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venerdì 5 settembre 2014

Wishlist del venerdì

Buongiorno a tutti, miei cari. Sapete qual è la cosa più bella della prima settimana di settembre? Torna la wishlist del venerdì, no? Avete i quaderni nuovi e le matite temperate per appuntarvi i vostri nuovi, meravigliosi, inconfessabili desideri? Io no e quindi lo faccio qui, va bene lo stesso, vero? PS: non vedevo l'ora di ritornare a compilare la magica wishlist del venerdì, ve lo devo proprio dire. 

1. Cominciamo subito con un bel desiderio irrealizzabile, che chi mi segue su facebook forse conosce già (a proposito, mi seguite su facebook?), perché l'avevo condiviso un po' di tempo fa. Si tratta di una mostra. Fotografica. Chiamata American Cool. E dedicata a tutti coloro che hanno rappresentato la coolness americana nel tempo. Roba da impazzire, per quel che mi riguarda. C'è un unico piccolo dettaglio totalmente irrilevante: è a Washington e chiude domenica. Tecnicamente, se mi sbrigo, potrei ancora farcela. Ma credo proprio che me la perderò, mannaggia. 




2. Voi non sapete, care amiche nate dopo il 1985, cos'è stato quando è arrivata Madonna. Non ne avete idea. Lei ha cambiato tutto. Ha messo il punto a capo, ha fatto sembrare tutto quello che c'era prima vecchio di secoli. Ci ha investite come un tornado e ha cambiato di botto il nostro modo di vestire, di essere, di pensare. Lei era il nostro punto di riferimento, la nostra icona. Io la veneravo, come il 90% delle ragazzine della mia età, e conoscevo Cercasi Susan disperatamente praticamente a memoria. La mia Madonna è quella lì, quella dei primissimi anni. Ed è per questo che voglio questo libro fotografico di Richard Corman, tutto dedicato alla Madonna dei primi anni '80. Posso vivere senza? Credo di no. 


3. E per chiudere, un desiderio veramente irrealizzabile, visto che costano un occhio della testa e non me le potrei mai permettere anche se sono bellissime e se non lo faccio adesso allora quando che del resto cosa serve allora vivere ma sei matta che costano una cifra allucinante che ci vai avanti mesi con tanti soldi così no vabbè però vuoi mettere quanto mi farebbero felice? Insomma, per dire, queste scarpe con borchie Church's. La perfezione, ragazzi. La perfezione. [Se le vedete in giro da un cinese qualsiasi, vi prego avvisatemi].




mercoledì 9 luglio 2014

Le cose belle del mese: giugno


Dopo aver saltato il mese di maggio, non perché non ci fossero state cose belle, ma solo perché la mia testa malata s'è ricordata del post ormai a giugno inoltrato, eccomi qui nuovamente con le cose belle del mese. Sapevo che questo appuntamento vi mancava da morire, riuscivo quasi a percepire la vostra tristezza e quindi mi son detta che dovevo assolutamente tornare. Scemate a parte, eccomi di nuovo qui. L'ennesimo elenco, le ennesime cose belle del mese. (Che poi non sono mica tante, ma molto sentite).

Le Swedish Hasbeens
Ci si può innamorare di un paio di scarpe? Certo che sì. Ovviamente sì, ma cosa sto qui a dire. Io però ho sempre avuto una certa propensione a innamorarmi delle borse, più che delle scarpe. Finché non ho conosciuto loro, questi favolosi sandali di legno stile "la bella lavanderina", che mi hanno preso il cuore per non lasciarlo più. 

L'orto botanico di Padova
Come saprà chi mi segue su facebook e/o instagram, a fine giugno sono stata qualche giorno a Padova al seguito di mio marito, che si trovava lì per lavoro. Era la mia prima volta in quella città e mi è piaciuta tantissimo. C'è luogo in particolare che mi ha conquistata e si tratta dell'orto botanico. Ci sono andata una mattina presto, faceva fresco e mi sono goduta la meraviglia di quel luogo incantato. Credo di aver letto ogni etichetta, fotografato ogni fiore, vagato con la mente seguendo le suggestioni evocate da piante esotiche e luoghi lontani. Tutto questo in un luogo silenzioso e magicamente sospeso nel tempo. 

Il concerto degli Arcade Fire
Su questa storia del concerto degli Arcade Fire l'ho fatta andare anche troppo a lungo, vero? Però, che vi devo dire, quando provate un'emozione così grande non avete voglia di urlarlo al mondo? Quel concerto l'ho aspettato per sei lunghi mesi e, quando è arrivato, mi scoppiava il cuore dalla felicità. 

I prodotti per capelli della Davines
Risolta da tempo la questione occhiali, uno dei miei crucci più grandi rimane quello dei capelli. Hanno mille problemi, vivono di vita propria, non fanno mai quello che vorrei. E' come se non fossero miei, come se passassero sulla mia testa per caso e non si trovassero a proprio agio. Grazie a Riccio Capriccio, però, ho scoperto i prodotti della Davines, che hanno cambiato le cose. I miei capelli rimangono sempre dei gran maleducati, ma almeno si sono calmati un po'. E poi gli shampoo hanno un profumo così bbbbuono...

Lo spritz (di Padova)
La cosa che più mi è piaciuta di Padova è la sua vitalità. La gente esce, sta fuori, chiacchiera, se la gode. Mi piace il fatto che ci siano mille piazze. E mille bar. Tutti pieni. Mi piace il rito dell'aperitivo, alle sette tutti seduti faccia al sole a bersi uno spritz. E dopo aver bevuto lo spritz a Padova, bello ricco e corposo, rigorosamente servito nel bicchiere appropriato (altro che nel calice, ma dai), tutti gli altri mi sembreranno delle timide bevande annacquate. 

Il progetto 100happydays 
Come sapete, sono una grande fan dei progetti fotografici e simili, che inizio con grande entusiasmo per poi lasciarli a metà, maledicendomi e dandomi dell'inconcludente. Questo, incredibilmente, sono riuscita a portarlo a termine. A modo mio, senza pubblicare una foto al giorno come avrebbe richiesto il progetto, perché a volte non è che proprio tutti i giorni ci sia un motivo per essere felici. Oppure i motivi sono sempre gli stessi e li hai già fotografati più volte. Oppure perché spesso la felicità non è fotografabile. Ma va bene così, no?

La mia seconda #myselfie
Conoscete Faccio e Disfo Handmade e le sue #myselfie, vero? Io ne avevo ordinata una tanto tempo fa e mi è piaciuta così tanto che non ho resistito: lo scorso mese è arrivata la seconda, meravigliosa ragazzina da portare al collo. Con la maglietta degli Smiths, realizzata con una precisione emozionante. Uno dei miei gioielli più preziosi, davvero. 

venerdì 18 aprile 2014

Wishlist degli ospiti: Tamara

Buongiorno, buon venerdì, buona Pasqua e buonissima Pasquetta. Il tempo non promette molto bene, ma noi coloriamo tutto con questa favolosa wishlist degli ospiti. Oggi il regalo ce lo fa Tamara, donna meravigliosa dai lunghi capelli viola, occhi grandi e sorriso splendido. Io le voglio benissimo e, se ancora non la conoscete, sono sicura che le vorrete tanto bene anche voi. Tamara scrive da Dio e ha un blog, Citazionisti Avanguardisti, dove racconta della sua vita a Roma e della sua grandissima passione per i libri (leggete le sue recensioni, lei sì che sa come si scrivono). Ma Tamara è anche su Twitter, dove condivide perle di saggezza quotidiane (giuro, seguitela e vedrete) e si occupa della comunicazione per il favoloso mondo di Riccio Capriccio, il più bel negozio di parrucchieri del mondo. Insomma, io la amo tantissimo, voi cosa aspettate? 

Ogni mattina, a Casal Bruciato, una ragazza dai capelli viola si sveglia e sa che dovrà nascondere il suo portafogli per evitare di comprare tutto ciò che desidera. Quella ragazza sono io e oggi vi allieterò con la lista degli ultimi vaneggiamenti partoriti stamattina dopo il caffè.

Desiderio #1: Cassetta degli attrezzi per femmine che hanno i fidanzati bravissimi e gentiluomini ma che di cambiare una lampadina non se ne parla proprio. Io sono totalmente impedita per i lavori manuali ma volete mettere pestarsi un dito con un martello rosa per usare finalmente quei cerotti delle principesse Disney che avete comprato? Un’altra storia.


Desiderio #2: Scarpe Irregular Choice con tacco ad unicorno per volare alte nel cielo e per riuscire finalmente a prendere la farina dal pensile montato da Gulliver senza cadere rovinosamente. Sarete le più ammirate della fashion week sulla Tiburtina e persino Zeppetto del cocomero vi farà i complimenti (e lo sconto, che non guasta mai.)

 (foto di Spindle Magazine)

Desiderio #3: Il diario di Frida Kahlo. Non c’è molto altro da dire, se dovessi scegliere un mo(n)do in cui vivere prenderei in prestito il suo. Se poi ve la sentite di organizzare una colletta e regalarmelo, io non ve lo impedirò e vi ringrazierò sorridendo gioiosamente mostrandovi i baffi che avrò fatto crescere per l’occasione.

 (foto The Paris Review) 

Desiderio #4: IL rossetto: vegan, cruelty free e pieno di stelle, il Poison Berry di Lime Crime. Dopo aver provato il 522 di Kiko che mi faceva apparire come una che si è appena ingozzata di un chilo di olive nere, non ho più timore di indossare rossetti strong. Poi mia madre mi ha detto che sto male, quindi lo voglio.

venerdì 15 novembre 2013

La wishlist degli ospiti: Elena

Pronti per una nuova wishlist? Oggi è la volta di Elena, che ci regala una wishlist autunnale e piena di poesia. Elena l'ho conosciuta grazie a un suo commento lasciatomi proprio in merito a una delle mie wishlist, a cui sono seguiti messaggi su facebook, un'amicizia virtuale che spero possa diventare presto reale e questa emozionante lista dei desideri. Elena ha quello che lei stessa definisce "un blog come tanti", ma che in realtà è davvero speciale. Dentro c'è tanto di lei, di Genova, tanta vita e tanta bellissima scrittura. Leggetelo, ne vale davvero la pena. Lo trovate qui. Ma ora godetevi la sua lista dei desideri!  

Mi cimento, per la prima volta, nell’ardua compilazione di questa wishlist. Di tutte le bellezze che leggo nel blog di Cindy, l’appuntamento del venerdì è sempre quello più atteso…e oggi, incredibile, tocca a me! Non so da che parte cominciare, essendo un elenco (una cosa che adoro fin da quando ero piccola), mi viene subito in mente una borsa di stoffa, che ho visto da poco in un negozio e che probabilmente è cucita a mano. In questa borsa ci sono molte asole, accanto ad ogni asola c’è una scritta, che ne so “marmellata”, oppure “olio”, o ancora “limoni”. Cos’è? Una shopper, una borsa per la spesa, perché sotto all’asola di ogni prodotto c’è pure un bottone e quando ci manca qualcosa non dobbiamo fare altro che appuntarlo, così da arrivare al mercato con una lista pronta…e bellissima! Ma, in verità, l’elenco che mi è venuto in mente di getto quando ho letto la richiesta di invio di una wishlist degli ospiti, è quello qui sotto. Speriamo si avveri!
1) Innanzi tutto vorrei tanto queste scarpe. Le vorrei proprio tantissimo. Da anni ne porto un paio molto simile, nero, con la punta arrotondata e i lacci sottili, comprato in un pomeriggio d’autunno in un negozio della mia città, Genova. Visto in vetrina  è stato subito amore. Ricordo che avevo solo una possibilità di scelta: bianche o nere? Sì perché il modello di queste scarpe fatte a mano si chiamava proprio così: Black (o White) 37-38-39, ovvero gli unici tre numeri realizzati. Nel frattempo le ho fatte risuolare, le ho lucidate, ammorbidite, messe e rimesse. Sono le mie scarpe da conferenza, ma anche da funerale, le indosso con i pantaloni morbidi e ampi o con i vestiti corti e le calze alla parigina. Ora che sono stanche, vecchiotte e un po’ malandate, perché dover scegliere ancora una volta tra bianco e nero e non comprare entrambi i colori in una scarpa sola? Le voglio! (Porto il 37…)
2) Il mio secondo desiderio è riuscire ad visitare il MUSE, il Museo delle Scienze di Trento, in autunno. Ha aperto da poco ma io lo seguo da quando ancora doveva inaugurare e, un po’ che si trova in Trentino, posto del cuore e degli affetti, un po’ che dentro raccoglie la mia seconda (o terza?) vita, cioè la didattica, i laboratori e la comunicazione della scienza, un po’ che dai, ammettiamolo, deve essere veramente una figata, mi piacerebbe regalarmi una lunga, lenta, e intensa giornata in questo posto delle meraviglie.
(foto Alessandro Gadotti)
3) Il terzo “non posso vivere senza” è un ombrello da pioggia trasparente, perché il mio è abbandonato nel laboratorio del Festival della Scienza di Genova che sto seguendo e chissà, magari andrà perduto. Poche cose sono belle come le gocce che si posano e scivolano veloci, con le luci della città che filtrano attraverso l’acqua e il rumore delicato della pioggia che batte. Lo vorrei semplice, non colorato, come quello di Scarlett in Lost in Translation (quanto ho amato quel film!), così potrei uscire con il mio impermeabile nero con i bottoni rosa e la fodera piena di ombrelli disegnati, con i miei stivali di gomma rossi e un bel sorriso stampato in faccia.
4) Da quando ho finito di arredare casa, quasi un anno fa, penso spesso a cosa appendere sopra al tavolo della cucina. Le luci da sagra di paese, piccole e colorate, che mi farebbero commuovere ogni volta che le guardo? Un filo di bandierine di plastica, di quelle triangolari, pronto a dondolare quando apro la piccola finestra affacciata sul cortile interno? Le foto degli amici fotografi, bravissimi a cogliere l’attimo e a scegliere quel  punto di vista che dici “Oh, ma è bellissimo!”?
In questo periodo, la cosa che di più mi piacerebbe vedere appesa sopra le mie seggiole tutte diverse è un’insegna vintage, di quelle da vecchia drogheria, magari di latta smaltata con i colori più tipici degli anni cinquanta, tipo il verde acqua o il giallo crema. Come questa qui sotto:

5) Prometto che questo è l’ultimo desiderio, anche se potrei continuare ancora a lungo! Ogni volta che entro in libreria, la domenica mattina per il caffè, quando piove, se ho un po’ di tempo o quando cerco un regalo, vado sempre a guardare se hanno ancora questo libro, Cortecce di Cédric Pollet. E’ un volume gigantesco e pure un bel po’ costoso, ma dentro racchiude un mondo, il mio, fatto di gusci, protezioni, colori, ruvidezze, striature, spaccature, “lisciosità”, sfumature e tutto quello che la corteccia di un albero può farvi venire in mente. Dentro questo libro, per dire, ci sono foto così: