lunedì 28 aprile 2014

Tea for Two

Questa settimana sarà davvero speciale, qui sul blog, perché ci sono due post che fanno urlare di gioia, tanto sono belli. Il primo è quello di Daria, che ritorna dopo la pausa pasquale, a raccontarci di quanto sia importante liberarsi dai fardelli, fisici e mentali. Buona lettura!

In questi giorni mi sono sentita soffocare.


I see a face driving a stolen car, canta Beth Orton (ah, tra l’altro, vi consiglio tutto l’album Central Reservation) e quella faccia su una macchina rubata, per un attimo è stata la nostra. 
Hey, Crösa, rubiamo una macchina e scappiamo? Fuggiamo in Norvegia, il nostro Eldorado? Oppure via, lungo le strade deserte americane, come Mickey e Mallory Knox ma senza fucili. O in Nepal, che mi piacerebbe tanto staccarmi dal mondo e starmene un po’ là. Già che ci siamo, poi ci spostiamo e andiamo dalla Grande Muraglia che una volta nella vita, lo sai, Crösa, che tocca andarci. 

Fermati, Daria. Adesso non puoi partire. Crösa neppure. No, non si può. Bisogna trovare una soluzione alternativa. 
Così, interrogandomi sul reale motivo di questo soffocamento, ho capito, vi prego di non ridere, che in realtà avevo bisogno di buttare via cose.

Esiste anche un libro, mi disse una volta una mia amica, sull’arte del buttare via e sulla sensazione di benessere che ti pervade una volta che hai alleggerito armadi e cassetti.
“Ma dai? Me lo impresti?” le chiesi.
“Eh no, l’ho buttato via. Se no non funzionerebbe”.
Non fa una piega.

Ecco quindi che ora vi scrivo mentre in camera mia c’è una pila altissima, giuro, di vestiti, pantaloni, felpe e gonne pronti a lasciare casa mia.
Se c’è una cosa che detesto è il cambio dell’armadio e quest’anno ho deciso di affrontare questa calamità riducendo drasticamente la roba da ritirare. Che senso ha continuare a spostare vestiti  che non metto da due inverni? Esclusi i pezzi sacri, tipo i maglioni fatti dalla mamma, via tutto. 

Seguiranno a ruota i cassetti. 
Che gli dèi dell’ordine mi assistano perché nei nostri cassetti c’è veramente di tutto. Ho trovato perfino il Goldrake di Crösa tra i miei Lines-Petalo-Blu.
Ora l’ho salvato (ho salvato Goldrake, vi rendete conto?) e gli ho offerto un posto decisamente più dignitoso: nella libreria, davanti al libro su Cobain. 


Perché nello scaffale della musica? Perché “Ufo Robot” vinse il Disco d’oro per aver superato il milione di copie vendute.
Adesso però devo proprio andare.
Mi trasformo in un razzo missile e vado a far fuori tutto l’armadio.


8 commenti:

  1. Mirko con la K28 aprile 2014 10:25

    Daria se avessi buttato via il Goldrake saresti stata da prendere letteralmente a "selciate"! ;-)

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    1. Ahahahhahah!!! no, goldrake mai!

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  2. Questo è quello che farò a breve, sperando che l'esito sia altrettanto sorprendente xD

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    1. sosteniamoci a vicenda! insieme possiamo farcela! :D

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  3. Cara Daria, ogni anno ci dò dentro. Ed effettivamente, alla fine di queste grandi pulizie di primavera, mi sento meglio. Non so come spiegarlo, è una sensazione di pulizia, di ordine. Interiore però, più che dell'armadio (o della dispensa... vorrei farti immaginare la mia dispensa... che però non prevede "buttate vie", ma "buttate veloci in pentola"). Ha funzionato? Fammi sapere, eh. Un sorriso.

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    1. hai proprio ragione Serena quando parli di pulizia e ordine interiore... continuo sperando di non mollare! fingo di avere un trasloco imminente da gestire, così mi faccio meno remore a far fuori della roba! :)

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  4. Come già ti ho detto, quest'anno ho agito senza pietà. Incurante dell'affetto, della sensazione di spreco, del "non si sa mai". Via, finito, andato. Che liberazione! Quest'operazione mi ha sempre aiutata, salvo trovarmi a rimpiangere un paio di sandali con il tacco buttati via in un eccesso di zelo...mannaggia a me.

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    1. La sensazione del "oddio perché ho buttato quei sandali col tacco?" è la cosa che mi terrorizza di più...anche perché ora che ci ho preso la mano, non riesco a fermarmi. Ieri ho tolto dall'armadio il giubbotto storico che comprai dieci anni fa. Ma lo regalerò, non ho il cuore di gettarlo in un cassonetto. Anche se è stupido, perché i ricordi sono dentro la nostra testa, non possiamo legarli ad oggetti! (non lo penso assolutamente, sto cercando di convincermene per farmi forza)

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