lunedì 6 maggio 2013

Elliott Erwitt. Retrospettiva. Torino

Ricordo di aver letto, tempo fa, il suggerimento di un fotografo a chi gli chiedeva come imparare a fotografare, suggerimento che recitava più o meno così: "una volta acquisite le basi tecniche, l'unico modo per imparare a fotografare è studiare il lavoro dei grandi fotografi". Da quando l'ho letto, cerco di seguire religiosamente questo consiglio (ehm, non fosse che devo ancora acquisire le basi tecniche).
Comunque, volendo seguire tale indicazione, alla mostra di Elliott Erwitt c'è davvero tantissimo da imparare. Ma c'è anche tanto da divertirsi. E ovviamente fotografie meravigliose. Come potete immaginare, quindi, la mostra mi è piaciuta tanto. Ma tanto proprio. Per dire, ho fatto due volte il giro delle foto esposte, guardandole una prima volta con il sottofondo dell'audioguida e una seconda senza, per il solo gusto di rivedere gli scatti. E mi è piaciuta così tanto che sarei pronta a ritornarci. Se un minimo amate la fotografia, se vi incuriosisce imparare qualcosa di nuovo, se amate i cani, se vi piace viaggiare, se amate la vita, non perdetevi questa mostra. Poi è a Torino, non è una buona motivazione già di per sé per farsi una gita?
La mostra è una selezione delle più importanti fotografie di Erwitt e racconta la carriera di questo grandissimo fotografo. Si inizia immediatamente con immagini meravigliose, visto che la mostra è aperta dalle foto che ritraggono i cani e gli animali in genere, colti da Erwitt con occhio divertito. Si gira l'angolo e si comincia a viaggiare per il mondo, si va a Parigi, in America, ci si ferma in varie camere di albergo, si va in spiaggia, grazie allo sguardo attento del fotografo, che non si fa sfuggire i più piccoli particolari. Si cambia pannello e si è catapultati tra le celebrità che Erwitt, membro dell'agenzia Magnum e residente a Hollywood, ha la fortuna di fotografare. Sono rimasta immobile per un bel po' a guardare la foto di Jackie Kennedy al funerale del marito, sulla cui guancia scintilla una lacrima. Una foto bellissima, non riuscivo a staccare lo sguardo. Poi ancora, pannello dopo pannello, le foto all'interno dei musei, dove Erwitt si diverte a fotografare le persone al cospetto delle opere d'arte, le foto scattate in Italia nel dopoguerra e la lezione del neorealismo, gli scatti su commissione di famiglie americane di provincia, per finire, come ultima foto, con la famosissima immagine dei due amanti che si baciano riflessi nello specchio dell'auto. Un viaggio bellissimo, entusiasmante (e la mostra l'ho amata lo stesso anche se c'era pieno di gente, non dico altro).

Ma quali sono stati gli insegnamenti di Erwitt? Beh, innanzitutto il signor Erwitt è un gran simpaticone, umile, divertente e divertito, con un grandissimo amore per la vita. Ascoltare l'audioguida è illuminante e fa spesso sorridere, grazie ai suoi aneddoti, come quando racconta di aver abbaiato più volte, durante gli scatti, per ottenere l'attenzione dei cani. Comunque, dicevamo, le lezioni. La prima: pazienza. Fotografare è aspettare che le cose accadano, sostiene Erwitt, che racconta di aver atteso molto per realizzare uno scatto dove un gabbiano, un lampione e un aereo si combinano in una composizione perfetta. Bisogna avere tempo, pazienza, cura. Seconda lezione, in contrasto e a complemento della prima, scattare d'istinto. Scattare, scattare, scattare e godere del dono di un'istantanea nata per caso. Infatti, sostiene Erwitt, prima si scatta una foto d'istinto e poi si elabora un giudizio. Un'altra grande lezione, non tanto per chi fotografa ma per chi guarda le foto, è che le immagini devono essere guardate e non discusse. Racconta Erwitt che spesso i critici hanno attribuito i significati più strani e reconditi a foto che lui aveva scattato unicamente per ricordo, per fermare un attimo, un momento. Questa è una grandissima lezione di umiltà, da parte di un grandissimo (ma non sono i più umili a essere i più grandi?). Altro insegnamento, imparare a scattare d'istinto ma prestare sempre attenzione alla composizione. Avere spirito d'osservazione, imparare a vedere la foto ancor prima di scattarla. E poi, l'ultima e più importante lezione, divertirsi. Non perdere mai il gusto di scattare, di vedere, di imparare, mai smettere di essere curiosi. Che poi questo vale anche per la vita, no?

12 commenti:

  1. Non stavo già più nella pelle ma dopo questo post sabato 01 giugno mi sembra ancora più lontano!!

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  2. Splendida mostra! E direi che quest'anno per gli appassionati di fotografia come te non c'è che l'imbarazzo della scelta, vero?
    Un bacione!

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    1. Ma infatti!!! Sono felicissima.
      Baci
      Cinzia

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  3. Ciao Cinzia.

    Sono reduce dalla delusione per aver perso Doisneau a Milano (mostra terminata ieri... io ero a Milano ed avevo programmato tutto, ma un impegno dell'ultimo momento ha fatto saltare i miei piani) ed il tuo post mi rianima un po'. Sabato sera sfogliavo il libro "Sequentially Yours" di Erwitt e pensavo proprio che mi piacerebbe vedere questa mostra, leggere adesso la tua recensione mi ha costretto a prendere in mano il calendario per pianificare le possibili date; con un orizzonte temporale così non posso perderla!

    Mi sono piaciuti moltissimo gli "insegnamenti" che hai raccontato. Io, per divertimento e per passare qualche ora a discutere di cose che amo, amministro un forum fotografico. Beh... tu non puoi immaginare quante volte stiamo a perderci dietro a letture macchiavelliche di certe foto, a spaccare il capello su particolari spesso insignificanti. Lo dico con puro spirito autocritico, probabilmente dovrei imparare anche io a guardare di più e commentare di meno le foto degli altri.

    Grazie mille, un post bellissimo!

    Un salutone :)
    Flavio



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    1. La mostra non devi proprio perdertela, è bellissima! Una delle più belle viste recentemente, insieme a quella di Fosco Maraini. Mi raccomando, prendi l'audioguida perché è preziosa!
      Sono felice che ti sia piaciuto il post!
      A presto,
      Cinzia

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  4. Bellissime immagini!! qui a Genova ci sono parecchie mostre fotografiche ultimamente a Palazzo Ducale se ti interessa :)

    Se non sei mai stata a Genova, ho fatto un post di recente al riguardo su
    http://blogpercomunicare.blogspot.com/

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    1. Conosco e amo molto Genova, grazie! Recentemente ho visto la mostra di Fosco Maraini, che mi ha incantata, e spero di riuscire a vedere presto quella di Kubrick.
      A presto
      Cinzia

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  5. La mostra di Fosco Maraini (e quella di Steve Mc Curry, no?) ha incantato anche me. Ho la fortuna di vivere a Torino e di aver visitato la mostra di Erwitt che è imperdibile già due volte, ne ho parlato anch'io nel mio blog. Un saluto!

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    1. Ci sono state bellissime mostre fotografiche ultimamente!!! Io sono felice come una bambina. ;-)

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  6. questo post mi ha toccato ed emozionato..che bello
    :)

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    1. Grazie. Commenti come questo mi riempiono il cuore.
      Cinzia

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