mercoledì 23 ottobre 2013

40/52 e qualche parola su Londra



Come vi dicevo nel post della scorsa settimana, avevo bisogno di un po' di tempo per metabolizzare tutte le emozioni e gli stimoli del soggiorno a Londra. Ora è passato qualche giorno e posso raccontarvi com'è andata. Beh, benissimo ovviamente! L'accoglienza della città non è stata proprio delle migliori, visto che il primo giorno siamo stati accolti da un vero e proprio diluvio universale, ma poi tutto si è aggiustato e ci siamo limitati alla classica pioggerellina da stereotipo sull'Inghilterra. Tempo tipicamente British, quindi, ma fa parte del fascino, no?
Superato l'impatto con il clima, c'è stato l'inevitabile paragone con New York. Voi sapete che ho questa patologica fissazione per la Grande Mela e i primi giorni non ho fatto altro che paragonare Londra al mio grande amore americano. Ogni cosa era "epperò, New York", "eh, uhm, sì ma New York", insomma...una lagna del genere (tutta dentro la mia testa, ovviamente). Poi, a un certo punto, New York è sparita ed è rimasta solo Londra. E ho cominciato a godermela alla grande. Ecco, questa città mi ha conquistata lentamente, ma ha lasciato il segno. E mi ha regalato momenti che difficilmente scorderò.
La passeggiata nella Southbank, partendo dal Tower Bridge fino ad arrivare al Westminster Bridge, con un timido sole autunnale, in cui Londra si è rivelata in tutta la parte più scenografica. Il Borough Market, dove abbiamo mangiato un panino con la salsiccia da scaldare il cuore e quello di Spitalfields, dove mi sono fatta prendere dalla sindrome della turista e avrei voluto comperare tutto. Brick Lane, che mi ha strappato il cuore con la sua infinità di negozietti vintage, le curry houses e i bagel shop (vintage, curry e bagel, tre dei miei grandi amori in un pugno di strade). La Rough Trade East, un negozio di dischi/etichetta musicale/caffé, che mi ha fatto tornare ai miei ventanni e ai miei sogni su Londra (chissà che emozione sarebbe stata venirci a quell'età).  La magnifica cena da Barbecoa, il ristorante di Jamie Oliver, con cibo sopraffino e una vista sulla cattedrale di Saint Paul's da togliere il fiato. Gli arabi ricchissimi da Harrods, il reggae di Brixton e il Sunday Roast al pub vicino casa. Camden Lock all'ora del tramonto. L'atrio del British Museum. Gli scones con burro e marmellata. Rivedere un amico dopo una vita intera. I pub, gli autobus rossi e i mezzi pubblici che ti portano ovunque. Il tè. Oh, il tè.
Insomma, che vi devo dire. Con Londra non c'è stato un vero e proprio colpo di fulmine come mi è successo con altre città, ma mi ha fatto venire voglia di andare a viverci. Anche domani. Quindi direi che l'impressione è stata positiva, voi che dite? Anzi, mi chiedo se tutta la ritrosia iniziale della città non sia stato altro che un trucco per farmi innamorare perdutamente!

4 commenti:

  1. *________* che bello, in poche parole hai riassunto tutto quello che mi piace di Londra...una fitta allo stomaco!
    brixton,nelle ultime settimane del mio soggiorno londinese era il mio posto preferito.... Y_Ysigh!

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  2. Mirko con la K23 ottobre 2013 16:52

    Personalmente sono convinto che in quasi tutte le esperienze di vita ci sia un primo e un secondo tempo ma esclusivamente sulla base del ricordo che si ha del secondo tempo si sviluppa il sentimento di delusione o soddisfazione che rimane nella memoria.

    ...miii che spesso! e sorrido pure al pensiero che sto pistolotto della classifica tra il primo e il secondo tempo forse non è altro che un rettaggio del mio passato e la logica conseguenza dell'abitudine che avevano i miei genitori quando, da piccolo, andavamo al cinema all'orario "che metteva bene a loro” e succedeva moltissime volte di entrare in sala e cominciare a vedere un film a metà del secondo tempo. Poi tutto il pubblico (eccetto noi!) cambiava e potevamo simpaticamente vedere tutta la prima parte del film e finalmente conoscere la storia fino al momento del nostro arrivo.
    Eravamo completamente sciroccati agli occhi del primo pubblico e snob per il secondo. Fantastico!

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    1. Dev'essere stata una moda dell'epoca perché lo facevano anche i miei!!!!!!!! Ad un certo punto, si guardavano in faccia, si dicevano "ah, questa scena l'abbiamo già vista" e via a casa! :-D

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