martedì 16 settembre 2014

Monaco e la Baviera - seconda parte

Dopo il post della scorsa settimana, in cui sproloquiavo sul mio viaggio in Baviera condividendo fondamentali ricordi e indispensabili opinioni sulla Germania, ho deciso di scrivere un post più utile, nel caso qualcuno volesse fare un giro simile a quello fatto da noi e volesse trarre ispirazione. Spero vi possa far piacere, in caso contrario, vi chiedo scusa e se ci incontriamo al bar vi offro una birra per farmi perdonare dell'essere stata noiosa. Promesso!




Noi volevamo assolutamente fare un viaggio itinerante, non potevamo star via più di una settimana, quindi abbiamo finito per "saltellare" un po' qua e là. Ci vorrebbe molto più tempo e calma, ovviamente, ma non si può avere tutto dalla vita, no? Il nostro giro è stato: Monaco di Baviera (2 giorni) - Norimberga - Würzburg - Romantische Strasse (due giorni) e Lindau. A Monaco di Baviera abbiamo affittato una casa con AirBnB, come facciamo quando possibile, in tutti gli altri posti abbiamo dormito negli alberghi trovati su Booking, trovandoci sempre molto bene. La colazione non era mai inclusa, ma visto che non pagherei MAI 10 euro in più a testa per la colazione in albergo, abbiamo risolto con un bollitore elettrico e dolcetti comperati in giro. Del resto, da tempo ormai il bollitore è il mio indispensabile compagno di viaggio, senza non ce la farei proprio. 




Monaco di Baviera: è chiaro che occorre diffidare da chi dice che per visitare una certa città "bastano due, tre, quattro giorni, una settimana, non basta un mese", tanto il tempo non sarà mai sufficiente. Io me ne vado sempre con il desiderio di vedere, fare, godermela di più, ma si fa quel che si può. Il mio consiglio sarebbe quello di tenersi alla lontana dal folklore del centro (Marienplatz e dintorni) e dalla folla che gravita in zona. Io ovviamente non l'ho fatto, quindi chi sono io per suggerirlo? Però vi prego, fidatevi, non perdetevi l'Englischer Garten (io vado matta per i parchi e questo è proprio bello). La cosa che più ho amato a Monaco? The Munich Readery, una libreria dell'usato specializzata in libri in lingua inglese. Un piccolo paradiso, dove all'ingresso ti offrono il caffè e ti senti subito a casa. 




Würzburg: tralascio Norimberga, perché si trattava unicamente di una tappa intermedia tra Monaco e Würzburg, la nostra meta più a nord, da cui iniziare a tornare verso sud lungo la Romantische Strasse. Abbiamo trascorso a Würzburg solo una mezza giornata, ma ci è piaciuta davvero tanto. Sarà che, quando sei in giro, nel giudizio su un posto conta tanto l'umore con cui ci arrivi, il meteo, quello che ti aspetti, quello che ti capita quando arrivi. A Würzburg tutti questi elementi si sono allineati alla perfezione ed è stata una giornata meravigliosa. Quindi il mio giudizio è viziato dal fatto che, non appena arrivati, abbiamo pranzato in un Biergarten lungo il fiume mentre il sole faceva capolino tra le nuvole, per poi fare una lunghissima passeggiata fin su alla fortezza sulla collina e in mezzo alle vigne e per finire con una cena a base di vino locale (giusto per fare una pausa dalla birra). Insomma, Würzburg è bella. Punto. La cosa che più ho amato di Würzburg? L'ora dell'aperitivo lungo il fiume, con la gente seduta sulle panchine e i muretti a bersi una birra mangiando stuzzichini portati da casa. Relax vero. 




Romantische Strasse: questa strada era l'obiettivo principale della vacanza, visto che la guida la citava come "la meta più visitata della Germania". Nella mia testa, doveva essere spettacolare per forza. La Romantische Strasse è, ehm, ecco, una strada. Che si snoda per la campagna, spesso in panorami piuttosto anonimi. Insomma, le Langhe, il Senese, i sentieri delle Cinque Terre, la strada da Bormida a Osiglia (questo è solo per i local), tutti questi itinerari le danno mille punti. Boh, sarà che mi aspettavo 'sti panorami da favola, ma vabbè. Comunque, lungo la strada si snodano paesini medievali, il più visitato dei quali è Rothenburg Ob der Tauber, una paesino che mi è parso finto e immacolato, pieno di negozi di souvenir e famoso per le Schneeballen (delle enormi palle dolci, dal gusto identico alle nostre chiacchiere di Carnevale). Meh. La Romantische Strasse porta fino a Füssen, altra località ad altissimo tasso di turisti e ristoranti italiani, vicinissima al famoso castello di Neunschwanstein, che sarà anche ESTREMAMENTE turistico, ma merita una passeggiata, almeno per la vista spettacolare dal famoso Marienbrucke. La cosa che più ho amato nella Romantische Strasse? Dinkelsbühl, un paesino incantevole circondato da mura (senza negozi di souvenir e con un numero accettabile di ristoranti italiani). 




Lindau e il Lago di Costanza: come Norimberga, anche Lindau è stata scelta principalmente come tappa intermedia sulla via del ritorno a casa. E, esattamente come Norimberga, ci ha colpiti molto piacevolmente. Si tratta di una piccola cittadina situata su un'isola (l'ho scoperto quando ci sono arrivata, eh) collegata alla terraferma da un ponte. C'è pure la stazione dei treni, quindi da qualche parte ci sarà pure un ponte ferroviario ('sta curiosità mi ha tormentata per tutta la mia - breve - permanenza lì. Potevo togliermi il dubbio, lo so, ma mi piace rimanere nel mistero). Comunque, Lindau è una tranquilla cittadina lacustre, con un sacco di ristoranti e locali sul lungo lago. M'ha fatto venire voglia di tornarci, ecco. La cosa che più ho amato di Lindau? In realtà non ha niente a che fare con Lindau, ma è un posto incantevole: si tratta del Gmündmühle B&Bdove abbiamo soggiornato, una vecchia casa alpina gestita da due simpatici signori d'una certa età, un posto semplice, allegro, sorridente. Un po' come buona parte della Germania che ho visto io, va detto. 

venerdì 12 settembre 2014

Intervista a Tostoini

Per la mia grandissima gioia, ricominciano le interviste alle creatrici di A little market, piattaforma online per la vendita di oggetti handmade. Grazie a questa serie di interviste, ho scoperto un mondo bellissimo, ho conosciuto meglio alcune delle mie creatrici preferite e ne ho scoperte di nuove. Ed è per questo che ricomincio con entusiasmo a curiosare nel mondo di queste meravigliose persone.

Questa settimana è la volta di Tostoini, una delle mie creatrici preferite, un'illustratrice che popola il suo mondo di creature animali e vegetali, dall'aspetto buffo e pieno di dolcezza. Nel suo negozio su A little market trovate bellissime stampe, ma anche spille e collane per portare in giro questi meravigliosi personaggi. Se ancora non la conoscete, sono sicura che Tostoini colpirà al cuore anche voi. E ora vi lascio a lei. 


Ciao! Per cominciare, chi si cela dietro Tostoini? Ci racconti qualcosa di te, Roberta?
Oddio, a dire la verità sto su internet da così tanto tempo che da celare non è rimasto molto, saltate pure questa parte se la conoscete già :) 
Sono originaria della Sardegna, sono arrivata a Milano dicendo "è una sistemazione provvisoria" e visto che non c'è niente di più stabile del provvisorio alla fine sono qui da quattro anni.  Sono metà sarda e metà siciliana,  ho una scrivania molto piccola  su cui ci stanno a malapena il pc, la tavoletta grafica e un gatto molto invadente.  

Perché Tostoini? Da dove nasce questo bellissimo nome?
Tostoini è il nome in sardo della tartaruga. Quand'ero piccola mio fratello, come tutti i fratelli dall'alba dei tempi mi chiamava coi soprannomi  più disparati – non che nel frattempo abbia smesso. Tra questi c'era anche "testuggine",  che credo  mi sia rimasto perché sono lenta, testarda e a giudicare dalla temperatura delle mie mani probabilmente a sangue freddo.
Nel lontano 2004 - quando ho aperto il mio primo blog - però il nome testuggine era già occupato e così ho usato la sua variante sarda, tostoini. Forse non è granché come mito fondativo, ma posso sempre inventarmene uno migliore. Per esempio da oggi in poi potrei raccontare a tutti che deriva dal fatto che sono stata cresciuta allo stato selvaggio sino alla maggiore età da un branco di tartarughe.



Come ti sei avvicinata all’illustrazione? È una tua passione da sempre oppure una scoperta più recente?
La prendo alla lontana. Tutti disegnano da piccoli. Quasi tutti smettono a un certo punto, come se disegnare sia una cosa da lasciar fare solo a quelli che hanno talento, e non qualcosa che si può continuare a fare per piacere. Quindi diciamo che sì, è una passione da sempre, ma solo negli ultimi anni ho deciso di provare a fare illustrazione sul serio, così sul serio che mi son pure rimessa a studiare, e adesso mi divido tra il lavoro e la scuola di illustrazione alla sera. 

Il mondo delle tue illustrazioni è popolato soprattutto da creature marine e animali. Da dove trai l’ispirazione per questi personaggi? 
Mi piace guardarmi intorno, ho un'attrazione irresistibile per quello che di buffo, l'insolito e curioso c'è nel quotidiano, e in questo senso gli animali sono un'ottima fonte di spunti. Per le creature marine invece ti so dire con certezza che l'ispirazione arriva puntuale alle prime giornate di sole. Arriva marzo, aprile, io inizio ad anelare sabbia, rocce, pesci, spiagge e acqua corrente e per sublimare disegno polpi, meduse e pescetti. In genere mi passa verso la fine di settembre, quando ai miei animali spuntano  addosso sciarpe, cardigan e maglioni a collo alto.


E il meraviglioso LamEntino, la vera star del tuo negozio online, come nasce? Dai, raccontaci qualcosa di più su di lui!
Non posso dirlo con  certezza ma è probabile che sia nato durante un lungo viaggio in macchina. Guardare fuori dal finestrino mi stimola le idee più assurde, che sottopongo al mio barbuto compare per intrattenerlo mentre guida ( questo dal mio punto di vista. Lui si limita a roteare gli occhi all'ennesimo “Ma secondo te”). Questo botta e risposta ha generato alcune bestie piuttosto amabili, di cui il Lamentino è stato il primo a vedere la luce.  Comunque la maggior parte del lavoro l'ha fatta l'evoluzione, rendendo il lamantino -  quello vero - uno degli animali dall'aria più comica del creato; il resto l'ha fatto l'amore per i calembour e il fatto che apparentemente quasi tutti abbiamo nel fondo del cuore un grasso mammifero marino pronto a piangersi addosso se rovescia il caffè.  

E infine, la domanda di rito: quali sono le tue creatrici preferite su A little market?
Potremmo star qui un pomeriggio intero. Facciamo che ti dico le mie dieci preferite a tema illustrazione, in ordine strettamente alfabetico:
Enrica Trevisan, Irenedose, Ladouceurdumiel, Lilidiprima, Lucciole, Noesmind, Papikihandmade, Pearlstopigeons, Pink Rain, Stak shop.

martedì 9 settembre 2014

Monaco e la Baviera - prima parte

Non sono mai andata in vacanza ad agosto, ho sempre avuto la grandissima, enorme, incredibile fortuna di potermi programmare le vacanze in altri momenti dell'anno. Ottobre e marzo, due mesi perfetti per qualsiasi tipo di vacanza. I voli costano poco, c'è poca gente in giro, il meteo chissenefrega perché tendo sempre a scegliere mete che non prevedono il mare. Insomma, per me la perfezione. Non fosse che quest'anno, per una serie di circostanze, ci siamo ritrovati a dover programmare un viaggio nella settimana dopo Ferragosto. Aiuto. Che fare? I prezzi dei voli erano assurdi, al mare con la folla non volevo andare, in montagna a patire il freddo manco a parlarne, le mete a disposizione si sono ridotte all'osso. E mi è venuta in mente la Baviera. A "due passi" da casa, un sacco di cose da vedere, una grande città da scoprire, montagne, colline, paesini, il perfetto viaggio on the road. 



Inoltre, si trattava della perfetta occasione per rivedere la mia opinione su Monaco e la Germania. Dovete sapere che io, nel lontano 1997, ho trascorso un periodo di studio a Monaco e l'ho odiata con tutto il mio cuore. Certo, sarà stato il fatto che vivevo in un sobborgo sperduto, a casa di una signora vedova che mi cucinava solo semmelknödel annegati in un brodo inquietante, raccontandomi ogni sera di come il marito la picchiasse in continuazione. Sarà stato forse che, a seguito di un test d'ingresso particolarmente brillante, ero finita in una classe dove tutti parlavano meglio di me e mi prendevano in giro non appena aprivo bocca. O forse sarà stato che avevo a casa il fidanzato che mi aspettava e non pensavo ad altro, ascoltavo troppa musica di Ligabue ed ero chiaramente disadattata. Insomma, di Monaco avevo un ricordo orrendo.



Quale migliore occasione di cambiare la mia opinione di una vacanza da adulta? Vai così, si parte. Alla fine del primo giorno, la mia opinione non era cambiata di una virgola. Ma avevo commesso un errore fondamentale: con solo due giorni a disposizione, ritenevo che il primo fosse da dedicare al classico tour del centro storico (il DNA da italiana mica si può sopire, no?). Turisti, folla, boccali di birra a ogni angolo (e io adoro la birra), folklore bavarese in ogni salsa, dirmi innervosita era un eufemismo. Ma è bastato deviare un po', il giorno dopo, per ritrovare la pace. Una meravigliosa libreria di libri inglesi usati, lunghissime passeggiate all'Englischer Garten, da cui non avrei mai voluto uscire, un locale dove sembravano conoscersi tutti e dove la cameriera mi ha rimproverata perché non volevo mangiare "our legendary Wiener Schnietzel", tutto questo mi è bastato per far pace con la città.



E da lì, piano piano, ho cominciato a sciogliermi e a godermi il viaggio. E devo dire che la Germania, alla fine, nonostante tutta la mia resistenza, mi è piaciuta. Guardando indietro, mi rendo conto che è stata una vacanza un po' strana: un giorno ero imbufalita e odiavo Monaco, il giorno dopo innamorata della città alla follia. Appena finito di criticare Rothenburg Ob Der Tauber, finta e inutile, sono arrivata a Dinkelsbühl e ho passato tutto il tempo a ripetere: "uh che bello, no ma che bello, dai mi piace qui". A mezzogiorno proclamavo che non avrei mai più mangiato carne in vita mia e alla sera il profumo dei würstel e il pensiero della birra mi attiravano nell'ennesimo Biergarten. Un po' come se la Germania volesse a tutti i costi vincere la mia resistenza. E c'è riuscita, mannaggia a me.



Quindi, alla fine, ho trovato un bel po' di cose belle lassù e vi lascio con una lista (del resto, sto leggendo Alta Fedeltà, non posso farne a meno). 

Le cinque cose che ho amato della Germania
1. I giovanissimi genitori in giro con i loro bimbi, in maniera spartana, senza menate.
2. La birra. Sarò banale, ma ci son diventata matta. Semplice, leggera, dissetante. Buona.
3. La rilassatezza generale. Sarà che da turista si vede solo il bello, ma mi sembravano tutti davvero tranquilli. 
4. Il pane. Io potrei vivere di solo pane e in Germania sarei felice. Pane nero, con i semi, al sesamo, pretzel. Un paradiso.
5. I dolci. Un altro pianeta. 

E voi? Che mi dite della Germania, vi piace?

venerdì 5 settembre 2014

Wishlist del venerdì

Buongiorno a tutti, miei cari. Sapete qual è la cosa più bella della prima settimana di settembre? Torna la wishlist del venerdì, no? Avete i quaderni nuovi e le matite temperate per appuntarvi i vostri nuovi, meravigliosi, inconfessabili desideri? Io no e quindi lo faccio qui, va bene lo stesso, vero? PS: non vedevo l'ora di ritornare a compilare la magica wishlist del venerdì, ve lo devo proprio dire. 

1. Cominciamo subito con un bel desiderio irrealizzabile, che chi mi segue su facebook forse conosce già (a proposito, mi seguite su facebook?), perché l'avevo condiviso un po' di tempo fa. Si tratta di una mostra. Fotografica. Chiamata American Cool. E dedicata a tutti coloro che hanno rappresentato la coolness americana nel tempo. Roba da impazzire, per quel che mi riguarda. C'è un unico piccolo dettaglio totalmente irrilevante: è a Washington e chiude domenica. Tecnicamente, se mi sbrigo, potrei ancora farcela. Ma credo proprio che me la perderò, mannaggia. 




2. Voi non sapete, care amiche nate dopo il 1985, cos'è stato quando è arrivata Madonna. Non ne avete idea. Lei ha cambiato tutto. Ha messo il punto a capo, ha fatto sembrare tutto quello che c'era prima vecchio di secoli. Ci ha investite come un tornado e ha cambiato di botto il nostro modo di vestire, di essere, di pensare. Lei era il nostro punto di riferimento, la nostra icona. Io la veneravo, come il 90% delle ragazzine della mia età, e conoscevo Cercasi Susan disperatamente praticamente a memoria. La mia Madonna è quella lì, quella dei primissimi anni. Ed è per questo che voglio questo libro fotografico di Richard Corman, tutto dedicato alla Madonna dei primi anni '80. Posso vivere senza? Credo di no. 


3. E per chiudere, un desiderio veramente irrealizzabile, visto che costano un occhio della testa e non me le potrei mai permettere anche se sono bellissime e se non lo faccio adesso allora quando che del resto cosa serve allora vivere ma sei matta che costano una cifra allucinante che ci vai avanti mesi con tanti soldi così no vabbè però vuoi mettere quanto mi farebbero felice? Insomma, per dire, queste scarpe con borchie Church's. La perfezione, ragazzi. La perfezione. [Se le vedete in giro da un cinese qualsiasi, vi prego avvisatemi].




martedì 2 settembre 2014

48/52 e il rientro dalle vacanze


Settembre è arrivato, si ricomincia. Come promesso, riapro le finestre di casa. C'è un sacco di polvere, un bel po' di confusione in giro e nella mia testa. Ci sono cose da sistemare, pulizie da fare, post da scrivere, lavori da portare a termine. E decisioni da prendere. Insomma, dicevamo, si ricomincia. Devo ammettere di aver scritto e cancellato questo post almeno tre volte. Perché sì, insomma, il rientro è stato abbastanza traumatico. Il primo post, letto a distanza di qualche ora, sembrava fosse stato scritto da una sull'orlo del suicidio, l'ho cancellato prontamente nel timore che qualcuno dei miei amici contattasse il 118 dopo averlo letto. Il secondo, di senso volutamente opposto, suonava falso come i Rolex venduti in spiaggia. Il terzo l'ho scritto tutto, stavo per pubblicarlo e invece l'ho cancellato. Questo è il quarto e non so dove mi porterà, ma so che non lo cancellerò.

Il rientro è stato traumatico, dicevamo. Il mese d'agosto è stato piacevole, anche se il meteo non ha collaborato granché e molti dei programmi sono saltati. Non ho fatto molte delle cose che mi ero promessa di fare, ne ho fatte altre del tutto inaspettate. C'è stata anche una settimana in viaggio, in Germania, che mi ha regalato serenità e mente vuota. Ero convinta che tutta questa spensieratezza e questa pace mi avrebbero aiutata al rientro, lasciandomi pronta a ricominciare con grinta e voglia di fare. E invece no. Tutta la rilassatezza e la pace delle vacanze si sono sciolte come neve al sole appena varcata la soglia del paesello. Ansia, nervoso, malesseri vari, si sono presentati puntuali all'appello, proprio dove li avevo lasciati. S'è solo aggiunta ad essi una piacevole consapevolezza (dove l'aggettivo piacevole deve essere letto come altamente sarcastico): c'è qualcosa che non va. Non è possibile che, ogni volta che torno a casa, mi prenda qualcosa allo stomaco e sia come se mi spegnessi. Come se qualcosa mi togliesse l'energia vitale.

Per combattere questo strano malessere, ieri sono andata in montagna. Per un giorno, mi sono sentita come rinascere. E mi son chiesta, ma se qualcuno ti chiedesse cosa vuoi, proprio in questo momento, cosa risponderesti? Silenzio. Risponderei che ho bisogno di silenzio. Basta con l'abbaiare isterico dei cani dei vicini, con le conversazioni urlate - per strada, in televisione, sui social network -, con il frastuono (anche virtuale) che mi circonda, con il bisogno di tutti di mettersi in mostra. Voglio solo silenzio. Per ascoltare quello che ho dentro, capire come affrontare questo malessere e sconfiggerlo. Purtroppo, dopo una giornata di pace sublime, sono tornata a casa ed è stato nuovamente tutto come prima. 

Ci vorranno lunghe passeggiate con il cane, la pazienza di chi mi sta vicino e sicuramente molto tempo per capire come affrontare questa cosa, ma occorre farlo. Al momento, non ho la minima idea di cosa vada fatto, ma ho un unico piccolo proposito per il nuovo anno: stare bene. Capire cosa non va e cambiare. Casa, lavoro, paese, progetti, tutto, niente, qualcosa, non so. Piccoli passi, uno dopo l'altro, con quest'unico e solo obiettivo. Esattamente come ieri, insieme a mio marito (lui non lo cambio, eh, mai e poi mai), in silenzio, un passo dopo l'altro, verso il rifugio. E, nel frattempo, mi impegnerò strenuamente per prendermi tutta la bellezza possibile. Quindi sicuramente più libri, montagna, natura, cose nuove da imparare, musica del cuore, meno televisione, meno social network, meno conversazioni inutili, meno urla e strepiti. 

Scusate lo sfogo, ma lo dovevo fare. Prometto che da domani tornerà tutto come prima, wishlist, sogni, sciocchezze, musica, dolci, chiacchiere, fiumi di tè e mari di birra, film e libri, shopping fatto o solo sognato, insomma, tutto il mondo di Cindy. Però, vi chiedo scusa, non potevo ricominciare senza questo post. Ma ditemi, voi invece...voi come state? 

venerdì 1 agosto 2014

47/52 e buona estate


Buon venerdì e buona estate, miei cari. Ho deciso di chiudere il blog per qualche settimana, per mandarlo un po' in vacanza. Trattandosi della nostra (sì, ormai mica è solo di Cindy, questa casa, è di tutti noi) casa virtuale, mi piace l'idea di tornare indietro nel tempo, a quando eravamo piccoli e le vacanze erano una cosa seria: si chiudevano tutte le stanze, si passavano giorni a preparare le valigie e si chiudeva la porta a doppia mandata, pronti a vivere un lungo mese d'ozio, per poi ritornare a settembre e ritrovare tutti gli amici, raccontarsi storie e avventure, ricominciare di slancio. 

Ecco, per quanto - purtroppo - le vacanze non siano più così, e per quanto probabilmente lavorerò per buona parte del mese di agosto, mi piaceva l'idea di salutarci tutti, con abbracci e baci, e con la promessa di tornare a settembre pieni di entusiasmo e mille novità da condividere (No, perché tornerete, no? Non lasciatemi mica qui da sola, ché ormai mi sono abituata alla compagnia, eh). 

Nel salutarvi, abbracciandovi forte forte come si fa con gli amici a cui si vuole un mondo di bene, vi ringrazio tantissimo. Grazie di ogni commento, qui e su facebook, grazie di ogni link condiviso, di ogni foto, ogni suggerimento, grazie di ogni pensiero, grazie di esserci. Benedico il momento in cui ho deciso di aprire il blog, perché ha portato con sè solo bellezza. E tutta questa bellezza siete voi. Giuro. Potessi, farei una festa in spiaggia con vino e musica fino a notte fonda, solo per dirvi grazie. E vi auguro un mese d'agosto pieno di stelle e magia, pieno di tutte le cose che più vi piacciono. 

Io ho la ferma intenzione di:

- andare in questo rifugio qui. Sono anni che lo desidero e rimando perché penso di non essere abbastanza allenata, adesso basta
- andare almeno una volta al cinema all'aperto, perché c'è questa rassegna in un posto bellissimo e non voglio perdermela 
- riuscire finalmente ad andare a pranzo con una persona speciale, perché sono mesi che ne parliamo e - per colpa mia - ancora non ci siamo riuscite 
- fare un viaggio in macchina, io e mio marito, alla scoperta di un posto in cui non siamo ancora stati. Niente viaggi lontani, per adesso, ma almeno la possibilità di partire e scoprire un nuovo angolo di mondo. La playlist è già pronta, manca ancora la meta
- finire Breaking Bad. Lo sto centellinando, ma bisogna che finisca. E anche Dexter. Li devo salutare, questi amici che mi hanno accompagnata per mesi
- cenare in riva al mare e fare un picnic in un prato. Maledetto tempaccio, quest'anno non ci siamo ancora riusciti
- andare a Sarzana, come ogni anno, per questa manifestazione e a Ranzi, per questa sagra in mezzo al bosco

E voi, che progetti avete? Qualsiasi essi siano, vi auguro di realizzarli. E vi auguro anche mille sorprese, sabbia tra le dita, profumo di montagna e prime sorsate di birra quando morite di sete. E ovviamente infinite avventure. Ci vediamo a settembre!!! 

mercoledì 30 luglio 2014

Mi piace quando Vero preme play

Buongiorno miei cari. Vero ci saluta, prima di andare in vacanza, con un post che parla proprio di vacanze, di incontri, di magie che capitano solo d'estate. E di Iggy Pop, ragazzi, mica uno qualsiasi! Buona lettura. 

Cara Cinzia, oggi ho ascoltato una canzone per strada e proprio come si vede nei film, sono stata trasportata nella dimensione dei ricordi, di quando basta anche solo un profumo a richiamare una storia. Qualche anno fa, ad Agosto, io e le mie amiche erasmus abbiamo attraversato la Puglia in un viaggio rigorosamente on the road dal Gargano al Salento. Andavamo in giro di spiaggia in spiaggia, da campeggio a campeggio, con i capelli pieni di sabbia e i visi cotti dal sole.


Ci fermammo, una sera all’ora di cena a Polignano e lì incontrammo un artista di strada che, con una chitarra, si fermò a canticchiare qualcosa con noi.
Subito dopo ricordo che ci chiese i nomi poi si girò verso di me e mi disse, con l’espressione Gatsbiana : “tu, i tipi come te li conosco, tu hai l’occhio selvaggio!”.
Questo episodio è uno di quelli che rivisitiamo spesso ogni volta che incontro le mie donne erasmus ed è un ricordo che mi è molto caro, legato ad un momento molto ricco di un anno molto intenso che ripeterei in loop, se solo fosse possibile.
E’ per questo che, ogni volta che Iggy Pop canta Wild Child, io sento un po’ che quella canzone sia anche per me.  Non lo dico io eh, lo ha detto il chitarrista a Polignano. 


Iggy Pop, è uno dei protagonisti della scena punk, rock, hard rock, glam rock degli anni ’70, leader degli Stooges, la sua amicizia e collaborazione con David Bowie è ormai  parte della leggenda.  Vi esorto nuovamente ad andarvi a guardare Velvet Goldmine, il film che si ispira a personaggi quali lo stesso David e Iggy in una rivisitazione di quelli che erano gli anni dell’ambiguità sessuale e del lustrino, gli anni del glam rock. Non finirò mai lodarne la colonna sonora.


Wild Child l’ho incontrata anche nelle scene iniziali di uno di quei film che ho amato: The Runaways. Il film narra la storia dell’omonimo gruppo musicale cult della seconda metà degli annni ’70 composto da giovanissime donzelle tra cui la splendida Joan Jett.
E’ una Kirsten Stuart giovanissima a vestire i panni di Joan e proprio all’inizio del film, nelle prime scene, la vediamo addentrarsi in un club con il sottofondo di questa canzone alludendo al fatto che anche lei, caro Iggy è una wild child.

Che poi diciamocelo, sotto sotto, siamo tutti degli wild ones.