venerdì 23 maggio 2014

Dear Teen Me: lettera a me stessa diciassettenne

Qualche tempo fa Elena, che voi conoscete già perché ha scritto due meravigliose wishlist per questo blog, mi ha fatto sapere del progetto Dear Teen Me, un sito in cui scrittrici americane scrivono a se stesse adolescenti, e mi ha detto: "perché non lo facciamo anche noi?". Io ho subito accettato con entusiasmo e poi, come sempre mi capita, ho lasciato passare mesi prima di dedicarmici. Lei ha scritto una profonda lettera a se stessa qui, lo stesso ha fatto Fabiana, altra affezionata amica di A casa di Cindy, qui. Io ho prodotto questa cosa che potete leggere qui sotto, giudicate voi. La foto non c'entra nulla, ma sono a Rimini e non mi è capitato nient'altro sottomano. Comunque sì, quella sono io. 



Ciao Cinzia cara,
chi ti scrive è la te stessa quarantenne. Sì, incredibile vero, i quarantenni esistono e prima o poi lo si diventa tutti, se si è fortunati. Tu non l'avresti mai detto, ma è arrivato anche il 2014 e tu hai compiuto quarant'anni. Quarantuno, per essere precisi. Sono passati ben 24 anni e la sai una cosa? Vanno di nuovo di moda i jeans con il risvolto che lasciano vedere la caviglia, proprio come quelli che porti tu. Potresti tenermeli da parte, cribbio, farei una gran figura (perché, modestamente, sì...ci entrerei ancora). Lascia però che ti dica che avrò anche quarant'anni ma ho una cosa che tu non hai e che mi invidieresti un casino: ho Internet, baby. Una favolosa invenzione che ti permette di entrare in connessione con il mondo intero. Eh, già. La adoreresti, tu che passi il tempo a sognare di girare il mondo. Ed esiste anche una cosa che si chiama Facebook, un'invenzione che ti permetterebbe di evitare di farti venire male alle mani a scrivere lettere agli amici di penna sparsi in tutto il mondo, basterebbe un click e potresti vedere foto, filmati, condivisioni e potresti scambiare brevi messaggi in tempo reale. Figo, vero? Però, lascia che te lo dica, questo ti toglierebbe la gioia di ritornare a casa da scuola e trovare la cassetta delle lettere piena zeppa di buste gonfie e colorate. Quelle che strappi di corsa salendo le scale e leggi avidamente mangiando la pasta al pomodoro, con i rimproveri della mamma in sottofondo. Mah, pensandoci bene, forse è meglio così. 

Uh, la mamma. Eh sì, la mamma è sempre la stessa. Nervosa, logorroica se di buon umore, inaccessibile se qualcosa va storto e sempre sonoramente rompicoglioni. La cosa positiva è che non vivo, da tantissimo tempo ormai, più a casa con lei e, si sa, la lontananza aggiusta tutto. Ma bastano due ore passate insieme per far riemergere le solite dinamiche che conosci così bene. Poi, figurati, non ho figli e quindi mi tratta ancora come tratta te adesso, per lei non sono mica mai cresciuta. Pazienza, bisogna farsene una ragione.

Beh, ma lasciamo perdere la mamma, passiamo alle cose positive. Prima cosa, fondamentale, te la devo proprio dire: ancora un po' di pazienza e ti libererai di quei due fondi di bottiglia. Te. Lo. Giuro. Un annetto ancora e potrai buttare gli occhiali nella spazzatura (no, vabbé, non farlo che al mattino appena sveglia servono eccome) e cambierà tutto. Te lo giuro. Cambierà tutto. Diventerai una persona nuova. Più bella. Più felice. Più consapevole. Lo so che non mi credi, ma te lo giuro. Già che ci siamo, ti faccio una rivelazione: chi è bello a quindici anni non sempre lo rimane invecchiando. Non ci credi? Ti giuro anche questo. Credimi. Potessi farti vedere alcune tue coetanee ora, giuro che ti sentiresti molto meglio. E, visto che siamo in argomento, voglio dirti che adesso tu ti senti una sfigata, lo so, ma stai andando alla grande. Ti stai facendo una gran corazza mia cara, perché, diciamocelo, se riesci a sopravvivere con i vestiti cuciti dalla mamma in un liceo di paninari fighetti, nella vita non ti spaventerà più nulla. Te lo garantisco. 

Passiamo alla seconda grande notizia, mia cara Cinzia diciassettenne. So che così ti rovino una gran sorpresa, ma non sto nella pelle: tra poco, in estate, incontrerai un ragazzo che ti cambierà profondamente. Lo vedrai solo per alcuni giorni, lo saluterai con la morte nel cuore, vi scambierete lettere romantiche con sempre meno frequenza, fino a non sentirvi più (ah, lo ritroverai su Facebook e ti rivelerà di aver realizzato il suo sogno di vivere di musica, non è bellissimo?). Beh, lui in quei pochi giorni ti regalerà gli Smiths e la voglia di scoprire la musica indie, dimenticherai certi cantautori italiani e ti farai quaranta minuti di bus per andare a cercare i vinili di P.J. Harvey. Scorderai la musica da discoteca e imparerai tutto quello che c'è da sapere leggendo Mucchio Selvaggio e Rockerilla e ascoltando Planet Rock su Radio Due. Diventerai diversa. Migliore. Un po' snob, musicalmente parlando, ma sempre con un animo pop, che non si può mica diventare dei pesantoni. Scoprirai musica che parla di te stessa e a te stessa e niente sarà più come prima. Troverai una nuova compagna di cammino, insieme a quei libri con cui dividi le giornate. Due compagni fedeli che non ti abbandoneranno mai. 

Adesso smetto di rovinarti le sorprese che ti aspettano (ce ne saranno un sacco, non sempre positive, ma alla fine il bilancio non sarà per niente male, stai tranquilla) e ti do qualche consiglio, ché essere arrivata a quarant'anni avrà portato qualche insegnamento, no? Allora, mia cara Cinzia, vivi con leggerezza. Posso urlarlo? VIVI CON LEGGEREZZA. Niente è per sempre, puoi sempre cambiare idea. Puoi cambiare facoltà, città, fidanzato. Puoi farlo. La vita non è finita finché non è finita. Puoi sempre ricominciare. E quindi non sentirti in colpa, hai fatto una scelta sbagliata? Torna indietro. Tira una riga e riparti. Non succederà nulla, te lo garantisco io. Non sentirti in colpa verso nessuno, pensa a te stessa. Mi rendo conto che sia difficile, ma puoi farlo e ti giuro che non succederà nulla. E poi prova. Qualcosa ti incuriosisce? Prova. Non tirarti indietro pensando di non essere all'altezza. Prova. Sia essa una nuova esperienza oppure un nuovo taglio di capelli. Davvero, prova. Puoi sempre cambiare idea, ricominciare, andare avanti. E non succederà nulla, te lo ripeto.

Adesso è meglio che chiuda, la mia intenzione era quella di scriverti due righe e invece mi sono dilungata in questa lettera noiosa. A quarant'anni si diventa un filo pedanti, quello sì. E si guarda sempre al passato con nostalgia. Quindi fammi dire un'ultima cosa: goditela. Mannaggia, che 'sto tempo proprio indietro non torna. E mettiti quella cavolo di protezione solare, porca miseria. Lo so che la mamma te lo ripete alla nausea e ti fa uscire di testa, ma ti prego mettitela. Fallo per me, mi risparmieresti un vagone di rughe (eh, sì, rassegnati: la mamma ha sempre ragione).
Un abbraccio.
Cinzia

20 commenti:

  1. Sarebbe bellissimo, vero, poterlo fare sul serio? All'Alessandra adolescente direi che non sarà mai sola e che credo in lei. Forse ora sarei più robusta dentro ;-)

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    1. Come hai ragione, cara Alessandra! Peccato non poterlo fare sul serio...

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  2. Mi ci fai piangere, guarda! Molto bella :')

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  3. Che poi mica ti saresti ascoltata a 17 anni! La bellezza sta proprio in questo. la te 17enne non avrebbe mai creduto alle te di oggi!
    In ogni caso tanta tenerezza alle due donne di questa lettera. Amo quella di ora, avrei imparato molto quella ragazza di allora.

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    1. Hai proprio ragione!!!! Probabilmente mi avrebbe mandata a quel paese. Ma se almeno la crema solare se la fosse messa, mannaggia! ;-)

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  4. che meraviglia questa idea, così nostalgica e romantica e iena di vita!

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    1. Bella, vero? Il sito è pieno di lettere meravigliose! :-)

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  5. Cara Cinzia la tua lettera è bellissima, divertente intelligente e con la giusta malinconia, grazie per avermi citato con la mia lettera e il mio piccolo blog! Buon weekend e buona romagna!

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  6. Ma che bella questa lettera! :)

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  7. Appena annusato l'andazzo di questo post, ho deciso di leggerlo con "Don't worry baby" dei Beach Boys in sottofondo. Giusto perché non avevo gli inediti di Dirty Dancing sottomano. E giusto per cacciarmi la balla che a commuovermi era la musica. Ma no, eri tu, Queen. Mannaggia sono in lacrime.

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