mercoledì 27 gennaio 2016

Leggermente: Storia Piccola

Quando Elena mi ha mandato il Leggermente di questo mese mi ha avvisata: ci saranno lacrime. Non ho versato alcuna lacrima perché non ho letto il libro, ma la recensione di Elena, delicata, profonda, perfetta, come sempre mi mette voglia di correre in libreria a comperarlo, anche se vorrà dire commuoversi e piangere un po'. 

Buona lettura e grazie, come sempre, a Elena, che riempie questo blog di bellezza. 

[Con questa puntata, siamo esattamente a un anno di Leggermente, una rubrica che mi ha arricchita tantissimo, non solo dal punto di vista letterario, ma anche per quel che riguarda le suggestioni musicali. Per l'occasione, ho raccolto tutte le canzoni suggerite da Elena nei suoi post in questa playlist, che continuerò ad aggiornare con i prossimi Leggermente]. 


Sottotitolo: gli amici lo sanno.

Ho scritto per la prima volta di questo libro qui, al punto numero nove.
Poi ho condiviso sulla mia pagina una recensione che dice tutto quello che si deve sapere e me ne sono definitivamente innamorata.
Storia Piccola mi è stato regalato a Natale, l'ho scartato la sera del 23 Dicembre insieme a Vanessa, Eugenio, Marco, Manuela, Francesca, Luca, Andrea, Elisa, Cecilia, Gabriele, Martino e Adele. Sono i miei amici, che in realtà normalmente chiamo con un soprannome, e che mi conoscono così bene da andare sempre a colpo sicuro. Non sbagliano mai.


Questo libro illustrato è davvero una storia piccola, che racconta però la storia più grande che esista: la nascita di un essere umano, Beniamino. Sembrano esserci poche pagine, pochi colori, poche parole, ma ci sono in realtà moltissime pagine, moltissimi colori, moltissime parole. A guardare bene si incontrano il rosso mattone, il giallo ocra, il verde bosco, il bianco crema, l'azzurro chiaro, il blu cobalto, il verde oliva, il beige scuro, il grigio pallido, il rosa tenue, il verde acqua, il marrone bruciato, il carta da zucchero e chissà quanti ne sto dimenticando. 


L'ho letto la prima volta davanti a tutti... mi sono commossa. Allora, sperando di sortire lo stesso effetto, l'ho passato agli altri: beh, quasi tutti hanno versato una lacrima, tirato su col naso, inumidito gli occhi.

Perché, a parte i bellissimi disegni, Storia Piccola è parole. Sembra un frullato di poesie scritte per i bambini, ma pronte a toccare le corde più intime degli adulti. Io me la immagino, una mamma che legge seduta ai piedi del letto del suo piccolo nel dormiveglia e che si commuove così tanto da non riuscire a continuare.


Perché questo libro emoziona le persone non solo in quanto genitori, ma, soprattutto, in quanto figli. Non è detto che siamo tutti genitori di qualcuno ma è certo che siamo tutti figli, io per adesso ne sono un esempio perfetto. Le pagine che si susseguono, scandite dalle parole che Beniamino impara piano piano a pronunciare, facendole sue, raccontano la crescita di ognuno di noi. 


Non lo fanno però come in un libro per l'infanzia qualsiasi, lo fanno così:
"Passavano i giorni, collane di giorni.
E Beniamino cresceva e andava imparando
le cose. E le parole musica delle cose, e le parole
che fanno le cose".

Capite bene che così è poesia, così è scrittura che fa bene al cuore, al cervello e alla pancia contemporaneamente. Come un profumo.


Per questa ragione scegliere una citazione non è stato affatto semplice, anzi. Avrei potuto sbattervi qui l'ultima pagina, quella su cui tutti gli occhi hanno ceduto. Ma sarò giusta, non lo farò.
Vi scrivo però un piccolo brano che per me raccoglie il senso della vita, riassumendo come ogni cosa racchiuda il suo opposto e da esso venga continamente valorizzata:

E dopo, il freddo racconta la compagnia
del fuoco; il silenzio, la melodia dei violini;
un fiore, la filastrocca delle stagioni; il dentro,
il fuori; l'adesso, il dopo.

2 commenti:

  1. Mi sono emozionata. Bellissima recensione, ancora più bella se letta ascoltando la sua playlist :)

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    1. Hai assolutamente ragione!
      Un abbraccio,
      Cinzia

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