mercoledì 31 dicembre 2014

I (miei) libri del 2014

Concludo il 2014 con un ultimo post, dedicato a uno dei miei più grandi amori: i libri. Il mio rapporto con i libri è di dipendenza totale. Non riesco a stare senza leggere. Se la musica mi aiuta a vivere, i libri mi fanno compagnia. Sono una porta su mondi lontani, su pensieri, anima, ricordi altrui, sono un modo per passare il tempo, per alimentare l'anima, per vivere meglio. Senza non so stare. So che non potrà mai succedere, ma sogno una pensione passata a leggere libri seduta all'ombra di un glicine, in lunghi pomeriggi assolati. 

Visto che sono un Capricorno e adoro l'ordine, tengo un rigoroso elenco di tutti i libri letti durante l'anno. Poco romanticamente, lo faccio su un file (ma almeno non è un file di Excel, c'è un limite a tutto), che chiudo ogni anno con un po' di emozione, contando i libri letti e ripercorrendo l'elenco dei titoli. Leggo tanto, ma meno di quanto potrei (e vorrei). Quest'anno ho letto 31 libri, alcuni meravigliosi, altri inutili, altri ancora deliziosamente piacevoli. Di alcuni ricordo i momenti in cui li ho letti, di altri ho in mente passaggi, ambientazioni, personaggi, di altri ancora non ricordo nulla. Mi si potrebbe dire che leggo con superficialità, io credo di no. Io leggo per il momento, non per il futuro. E poi perché è lecito scordarsi un film e non un libro? L'importante è godersi le parole e pace se ci si scorda una trama, c'è sempre tempo per rileggerla, no?

Di tutti i libri letti quest'anno, ho deciso di selezionare quelli che mi sono rimasti nel cuore, quelli che mi porterò dietro nell'anno che viene, quelli da cui non vorrei separarmi mai oppure quelli che mi hanno semplicemente sorpresa, innamorata, entusiasmata. Proprio come nel caso della lista dei miei dischi del 2014, si tratta di una lista del cuore. Mai potrei permettermi di giudicare chi ha intrapreso un'impresa titanica come quella di scrivere un libro. 

Stoner - John Williams
Credo che su questo libro sia stato detto praticamente tutto. Consigliato praticamente ovunque, commenti positivi a pioggia, recensioni entusiastiche. Cosa devo aggiungere io? Solo che, se non lo avete ancora fatto, leggetelo. Passerete qualche ora insieme a William Stoner, un uomo semplice, con una vita semplice, che ha dato anima a un libro meraviglioso. 

Paolo Cognetti
Di Paolo Cognetti non ho scelto un libro in particolare, perché davvero non avrei potuto. Quest'anno ho letto quattro suoi libri, me ne mancano ancora alcuni, ma conto di recuperare presto. Di Cognetti mi sono innamorata profondamente. Mi stupisce la sua capacità di scrivere delle donne, in maniera così profonda, cruda e sincera. Sa tratteggiare personaggi femminili di una verità sconcertante, delineati con una scrittura semplice e perfetta. Leggendo i suoi libri, ti rendi conto che lui ti saprebbe capire, in tutta la tua complessità. Insomma, se non fossi sposata, farei carte false per cercare di conoscerlo. 

Open - Andrè Agassi
Di questo libro credo di avervi già parlato in passato. L'ho comperato e letto perché una marea di persone, diverse tra loro e dai gusti di lettura più disparati, hanno detto, scritto, commentato, dicendo che si trattava di un libro estremamente appassionante. E così l'ho letto. E mi sono stupita, emozionata, commossa, divertita insieme a questo campione. Proprio a me che, diciamolo, del tennis e dei tennisti frega meno di zero. 

Romeo e Julienne - Antonella Gigante
Seguo Antonella Gigante su Instagram da anni e quando ho saputo del suo libro, sono "corsa" a comperarlo. L'ho letteralmente divorato, in due mattinate di sveglie all'alba a causa di una strana insonnia. E l'ho amato per la genialità dell'idea, per la struttura scorrevole e per la leggerezza che lo pervade. Si tratta di un libro che mescola cibo, ricette, classici della letteratura e mondo del web, un libro che fa venire voglia di mettersi a cucinare, rileggere certi classici e di vivere con allegria.  

The art of asking - Amanda Palmer
Che io sia fan di Amanda Palmer, non è certo un segreto. La amo tantissimo, trovo che sia una performer straordinaria, ha scritto canzoni che mi toccano il cuore, alcune sue scelte mi lasciano sconcertata, altre mi emozionano, ma sicuramente non mi lasciano mai indifferente. Quando ho saputo del libro, ho deciso di pre-ordinarlo e scegliere una copia autografata. Poi ho aspettato che arrivasse, con tanta pazienza e molto amore, come si attende un regalo che arriva da lontano. La mia attesa è stata ripagata ed io ho chiuso il 2014 leggendo la storia di questa meravigliosa e controversa donna, che sa donarsi interamente e profondamente, e che, come tutte le persone profondamente sincere, suscita sentimenti contrastanti. Io ora la conosco un po' meglio e la amo come prima. Forse un po' di più.  

mercoledì 24 dicembre 2014

Buone Feste!


E alla fine ci siamo, anche Natale è arrivato. Nei prossimi giorni sarò impegnata a sopravvivere al pranzo di Natale e a quello di Santo Stefano e per il weekend che segue progetto due giorni pieni di divano, relax, vecchi film, passeggiate con il cane e benessere. Non voglio altro. Ed è lo stesso che auguro a voi. Che questo Natale sia pieno di semplicità e serenità, che possiate godere della compagnia delle persone a cui volete bene, passando il tempo come più preferite. Vi ringrazio ancora una volta, con il cuore, di esserci. Non sapete quanto sia bello. Auguri!!!!!!!!! 

giovedì 18 dicembre 2014

I (miei) dischi del 2014

Del mio rapporto con la musica ne ho parlato fino alla nausea, vero? Che mi aiuta a vivere, che senza non potrei stare, blablabla, giusto? Perfetto, quindi lasciamo perdere l'introduzione e passiamo alla lista dei miei dischi del 2014. Io sono una appassionata adorante di musica, ma non sono un'esperta. Di robe tecniche ne so meno di Simona Ventura, per dire. Odio il termine "mi è arrivato", non sopporto Simona Ventura, ma mi serviva un esempio per farvi capire il mio rapporto con la musica. Di pancia, insomma. Mi innamoro di persone, atmosfere, ritmi, ma mai nella mia vita potrei permettermi di giudicare un disco o un cantante dal punto di vista tecnico. Quindi questa, come ogni altra cosa in questo blog, è una lista del cuore

Musicalmente, come in molti altri campi, mi nutro di passioni. Mi innamoro intensamente e, nel periodo dell'innamoramento, non ascolto altro. Quando scopro un disco, un gruppo che non conoscevo, una canzone speciale, quello diventa la mia colonna sonora almeno per qualche mese. Se poi è amore vero, rimane e entra a far parte dei miei preferiti, altrimenti passa e amici come prima. Questa è la lista dei miei amori veri del 2014 (che non sono per forza dischi del 2014, io arrivo sempre un po' in ritardo sulle cose, si sa). 

Of Monsters and Men - My head in an animal. Questo è uno degli album più belli che io abbia ascoltato negli ultimi anni, senza ombra di dubbio. Il singolo Little Talks si è sentito in radio fino alla nausea, ma non mi era mai venuta voglia di saperne di più finché un giorno, su YouTube, ho visto il video qui sotto. Colpo di fulmine, come spesso mi succede. Per tutta la primavera di quest'anno, non ho fatto altro che ascoltare questo album. Mentre cucinavo torte il sabato mattina, in macchina, in cuffia in giro. Per me quest'album ha il sapore del primo tepore primaverile, di margherite, cannella e caffè caldo. 


John Mayer - Battle Studies. L'estate mi ha regalato molteplici scoperte musicali. John Mayer, come già avevo raccontato, lo devo tutto a Veronica, che ne ha cantato l'amore in un suo post dopo il concerto dei Rolling Stones. Tanto amore meritava sicuramente un po' di curiosità, sono andata su Spotify e da quel momento le mie giornate sono state piene delle melodie di John. Questo album ha il sapore delle giornate grigie e freschine della scorsa estate e della voglia di andare via, lontano. 



Matrimony - Montibello Memories. Questo album l'ho scoperto grazie a una blogger americana, della quale purtroppo non ricordo il nome, che dichiarava di essersi innamorata di questo nuovo gruppo, parlandone con grandissimo entusiasmo. Si sa che non sono immune all'amore e son dovuta correre ad ascoltarli. Se John Mayer è stato il compagno delle giornate più malinconiche, quest'estate, i Matrimony li ho ascoltati distesa al sole, cercando di assorbire tutto il caldo possibile. I Matrimony sono il mio amore per l'America, i gruppi hipster, gli zoccoletti svedesi e le file di lucine appese sotto il patio. 



Future Islands - Singles. Se dovete guardare uno solo dei video che vi ho messo qui, guardate questo, ve ne prego. Questa canzone è MERAVIGLIOSA. I Future Islands li ho scoperti da sola, vagando a caso su Spotify (sono dipendente dall'opzione "Artisti simili") e mi hanno entusiasmata come poche cose ultimamente. Tra l'altro pare che ci abbia anche visto giusto, perché questo album è in tutte le classifiche dei migliori album dell'anno. Ma in realtà non mi importa, questo disco è la pioggia al ritorno dalla Germania, la birra e i pretzel, e il frescolino di prima mattina, quando ormai è settembre. 



The Kills - Blood Pressures. Che i Kills fossero grandi, lo sapevo da tempo. Ma non me ne ero mai innamorata, chissà perchè. Poi sono andata a sentire gli Artic Monkeys, quest'estate, e loro aprivano la serata. Che botta, ragazzi. Il mio autunno rockettaro ha avuto solo loro come colonna sonora. Loro sono la mia anima rock, il giubbotto di pelle e la passione per i tatuaggi (che non ho). 


E voi, ditemi. Quali sono stati gli album del vostro 2014?

martedì 16 dicembre 2014

La playlist del Secret Santa!


Buongiorno, amici cari. Come sta andando il Secret Santa? Ho saputo che un po' di pacchettini sono partiti, qualcuno è già arrivato e c'è tanta emozione nell'aria. Ora speriamo solo che Poste Italiane non ci rovini la festa, eh. Ma noi siamo ottimisti di natura, vero? 

Grazie di aver partecipato a questo gioco, io mi sono divertita tantissimo. Vi chiedo di condividere le foto dei regalini sulla pagina facebook del blog, così mi diverto ancora un po'. Se non volete farlo voi, mandatemele e le condividerò io. 

Per finire, la playlist con le canzoni che mi avete inviato. Ho avuto qualche problema con le piattaforme, visto che alcune di quelle che mi avete suggerito non sono su Spotify, mentre Soundcloud ha delle versioni un po' diverse. Alla fine, ho scelto Soundcloud, anche se alcune tracce non sono proprio uguali all'originale. Spero che vi piaccia, per ascoltarla basta cliccare sull'immagine qui sopra! 

Se volete l'elenco delle canzoni, le potete trovare qui sotto. Sapete qual è stata la più citata? Last Christmas, ovviamente. Siamo proprio delle gran romanticone, eh? 


venerdì 12 dicembre 2014

Wishlist di Natale


Buongiorno, cari amici miei. In questo momento dovrei essere in viaggio per Bruxelles, pronta ad immergermi nell'atmosfera natalizia, bere birra, mangiare gaufres e godermi una nuova città. E invece no. Sono a casa, seduta davanti al computer, come ogni altro giorno. Il mio volo è stato cancellato e non mi è ancora passato il nervoso. Quindi ho deciso, per esorcizzare questo enorme giramento di scatole (seh, scatole, dovevate sentire cosa si diceva in casa l'altro giorno quando mi è arrivato il messaggio di Ryanair) con una lunghissima wishlist. La wishlist di Natale definitiva, mica come quelle del venerdì che uso per condividere desideri che so già che non si realizzeranno, questa è quella che scriverei a Babbo Natale se avessi ancora otto anni. Quella piena di cose che vorrei vedere sotto l'albero (che non ho, ma è uguale eh). Sonoramente consumistica, piena di cose costose, sommamente banale. Ma oggi va così, devo scaricare il nervoso, abbiate pazienza! 

1. Voglio il Crosley. Lo so, è una roba di design, il suono non è di qualità, fa un po' fighetto. Quello che volete, io lo voglio nel mio salotto.

2. Un buono acquisto da Melissa, perché è il negozio più bello del mondo, chevvelodicoaffare.

3. Un paio di ballerine di Marc Jacobs, quelle che ricordano un topino. Tempo fa, durante il Black Friday, quando Shoescribe le vendeva al 50%, ho tenuto il sito aperto per una giornata intera, andandomele a guardare e riguardare, ma non ce l'ho fatta a fare click. Ma il mio cuore è sempre pieno d'amore per loro, che sia chiaro.

4. Il cofanetto Backup di Jovanotti uscito tempo fa, quello con CD, DVD, libro, dolce, caffè e ammazzacaffè. Quelle cose che si regalano, mica uno se le compra neh.

5. I libri 1001 album e 1000 luoghi da vedere nella vita. E tutti quei libri lì. Adoro.

6. La macchina fotografica Canon Gx7, perché è piccola, fa foto davvero belle e registra i video. Ché io ho bisogno di registrare video (no, non diventerò una youtuber...anche se...scherzo!).

7. Una candela di Diptyque, qualsiasi profumo tanto son tutti buoni. La amo da tempo, ma c'è sempre quel blocco psicologico nello spendere 50 euro in una candela, sapete com'è...

8. Un profumo di Serge Lutens. Anche lì, mi piacciono praticamente tutti. E i nomi, vogliamo parlare dei nomi? La fille de Berlin, Five o'clock au gingembre, un bois vanille...no, dico, parliamone eh.

9. I cofanetti di tutte le mie serie preferite, in questo periodo vorrei Game of Thrones, How I met your mother and Sons of Anarchy. Domani mille altre, senza ombra di dubbio. 

10. Un paio di cuffie fighissime. Ne possiedo già un paio, comperate tempo fa, ma non sono molto soddisfatta. Queste potrebbero andare bene, grazie Babbo Natale. Troppo gentile. 

11. Ho l'ossessione per i libri di cucina. Sogno una libreria apposita per ospitarli tutti, lì tra il frigorifero e il muro. Ne ho già tanti, ma per non farli sentire soli si potrebbe aggiungere Fragole a merenda di Sabrine d'Aubergine, no?

12. Come ho scritto anche nella wishlist per Rita di Faccio e Disfo, la fotografia di Bob Dylan e Suze Rotolo. A forza di dirli, i desideri diventano realtà, ne sono sicura. (Psst, Babbo Natale, questo è quello che desidero più di tutto, eh!)

13. E per chiudere in bellezza, un cesto di prelibatezze. Adoro i cesti natalizi, quelli pieni di cose buone da mangiare. Ma mica quelli della Coop, eh, con zampone e spumante industriale. No, io voglio un cesto fighissimo. Una confezione regalo di Romanengo, magari. Oppure un bel cestone con panettone artigianale di pasticceria, spumante Les Cretes e dolci esagerati.

Poi anche la serenità e la pace nel mondo, certo. Ma oggi, Babbo Natale, se mi portassi una delle cose sopra sarei più contenta. Poi domani mi passa e torna tutto come prima, prometto. 

mercoledì 10 dicembre 2014

In viaggio con Michela: Central Park

Oggi Michela ci fa un regalo di Natale in anticipo e ci porta in uno dei posti più fighi del mondo, come dice giustamente lei: Central Park. Questo post è una lunga, meravigliosa passeggiata virtuale in un posto così bello che è difficile trovare le parole per raccontarlo, ma Michela ci riesce perfettamente. Buona lettura!

In autunno ho cuore e mente volti a ovest, uno spleen a stelle & strisce pervade la mia anima, se poi leggo post come questo allora ciao, la nostalgia mi assale e la tentazione è prenotare il primo volo. Iphoto scorre a ripetizione con le bellissime immagini di New York ed io sogno, perché no, un anno sabbatico nella Grande Mela. Lo so, un anno è lungo, facciamo tre mesi?


Ricordando questo viaggio e ciò che più di tutto mi aveva entusiasmato mi salta in mente Central Park e la biciclettata iniziata al parco, proseguita lungo l'Hudson River e terminata a Midtown. Girare New York in bicicletta e sentirsi piccoli come moscerini è normale, ma essere anche a proprio agio penso sia sensazionale.


Central Park è tra i posti più fighi del mondo. Una moltitudine di colori e profumi dove basta un libro e un plaid per essere felici. Un luogo per tutte le stagioni in cui difficilmente ci si annoia e perdersi è impossibile: ogni lampione riporta un codice, le prime due cifre indicano la strada più vicina e le ultime il lato, est oppure ovest del parco. Qualche numero? 340 ettari di estensione rigogliosa, 500 mila alberi le cui fronde attenuano il frastuono della metropoli, 30 ponti e archi, 93 km di viottoli, tre zone climatiche che ospitano cento specie di animali, 7 laghi e ben 9000 panchine.


Le attività sportive praticabili all’interno del parco sono più di venti, pattinaggio (in inverno anche su ghiaccio al Wollman Rink), tennis, pallavolo, croquet, nuoto, equitazione e bici sono solo alcune. Lo sport più comune è il jogging, le mamme newyorkesi lo preferiscono con i bugaboo, ebbene sì, corrono spingendo passeggini! Se a tutto questo si aggiunge che in inverno si fa sci di fondo e in estate si va in gondola, non viene voglia di trasferirvi all'istante? Ah, ci si può pure sposare o imbattersi in un set cinematografico. Pura magia, siete d’accordo? Non a caso è il parco più famoso del mondo.


La domenica si fa il brunch al Loeb Boathouse, nell'insenatura del lago The Lake e dopo mangiato si noleggia una barca a remi per una gita romantica. Voglia di un picnic? The Great Lawn oppure Sheep Meadow sono l'ideale, enormi prati verdi, dove può capitare di assistere a gare di frisbee.
Per tornare bambini si può fare un giro sulla Carousel, la giostra con i coloratissimi cavalli antichi oppure ascoltare una favola davanti alla statua di Alice nel paese delle meraviglie o di Andersen, dove ogni domenica alle undici si tiene lo "Storytelling Hour", lettura di favole per i più piccoli. Non è meraviglioso?


Passeggiando a Central Park si scoprono così tante meraviglie che serve una settimana intera per non perderne nessuna. Il Belvedere Castle, il viale di olmi The Mall con le statue di grandi artisti e letterati, Strawberry Fields dedicato a Lennon e Bethesda Terrace con la fontana Angels of the Waters. Una menzione particolare a due tra gli scorci che preferisco, Jackeline Kennedy Onassis Reservoir, dove aspettare il tramonto e Bow Bridge, il ponte più rappresentativo del parco che collega il bellissimo bosco The Ramble con Cherry Hill.

E un giro in carrozza non lo vorreste fare? Io sì, è nella to do list per la prossima volta!

venerdì 5 dicembre 2014

La mia canzone di Natale preferita

Per il progetto del Secret Santa vi ho chiesto di indicarmi la vostra canzone preferita. Mi sono divertita moltissimo a leggere i titoli delle canzoni che mi avete inviato, cercando di associarle alla vostra personalità e compilando una playlist davvero variegata, che spazia da classici senza tempo a pilastri anni '80, passando per canzoni indie poco conosciute. Verrà fuori fighissima, 'sta compilation di Natale del blog, lasciate che ve lo dica.


Nel leggere le vostre, mi sono messa a pensare a quale fosse la mia canzone di Natale. Devo dire che ce ne sono diverse, ognuna associata ad un periodo preciso della mia vita. Merry Xmas (War is over) di John Lennon è la canzone dei miei sedici anni e del primo fidanzatino. Fairytale of New York dei Pogues è la canzone dei miei anni universitari, quando ascoltavo solo musica inglese indipendente e indossavo fierissima il mio primo paio di Dr. Martens. River di Sarah McLachlan è quella del mio periodo canadese, fatto di freddo intenso e cioccolata calda alla menta. It's beginning to look a lot like Christmas, cantata da Bing Crosby, è la mia canzone di adesso, periodo in cui per me i brani di Natale devono essere rigorosamente vintage (un po' come me). 


Ma se dovessi sceglierne una, solo una canzone di Natale e basta, beh allora sceglierei Do they know it' s Christmas? dei Band Aid (quelli del 1984, ovviamente). Il 1984 è stato un anno particolare e quel Natale ancor di più. Avevo appena perso la mia nonna adorata, mancata improvvisamente in una notte cupa, senza che io potessi dirle addio. Il giorno prima ero una bimbina felice che pensava ai regali di Natale, quello dopo una ragazzina disorientata la cui mamma piangeva, ogni sera mentre le dava la buonanotte. Non ci sono stati regali di Natale quell'anno, solo un astuccio pieno di penne glitterate che desideravo da morire e che credo di aver conservato, da qualche parte a casa dei miei. 


Un regalo però lo avevo avuto. Questa canzone. Io amo la musica da sempre, fin da bambina, quando ascoltavo le canzoni di Celentano in macchina con i miei, cantandole a squarciagola. I miei gusti musicali sono mutati col tempo, cambiando insieme alle mie evoluzioni personali, ma la musica non mi ha mai abbandonata. Mai un secondo. Nel 1984 ero in piena fase di scoperta della musica inglese, che per me all'epoca voleva dire Duran Duran, U2, Wham!, Police, Culture Club, Paul Young. E loro c'erano tutti, in quella canzone e in quel video, che io ho consumato senza sosta passando ore aspettando che Deejay TV lo mandasse in onda (ah, che duuuuura la vita senza YouTube). Conosco ogni parola della canzone, ogni fotogramma del video, ogni nota del mio regalo speciale per quel Natale così triste e oggi mi va di ascoltarmela ancora una volta.

mercoledì 3 dicembre 2014

Due anni di blog e un immenso grazie!


Come detto la scorsa settimana, questo blog ha compiuto due anni. Due anni sono davvero pochi, ma questo blog mi sembra di averlo da sempre. Se mi guardo indietro, non riesco a ricordarmi come fosse la mia vita senza. Un po' più vuota, sicuramente. Anche un po' meno bella, senza dubbio. E non smetterò mai di ringraziare il destino, per questo.

Sapete com'è nato questo blog? Non credo di averlo mai raccontato. Era il lontano 2012, praticamente una vita fa, ed io ero negli Stati Uniti, persa a godermi uno dei viaggi più belli mai fatti. Condividevo su Instagram le foto di quei giorni e s'era creato un dialogo quasi quotidiano con Camilla di Zelda was a writer, che metteva like e commentava le mie foto. Finché un giorno non mi ha chiesto: "perché non racconti il tuo viaggio su Zelda?". Dopo aver ballato da sola nella stanza, fatto quattro urletti di gioia al cane, saltellato qua e là a caso per la casa, le ho risposto di sì, mandandole di getto il mio racconto degli Stati Uniti, che si è poi trasformato in una serie di post per il mio blog preferito (ancora non ci credo, se ci ripenso). E il fatto che Camilla avesse apprezzato quello che scrivevo, mi ha spinta ad andare su blogger, digitare A casa di Cindy come nome del blog e cominciare a scrivere. Senza più smettere, poveri voi. 

L'elenco delle cose belle che mi ha portato questo blog è pressoché infinito. La cosa più importante, quella per la quale non smetterò mai di ringraziare il destino e la fortuna, sono le meravigliose persone che ho conosciuto. Persone che riconosci come uguali, sorelle che non pensavi di avere, amiche che completano frasi da te iniziate, esattamente come avresti fatto tu, persone diverse da te e per questo incredibilmente ispiranti, contatti virtuali che si sono trasformati in abbracci, caffè, sorrisi, regali, lacrime di commozione, risate a crepapelle, panini condivisi, messaggi veloci per dire t'ho pensata, viaggi per conoscersi, tempo, energia, magia. Ognuna di queste cose ha un suo posto ben preciso nel mio cuore e non ne uscirà più.

Poi ci sono le persone silenziose, quelle che non pensi che ci siano perché non commentano, né ti scrivono, né si palesano. Ma che, quando meno te l'aspetti, ti mandano messaggi pieni di affetto e ti lasciano senza parole. Con questo post volevo dire grazie a tutti quelli che mi leggono e soprattutto a quelle persone lì, quelle che ci sono anche se non sembra. E grazie a coloro che, spinte dall'idea del Secret Santa, mi hanno scritto con entusiasmo e mi hanno dedicato parole bellissime.

Perché la sapete una cosa? Fino alla scorsa settimana, prima di iniziare l'avventura del Secret Santa, io questo blog stavo pensando seriamente di chiuderlo. Sto attraversando un periodo un po' difficile e per qualche motivo sentivo di non avere più niente da dire, mi sembrava di scrivere solo banalità, le statistiche di lettura stavano scendendo, mi stavo chiedendo se avesse ancora senso continuare a parlare di me. Ma grazie a voi mi son detta che sì, forse continuare a scrivere aveva un senso. Per me, per voi, semplicemente per stare insieme. Che poi è sempre, banalmente, la cosa più importante. Quindi, grazie, di cuore e, mannaggia a voi, vi toccherà leggermi ancora per un po'. 

lunedì 1 dicembre 2014

Tea for Two

Buon lunedì, amici miei. Ricominciamo la settimana con Daria e il suo Tea for Two. Are you ready? Let's go!


Questo post va a sostituirne un altro decisamente più crepuscolare e spedito alla Queen solo poche ore fa.
Non bisognerebbe mai scrivere 1) in una giornata uggiosa 2) in piena sindrome premestruale.
Oggi, essendosi verificate entrambe le condizioni, avrei dovuto stare lontana dalla tastiera e invece no, cocciuta, mi sono messa a scrivere.

Non vi capita mai di scrivere e buttare via?
A me sempre, con tutto. Da una minchiatina di post su facebook a una lettera, dal testo di una canzone al post di un blog, da un racconto a un banale sms.
Fatemi vedere da uno bravo.

E poi controllo mille volte che non ci siano errori ortografici. Dio, che male al cuore mi fanno quelli.
Ma non sarà mica ansia di dover sempre avere tutto sotto controllo?
O, no no, ascoltatemi, non sarà invece paura di essere giudicati?
Oppure ancora non sarà pura e semplice ossessione maniacale?
E lasciati un po’ andare Daria, eccheccazzo.


Sto imparando tante cose, credetemi. Sto cercando di mollare un sacco di prese, di non arrabbiarmi, no, giuro, nemmeno in macchina dove in genere faccio scendere le bestemmie peggiori o, come dice Crosa, dove faccio venire giù anche i satelliti.
Sto cercando di guardare sempre il lato positivo, sì perché ormai è risaputo che la mente influisce sulla nostra vita in maniera sorprendente.
Se pensate sempre in negativo, se tendete a essere pessimisti, non potrete mai attirare positività.
Se, al contrario, pensate in positivo, elaborando proiezioni mentali di voi stessi felici e appagati, se provate a non odiare più gli altri, se tentate di abbandonare i pensieri negativi giorno dopo giorno, con costanza, allora le cose inizieranno a girare per il verso giusto.

Quando studiavo ero inciampata nel teorema di Thomas: “Se si definisce una situazione come reale, essa sarà reale nelle sue conseguenze”.
Fate voi.
E fatemi vedere da uno bravo.

P.S. Chiaramente ho scelto questo pezzo anche perché avevo voglia di sentire qualcosa di leggero, estivo, per poi pentirmene subito dopo e decidere di sostituirlo con un altro un po’ meno leggero ed estivo per propendere per qualcosa di più consono, però... Piantala Daria, lascia ‘sto pezzo e vai a guardarti un film.


venerdì 28 novembre 2014

Wishlist del venerdì

Buongiorno! Ieri il blog ha festeggiato ben DUE anni e il fatto merita un post a parte, che arriverà presto. Oggi celebriamo con l'ennesima wishlist, appuntamento fisso su questi schermi praticamente dall'inizio. Se penso che son due anni che partorisco nuovi desideri quasi settimanalmente, mi sento sinceramente un po' fuori di testa. Ma è il mio bello, no? 

1. Io da piccola avevo una grandissima passione per le bambole di carta da ritagliare. Mia mamma, estremamente severa in molti casi, non ha mai lesinato nell'acquisto di giornali illustrati, album da colorare, fumetti e tutto quel genere di giochi che si comperavano all'epoca in edicola. Purtroppo, chissà perché, non era facile trovare le bambole da ritagliare e ricordo che le poche che avevo le conservavo preziosamente. Quindi non potevo non innamorarmi di queste bambole di carta personalizzate realizzate da Jordan Grace Owens, una bravissima illustratrice americana che realizza borse, spille, magliette e altre cose fighissime che si trovano nel suo negozio Etsy. 
2. Un'altra delle mie grandi passioni, questa volta legata all'età adulta, è quella per gli spazi abbandonati. Una delle gite che ricordo con più entusiasmo, fatta qualche anno fa, è stata a Balestrino, paesino abbandonato poco lontano da dove vivo e di cui avevo raccontato tempo fa in questo post. C'ero stata una domenica mattina, non c'era nessuno e io e mio marito abbiamo passato ore ad entrare e uscire da ogni casa, immaginando le storie che si nascondono dietro ogni stanza o oggetto abbandonato. Mi sono entusiasmata quando ho scoperto il progetto Paesi fantasma, un sito che raccoglie luoghi e paesi abbandonati in tutta Italia, che sono tutti nella mia wishlist. Tutto questo per dire che vorrei possedere il libro fotografico Empty Spaces, del fotografo Johnny Joo, una raccolta di immagini di luoghi fantasma in America, alcune delle quali si possono vedere qui.


3. E per finire un desiderio che ho da sempre, o meglio da quando ho scoperto il bellissimo lavoro della ceramista Camila Prada. Credo che la conosciate già tutti, perché è una piccola celebrità nel mondo handmade, ma per chi non sapesse ancora chi sia (ma siete matti?), si tratta di una ceramista che realizza piccole meraviglie a forma di animale. Tazze a forma di panda, vasetti con occhi e bocca, piccole famiglie che colorano la cucina. Amo tutto quello che fa, soprattutto i set come quello qui sotto. 


mercoledì 26 novembre 2014

Mi piace quando Vero preme play

Oggi torna Vero e mette su un disco che io da lei davvero non mi sarei mai aspettata. Ma, proprio come dice lei, non si finisce mai di conoscere una persona e questo rende tutto più magico! Buona lettura! 

Qualche giorno fa, uno di quei giorni nei quali torni a casa esausto dopo aver passato più di 12 ore fuori, mi sono regalata una pizza in solitudine e uno di quei film che mi sarebbe piaciuto vedere al cinema ma che al cinema non ho visto. Si trattava di “The Secret life of Walter Mitty” un film che ho adorato, nel quale Ben Stiller veste il ruolo di protagonista e regista. Non vi parlo di quanto mi abbia affascinato la fotografia –che tra l’altro è uno dei temi conduttori dell’intero film- e di quanta voglia mi abbia provocato di visitare l’Islanda. Durante il film, un interlocutore telefonico chiede al protagonista Walter Mitty se quest’ultimo si ricorda la canzone che parlava di un tizio che, stufo della relazione amorosa nella quale si trova, cerca l’amore in un annuncio. Walter Mitty risponde che sì, la canzone la conosce e l’interlocutore telefonico gli chiede di canticchiargliela e Walter comincia con “if you like piña colada…” alché io ho pensato Alt! Io questa canzone la conosco!


Escape (The pina colada song) di Rupert Holmes è una delle mie canzoni preferite di tutti i tempi, non solo per il ritmo frivolo e festoso ma anche perché è una di quelle canzoni che racconta una storia.

La storia è questa: c’è questo tizio che, stanco della sua relazione troppo duratura decide di rispondere ad un annuncio. L’annuncio è di una donna in cerca qualcuno in grado di apprezzare una piña colada, tra le varie cose.
I due sconosciuti si danno appuntamento in un bar chiamato O’ Malley. Il tizio cerca di giustificare la sua scelta dicendo che la relazione nella quale si trova è una di quelle che ormai si avvicina alla fine, vittima di una micidiale routine.


Il tizio in questione si presenta all’appuntamento e scopre, con sua grande sorpresa, che la donna dell’annuncio altro non è che la sua compagna. Insieme si fanno una risata e poi si confidano l’un l’altro di non aver mai saputo dell’amore per la piña colada dell’altro e di tutte le altre cose che pensavano di non avere in comune.

La canzone ci insegna che non si finisce mai di conoscere una persona e che a volte, qualcosa che sembra ordinario e routinario, si può trasformare in una piacevole sorpresa.

Premiamo play?


lunedì 24 novembre 2014

The Future of Storytelling # 3: la mia ambientazione preferita

Non ci crederete (quasi non ci credo neppure io), ma sto continuando a seguire il corso sullo Storytelling. Devo dire che è diventato meno interessante perché sta approfondendo tematiche che a me non appassionano molto (i videogiochi, Dio se c'è qualcosa che mi annoia al mondo sono proprio loro). Ho comunque intenzione di arrivare fino alla fine, ecco magari saltellando qua e là. Come vi ho detto, le ultime due lezioni erano incentrate sui videogames e non credo di aver appreso molto, anzi mi sa che ho usato un po' troppo la funzione skip. Ma vabbè, non è questo il bello dei corsi online? Se ne può fruire come meglio si crede, no? E anche inventarsi dei compiti completamente diversi da quelli assegnati (no, beh, immaginare una storia per un videogioco? Io? No way, baby).


Così ho deciso che, avendo dichiarato che più delle storie amo i personaggi e le ambientazioni e avendo già parlato del mio personaggio preferito, non potevo proprio fare a meno di parlarvi dell'ambientazione che amo di più. Anche qui, easy as a breeze, la scelta è caduta sulla New York di You've got mail. Lo so, ognuno ha i propri riferimenti e i miei sono tutto tranne che intellettuali. Sono pop dentro, è più forte di me. Mi sono chiesta se non fosse molto più figo parlarvi della Parigi di Fiesta oppure della cupa Detroit di Middlesex, ma non sarei stata sincera. E un post ha senso solo se si è sinceri. Quindi New York sia (tra l'altro ne avevo già parlato anche in un post per Zelda was a writer, lo scorso anno. Credo che la mia passione rasenti l'ossessione, ehm).


Comunque, dicevamo, la New York di You've got mail, protagonista del film al pari di Tom Hanks e Meg Ryan.  Il film inizia con la telecamera che corre lungo le vie di New York per fermarsi davanti alla casa della protagonista, entra dalla finestra e inquadra un soggiorno, una scrivania e una libreria bianca piena di libri. Credete che esista un altro motivo per cui in casa mia c'è una libreria bianca alta fino al soffitto? No, appunto. L'ho vista lì, me ne sono innamorata e l'ho fatta mia. Con l'unica differenza che la mia è una Billy e non una vecchia libreria shabby chic, ma non stiamo troppo a insistere su dettagli, dai. A casa della protagonista c'è anche una meravigliosa cucina e giuro che per anni ho avuto un tavolo molto simile (in condizioni migliori, tra l'altro) abbandonato solo perché davvero troppo poco pratico, mannaggia.


Ma non c'è solo la casa della protagonista, ovviamente. Fuori da quella casa c'è New York, diamine! Si tratta della New York dell'Upper West Side, ricca e intellettuale, dove le persone fanno la spesa nei supermercati bio e organizzano party invitando scrittori e artisti. Su, confessate, non vi piacerebbe vivere in un posto così? Io, non mi vergogno a dirlo, sì. E poi su, dai, la protagonista del film ha una libreria e io cosa ho sognato di fare per anni? La libraia! Beh, se proprio vogliamo essere sinceri, devo confessare che lo sogno ancora adesso, ma per il momento è un desiderio più irrealizzabile di quello di diventare Beyoncé. La voglia di fare la libraia non mi è nata grazie a questo film, ma il desiderio di avere una libreria identica a quella del film, quello sì (che poi non è mica di grande auspicio, perché fallisce ed è costretta a chiudere).


Ed è proprio grazie a questo film che ho conosciuto Starbucks, un piccolo angolo di paradiso a noi purtroppo negato, piccoli provinciali del mondo. Un posto dove puoi stare ore, su poltrone comode, bevendo un caffè e facendoti i fatti tuoi. Senza che nessuno venga a romperti le scatole. Con musica in sottofondo, la connessione wifi e la gente che non urla. A New York c'è un posto così a ogni angolo, ha un senso non amarla?


E poi si tratta della New York che si veste a festa in autunno, scegliendo i colori migliori per gli alberi di Central Park e degli altri giardini della città. Del resto, lo dice anche Tom Hanks: "Don't you just love New York in the fall? Makes me wanna buy school supplies. I would send you a bouquet of newly sharpened pencils if I knew your name and address". La New York delle panchine al parco, delle lucine colorate appese tutto l'anno e dei negozietti vecchio stile. La perfezione, insomma. Che vi devo dire, me la tiro da rocker incazzata con il mondo, ma in fondo sono una gran romanticona. 

giovedì 20 novembre 2014

Secret Santa!


Natale si sta avvicinando a passi da gigante, lasciate che ve lo dica. In un attimo, sarà tutto un fiorire di luminarie, canzoncine, panettoni (quelli ho già avvistati, peraltro) e spirito natalizio. Il Natale mi piace da matti, ve lo confesso. Anzi, banalmente, l'attesa del Natale mi piace più del Natale stesso (ché a casa mia si traduce in una grande abbuffata con mal di testa finale, non c'è mica tanta poesia). Una delle tradizioni che più amo di questo periodo è quella del Secret Santa. L'ho scoperta ai tempi dell'università, quando vivevo in collegio. Ogni anno, a fine novembre, ci si ritrovava tutte e si pescava da un grande barattolo il nome di un'altra studentessa, alla quale far trovare - ogni giorno fino alla festa di Natale - un piccolo pensierino, rigorosamente anonimo. Il mittente dei regali lo si scopriva alla festa di Natale, tra grida di sorpresa e risate a crepapelle. Ho bellissimi ricordi degli anni del collegio e questo è sicuramente uno dei più belli. 

Oggi ne ha parlato Giulia Depentor nella sua lettera a Babbo Natale, facendomi tornare in mente questa bellissima tradizione, e mi son detta: "perché non facciamo un Secret Santa, qui a casa di Cindy?". Ovviamente, vista la virtualità della situazione e l'assenza di una cassetta della posta dove depositare ogni giorno un regalino, dobbiamo cambiare le modalità. Quindi eccovi la mia proposta. Se decidete di partecipare, mandatemi una mail (l'indirizzo lo trovate qui a lato, su in alto insieme alle icone social) con il vostro indirizzo entro domenica 30 novembre. Ciascuno di voi riceverà poi (entro la domenica successiva) l'indirizzo della persona a cui inviare un piccolo regalino di Natale. In questo modo, ognuno di voi dovrà mandare un regalo e ne riceverà uno a sua volta. Dovrà trattarsi rigorosamente di un piccolo pensiero, magari fatto a mano, un libro del cuore, qualcosa che parli di voi ma che sia una cosa semplice, per nulla costosa, che possa affrontare senza paura il mondo delle poste italiane sotto Natale. Vi prometto solennemente che custodirò i vostri indirizzi con il massimo rispetto, inviandoli unicamente alla persona interessata. Vi chiedo solo di prendere la cosa con il giusto spirito e fare in modo che ognuno possa ricevere il proprio regalo in tempo per la notte di Natale. 

Se vi va di partecipare, scrivetemi. E già che lo fate, mandatemi anche il titolo della vostra canzone di Natale preferita, così facciamo la playlist di Natale. Hohoho! 

lunedì 17 novembre 2014

52/52 e le solite chiacchiere


Buongiorno! Come state? Io avrei mille cose da dirvi ma, giuro, non so da dove cominciare. Come spesso mi capita, continuo a scrivere e cancellare il post perché non mi sembra mai "quello giusto". Ma visto che "quello giusto" capita poche volte nella vita, abbracciamo l'imperfezione e andiamo avanti. Dicevamo, buongiorno! Avete visto? Chi l'avrebbe mai detto, due anni fa quando questo progetto è iniziato, che finalmente il 52Project sarebbe finito? Che soddisfazione! C'è voluto giusto un po' di tempo, ma ce l'abbiamo fatta. Ma adesso sorge un problema: che titolo posso dare alle mie chiacchiere senza senso? Non ho più nessuna scusa per rovesciarvi addosso parole a caso nascondendole dietro un presunto progetto fotografico. Mannaggia, bisogna fare qualcosa! Devo inventare una nuova rubrica inutile per giustificare la mia voglia di chiacchiere. E' assolutamente indispensabile! 

Vabbè, ci penseremo, intanto oggi posso ancora chiacchierarmela un po'...Da dove comincio? Vediamo un po'. Tra lavoro, gite in ospedale (non per me, io sto abbastanza bene) e quotidianità varia, non ho più molto tempo da dedicare alle cose che mi piacciono e questo NON va bene. NON va davvero bene. Comunque:

- posso rinunciare a tutto, ma non alla lettura. Posso crollare dal sonno, morire sfinita, non sapere più come mi chiamo, ma devo sempre leggermi una paginina prima di dormire. Finito Agassi (un libro pazzesco, l'avreste mai detto?), mi sono buttata su Vestivamo da Superman di Bill Bryson, un libro acquistato di getto quest'estate durante un piovoso pomeriggio di pioggia. Bryson è sempre lui, un filo noioso alla lunga, quindi comperate questo libro solo se vi piacciono gli Stati Uniti e gli anni '50. Dopo Bryson sono passata a Scerbanenco, con il bisogno di tornare alle certezze di un vecchio amico dopo aver conosciuto gente nuova, e mi sto leggendo con amore La sabbia non ricorda. Scerbanenco è uno dei pilastri della mia vita e ora che ho scoperto un pusher di libri usati su Ebay, la mia collezione di gialli anni '60 può crescere smisuratamente. 

- uno dei miei guilty pleasures è guardare su You Tube video di beauty e chiacchiere varie. Quando sono stanca, è una pratica più rilassante dello yoga. Io non sono una grande acquirente di trucchi e prodotti per la bellezza, quindi tendo a preferire quelli più generici. Grazie a Sweet as a Candy, ormai un'istituzione su You Tube, ho scoperto il canale di Magalì Zanardi. Lei è dolce, semplice e spesso scoppia a ridere imbarazzata. La amo. 

- quando sono depressa, sento che la mia vita va tutta storta, che proprio non ce la faccio più, vado da mio marito e gli dico: "Gabri, andiamo via?". La risposta è sempre sì e, visto che non possiamo andare via del tutto, questa richiesta si traduce in un fine settimana da qualche parte. L'ultima richiesta del genere si è tramutata in un weekend a Bruxelles, sotto Natale, grazie anche a un volo Ryan Air a 40 euro a/r. Yo. 

- la mia ultima ossessione musicale si chiama She&Him, che avevo conosciuto anni fa grazie al mio amico Mirko, ma che - come spesso capita con la musica e i libri - erano capitati nel momento sbagliato. Ora che ho voglia di tepore, copertina, torta di mele e musica retrò, loro sono perfetti.

- ascolterò anche musica retrò, ma a Genova ci sono i Subsonica e non posso proprio perdermeli. Li ho amati tantissimo, abbiamo vissuto in simbiosi per anni, come tutte le grandi passioni, ora siamo lontani e non ci sentiamo più, ma vado a rivederli in nome del nostro vecchio amore. Sono curiosa di vedere come sarà, questo loro concerto dopo tanti anni. 

- è uscito il libro di Amanda Palmer e io lo aspetto come un bimbo aspetta il giorno di Natale. La mia copia è da qualche parte in volo sull'oceano e spero che non si perda nel viaggio. 

E voi? Cosa mi raccontate? 

venerdì 14 novembre 2014

Wishlist del venerdì

Buongiorno, miei cari. Ogni tanto mi affaccio da queste parti, c'è un po' di polvere, ma è sempre bellissimo. Come già detto, quella gran sfacciata della quotidianità mi tiene lontana da queste stanze, ma ho la ferma intenzione di non lasciar che l'odore di chiuso prenda il sopravvento. Forza, apriamo le finestre, facciamo entrare il timido sole di questa mattina, mettiamo su un po' d'acqua per il tè e leggiamoci la wishlist del venerdì. Perché, diciamocelo, si può iniziare il fine settimana senza una listina dei desideri? Io non credo. 

1. Per chi ancora non lo sapesse, io lavoro come traduttrice (a breve sarò anche altro, ve lo racconterò presto). Questo vuol dire che passo praticamente la maggior parte della giornata chiusa in casa, davanti al PC. Questo lavoro ha infiniti lati positivi, ma ha anche un enorme aspetto negativo: la solitudine. Spesso passo intere giornate in cui l'unica interazione è quella con il cane, che amo alla follia, ma con lei è difficile chiacchierare di gossip e cazzate oppure raccontarsi l'ultimo libro letto. Potresti uscire, direte voi. Certo, abito in un paese dimenticato da Dio e dagli uomini, per fare qualsiasi cosa devo prendere la macchina e spesso non ne ho voglia. Insomma, cosa vorrei? Vorrei avere sotto casa un posto come quello della foto qui sotto, un caffè accogliente, con dei dolcetti buoni, buona musica, un bel calduccio e gente sorridente, dove mettermi in un angolo a lavorare sentendomi un pochino in compagnia. Devo andare a vivere in città, neh?


2. Questo autunno, a parte momenti di pioggia scrosciante, ci ha regalato tepore e sole infinito, ma temo che sia giunto il momento di organizzarsi e tirar fuori i vestiti pesanti (sto resistendo strenuamente ai maglioni di lana e odio già il giorno in cui dovrò indossare di nuovo il piumino, che si sappia). Quest'anno vorrei trovare il maglione perfetto e il cappotto che cerco da una vita, ma soprattutto un cappello di lana come si deve. Tipo quello della foto qui sotto, che ho trovato su Pinterest, ma del quale purtroppo non sono riuscita a trovare marca o negozio. Ecco, questo è anche il momento in cui vorrei essere capace a lavorare a maglia. Ma perché Cinzia, perché quando tua mamma voleva insegnarti a usare i ferri da maglia avevi sempre altre cose importantissime da fare, tipo ascoltare i Duran Duran, incollando nel frattempo sul diario le foto ritagliate da Cioè? Perché, dico io, perché?


3. Siamo onesti: Natale è dietro l'angolo. Ho già fissato ben due cene di Natale e mi sta salendo l'ansia per i regali, perché vorrei dedicare il tempo giusto a trovarli e sceglierli con attenzione. Bisogna prepararsi, il 24 dicembre incombe, mannaggia. E per entrare nell'atmosfera natalizia, quale miglior modo di bersi una bella cioccolata calda alla menta in una tazza come quella qui sotto? Se ve ne siete innamorati come me, la trovate nel negozio Etsy Printable Wisdom, dove - se odiate il Natale - ci sono anche mille altre scritte e decorazioni. Buon Natale! :-D


martedì 11 novembre 2014

Tea for Two

It's Tea for Two time, dudes. Buona lettura. 


Non vorrei che questa questa rubrica prendesse una sentimentale e preoccupante piega nostalgica, ma l’altro giorno mi è successa una cosa che vi devo assolutamente raccontare.
Sono uscita di casa e in strada c’era una coppia di ragazzi che parlava. Lui sul motorino e lei accanto, sul marciapiede. Che c’è di strano? Niente.
Ma lui aveva il motorino ACCESO.
Oltre ad aver riconosciuto subito l’inconfondibile rumore da motore truccato, avvicinandomi ho sentito anche QUEL profumo.
La miscela.
Un tuffo al cuore. 
Se io non avessi mai sentito l’odore della miscela non potrei dire di avere veramente vissuto.
Perché quell’odore è quello dell’adolescenza, delle estati trascorse nel Paesino dove ciondolavo felice dal mattino alla sera insieme ai miei amici, libera di potermi muovere come volevo, tanto più di un tot non ci si poteva allontanare e con niente, o quasi, ci si poteva divertire.
L’odore della miscela mi ha riportato lì, in un secondo.


La panchina della piazza è l’unico punto all’ombra in questo luglio bollente in cui si sentono solo i grilli, almeno fino a che non iniziano ad arrivare alla spicciolata le Vespe (truccate), un Fifty e un altro paio di cinquantini che vogliono sembrare già moto “da grandi”. Tutti egualmente rumorosissimi.
L’odore della miscela è potentissimo, l’unico in grado di coprire quello dell’adolescenza.
Ci ritroviamo tutti lì sulla panchina, a fare che cosa me lo chiedo ancora oggi.
Ma stiamo bene. Ridiamo, parliamo, qualcuno fuma (di nascosto), qualcun altro dà il via a un fuoco incrociato di gavettoni “e vaffanculo che mi ero appena acceso la sigaretta” grida uno mentre l’altro ride strizzandosi la maglietta e non ha ancora finito di strizzarla che gli arriva un altro gavettone nella schiena e giù a ridere a crepapelle mentre l’altro “oh se mi bagnate lo stereo vi ammazzo, ci ho pure messo le pile nuove” “e allora metti un po’ qualcosa di bello” perché lui era quello che ci portava sempre le novità. E mentre io e un altro ci avviciniamo allo stereo ad ascoltare, silenziosi seri e assorti come intorno a un tesoro appena trovato sulla panchina, quello accende e ci dice: “si chiamano CCCP. sono pazzeschi”.

Ed è vero. Sono pazzeschi. Ovviamente vogliamo sentire a ripetizione quella di “spermi spermi spermi spermi indifferenti” perché a quell’età lì non sai ancora bene di cosa si stia parlando, almeno non io, ma i maschi evidentemente qualche idea in solitaria se la sono già fatta e questa cosa li fa ghignare parecchio.
Intanto arriva anche quello che mi piace. E io gli piaccio di conseguenza, anche perché femmine qui siamo poche e io comunque non sono proprio da buttare via.
Con una scusa finisce sempre che ci troviamo vicini sulla panchina e lui è più grande di me ma io so come fargli girare le palle perché mi basta scherzare un po’ di più con qualcun altro e via, vedo subito che si ingelosisce. Così iniziamo a strattonarci, facendo finta di fare la lotta almeno poi lui ha la scusa di abbracciarmi quando io faccio finta di incazzarmi.

Nel frattempo vediamo arrivare uno della banda a piedi. Noi, sbalorditi. “A piedi?! Ma sei fuori? Si è rotta la Vespa?” “No, non si è rotta la Vespa. Ma mia madre mi ha beccato a fumare e allora mi ha detto che oggi, se volevo uscire, dovevo farlo a piedi. Oh dammi una sigaretta va, che mia madre oltre alla Vespa mi ha sequestrato pure quelle”.
Intanto i CCCP continuano a girare e con loro l’odore di miscela e il profumo di quei pomeriggi che mi piombano addosso tutti insieme di colpo, mentre ferma sotto casa, più di vent’anni dopo, mi blocco ad annusare l’aria.