mercoledì 21 dicembre 2016

Leggermente: Eccomi

Qualche giorno fa Elena mi ha fatto un piacevolissimo regalo di Natale, inviandomi un Leggermente del tutto inaspettato. Sapevo che stava passando un periodo di caos e credevo avremmo ripreso la rubrica a gennaio. E invece ecco la mail ed ecco la recensione di un libro che ho visto ovunque, nei mesi scorsi. Si tratta di Eccomi, il nuovo libro di un autore che, come dice Elena, non è propriamente incluso nei miei preferiti. Io e certi scrittori americani contemporanei abbiamo un rapporto un po' turbolento, mettiamola così. Però sono contenta che ne abbia scritto Elena, del cui giudizio mi fido ciecamente. Chissà, magari un giorno potrei anche lanciarmi nella lettura di questo libro. Ora lascio la parola a lei. Buona lettura! 

Ben ritrovati a tutti, comincio subito scusandomi per il mese scorso. Non c'è stato nessun Leggermente a Novembre poiché, sebbene sia da sempre il mio mese preferito, credo che a sto giro sarò costretta a cambiare idea: ho inanellato una serie di sfighe e intoppi che il tempo (e il modo) di leggere e scrivere proprio non sono ruscita a trovarlo.

Comunque, l'ultimo romanzo di cui ho parlato qui era Denti bianchi, di un'autrice adorata da Cindy e, fino ad allora, conosciuta da me solo di nome. Oggi è la volta di uno dei casi editoriali del 2016 (per non dire IL caso editoriale): intendo Eccomi di Jonathan Safran Foer che, se non sbaglio, la padrona di casa non ama granché.


Il primo libro che ho letto di questo autore è stato Molto forte incredibilmente vicino: l'ho adorato, sfogliato mille volte, riletto a tratti, sottolineato (più di quanto non lo fosse già di suo), consigliato e regalato. Poi è stato il turno di Ogni cosa è illuminata e infine di Se niente importa. Mi sono piaciuti tutti, in modi differenti hanno parlato al mio cuore, in modi differenti sono rimasti dentro di me, indisturbati.


Per quanto riguarda il libro di oggi sono estremamente confusa. La prima parte mi ha rapita: nonostante le dimensioni e il peso non proprio da tascabile ho trasportato questo grande libro giallo ocra un po' ovunque. Matita alla mano e foglia secca come segnalibro ho sottolineato frasi intere, ho riletto passaggi meravigliosi che sembravano proprio togliermi le parole di bocca, ho creduto spesso (cosa che mi succede ogni volta e non penso di essere la sola a cui capita) che quelle pagine parlassero a me di me, ho sperato che continuasse così fino alla fine.

Ora, non so dire se abbiano influito il blocco del lettore che ha contraddistinto questo mio anno o gli eventi infausti di cui sopra, ma la seconda parte di Eccomi, quella centrale per intenderci, ha indebolito piano piano il mio interesse fino quasi a soffocarlo del tutto, facendomi arrancare nella lettura per un sacco di tempo.


Niente paura però, ci siamo ripresi sul finale e, continuando a seguire il filo logico del periodo incasinato, forse il fatto che negli ultimi giorni la situazione familiare stesse migliorando (giusto per chiarire, nulla di tragico, mia mamma si è malamente rotta un braccio, ha subito un intervento e ha avuto bisogno di parecchia assistenza all'inizio della convalescenza) ha facilitato anche il mio rapporto con la lettura con questo libro in particolare.

Le sottolineature a matita sono tornate e il mio personalissimo giudizio finale è positivo perché, se non altro per le prime duecento pagine, è impossibile secondo me rimanere indifferenti davanti a certe frasi.


Non mi resta, dunque, che salutarvi con la citazione di oggi, anche se, lo ammetto, scegliere è sempre difficile. Avrei potuto scrivere un Leggermente solo estrapolando pezzi e incollandoli qui, virgolettati, in corsivo, in grassetto o colorati di verde: sarebbe stato sicuramente il metodo più efficace per farvi respirare un po' dell'atmosfera che si sente leggendo questo libro.

Alla fine, però, ho deciso per questa:
"L'ampiezza della loro vita in comune rendeva impossibile condividere la loro unicità. Avevano bisogno di una distanza che non fosse un ritrarsi ma un tendere la mano".

venerdì 16 dicembre 2016

I libri di Natale del Secret Santa!


Buongiorno! Come stanno andando gli scambi di pacchetti? Avete già ricevuto il vostro? Avete già spedito quello che avete confezionato per il vostro destinatario segreto? Spero che tutto stia andando bene e che le poste ci aiutino a rendere questo Secret Santa ancora più bello e pieno di emozione. 

Come ho scritto qualche giorno fa su facebook, amo il Secret Santa perché mi nutro del vostro entusiasmo e della magia che aleggia su questo nostro gioco, ma lo amo soprattutto perché nessuno, nessuno mi chiede mai del pacchetto che deve ricevere, bensì si preoccupa di quello che dovrà arrivare a destinazione. Ciò dimostra che avete tutti compreso perfettamente lo spirito del Secret Santa e io ne sono felicissima (non che avessi dubbi, eh). 

Ogni anno, oltre al vostro indirizzo, vi chiedo di partecipare suggerendomi qualcosa di relativo al Natale. Due anni fa vi avevo chiesto la vostra canzone di Natale preferita e i vostri consigli ci hanno permesso di creare una bellissima playlist. Lo scorso anno è stata la volta dei film di Natale, grazie ai quali ho una lista di film da vedere che non ho ancora esaurito. Quest'anno, invece, vi ho chiesto di suggerirmi il vostro libro di Natale. 

Tra i più gettonati, manco a dirlo, ci sono Canto di Natale di Charles Dickens e Piccole Donne di Louisa May Alcott, ma il più citato, amato, ricordato in assoluto è Harry Potter. Alcuni di voi hanno citato dei titoli precisi, altri semplicemente Harry, qualsiasi libro, qualsiasi titolo. Non l'avrei detto, ma pensandoci le sue storie fanno davvero Natale. 

Alcuni di voi mi hanno mandato solo il titolo del loro libro di Natale, altri hanno voluto condividere con me qualcosa di più. Come Paola, che mi ha scritto questo e non potevo non condividerlo: "Un libro che riassuma il mio senso del Natale, un libro che quando l' aperto il mio OHHHH è arrivato fino al Polo Nord da Babbo Natale, un libro che leghi con un filo, rigorosamente rosso, il Natale di quando ero bambina a quello di adesso. Per me questo libro è l'Enciclopedia Illustrata degli animali,sai quei libroni grandi e pesanti, quelli con grandi pagine colorate e disegnate, ti ho allegato un'immagine. Me lo ricordo ancora il Natale in cui ho ricevuto questo libro. Un tempo le Enciclopedie erano libri preziosi da regalare solo in occasioni speciali, oggi forse non è più così ma il Natale scorso l'ho regalato a Camilla, e ne è rimasta affascinata esattamente come me tanti anni fa. Sono sicura che anche lei conserverà questo libro per sempre. Poi siccome proprio non ce la faccio a dirne uno solo, ti dico anche Harry Potter, uno qualsiasi, I libri di Harry Potter sono i Salgari degli anni 90/2000 e regalare un libro come questo significa donare l'amore per la letteratura e per me non c'è regalo più grande". Meritava vero? 

Ma i suggerimenti sono stati davvero infiniti, libri natalizi, libri per bambini, libri che con il Natale non hanno nulla a che vedere, libri che non sono natalizi ma contengono tutto il colore che normalmente associamo a questa festa. Eccovi la lista qui sotto:

I fratelli Kristmas - Giacomo Papi
Il libro di Natale - Selma Lagerlof
Letters from Father Christmas - J.R.R. Tolkien
Il diario di Bridget Jones - Helen Fielding
Rover salva il Natale - Roddy Doyle
Un bambino chiamato Natale - Matt Haig
La cena di Natale - Luca Bianchini
Curarsi con le spezie
La regina della nevi - H.C.Andersen
Matilda - Roald Dahl 
Qualcuno con cui correre - David Grossman
Snoopy e i dodici giorni del Natale
Il privilegio di essere un guru - Lorenzo Licalzi
In mezzo scorre il fiume - Norman MacLean
Il signore degli anelli - J.R.R. Tolkien
Fanny - Erika Jong
Dire, fare, brasare - Carlo Cracco
Il Natale di Poirot - Agatha Christie
La vita che si ama - Roberto Vecchioni
Una piccola libreria a Parigi - Nina George
Le otto montagne - Paolo Cognetti
Che bello essere noi - Lella Costa
Caro Natale - Richard Scarry
Fuga dal Natale - John Grisham
Cime tempestose - Emily Bronte
Wildwood. Nelle profondità del bosco proibito - Colin Meloy e Carston Ellis

Non sto a dirvi che la mia wishlist è già cresciuta in maniera esponenziale. Spero abbiate trovato anche voi qualche titolo che vi ha incuriosito o magari qualche altro che vi ha fatto tornare in mente vecchi ricordi. Buon Natale e Buon Secret Santa a chi vi ha partecipato. E' sempre bellissimo. 

martedì 6 dicembre 2016

I libri del mese scorso: novembre


Buongiorno, buongiorno, buongiorno, amici del mio cuor. Come va? Qui tutto bene, le musichine di Natale sono in loop, le lucine sono in ogni angolo di casa, la cannella la fa da padrone, insomma, è tutto perfetto. Novembre è finito ormai da qualche giorno ed è tempo di fare il punto della situazione sui libri del mese scorso. 

Pensavo di aver letto un sacco, ad essere onesta, poi quando ho tirato fuori il quadernino dove mi appunto i titoli ho visto che c'erano "solo" tre libri. Ci mancherebbe, un buon numero, niente da dire, ma è che avevo la sensazione di non aver fatto altro che leggere. Boh, mese strano novembre, strane sensazioni. Ma detto questo, passiamo alla lista dei libri che mi hanno fatto compagnia, in modo o nell'altro, lo scorso mese. 

Libri letti

Sylvia - Leonard Michaels
Come avevo scritto a ottobre, Sylvia l'ho comperato sull'onda dell'entusiasmo nei vari social, poi mi sono un po' pentita, poi ho letto un po' di recensioni ottime. Insomma, l'ho iniziato. M'è piaciuto molto, scritto benissimo, ambientazione - la New York di fine anni '60 - fantastica, però è una lettura un po' triste. Astenersi depressi, ecco. Però gran libro. 

Verde brillante - Stefano Mancuso
Questo libro, invece, l'ho preso grazie alle offerte kindle e letto subito, durante un viaggio in treno. Si tratta di un saggio che si interroga sul fatto che le piante siano intelligenti o meno. Ovviamente, la risposta è ovvia e il saggio è davvero interessante. Utilissimo per capire, una volta di più, quanto il mondo vegetale sia meraviglioso. 

Le otto montagne - Paolo Cognetti
Non sapevo dell'uscita imminente di un nuovo libro di Cognetti, quindi - quando l'ho visto in giro - è stata una sorpresa bellissima. Ovviamente, visto che di Cognetti ho letto e amato praticamente tutto, l'ho comperato immediatamente e letto centellinando le pagine, diversamente dalla mia abitudine. E' un libro meraviglioso, un grande inno d'amore per la montagna e una bella riflessione su cosa voglia dire essere amici e quanto sia complicato diventare grandi. L'ho appena finito, vorrei ricominciarlo da capo. 

Libri acquistati

Abc del sito per freelance - Francesca Marano
Nel mese di novembre sono stata bravissima e ho acquistato solo un libro (oltre al saggio sul mondo vegetale). Volevo astenermi completamente e non comperarne neppure uno, ma la mia amica Francesca ha pubblicato il suo nuovo e-book e dovevo farlo mio. In realtà, ho già il sito, realizzato da lei peraltro, ma c'è sempre tanta saggezza in quello che scrive Francesca che sarà comunque utilissimo, ne sono certa. 

Libri messi in lista

Non chiedermi quando: Romanzo per Dacia - Concita de Gregorio, aggiunto alla lista perché mette insieme due persone che ammiro molto. Non può che uscirne qualcosa di favoloso, no?

La zecca e la rosa - Maurizio Maggiani, perché Maggiani ha scritto un libro che ho amato molto, tanti anni fa (La regina disadorna) e perché qui parla di natura e giardinaggio. Perché non l'abbia ancora comperato proprio non so. 

The Italian Baker - Melissa Forti, l'ennesimo libro di cucina che aggiungo alla lista, ma sarò forte e non lo comprerò. L'ho aggiunto perché Melissa Forti è l'anima vitale di Melissa Tea Room & Cakes, un posto magico che si trova a Sarzana (una delle città dove vivrei, nel mondo che vorrei). 

Hygge: The Danish Art of Happiness, perché no?

A Year Between Friends, perché è il secondo libro fotografico nato dal progetto 3191 Miles Apart, che amo e seguo da tantissimi anni.

[La rubrica libri ascoltati l'abbiamo salutata, perché il tempo per ascoltare gli audiolibri non ce l'ho. E' stato bello Audible, ma non c'è posto per te nella mi vita]

Ma ora ditemi voi. Cosa avete letto questo mese? Cosa devo assolutamente mettere in wishlist? 

venerdì 2 dicembre 2016

Chiacchiere del venerdì

(foto Unsplash) 

Buongiorno, miei cari amici. Come state? Qui tutto bene, dai. Facciamo che non mi lamento, che è sempre l'atteggiamento migliore. La vita va avanti, il lavoro procede, la salute facciamo le corna, la famiglia tiene botta, la cagnolina corre e salta, gli amici sono vicini, insomma va tutto bene. 

Sentite già il Natale? Io decisamente sì. Un po' per via del Secret Santa, un po' perché per me il Natale inizia sempre prima (e al 27 dicembre vorrei dare fuoco a tutte le decorazioni), io sono già in piena atmosfera natalizia. Oggi metterò le lucine un po' dappertutto in casa e permetterò a me stessa di cominciare ad ascoltare le canzoni di Natale di Elvis. 

Nel frattempo, però, m'è venuta voglia di fare due chiacchiere con voi e ho deciso di scrivere questo post. Come sempre, è lungo come la Quaresima, ma voi mi volete bene e mi perdonate. Del resto, lo fate sempre e quindi io ormai ci marcio un po' su. Comunque, bando alle ciance, avete preparato il tè? Chiacchieriamo?

- l'evento di questo mese è senza la minima ombra di dubbio la gita a Bologna per la mostra di David Bowie. Per tutta una serie di questioni che non sto a dirvi, tra cui scarsa pianificazione, traffico avverso e sfighe varie, abbiamo seriamente rischiato di non riuscire a vederla. Quindi, quando sono entrata, ero ancora in agitazione e mi sono calmata solo dopo un po'. A tutta questa agitazione s'è aggiunta la commozione e la felicità di essere lì e quindi, insomma, sono stata un groviglio di emozioni per tutto il tempo. Comunque, mostra bellissima, bellissima, bellissima, meno male che era anche un po' buia così non si vedeva il lacrimino. 

- la gita a Bologna è stata anche l'occasione per fare un giro in città, che non visitavo dalla gita di terza media (durante la quale ero molto più interessata al ragazzo alto di terza D che a guardarmi intorno, cosicchè della città non ricordavo nulla). Purtroppo, il tempo tiranno e le varie sfighe di cui sopra ci hanno permesso di fare un giro veloce, dal quale ho dedotto che Bologna è una città bellissima e io ci devo assolutamente tornare. Perché non ci siamo fermati di più? Ma perché dovevamo andare a Reggio Emilia, abbracciare la mia carissima amica Lucia e sfondarci di tigelle, che domande! 

- gli abbracci questo mese si sono sprecati, perché ho anche colto l'occasione di una veloce gita a Torino per vedere la mia amata Valeria, perdermi tra gli scaffali di Melissa (mantendendo comunque un sorprendente controllo del mio portafoglio, cosa di cui vado piuttosto fiera) e conoscere finalmente la deliziosa Alice di Operazione Fritto Misto. Ed è incredibile, le persone che conosci online sono sempre esattamente come te le immagini. Mai una delusione, mai. Ah, che luogo meraviglioso, l'internet che frequento io. 

- per quel che riguarda la TV, questo mese - complici piogge, alluvioni, allerte meteo, malesseri vari, lavoro del marito e altro - ho consumato il televisore. Per quel che riguarda Netflix, sono reduce dalla classicissima maratona del weekend in occasione dell'uscita di Gilmore Girls (lo aspettavo da dieci anni, potevo farmelo scappare?), che è stato tutto un crogiolarsi nella nostalgia. Bello, bello, bello. Pure il finale, in cui ho letto esattamente quello che desideravo. Perfetto. Altra serie vista questo mese è stata Black Mirror (meh, nulla da dichiarare in proposito) e, alleluia alleluia, la settima stagione di Sons of Anarchy (non ne potevo davvero più, è una di quelle serie di cui hanno fatto almeno due stagioni di troppo, ma sono contenta di aver tenuto duro perché il finale è molto bello). 

- parlando di documentari, ho visto su YouTube Before The Flood, il documentario di Leonardo Di Caprio sul cambiamento climatico. Interessante, inquietante, da vedere: ti sbatte in faccia quelle cose di cui da secoli senti parlare, senza prestarvi troppa attenzione. Beh, in questo caso, almeno per quel che mi riguarda, ti rimangono piuttosto impresse, non c'è che dire. Poi ho visto Oasis - Supersonic, che non ho apprezzato molto perché l'ho visto in lingua originale senza sottotitoli e ho capito poco di più di fucking e fuck (peraltro ripetuto ogni due parole, ovviamente). Invece Beatles - Eight Days A Week m'è piaciuto da morire: mi sono commossa nel vedere quei quattro ragazzi giovanissimi far impazzire il mondo. E il loro ultimo concerto insieme? Lacrime e singhiozzi. Bellissimo, guardatelo. 

- lo stesso giorno in cui ho visto il documentario sui Beatles, ho visto Elvis e Nixon, il film che racconta l'incontro tra i due, perché Elvis voleva diventare agente segreto del governo. Non sapevo di questo episodio, ma è stato curioso vederlo subito dopo i Beatles perché si parla di loro e delle loro presunte dichiarazioni filo-comuniste e anti-americane. Bel film, trama scorrevole, Elvis fantastico ovviamente. E poi ho scoperto di avere un lieve debole per il figlio di Tom Hanks (perché sì, amo i bad boy alla Jess Mariano, ma anche i bravi ragazzi come Colin Hanks, che vi devo dire). Sempre nella stessa giornata, ho visto Alta Fedeltà. Un classico. 

- per quel che riguarda i libri, ci sarà un post apposito la prossima settimana. Per il resto, mi sono innamorata di questa iniziativa di Valeria e Katiuscia, una bellissima cartolina ideata da loro due, il cui ricavato va a Emergency. Mi sono commossa, quando ne ho letto su facebook. Del resto, sono due persone bellissime, non potevano che ideare qualcosa di speciale. 

-un'altra cosa bella è Patreon. Vi ho raccontato che sostengo Frannerd, ora ho aggiunto un altro dollaro al mese e sostengo Linda Tieu, un'illustratrice il cui lavoro mi piace molto (poi condivide un sacco di stampabili solo per i patreons, che figata). Amo Patreon perché permette, con una spesa davvero irrisoria, di avere un po' di bellezza in più nella propria vita. Ditemi voi se non c'è da essere felici!

- infine, quando si avvicina il Natale ma mi sembra ancora troppo presto per ascoltare la musica natalizia, metto su loro. E quindi, la colonna sonora negli ultimi giorni è sempre stata questa. 


giovedì 24 novembre 2016

Idee regalo fatte a mano (seconda parte)


Dopo il post della scorsa settimana, arriva la seconda puntata della lista di regali di Natale fatti a mano, questa volta ad opera di Katiuscia. Quindi, mi metto comoda e lascio la parola a lei. 

Dopo tanto tempo, sono nuovamente qui, seduta sull’angolo del divano di questa casa dalle pareti bianche, a chiacchierare con la mia amica e mi sento un po’ come se fossi passata di qui solo ieri e non posso che essere felice.

Parliamo tanto e mai abbastanza, c’è la musica a farci da sottofondo ed una cagnona dagli occhi dolci, e prima o dopo, ma specialmente in questo periodo dell’anno, il discorso cade sui regali.

Lo ammetto, personalmente sono una fanatica dei regali in generale, di quelli di Natale in particolare, dei regali di Natale fatti a mano nello specifico; la mia amica qui, beh, la conoscete, no? Sappiate che l’idea di tutto ciò è sua, quindi a lei il merito di avervi tolto le castagne dal fuoco!

Piccola premessa: la questione regali va affrontata con una certa serietàRichiede tempo da dedicare alla ricerca; ascolto empatico dei bisogni del ricevente il regalo. Fare un regalo senza tenere in considerazione i gusti e quindi la sensibilità di chi lo riceve, perde di senso, non è un regalo, ma lo spostamento di un oggetto da casa mia a casa tua e, successivamente, con molta probabilità, da casa tua a casa di qualcun altro e via dicendo.

Si può optare per regali immateriali, ma io ad esempio, sono poco zen e abbastanza “material girl” (non troppo eh? il giusto), quindi, qui di seguito, i negozi dove sceglierei i miei regali.

Se cerchi un regalo colorato e tenero per un bimbo sei nel negozio giusto il trio è il mio preferito.


Mi piace tutto, ma proprio tutto, Le bag un pochino di più.


Di mug non se ne hanno mai troppe questa imperdibile!


Il recupero, l’hand made ed il blu, cosa puoi volere di più? Questa tra le mie preferite.


E mi domando perchè scegliere è così difficile? Devo, quindi una delle piccole guide silenti.


Le sue cartoline illustrate, magari inserite in una semplice cornice, possono diventare un piccolo dono prezioso. Le troviamo qui.


Una collana non è mai di troppo, men che meno se si tratta di una di quelle realizzate da Silvia. La facciotta con i capelli neri tra le mie preferite.


Spero le mie scelte vi siano d’aiuto, magari anche per un auto regalo. Un sorriso…

lunedì 21 novembre 2016

Secret Santa 2016


Finalmente ci siamo, è tornato il momento del Secret Santa. Ero convinta di essere in grandissimo anticipo, quest'anno, e invece nel leggere il il post dello scorso anno ho realizzato di essere in tremendo ritardo. Per cui, bando alle ciance, mettete su le lucine di Natale, dateci dentro con le canzoni di Michael Bublè e cominciate ad impacchettare. 

Questo Secret Santa, nato in sordina due anni fa, conta un piccolo gruppo di fan affezionate e quindi credo che molte di voi sappiano come funziona, ma nel caso ci fosse qualcuno che arriva qui per la prima volta, vi spiego di cosa si tratta. 

Il Secret Santa nasce da una tradizione che avevamo nel mio collegio universitario: ogni anno, qualche settimana prima di Natale, ciascuna di noi sorteggiava il nome di una persona a cui avrebbe dovuto fare una serie di regalini, fino ad arrivare alla festa di Natale con la rivelazione finale del proprio Secret Santa. 

Era una tradizione bellissima, soprattutto perché permetteva di stringere rapporti con persone con le quali si avevano meno contatti. Che poi è quello che succede anche con questo nostro Secret Santa, perché - come mi ha detto una cara amica - c'è pieno di iniziative come questa in giro, ma il Secret Santa di Cindy è l'unica dove si diventa amici. Ed è vero. Poi non sto neanche a parlarvi di tutta la magia che il Secret Santa porta con sè e di tutte le cose belle che sono successe gli anni scorsi. 

Comunque, tornando a noi: due anni fa ho deciso di riprendere la tradizione del Secret Santa, che amavo così tanto, e portarla qui. Non sto a dirvi quanto io mi diverta ad organizzarlo e quanto spero vi divertiate anche voi (visto l'entusiasmo, direi che piace abbastanza anche a voi). 

Vabbe, visto che ho detto bando alle ciance, passiamo alle istruzioni:

1. avete tempo fino a lunedì 28 per mandarmi la vostra adesione al Secret Santa. Basta che mi mandiate una mail all'indirizzo acasadicindy@gmail.com, con oggetto Secret Santa 2016. Se avete già partecipato e il vostro indirizzo non è cambiato, basta che mi scriviate "ci sono anche quest'anno" e io saprò. Se è la vostra prima volta, scrivetemi il vostro nome e l'indirizzo a cui volete ricevere il vostro regalino

2. ogni anno vi chiedo di indicarmi un vostro preferito natalizio, il primo anno sono state le canzoni, lo scorso anno i film, quest'anno vi chiedo di scrivermi il vostro libro di Natale. Indicatemelo nella mail, così poi li metterò tutti insieme e farò una bella lista da condividere con voi. 

3. giovedì 1 dicembre invierò ad ognuno di voi il nome e l'indirizzo della persona a cui inviare il regalo, così che ognuno di voi avrà una persona a cui inviare il regalo e riceverà un regalo da un'altra persona. Vi prego, vi supplico, visto che ogni anno succede che i alcuni regali vanno persi, mandate il vostro pacchetto prima possibile in modo da combattere il caos natalizio alle poste

4. per quel che riguarda il regalo, dev'essere qualcosa di semplice, qualcosa di fatto a mano, un libro, un quaderno, degli orecchini, quello che volete voi, ma dev'essere rigorosamente poco impegnativo. Più cuore ci mettete meglio è.

5. quando vi arriva il regalo, avvisatemi e mandatemi una foto, così da pubblicarla sulla pagina facebook del blog. 

Un sacco di istruzioni, ma infine è tutto molto semplice! Buon Secret Santa a tutti e grazie a Patrick de Il lato fresco del cuscino per questa bellissima illustrazione. Anche il Secret Santa ha il suo logo, ora potremo conquistare il mondo!

giovedì 17 novembre 2016

Idee regalo fatte a mano (prima parte)


Buon pomeriggio! Come state? Avete già fatto la lista dei regali di Natale? Fate come me e vi appuntate mentalmente idee durante l'anno oppure, molto più normalmente, arrivate all'ultimo con l'ansia e Babbo Natale che vi alita sul collo? Beh, che siate degli eterni entusiasti per il Natale o che nascondiate un piccolo Grinch dentro di voi, io e Katiuscia abbiamo deciso di darvi una mano.

Questo post a quattro mani nasce da una settimana intera di chiacchiere, tra me e Katiuscia. Ero in un periodo nero e lei ha saputo tirarmi su con la sua presenza costante e con una pioggia di bellezza. Tale pioggia di bellezza spesso comprendeva link a negozietti handmade o piccole opere d'arte. Abbiamo cominciato a scambiarci idee creative e a forza di "guarda che questo che bello" e "guarda lei che brava", ci è venuto in mente di trasformare questi consigli reciproci in un post pieno di idee per regali di Natale. Poi i post sono diventati due. E, detto sinceramente, di post avremmo potuto anche scriverne cento, perché continuavano a venirci in mente negozietti e cose belle, tanto che ad un certo punto abbiamo dovuto dirci un bel "basta".

La mia idea iniziale era quella di fare una lista di negozi handmade da cui acquistare, come avevo fatto anni fa (trovate i post qui e qui, anche se ormai sono un po' obsoleti), ma poi c'è venuto in mente qualcosa di più divertente: scegliere ognuna un'idea regalo dai nostri negozi preferiti. Si tratta di scelte dettate solo ed esclusivamente dal cuore, l'unica regola che ci siamo date è: persone belle e cose belle, ché la bellezza salverà il mondo. I negozi li abbiamo scelti di comune accordo, poi ce li siamo divisi e ognuna di noi ha selezionato un'idea regalo (ovviamente, ci siamo divertite come matte, in tutto ciò). 

Questa settimana comincio con la mia selezione, giovedì prossimo sarà il turno di Katiuscia. Eccovi qui le mie idee, io ne sono innamorata, spero piacciano tanto anche a voi. 

1. Cominciamo con un negozio di abbigliamento. Si tratta di S'art Lab, il mio negozio di abbigliamento handmade del cuore. Ve ne ho già parlato più volte qui sul blog e non mi stancherò di farlo: Sara è una persona deliziosa, un cuore gentile e una bravissima creatrice di vestiti. Tra le sue cose, ho scelto un'idea regalo per un'amica romantica ma con l'anima rock. Si tratta questa felpetta in neoprene con i cuori sulle maniche, non è deliziosa?


2. Pemberley Pond è uno di quei negozi che, quando li scopri, ti fanno saltellare dalla gioia (non succede solo a me, giusto?). Uno di quei posti che sembrano creati apposta per te, non so se mi spiego. Bellissime grafiche, amore per i libri e una certa passione per la letteratura inglese. Ecco, sono io, insomma (tranne le grafiche, ovviamente). Scegliere un'idea regalo tra le mille proposte interessanti è stato davvero difficile e non vi dico quante cose ho messo nel carrello PER ME, ma alla fine ce l'ho fatta. Ho scelto il poster dedicato a Cime Tempestose, perfetto per l'amica che vive con il naso nei libri e sogna di vivere in nella brughiera inglese. 


3. Devo essere sincera: ho scoperto STAN Portami Con Te tre giorni fa. Per puro caso, ho visto una condivisione su facebook e bon, amore e inserimento nella lista dei regali immediato. STAN Portami Con Te nasce dalla collaborazione tra due amiche, una grafica e una stilista, che hanno creato una linea di borse e accessori dedicati alla natura e al pinguino, simbolo del marchio. Qui la scelta è stata facile, perché è stata l'idea che mi ha fatto innamorare del negozio: si tratta dello Stardust Kit, un piccolo kit contenente un quadernino, una spilla e una borsina. Adorabile e ideale per l'amica con la testa sulle nuvole e il cuore grande.


4. Io ho un debole per i bijoux e per la ceramica (oltre che per mille altre cose), quando queste due cose si uniscono non sono più padrona di me. E' per questo che Pauta Pot è tra i miei negozi handmade preferiti da secoli. Ogni volta che ne sbircio la pagina facebook o il sito, il cuore mi si riempie di gioia. Perché sì, le creazioni di Pauta Pot mettono felicità, fanno stare bene. Quindi sono perfette da regalare, no? Quando sono andata a scegliere la mia idea regalo, ero convinta che avrei optato per una collana. Poi ho visto queste tazze e bon, ho subito pensato alla mia amica che ama gli animalini e il tè caldo. 


5. Non ricordo quando ho scoperto Gioie di Giulia, ma so che da molto tempo rende più bello il mio feed su Instagram. Già le volevo bene, ma  - nel cercare l'idea regalo per questo post - mi sono imbattuta in questa sua frase, che mi ha convinta ancora una volta di quanto sia importante comperare da piccoli artigiani: "Gioie di Giulia è il lavoro che vorrei per sempre e se sei qui a leggermi sei già partecipe del mio desiderio". Mi piacciono tutti i lavori di Giulia, ma ho una particolare predilezione per i gioielli con le parole. Ho scelto questi, perché sanno d'autunno e hanno parole belle. Li trovo perfetti per l'amica che aspetta l'autunno e i maglioni spessi tutto l'anno. 


6. Dis-Moi-Oui me lo ha fatto conoscere Katiuscia, che sembra conoscere miei gusti meglio di me. Non sto a dirvi che, appena ho dato un'occhiata alla pagina facebook, sono rimasta letteralmente conquistata da queste creazioni di abbigliamento handmade, semplici, adatte a gusti diversi, ma con un tocco speciale che le rende uniche. Per quel che riguarda la scelta dell'idea regalo perfetta, non ho dubbi: sceglierei una gonnellina. Sarebbe perfetta per la mia amica creativa che ama vestirsi di mille colori. 


7. Chiudiamo in bellezza questa lista di idee regalo con le Funky Mondays, altre due creatrici che seguo su Instagram da tantissimo tempo. Valeria e Silvia, due ragazze modenesi, realizzano piccoli gioielli e bigiotteria super funky, proprio come il loro nome. Come in altri casi, anche qui scegliere è stato davvero difficile, ci sono collane con fenicotteri, fiori e geometrie, orecchini dedicati a Wonder Woman e altri con delicati tulipani azzurri, per non parlare delle coloratissime mollette per capelli. Alla fine ho trovato il regalo perfetto per la mia amica nerd e appassionata di serie TV, chevvelodicoaffare. 


Spero di esservi stata d'aiuto per trovare idee per i vostri regali. La prossima settimana toccherà alle scelte di Katiuscia, non perdetevi il post!

martedì 8 novembre 2016

In viaggio con Michela: Alpe Sattal

Quando sono uscita con il cane, stamattina presto, il freddo era pungente e i prati erano coperti di brina. Il naso colava, le mani erano arrossate, ma io non potevo essere più contenta. Mattinate come queste sono una benedizione dal cielo. E, ora che finalmente è arrivato il freddo vero, che bello leggere di questa gita in montagna e guardare queste splendide foto. E riflettere su queste parole di saggezza, che - per quel che mi riguarda - sono arrivate dritte dritte al punto su cui, dentro al cuore, mi struggo maggiormente. Ovviamente, mi sono anche un po' commossa. Grazie a Michela, che come sempre ci regala un post prezioso e un nuovo luogo da aggiungere alla lista delle cose da vedere. Buona lettura!


È passato quasi un anno dalla mia salita all'Alpe Sattal e sono convinta sia stata una tra le esperienze più significative ed indimenticabili della mia vita.

A oltre 2000 metri sopra Alagna Valsesia, ai piedi del Monte Rosa, sorge la baita di Giuseppe, un uomo al "suo posto", come lui stesso ama definirsi. E il posto è l'Alpe Sattal. 

La baita è completamente isolata e si raggiunge con il sentiero n. 9 dal pittoresco villaggio walser di Ronco di Alagna. Una salita decisa di oltre due ore, quattro se c'è neve, con dislivello di 840 metri. Quel giorno di neve ce n'era tanta, che tradotto significa una bella faticata. Mai mi sarei immaginata che saremmo rimasti bloccati lassù, sino all'indomani, senza nulla con noi. Ecco perché quella che doveva essere una escursione bella come mille altre, è diventata l'imprevisto più gradevole e illuminante mai vissuto


Giuseppe è arrivato a Sattal a metà degli anni novanta, dopo aver cercato il "suo posto" camminando per tutte le Alpi per quasi due anni. Sostava una settimana in ogni luogo, il tempo per ambientarsi e capire se poteva essere il posto giusto, lavorando in cambio di vitto e alloggio. 
Cercava un luogo isolato, ad un'ora di cammino dalla macchina, con acqua di sorgente, un panorama incredibile e sole anche in inverno, caratteristiche indispensabili per vivere bene. Alpe Sattal è tutto questo ed è qui che si è fermato.

La baita nasce dalle pietre di un vecchio rudere e dalla determinazione di un giovane uomo che da solo, in pochi mesi, lavorando diciassette ore al giorno, ha costruito il suo sogno, il sogno e il gioco che aveva da bambino. 
La baita non era destinata a diventare ciò che oggi è, era la casa di Giuseppe e basta. 
Il primo anno sono passate dieci persone dall'Alpe, poi la voce si è sparsa ed oggi bisogna prenotarsi per tempo. 


Vivere è viversi, mettersi in gioco, prendere coscienza del proprio potenziale e cercare una realtà in cui investirlo. Ed è proprio ciò che lui ha fatto, realizzando con ammirevole dedizione e impegno il suo sogno. Ha sempre cercato di essere con la testa, il fisico e il cuore nello stesso posto, il "suo posto". Ho ascoltato ore Giuseppe raccontare la sua storia e le sue preziose lezioni di vita. 

Mi disse...Michela, più sei al "tuo posto" e più arrivi lontano. Abbiamo una vita a disposizione per dare forma alla nostra unicità. Parole che non scorderò mai. 
Ho cucinato per tutti all'Alpe quella sera e la Via Lattea ci ha dato la buonanotte.


Restano le cose che si fanno per amore. Cit. Giuseppe Pozzi. 

mercoledì 2 novembre 2016

I libri del mese scorso: ottobre


Finalmente è finito il mese ed è giunto il momento di scrivere il post sui libri. Non vedevo l'ora, devo confessarvelo. Ci ho pensato su tutto il mese e mi sono fatta centomila appunti in testa (che poi ho puntualmente dimenticato, eh) in proposito. Ho capito di amare i libri di un amore totale, pieno, intenso. I libri che leggo, quelli che non leggo, quelli che sfoglio, quelli che vedo in vetrina e non comprerò mai. Tutti, nessuno escluso. Anche quelli che non mi piacciono. Anche quelli in e-book. 

E gli audiolibri? Boh, quelli non so. La novità di questo mese è stata proprio quella dei libri "da ascoltare", visto che Amazon mi ha molto gentilmente omaggiata di tre mesi di abbonamento gratuito a Audible. Divorata dalla curiosità, ho subito scaricato la app, ho scelto qualche libro e mi sono addentrata in questo nuovo mondo. 

Che mondo strano, non so mica se faccia per me. Innanzitutto, ho dovuto trovare il momento adatto ad ascoltare i libri, che non è mica facile. Alla sera a letto manco a parlarne, ovviamente, ascolterei due parole e ciao, ciao, buonanotte. Quando esco con il cane amo tenere la testa libera. Non sono una pendolare e comunque in treno mi distraggo troppo, le conversazioni altrui, il paesaggio, i pensieri...no, non riesco mica ad ascoltare. In macchina solo musica a volume tale da farmi venire mal di testa, insomma...è difficile. Alla fine, un momento l'ho trovato: in pausa pranzo. Entro in casa, metto su l'acqua, accendo Audible e ascolto.

Che strano ascoltare un libro. In fondo è la prima cosa che facciamo, da piccoli, il primo modo che abbiamo di approcciarci alle storie. Dovrebbe venirci naturale, invece si rivela un po' complicato, almeno per me. Per quel che mi riguarda, l'ascolto è influenzato dalla voce di chi legge il libro in questione. E anche il modo di esperire la storia, in fondo in fondo. Mi son resa conto che, se mi infastisce la voce, non riesco a godere la storia. E rimanere concentrati? Anche quello è difficile. E sottolineare? Io sono una sottolineatrice compulsiva, mi dà fastidio non poterlo fare. Insomma, non credo che gli audiolibri faranno parte della mia vita, ma è comunque divertente ascoltarli. E quindi, solo per questo mese credo, c'è anche la sezione "libri ascoltati". 

Libri letti

M Train - Patti Smith
Avevo questo libro in wishlist da secoli, direi. Perché sì, ho la cattiva abitudine di aggiungere libri alla lista dei desideri di Amazon e poi dimenticarmene. L'ho rivisto, qualche tempo fa, sul profilo Instagram di Un peu sauvage, in cui Giulia diceva di volere che non finisse mai, e allora via, l'ho comperato. Una grandissima decisione. Avevo amato Just Kids, anni fa, ma se possibile, questo libro m'è piaciuto ancora di più. Si tratta di una serie di riflessioni e divagazioni di Patti, che racconta viaggi passati, viaggi attuali, libri, passioni, la sua vita quotidiana, le sue manie (tipo le serie poliziesche). Insomma, alla fine del libro sembra di essersi fatti una lunga chiacchierata insieme e di sapere un sacco di cose intime e personali su di lei, come se fosse un'amica. Che bello. 

Gli anni della leggerezza - Elizabeth Jane Howard
Questo libro lo devo alla mia guru dei libri, la già mille volte citata Ilenia di Con amore e squallore. Lei ne ha parlato più volte, nei suoi video, con tale entusiasmo che - quando l'ho visto in offerta Kindle - non me lo sono certo lasciata scappare. E sono contenta di averlo fatto, perché mi sta piacendo molto. Ve lo consiglio senza alcun dubbio, ma solo se: a) vi piacciono le saghe familiari con centocinquantamila personaggi, b) adorate le descrizioni minuziose degli ambienti, dei vestiti, dei più piccoli dettagli e c) non vi spaventano i libri in cui, essenzialmente, non succede nulla (almeno per ora, sono quasi a metà). Se rispondete sì con entusiasmo a tutti questi punti, non esitate, leggetelo. 

Libri acquistati 

Sylvia di Leonard Michaels, uno dei libri più fotografati su Instagram degli ultimi tempi, dopo Eccomi di Safran Foer. Eccomi non credo che lo comprerò mai, ma su questo m'è venuta una gran curiosità, così ho pensato bene di aggiungerlo al carrello quando ho preso quello di Patti Smith. Poi mi son chiesta se ho fatto bene. Poi ho letto che è un libro fantastico. Poi, questo mese credo, vedremo. 

Don Winslow Reading Guide: The complete guide to the novels of Don Winslow, un compendio dell'opera di Winslow, che io non mi ci raccapezzo mai. 99 cents su Amazon, meno di un caffè, sicuramente più indispensabile. 

Lo Zen e l'arte della manutenzione della bicicletta - Robert M. Pirsig, altro acquisto lampo su Amazon per pochi centesimi. Era in offerta, ricordavo di averne letto qualcosa, ma non so cosa e manco ho voluto chiedermelo. Preferisco la sopresa, a volte. 

Libri messi in lista

Atlas Obscura: An Explorer's Guide to the World's Little Wonders, uno di quel genere di libri con cui mi riempirei la casa, se fossi ricca. Un atlante delle meraviglie del mondo., indispensabile per sognare ancora di più di quanto faccia già abitualmente. 

The Rolling Home: 80000 Miles and Counting on a Selfbuild Home,  libro appartenente alla stessa categoria di quello sopra, il racconto - principalmente fotografico - della vita su un vecchio furgone in giro per l'America.

La vegetariana - Kang Han, un altro dei libri del momento. Ne ho letto benissimo, mi sa che quasi, quasi...

My Life on The Road - Gloria Steinem, perché voglio leggere più biografie, soprattutto di grandi donne. 

Scrittori. Grandi autori visti da grandi fotografi. - a cura di Goffredo Fofi, lo dice il titolo stesso...come si può vivere senza? Non credo sia possibile. 

Libri ascoltati 

Dieci minuti - Chiara Gamberale
Quando ho scaricato Audible, è stato il primo libro che ho scelto. Perché io ho un rapporto un po' conflittuale con la Gamberale, ho letto "Le luci nelle case degli altri" e non so, è come se mancasse qualcosa. Poi ha fatto comunella con Gramellini e io non sopporto Gramellini, quindi l'ho messa un po' da parte, nella mia mente. Ma di questo libro m'incuriosiva l'idea, sebbene non avessi alcuna intenzione di acquistarlo, e quindi quale miglior occasione di questa per leggerlo? Beh, insomma, ascoltarlo. Beh, insomma, m'è piaciuto. Leggero, delicato, con qualche spunto di riflessione. Poi mi piaceva un casino la sua voce, non posso dire che questo non mi abbia influenzata! 

Novecento - Alessandro Baricco 
Ecco un altro con cui ho un rapporto di amore/odio. Amore folle ai tempi di Pickwick, che ovviamente nessuno di voi ricorderà perché accadeva nella notte dei tempi (ma per fortuna qualcuno ha inventato YouTube), grande ammirazione per tantissimi suoi articoli, forte antipatia per la sua persona, alcuni suoi libri molto amati (Seta), altri molto odiati (Oceano Mare). Questo, letto da Stefano Benni, m'è piaciuto moltissimo. Già che ci siamo, dovrò recuperare anche La leggenda del pianista sull'oceano, che non ho mai visto. 

Così è la vita - Concita De Gregorio
Del mio amore per Concita sapete tutti, l'ho ripetuto fino alla noia, ma non ho mai letto un suo libro. Questo m'è capitato davanti facendo scorrere la app e mi son detta che poteva essere una buona occasione per...ascoltarlo? Leggerlo? Come si dice? Comunque, lo legge lei, che è una bellissima cosa, però sono appena all'inizio e quindi non posso esprimere un giudizio. Ma ho delle vibrazioni positive. 

E adesso tocca a voi, ditemi. Che libri avete letto, ultimamente?

venerdì 28 ottobre 2016

Chiacchiere del venerdì

(photo Unsplash)

Alleluia, alleluia, è venerdì ed è tempo di fare due chiacchiere. O no? Sì, dai, mettete su l'acqua per il tè che c'ho voglia di raccontarvi un po' di cose. E' tardi per il tè? Beh, dai, al venerdì uno spritz ci sta tutto. Insomma, che vogliate bere o no, che vogliate mangiare o no, spero comunque abbiate voglia di scambiare due parole con me. 

E' buffo, perché se dovessimo incontrarci di persona e mi chiedeste cos'ho fatto ultimamente, ogni volta, puntualmente risponderei di non aver fatto nulla di particolare, niente di che, ah che noia, ah che schifo la vita (più o meno, eh). Poi, quando prendo in mano il quadernino dove appunto le cose da raccontarvi, scopro di avere un elenco lunghissimo, dal quale devo regolarmente tagliar via un po' di roba per evitare di scrivere un post lungo come la quaresima. 

Detto questo, da dove cominciamo?

- ho approfittato di una domenica di sole splendido e della scusa di dover scrivere un post per Instantly Italy per farmi una bella gita. Da tempo sentivo parlare de La Cervara, un'abbazia restaurata a picco sul mare tra Santa Margherita Ligure e Portofino e, visto che poi avrebbe chiuso per l'inverno, ho deciso di farci un giro. La visita è stata interessante, soprattutto per un fantastico giardino (con un glicine che devo assolutamente tornare a vedere fiorito) e per la vista incredibile sul golfo di Portofino. L'interno è restaurato e profondamente rimaneggiato, in modo da ospitare eventi e cerimonie e quindi mi ha lasciata un po' meh. E' stato comunque piacevole, un posto un po' surreale, un grande sfoggio di ricchezza (la guida ci ha raccontato adorante che l'attuale proprietario ha deciso di comperare e restaurare il complesso dalla sera alla mattina), un favoloso giardino. Ah, l'ho già detto, il giardino, sì. Ma è davvero bello. 

- da qualche anno a questa parte, a Genova fanno mostre di fotografi importantissimi. Da tempo mi sono ripromessa di non perderme neppure una, anche se il fotografo in questione mi è sconosciuto o non particolarmente "nelle mie corde". Ultimamente ne ho mancata qualcuna, quindi non volevo che mi sfuggisse quella di Helmut Newton. Ammetto di essere andata senza sapere cosa aspettarmi e sono uscita senza sapere se mi fosse piaciuta. Le foto in mostra sono interamente incentrate sul corpo femminile, molti sono nudi, moltissime sono immagini estreme e decisamente volgari. Come ho scritto su instagram, Newton diceva di amare il cattivo gusto molto di più del presunto buongusto, da lui considerato "normalizzazione dello sguardo". Avrei tanto da dire in proposito e non voglio tediarvi. Dico solo che alcuni scatti proprio non li ho capiti, non ne ho capito il lato artistico, non ne ho intesa l'urgenza. Va detto però che alcuni scatti, i big nudes soprattutto e le stesse immagini vestite/svestite, sono di una bellezza emozionante

- sarà anche che ho visto la mostra di Newton il giorno dopo aver visto, su Netflix ovviamente, il documentario Miss Representation, una riflessione sullo sfruttamento dell'immagine della donna nei media. E' incentrato principalmente sulla società americana, ma pone quesiti universali. Guardatelo, è un modo per riflettere su immagini e modalità di pensiero che spesso diamo per assodate e quasi non consideriamo. Ma mica è l'unico documentario che ho visto, eh? Stiamo scherzando? Ho visto quello su Steve Aoki, un pazzo furioso figlio di un pazzo furioso che poi capisci perché è così fuori di testa, quello su Keith Richards e le influenze musicali degli Stones, e il concerto di Justin TImberlake, che come balla lui nessuno proprio. Se vi affascina il Giappone, vi consiglio The birth of sakè, che racconta il modo in cui viene realizzato questo liquore tradizionale giapponese (sapete che viene realizzato da persone che per sei mesi non fanno altro? Sei mesi della loro vita chiusi in un laboratorio, senza veder nessuno,eh). Ho visto anche il documentario su Amanda Knox, del quale avevo sentito un gran parlare e invece vabbè, niente di che. 

- per quel che riguarda i film, non ne ho visti molti, devo ammettere. Ho visto La bicicletta verde, che avevo nella mia lista di Netflix da tantissimo tempo e sul quale nutrivo grandissime aspettative, e l'ho trovato carino, sì, ma forse mi aspettavo davvero molto di più. E' la storia di una bimba saudita che sogna una bicicletta per sfidare il suo amichetto, in una società dove certe cose alle bimbe sono proibite. Mi sono innamorata della piccola protagonista, ma il film in sè, non so. Carino, ma nulla più.

- la serie dell'ultimo periodo è Le regole del delitto perfetto, che io e mio marito abbiamo divorato in due weekend. Mamma mia, che serie fantastica. La conoscerete sicuramente, è la storia di una docente di diritto penale (e stimato avvocato) che sceglie cinque suoi studenti per assisterla nei vari casi. Questo è solo l'avvio, poi succedono un po' di cose che non sto a dirvi. Comunque, è un susseguirsi di colpi di scena, i personaggi sono fantastici, una di quelle serie che ti inchiodano al divano, insomma. Meno male che c'è solo la prima stagione, per ora, su Netflix, altrimenti non avrei più messo il naso fuori di casa. 

- essendo io una stimata e pregiata cliente Amazon, mi hanno gentilmente fatto dono di tre mesi di prova gratuita per Audible, l'applicazione per l'ascolto degli audiolibri. La sto provando, ma ve ne parlerò più in dettaglio nella rubrica sui libri (che torna la prossima settimana, non vedo l'ora!). 

- per finire, ultimamente sto ascoltando pochissima musica che non sia quella che passa in radio, e sono quindi vittima di questa moda anni '80 che imperversa in ogni dove (o almeno su Radio Deejay). E anche se i miei amici musicisti impegnati ora inorridiranno, devo dire che mi piace parecchio. Sarà che più invecchio, più guardo con malinconia al passato, non so. Però 'sto fatto che appena parte una canzone, io sono catapultata a trent'anni fa, mi fa stare da Dio. 

E quindi, non potevo che lasciarvi con questa: 


Ora tocca a voi, ditemi: cosa avete fatto ultimamente?