mercoledì 24 luglio 2013

Le mie interviste su Manfrotto Imagine More

Ricordate quando sono stata a trovare Camilla di Zelda was a writer? Ci siamo incontrate ad aprile, abbiamo passeggiato per Milano e ci siamo raccontate un po' di vita tra una birra e un cheeseburger. Io le stavo parlando della mia condizione di disoccupata/cassintegrata/mobilitata e di quanto sia restia nel cercare un lavoro d'ufficio come quello che avevo prima, perché alla ricerca di qualcosa di più adatto a me, quando lei mi ha chiesto: "ma tu cosa vorresti fare?". Ricordo di aver risposto con una battuta, un po' ho tergiversato, un po' ho cambiato discorso, un po' ho detto che non sapevo. Insomma, una marea di parole a nascondere il mio vero sogno, di cui mi vergogno. Eh, sì. Come faccio a dire oggi, nel 2013, alla tenera età di quarant'anni, che il mio sogno è quello di scrivere? Quanti di voi si metterebbero a ridere? Quanti di voi scuoterebbero la testa con disapprovazione? Quanti di voi penserebbero "povera illusa"? Ecco, appunto.
Durante il viaggio di ritorno, in treno, ho ripensato tanto alla domanda di Camilla e alla mia reazione. Arrivata a casa, le ho scritto una mail lunghissima, raccontandole quello che non ero riuscita a dire a voce. E lei mi ha risposto con la sua solita grande saggezza, dicendomi che i sogni vanno chiamati a gran voce e che spesso si può arrivare a un sogno percorrendo strade secondarie, deviando un po' dalla strada principale, aggiustando un po' il tiro. Ora non so cosa deciderò di fare, quale strada imboccherò, se mai riuscirò a realizzare il mio sogno, ma sono felice di aver finalmente trovato quel sogno e aver avuto la forza di dichiararlo al mondo (sono una gran puntuale nella quotidianità, ma arrivo sempre in ritardo nelle grandi cose della vita). Magari domani tornerò a lavorare per un'azienda, magari aprirò un negozio, magari inizierò un'attività di altro tipo, magari invece riuscirò a scrivere. Chissà. Per me è già un gran risultato aver trovato il coraggio di scrivere questo post e comunicare al mondo un sogno.
La sera dello stesso giorno in cui ho incontrato Camilla, tornata a casa, ho trovato ad attendermi un'email con una grandissima sorpresa: la Manfrotto, l'azienda di attrezzature fotografiche e del blog Manfrotto Imagine More,  mi scriveva di aver accettato la mia proposta di guest blogging. Li avevo contattati dopo aver visto una loro ricerca di collaboratori e ho proposto loro alcune interviste a fotografi che usano il blog per comunicare il proprio lavoro. Leggo blog dalla notte dei tempi, ho sempre amato la fotografia e da tempo cercavo il modo di descrivere questa stretta relazione esistente tra foto e blogging. Avevo pensato di farlo qui, in questo blog, ma farlo per la Manfrotto ha avuto tutto un altro sapore. Ed è stata la mia prima vera e propria collaborazione lavorativa. Che gran soddisfazione, non avete idea. Magari rimarrà per sempre l'unica mia attività di questo tipo, ma che gran soddisfazione lo stesso. E che gran divertimento! Ho contattato alcuni dei miei miti assoluti in termini di fotografia e blogging e ho avuto il grandissimo onore di intervistarli e intrattenere con loro un po' di conversazioni via email. Un'esperienza bellissima.
(photo courtesy of Jeanine Stewart)
La prima fotografa che ho intervistato è Jeanine Stewart. Leggo il suo blog da tempo, ormai, e ho seguito da lontano la meravigliosa storia d'amore che l'ha portata a trasferirsi dal Canada a Londra. Ne ho seguito i momenti belli, quelli di sconforto, quelli più bui, le vette d'entusiasmo e i picchi di dolore, ammirando sempre la sua capacità di mettersi a nudo e di condividere anche le cose più intime. Jeanine è una persona speciale, ne sono convinta, le sue parole e le sue foto lo testimoniano in maniera inequivocabile. E poi mi ha fatto conoscere gli Arcade Fire, le devo momenti di gioia pura.
(photo courtesy of Andrea Scher)
La seconda intervista l'ho dedicata ad Andrea Scher, la blogger che in assoluto seguo da più tempo e l'unica, tra gli intervistati, che conosco di persona. Leggo Andrea dal 2004 e ancora oggi non smetto di stupirmi dell'energia che riesce a trasmettere con le sue parole. Anche Andrea ha attraversato momenti veramente difficili, ma non si è mai nascosta, non è mai fuggita, ha usato il blog come una sorta di terapia e ha combattuto le proprie debolezze parlandone. Le sue foto sono un tripudio di colore e di vita, così come è lei. Il pomeriggio che abbiamo passato insieme a San Francisco rimarrà per sempre un ricordo speciale. 
(photo courtesy of Brian Ferry)
Quindi ho intervistato Brian Ferry. Giuro di aver avuto vera e propria ansia nel contattarlo, presa da timore reverenziale, perché Brian è veramente una star. Grazie al blog, è riuscito a trasformare una passione in un lavoro a tempo pieno e adesso lavora per marchi del calibro di Starbucks, Ralph Lauren, Martha Stewart Living, Citizens of Humanity e altri. Credevo non rispondesse neppure alla mia email, invece è stato il primo a farlo e quello che ha dedicato più tempo a rispondere alle domande. Mi ha scritto così tanto che purtroppo sono stata costretta a tagliare l'intervista per esigenze di pubblicazione. Ed era così bella, mannaggia. Comunque, Brian è un fotografo eccezionale, una gran persona e un grandissimo amante della musica. A lui devo i Mumford and Sons, che vi devo dire.
(photo courtesy of Olivia Rae James)
L'ultima intervista che ho fatto è quella a Olivia Rae James. Ho scoperto Olivia e il suo blog da pochissimo ed è stato amore a prima vista. Folgorata da queste immagini sognanti, piene di poesia e di incanto, tanto da spingermi a voler visitare Charleston, la città dove lei vive, perché vista con i suoi occhi sembra di una bellezza senza precedenti. Olivia racconta di passeggiate in bicicletta, di tramonti, di cene all'aperto in compagnia, di una quotidianità raccontata con la gioia per le piccole cose, dove anche le cose più semplici sembrano cariche di meraviglia. E per riuscire in questo ci vuole davvero un gran talento.
Questo è il mio modesto racconto di questo bellissimo progetto, che è stato anche un gran regalo. Se vi va di leggere le interviste e dirmi cosa ne pensate, mi farebbe davvero piacere. Se vi va di dare un'occhiata ai blog dei fotografi, se ancora non li conoscete, vi garantisco che non ve ne pentirete. Parola di Cindy. 

14 commenti:

  1. Chiamare le cose con il proprio nome, andare dove si è sempre voluto andare, fare chiarezza, flettere le gambe e sentirsi nel vuoto-pieno delle cose.
    E' faticoso avere coraggio, a volte le i risultati non si ottengono perché neanche "li chiamiamo".
    Ho risentito sulla pelle la fatica di rispondere "tu cosa vorresti fare", la paura che forse nella vita non avrei voluto fare niente.
    la gioia però quando finalmente l'ho detto ad alta voce.
    Per quanto possa essere utile, se tu scrivi, io leggo con gioia!

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    1. Grazie mille per queste parole e per il tuo entusiasmo continuo. Sei una gran bella persona, my dear!
      Baci,
      Cinzia

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  2. Questo post è molto bello, io che ti leggo da tempo ormai ho anche sviluppato una certa dipendenza per le tue riflessioni su foto, viaggi, musica, riflessioni personali, consigli, tutto.
    Son felice quando scrivi e se questo è il tuo sogno hai tutte le carte in regola per metterti in viaggio.
    Un abbraccione :)

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    1. Grazie. Già sai che ti voglio benissimo.
      Baci
      Cinzia

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  3. molto brava, molto coraggiosa, molto felici per te.
    brava!

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  4. mi è piaciuta tanto questa rubrica, te l'ho già detto.
    bello sentire qualcuno esprimere i propri sogni. fa venir voglia di dire a voce alta anche i propri!!!!
    e anch'io, se tu scrivi, leggo con piacere!

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    1. E' stata una gran liberazione farlo! Grazie mille, Naza.
      Un bacio
      Cinzia

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  5. Non vedo l'ora di leggere tutto. Sai che sono emozionata per te? Perché sei cresciuta, inseguendo quel sogno, e sei diventata grande e intera ora che l'hai raccontato. Un bacio!

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    1. Il tuo commento mi onora e mi fa emozionare. Grazie. Non sai quanto!
      Cinzia

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  6. Ma brava Cindy, tanti complimenti! Sono proprio felice per te, vedrai che questo è solo l'inizio, lo sento!
    Un bacione!

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  7. A volte i sogni arrivano a noi per strade secondarie, opportunità inaspettate. A volte semplicemente cambiano perché cambiamo noi. Mai però smettere d'inseguirli, fosse anche per tutte le cose che troviamo lungo la strada. ;-)

    In bocca al lupo! =)

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    1. Hai proprio ragione, grazie!
      Un abbraccio
      Cinzia

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