2014 con un ultimo post, dedicato a uno dei miei più grandi amori: i libri. Il mio rapporto con i libri è di dipendenza totale. Non riesco a stare senza leggere. Se la musica mi aiuta a vivere, i libri mi fanno compagnia. Sono una porta su mondi lontani, su pensieri, anima, ricordi altrui, sono un modo per passare il tempo, per alimentare l'anima, per vivere meglio. Senza non so stare. So che non potrà mai succedere, ma sogno una pensione passata a leggere libri seduta all'ombra di un glicine, in lunghi pomeriggi assolati. 

Visto che sono un Capricorno e adoro l'ordine, tengo un rigoroso elenco di tutti i libri letti durante l'anno. Poco romanticamente, lo faccio su un file (ma almeno non è un file di Excel, c'è un limite a tutto), che chiudo ogni anno con un po' di emozione, contando i libri letti e ripercorrendo l'elenco dei titoli. Leggo tanto, ma meno di quanto potrei (e vorrei). Quest'anno ho letto 31 libri, alcuni meravigliosi, altri inutili, altri ancora deliziosamente piacevoli. Di alcuni ricordo i momenti in cui li ho letti, di altri ho in mente passaggi, ambientazioni, personaggi, di altri ancora non ricordo nulla. Mi si potrebbe dire che leggo con superficialità, io credo di no. Io leggo per il momento, non per il futuro. E poi perché è lecito scordarsi un film e non un libro? L'importante è godersi le parole e pace se ci si scorda una trama, c'è sempre tempo per rileggerla, no?

Di tutti i libri letti quest'anno, ho deciso di selezionare quelli che mi sono rimasti nel cuore, quelli che mi porterò dietro nell'anno che viene, quelli da cui non vorrei separarmi mai oppure quelli che mi hanno semplicemente sorpresa, innamorata, entusiasmata. Proprio come nel caso della lista dei miei dischi del 2014, si tratta di una lista del cuore. Mai potrei permettermi di giudicare chi ha intrapreso un'impresa titanica come quella di scrivere un libro. 

Stoner - John Williams
Credo che su questo libro sia stato detto praticamente tutto. Consigliato praticamente ovunque, commenti positivi a pioggia, recensioni entusiastiche. Cosa devo aggiungere io? Solo che, se non lo avete ancora fatto, leggetelo. Passerete qualche ora insieme a William Stoner, un uomo semplice, con una vita semplice, che ha dato anima a un libro meraviglioso. 

Paolo Cognetti
Di Paolo Cognetti non ho scelto un libro in particolare, perché davvero non avrei potuto. Quest'anno ho letto quattro suoi libri, me ne mancano ancora alcuni, ma conto di recuperare presto. Di Cognetti mi sono innamorata profondamente. Mi stupisce la sua capacità di scrivere delle donne, in maniera così profonda, cruda e sincera. Sa tratteggiare personaggi femminili di una verità sconcertante, delineati con una scrittura semplice e perfetta. Leggendo i suoi libri, ti rendi conto che lui ti saprebbe capire, in tutta la tua complessità. Insomma, se non fossi sposata, farei carte false per cercare di conoscerlo. 

Open - Andrè Agassi
Di questo libro credo di avervi già parlato in passato. L'ho comperato e letto perché una marea di persone, diverse tra loro e dai gusti di lettura più disparati, hanno detto, scritto, commentato, dicendo che si trattava di un libro estremamente appassionante. E così l'ho letto. E mi sono stupita, emozionata, commossa, divertita insieme a questo campione. Proprio a me che, diciamolo, del tennis e dei tennisti frega meno di zero. 

Romeo e Julienne - Antonella Gigante
Seguo Antonella Gigante su Instagram da anni e quando ho saputo del suo libro, sono "corsa" a comperarlo. L'ho letteralmente divorato, in due mattinate di sveglie all'alba a causa di una strana insonnia. E l'ho amato per la genialità dell'idea, per la struttura scorrevole e per la leggerezza che lo pervade. Si tratta di un libro che mescola cibo, ricette, classici della letteratura e mondo del web, un libro che fa venire voglia di mettersi a cucinare, rileggere certi classici e di vivere con allegria.  

The art of asking - Amanda Palmer
Che io sia fan di Amanda Palmer, non è certo un segreto. La amo tantissimo, trovo che sia una performer straordinaria, ha scritto canzoni che mi toccano il cuore, alcune sue scelte mi lasciano sconcertata, altre mi emozionano, ma sicuramente non mi lasciano mai indifferente. Quando ho saputo del libro, ho deciso di pre-ordinarlo e scegliere una copia autografata. Poi ho aspettato che arrivasse, con tanta pazienza e molto amore, come si attende un regalo che arriva da lontano. La mia attesa è stata ripagata ed io ho chiuso il 2014 leggendo la storia di questa meravigliosa e controversa donna, che sa donarsi interamente e profondamente, e che, come tutte le persone profondamente sincere, suscita sentimenti contrastanti. Io ora la conosco un po' meglio e la amo come prima. Forse un po' di più.  

mercoledì 24 dicembre 2014

Buone Feste!


E alla fine ci siamo, anche Natale è arrivato. Nei prossimi giorni sarò impegnata a sopravvivere al pranzo di Natale e a quello di Santo Stefano e per il weekend che segue progetto due giorni pieni di divano, relax, vecchi film, passeggiate con il cane e benessere. Non voglio altro. Ed è lo stesso che auguro a voi. Che questo Natale sia pieno di semplicità e serenità, che possiate godere della compagnia delle persone a cui volete bene, passando il tempo come più preferite. Vi ringrazio ancora una volta, con il cuore, di esserci. Non sapete quanto sia bello. Auguri!!!!!!!!! 

giovedì 18 dicembre 2014

I (miei) dischi del 2014

Del mio rapporto con la musica ne ho parlato fino alla nausea, vero? Che mi aiuta a vivere, che senza non potrei stare, blablabla, giusto? Perfetto, quindi lasciamo perdere l'introduzione e passiamo alla lista dei miei dischi del 2014. Io sono una appassionata adorante di musica, ma non sono un'esperta. Di robe tecniche ne so meno di Simona Ventura, per dire. Odio il termine "mi è arrivato", non sopporto Simona Ventura, ma mi serviva un esempio per farvi capire il mio rapporto con la musica. Di pancia, insomma. Mi innamoro di persone, atmosfere, ritmi, ma mai nella mia vita potrei permettermi di giudicare un disco o un cantante dal punto di vista tecnico. Quindi questa, come ogni altra cosa in questo blog, è una lista del cuore

Musicalmente, come in molti altri campi, mi nutro di passioni. Mi innamoro intensamente e, nel periodo dell'innamoramento, non ascolto altro. Quando scopro un disco, un gruppo che non conoscevo, una canzone speciale, quello diventa la mia colonna sonora almeno per qualche mese. Se poi è amore vero, rimane e entra a far parte dei miei preferiti, altrimenti passa e amici come prima. Questa è la lista dei miei amori veri del 2014 (che non sono per forza dischi del 2014, io arrivo sempre un po' in ritardo sulle cose, si sa). 

Of Monsters and Men - My head in an animal. Questo è uno degli album più belli che io abbia ascoltato negli ultimi anni, senza ombra di dubbio. Il singolo Little Talks si è sentito in radio fino alla nausea, ma non mi era mai venuta voglia di saperne di più finché un giorno, su YouTube, ho visto il video qui sotto. Colpo di fulmine, come spesso mi succede. Per tutta la primavera di quest'anno, non ho fatto altro che ascoltare questo album. Mentre cucinavo torte il sabato mattina, in macchina, in cuffia in giro. Per me quest'album ha il sapore del primo tepore primaverile, di margherite, cannella e caffè caldo. 


John Mayer - Battle Studies. L'estate mi ha regalato molteplici scoperte musicali. John Mayer, come già avevo raccontato, lo devo tutto a Veronica, che ne ha cantato l'amore in un suo post dopo il concerto dei Rolling Stones. Tanto amore meritava sicuramente un po' di curiosità, sono andata su Spotify e da quel momento le mie giornate sono state piene delle melodie di John. Questo album ha il sapore delle giornate grigie e freschine della scorsa estate e della voglia di andare via, lontano. 



Matrimony - Montibello Memories. Questo album l'ho scoperto grazie a una blogger americana, della quale purtroppo non ricordo il nome, che dichiarava di essersi innamorata di questo nuovo gruppo, parlandone con grandissimo entusiasmo. Si sa che non sono immune all'amore e son dovuta correre ad ascoltarli. Se John Mayer è stato il compagno delle giornate più malinconiche, quest'estate, i Matrimony li ho ascoltati distesa al sole, cercando di assorbire tutto il caldo possibile. I Matrimony sono il mio amore per l'America, i gruppi hipster, gli zoccoletti svedesi e le file di lucine appese sotto il patio. 



Future Islands - Singles. Se dovete guardare uno solo dei video che vi ho messo qui, guardate questo, ve ne prego. Questa canzone è MERAVIGLIOSA. I Future Islands li ho scoperti da sola, vagando a caso su Spotify (sono dipendente dall'opzione "Artisti simili") e mi hanno entusiasmata come poche cose ultimamente. Tra l'altro pare che ci abbia anche visto giusto, perché questo album è in tutte le classifiche dei migliori album dell'anno. Ma in realtà non mi importa, questo disco è la pioggia al ritorno dalla Germania, la birra e i pretzel, e il frescolino di prima mattina, quando ormai è settembre. 



The Kills - Blood Pressures. Che i Kills fossero grandi, lo sapevo da tempo. Ma non me ne ero mai innamorata, chissà perchè. Poi sono andata a sentire gli Artic Monkeys, quest'estate, e loro aprivano la serata. Che botta, ragazzi. Il mio autunno rockettaro ha avuto solo loro come colonna sonora. Loro sono la mia anima rock, il giubbotto di pelle e la passione per i tatuaggi (che non ho). 


E voi, ditemi. Quali sono stati gli album del vostro 2014?